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Costume

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Power point al potere

Guardate questa immagine. È comparsa ieri sugli schermi dei televisori e oggi sulle prime pagine dei quotidiani. Cosa si vede? Il Presidente del Consiglio che mostra un disegno. Si scorge la bilancia della Giustizia, simbolo della prudenza, dell’equilibrio, in due differenti posizioni: sulla sinistra di chi guarda, uno dei piatti pende pesantemente verso il basso; sulla destra, invece, i piatti sono in perfetto equilibrio. In alto, la scritta: “Il giusto processo”. Naturalmente l’uomo politico che regge il disegno, e lo esibisce davanti a telecamere e fotografi, intende dire che lui ha riportato in equilibrio i due piatti della bilancia, e dunque della Giustizia. Oggi su “La Repubblica” Filippo Ceccarelli, memoria iconologica della politica italiana, scrive giustamente che si tratta di un intervento da piazzista, da imbonitore del porta a porta, e ricorda le altre occasioni in cui Berlusconi è ricorso alle immagini per veicolare un suo gesto politico, per convincere o sedurre gli elettori parlando dallo schermo televisivo. Un’immagine comunica un messaggio diretto, immediato, e vale, come si dice, più di mille parole...

#01 The lion

Rubrica californiana sul paesaggio urbano, umano, inanimato. Curata da Alessandro Pessoli e firmata dall’inviato speciale Coppertone. Una rubrica molto libera, molto freeway, rubrica zingara che rotola da un punto ad un altro, come è naturale qui a Los Angeles, dentro racconti e storielle.   # 1 The lion La macchina in questione era una Mercury Cougar degli anni settanta. Dico era perché è stata demolita l’anno scorso. Stefano l’aveva comprata da un meccanico dopo aver fatto un incidente con una piccola Mazda su una highway, prima che Sonia si trasferisse a Los Angeles. Ai tempi abitava con dei fulminati a Echo Park, e in autostrada con la Mercury si sentiva al sicuro... Per Stefano è stato un lutto farci un cubo, se avesse potuto l’avrebbe spedita in orbita insieme ad uno dei satelliti di cui calcola le rotte, una storia eroica alla Apollo 13. La Mercury era un concentrato di americanità, come andare a Venezia e vedere le gondole: cosa c’è di più veneziano delle gondole? Per Stefano è stata una perdita e davvero si è trattato di perdite, nel senso che perdeva olio, come...

Abruzzo / Viaggio in Italia

Chi abita al nord, o meglio, è originario del nord Italia, di norma non fa differenze: per capirsi, a Torino si dice che da Cuneo in giù sono tutti terroni. Abitudine ormai talmente radicata che addirittura Flaiano ironizzò sull’argomento in questo articolo del '45 dal titolo Terroni e polentoni: “In questi giorni i quotidiani hanno riportato la notizia di un manifesto che circolerebbe nel Nord, incitante quelle laboriose e integerrime popolazioni contro i ‘terroni’. I terroni sarebbero quegli italiani che vivono al di qua della linea Spezia–Rimini. La notizia ha fatto il suo chiasso. Qualcuno l’ha commentata con amarezza, scagliandosi contro i campanilismi, un giornale ha preso addirittura le cose al tragico. Pacifici lettori hanno visto, nell’immaginazione, chiudersi le porte delle città degli affari, altri hanno meditato in cuor loro le più tremende rivalse. Intanto occorre notare che gli autori del manifesto hanno fatto le cose troppo in fretta. Stabilendo una linea di demarcazione Rimini–Spezia, hanno lasciato insoluto il più grande problema della nostra storia e cioè se...

Tweet per la rivoluzione

Di ciò che sta accadendo nei paesi del Maghreb continua a sfuggirci il senso profondo: il significato degli eventi, ma soprattutto la loro direzione. Si va avanti o indietro? Chiusure filo-islamiche regressive o aperture all’occidente democratico? Destra o sinistra? Leader storici che cadono, venti di ribellione, ma a che pro? Non si capisce. Da cui innumerevoli opinioni e interviste, interventi e interpretazioni, dibattiti, appelli d’ogni tipo. Una cosa su cui tutti sembrano comunque essere d’accordo è che a fomentare queste rivolte, a coinvolgervi migliaia e migliaia di persone, soprattutto giovani, a diffondere entusiasmo e voglia di fare hanno molto contribuito i social network. Laddove i vecchi leader usano la solita televisione per diffondere proclami di rito o, più che altro, per segnalare la loro ostinata presenza in loco (sono un beduino, ha ribadito Gheddafi dinnanzi alle telecamere di regime), internet e i nuovi media che vi pullulano vengono usati dai rivoltosi per scambiarsi sempre e comunque informazioni sulle iniziative più o meno estemporanee di protesta. E, così facendo, per fare rete, edificare gruppi...

L’Italia è divisa tra Est e Ovest

Anni fa, quando il problema della comunicazione tra nord e sud del paese era all’ordine del giorno, e ancora non si parlava di Grandi opere, si era aperta una discussione sulla "variante di valico" dell’Autostrada del Sole tra Bologna e Firenze. Negli stessi mesi veniva pubblicato un libro in due volumi in cui erano raccolti gli studi sul mutamento del territorio italiano: Le forme del territorio italiano, curato da Alberto Clementi, Giuseppe Dematteis e Pier Carlo Palermo, promosso dal Ministero dei Lavori pubblici e edito da Laterza (Temi e immagini del mutamento, vol. I; Ambienti insediativi e contesti locali, vol. II). La prima cosa che colpiva in questa ricerca era una considerazione sull’aspetto fisico del nostro Paese. Per quanto l’immagine dell’Italia domini nelle aule scolastiche, e quella dello stivale sia la figura più impressa nella memoria collettiva degli italiani, gran parte della stampa continuava allora a parlare di strozzatura tra Nord e Sud, e altre cose del genere, ignorando una fondamentale questione, quella, per dirla con il titolo dello scritto di Franco Purini, architetto romano e saggista, compreso nel...

Re Sole e Reami d’Ombra al tempo d’Affittopoli

C’è un aspetto paradossale, ma rivelatore, nella faccenda di “Affittopoli”: l’assoluta congruità degli affitti pagati dai super vip, vip e annessi e connessi, per le case di proprietà degli enti pubblici milanesi. Il Trivulzio, ma non solo. Visto che ora lo stesso fenomeno emerge anche per le proprietà del Policlinico milanese. 11.262 euro annui per 75 metri quadri in via San Marco? Una cosa giusta. 600 euro per 82 mq in via Alfieri? Perfetto. 1000 euro al mese per 80 mq in via Santa Marta? La cifra equa da pagare. E allora perché si titola “affitti a prezzi stracciati”? Perché si parla di prezzi di favore? Semplice. Perché queste cifre non hanno nessun rapporto con quelle che si devono pagare per disporre di una casa in affitto nel mondo reale. Quello dove vivono i cittadini. Quella stragrande maggioranza che paga cifre come queste, o doppie di quelle riportate, per abitazioni ficcate a un’ora di metrò dalle ubicazioni di pregio. O sborsa, per case analoghe a quelle del centro, importi pari a quattro, cinque volte quelli richiesti dagli enti pubblici. Cifre assolutamente fuori...