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Psichiatria

(169 risultati)

Lacan politico

Che cosa può insegnare la psicoanalisi alla politica? In che cosa il pensiero di Lacan può contribuire alla definizione di una pratica di democrazia radicale? Sono queste le domande alle quali il nuovo libro di Bruno Moroncini (Lacan politico, Cronopio, Napoli 2014) dedicato a Lacan tenta di dare risposta. E lo fa sottraendo il filosofo francese alla vulgata che lo ha considerato un liberale moderato in politica, in fondo, per quanto illuminato, un conservatore.   Il libro è in effetti una raccolta di quattro saggi di cui solo il primo inedito, i quali, in maniera a volte circolare e con apparenti digressioni, ritornano sulle stesse domande, cercando di mostrare come la psicoanalisi lacaniana possa dare un contributo, proprio in quanto pratica analitica, ad una politica radicale capace di essere emancipativa senza essere illusoriamente “progressista”. Due sono a mio avviso i punti di snodo della proposta interpretativa di Moroncini: l'atto analitico e il sintomo. Attraverso questi problemi l'autore discute le posizioni di Badiou e di Žižek innanzitutto, ma risponde, anche se un po' tra le righe (e tra le note), anche ad alcune...

Luigi Boscolo e l'arte delle lenti

Il 12 gennaio 2015 muore Luigi Boscolo. Nato il 27 marzo 1932, si laurea in Medicina a Padova, si forma come pediatra e come psicoanalista a New York City. Negli anni Sessanta New York è già la capitale culturale del mondo occidentale. La città più importante degli Stati Uniti, sembra essere del tutto eccentrica al mainstream nordamericano. Là s’incontrano artisti, filosofi, scrittori e psicoanalisti ebrei rifugiati dall’esplosione antisemita in Europa; in particolare dopo il nazismo in Germania e l'emanazione delle leggi razziali in Italia. Tra costoro, dall'Italia, Edoardo Weiss (1889-1970) e Silvano Arieti (1914-1981). Dopo la guerra, la maggioranza rimane là e continua la propria attività.   Boscolo ci va nel 1960 e ci rimane fino al 1967. Insieme con lui –  immagino oggi il loro ricongiungimento nell'Ade –  Gianfranco Cecchin (1932-2004), morto dieci anni fa. Boscolo frequenta il corso di Psicoanalisi presso il New York Medical College-Metropolitan Hospital. I suoi primi maestri sono il già menzionato Silvano Arieti e Nathan Ackerman (1908-1971) che già pratica...

L'arte come teoria della mente

Il freudiano Progetto di una psicologia, delineato nel 1895, contiene un modello biologico della mente che lo stesso Freud si affretta ad abbandonare e a disconoscere, indicandolo come un tentativo confuso e prematuro. Prima di poter studiare i processi mentali da una prospettiva neurofisiologica era necessario passare attraverso la mediazione di una psicologia dinamica della mente. Tuttavia questo episodio della variantisitica freudiana ha una funzione rivelatrice: nello “scarto” c’era l’intuizione di uno sviluppo necessario, dell’esigenza di creare una omologia tra la configurazione cognitiva della psiche e il funzionamento fisiologico del cervello.   La separazione tra psicologia e biologia della mente va intesa quindi come una mossa tattica e provvisoria, escogitata da Freud senza mai perdere di vista l’orizzonte di una disciplina unificata, come si legge chiaramente, nel 1920, in Al di là del principio del piacere. Aspettando di trovare i correlati fisiologici dei processi psichici, Freud getta le basi per la nascita della psicologia cognitiva, che sarà poi definita compiutamente da Neisser, nel 1967, come una...

Letteratura e scienze della mente

Le forme della natura sono forme umane. È nel nostro cervello che si formano i triangoli, gli orditi e le ramature. Noi li riconosciamo, li apprezziamo; ci viviamo in mezzo. In mezzo alle nostre creazioni, creazioni umane, comunicabili all’uomo, noi ci sviluppiamo e moriamo. In mezzo allo spazio, allo spazio umano, noi creiamo misure; tramite tali misure noi creiamo lo spazio, lo spazio tra i nostri strumenti. L’uomo poco istruito è terrorizzato dall’idea dello spazio; egli se lo figura immenso, notturno e vorace. Egli immagina gli esseri sotto la forma elementare di una sfera, isolata nello spazio, raggomitolata nello spazio, schiacciata dall’eterna presenza delle tre dimensioni. Terrorizzati dall’idea dello spazio, gli esseri umani si raggomitolano; hanno freddo, hanno paura. Nel migliore dei casi essi attraversano lo spazio, essi si salutano con tristezza in mezzo allo spazio. Eppure tale spazio è in loro stessi, non si tratta d’altro che della loro stessa creazione mentale. Michel Houellebecq, Le particelle elementari     1. Le particelle elementari della critica   Appena prima di scoccare, nel 1899...

Perché il terrore terrorizza?

Il gesto di un uomo che decapita una persona è Terrore. Così definito per designare quanto accadde tra il marzo 1793 e il luglio 1794 in Francia. C'è una grande sottrazione di responsabilità individuale nel terrore, come nella guerra. Il gesto non è compiuto dal soggetto, il soggetto scompare, diventa boia. In virtù di una posizione dello Stato il soggetto diventa castigatore, vestito di rosso e non di nero, di nero è vestita la morte stessa nella forma simbolica propria.   La vittima ha attaccato al collo una catena. Il boia è un silenzioso operaio di macelleria umana, sulla scena dell'esecuzione assume una posizione discreta, scompare. Non è lui, è lo Stato. È soggetto privo d'intenzione, manovra una macchina che non gli appartiene, esegue ordini superiori. Siccome tale svolge un lavoro banale.   Non è più così. Se diamo credito a una recente decapitazione, si tratterebbe di un individuo inglese. Se fosse un inglese, un europeo, saremmo di fronte a un paradosso. Il membro di una società che è, per accordo generale, la patria filosofica e...

Lo scotoma weissiano

Il libro di Rita Corsa, nota psicoanalista freudiana, su Edoardo Weiss era necessario. Il silenzio e la trascuratezza con cui psicoanalisti, psicoterapeuti e storici d’ogni tipo avevano glissato lo studio intorno al fondatore della psicoanalisi italiana è imperdonabile. Di Weiss, peraltro, si conoscono le linee di fuga prodotte, solo per fare un esempio, con Umberto Saba, basti leggere il suo Canzoniere per ritrovare motivi e derivazioni della relazione analitica tra i due, durata un paio d’anni.   Fu Elisabeth Roudinesco a rimproverare agli psicoanalisti italiani di avere trascurato Weiss, quasi più ammirato nel panorama francese. Basti pensare al contributo della psicoanalista parigina Cinzia Crosali Corvi, che nell’importante trattazione sulla depressione (La depression, affect central dans la modernité), ricostruisce in modo accurato l’esperienza psicoanalitica di Saba con Weiss.   Il libro di Corsa ripercorre, passo passo, l’esperienza di Weiss dal punto di vista storico – la Trieste a cavallo tra impero austroungarico e irredentismo – biografico – gli anni di formazione di Weiss – e...

Nel secolo di Alzheimer

Quando nel 1987 Rita Hayworth morì a sessantaquattro anni paralizzata e offuscata di mente nel suo appartamento di New York, i medici rivelarono che non si era trattato di un caso di alcolismo, come la stampa mondana aveva scritto per anni riguardo al suo stato di salute, ma che da oltre un decennio l’attrice era affetta dal morbo di Alzheimer.    La stessa dichiarazione la rilasciò sette anni dopo l’ex presidente americano Ronald Reagan, da tempo non più in grado di riconoscere le persone che gli facevano visita, né di ricordare gli otto anni della sua presidenza. A quel punto, fine anni Ottanta, l’opinione pubblica prese atto che di quel male dal nome impronunciabile soffrivano da 40 a 50 milioni di persone in tutto il mondo.  Oggi in Italia ne sono colpiti circa mezzo milione di individui, mentre a livello mondiale si reputa che nel 2050 ne soffrirà un individuo su 85.   Ma chi è e come è vissuto l’uomo che ha dato il suo nome a questa malattia? Alois Alzheimer è il discendente di una famiglia originaria della Germania centrale, lo Spessart. Figlio secondogenito di un notaio, nasce nel 1864. In quegli stessi anni il ginecologo ungherese Ignaz Semmelweis, di...

Il canto libero di Giuliano Scabia

Di che cosa è fatta la poesia? Ritmo, metro, verso, strofa. Di che cosa è fatta la poesia di Giuliano Scabia? Di vento, di quel respiro vitale che penetra ritmo, metro, verso, strofa: fiato, voce interna, accordo con il mondo. Ed è fatta di quel battito che dà il piede quando danza o quando vaga per terre lontane e nei paesaggi dell’anima, errando in cerca di qualcosa che non si conosce e che ci sta molto vicino, intonandosi con la propria voce profonda e allargandosi ad ascoltare i suoni delle persone e delle cose intorno.     Scandisce i suoi versi, il suo racconto, questo poeta narratore attore scrittore, accompagnandoli con movimenti delle mani lungo un’immaginaria linea orizzontale, d’orizzonte, e verso una contromisura verticale, l’asse del cielo e degli inferi. Macina con le parole evocazioni, ricordi, cultura, un pezzo della nostra storia recente; salta nell’immaginazione, nell’immaginario. Rimanda al fremito del corpo, al mormorio della terra, perché “metrica – il metro/misura” “è anche il tremito – e la metamorfosi della vita – il suo vento/...

Autismo: oltre le statistiche

Il 2 aprile scorso si è celebrata la giornata mondiale dell'autismo e per tutto il mese si sono svolte manifestazioni sull'argomento in tutta Italia. Il 16, presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, dell'Università di Bergamo, si è svolto il Primo Congresso Internazionale “Le frontiere dell'Autismo oggi”, che ha visto la partecipazione di oltre 250 persone. Negli ultimi anni abbiamo condotto ricerche storico-antropologiche sull'autismo. Ci interessava conoscere il viaggio svolto da questa parola, autismo, fin da prima della sua esistenza. Eravamo un gruppo composto di psicologi, filosofi, antropologi e medici e abbiamo creato a una pubblicazione curata da Conny Russo, Michele Capararo ed Enrico Valtellina: A sé e agli altri. Storia della manicomializzazione dell'autismo e delle altre disabilità relazionali nelle cartelle cliniche di San Servolo (Mimesis, 2013).   Cominciammo chiedendo all'Archivio Psichiatrico di San Servolo (Venezia) di osservare le cartelle cliniche tra il 1880 e il 1940, con l'idea di trovare osservazioni di bambini e adulti che oggi chiameremmo autistici. Il...

Tra cuore e cervello

Il governo del mondo Nessuna delle strutture che l'umanità si è data oggi per decidere sul suo futuro ha una capacità di analisi e di rappresentatività – cioè di diritto della decisione – che veramente si riferisca agli individui e in particolare alle prossime generazioni. Con l'unica eccezione sul piano politico dell'Unione Europea, hanno tutte una base nazionale. Dato che i beni comuni globali che contano (energia, acqua, ambiente, le questioni di genere, quelle generazionali etc.) sono tutti sovranazionali ci troviamo oggi nella situazione di una crisi non governata. Lo vediamo nella finanza, nell'occupazione, nell'immigrazione. E nel caso della sicurezza alimentare: abbiamo un sistema che non funziona, l'abbiamo da trent'anni e continuiamo a non cambiarlo. Il bilancio è palese: non abbiamo strutture di governance adeguate ad affrontare le sfide urgenti del presente e soprattutto quelle dell'immediato futuro. Peggio, con l'eccezione di qualche movimento di protesta, non ce ne accorgiamo nemmeno, non esiste un progetto alternativo. I criteri che un sistema di governance internazionale...

INVALSI: pregiudizi che invalgono

L'epistemologo Heinz von Foerster (1911-2002) scriveva che a scuola si fanno quasi sempre “domande illegittime”.Che cosa sono le “domande illegittime”? Sono quelle domande poste da chi sa la risposta a chi non la sa. Contengono qualcosa di minaccioso, come nelle interrogazioni. Tadeusz Kantor (1915-1990), in La classe morta, ce ne dà qualche esempio teatrale, come quello dell'alzata di mano con arretramento: “Io! Io! La so signor maestro!”, finché non mi chiama la so, quando mi chiama sono perduto, come il tempo di Agostino.   Invalsi: da invalére, essere prevalente, participio passato, plurale maschile. Si dice di un pregiudizio quando è dominante. La storia ne è piena. Ne racconterò un paio di queste storie. La prima riguarda il Manuale diagnostico dei disordini mentali, la seconda la somministrazione di massa dei Test di Quoziente intellettivo. La seconda storia invalse, sopratutto negli Stati Uniti, nelle pratiche di discriminazione dal 1917 fino alle seconde guerra mondiale e oltre, la prima invale di questi tempi, ne è come la continuazione. Perché un Manuale...

Fermare l'inflazione diagnostica

E' uscito presso Bollati Boringhieri Non curare chi è normale. Contro l'invenzione delle malattie, di Allen Frances. Si tratta di una critica severa alla nuova edizione del DSM (il Manuale Diagnostico Psichiatrico). Un libro che, fino a qualche anno fa, era oggetto di discussione per specialisti e che oggi è più noto di Topolino. La nuova edizione è la numero 5 (DSM-5) appena uscita in inglese, ancora in fase di traduzione in lingua italiana.   Particolarità interessante: Frances non è uno dei sostenitori dell'antipsichiatria, al contrario, è colui che ha diretto l'estensione dell'edizione antecedente del DSM, il DSM-IV. Frances non è il primo ad avere diretto e poi criticato un processo che si è rivelato dannoso e improduttivo nel mondo della salute mentale. Ricordiamo Starke R. Hathaway, che nel 1937 inventò un test diagnostico noto come Minnesota Multiphasic Personality Inventory (o meglio come MMPI) e nel 1972 scrisse il noto articolo Where have we gone wrong (Dove abbiamo sbagliato), in cui critica radicalmente la sua creatura, ritenendola del tutto inadeguata alla clinica. L...

In memoria di Paola Labriola

Comunicato stampa L’Unasam esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa della Dottoressa Paola Labriola e denuncia, ancora una volta, la grave carenza in personale dei servizi di salute mentale, l’estremo disagio delle condizioni di lavoro degli operatori residui e la insufficienza globale dei servizi, causa di abbandono e di avvio alla cronicizzazione e alla disabilitazione di molti pazienti che potrebbero essere efficacemente curati. Con questa consapevolezza respingeremo ogni rinnovato tentativo di criminalizzazione delle persone con sofferenza mentale e rafforzeremo il nostro impegno per la eliminazione delle cause del grave degrado del sistema di tutela della salute mentale del nostro Paese (9 settembre 2013, Girolamo Digilio, Presidente UNASM).     Così si esprime Girolamo Digilio, a nome dell'Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale (UNASAM). Riporto l'intero testo perché è difficile da trovare su internet. In risalto sono invece le dichiarazioni di numerosi amministratori locali o articoli giornalistici che hanno subito usato e manipolato la notizia. Infatti, la notizia...

Erasmo oltre la follia (e le folle)

In Erasmo da Rotterdam (1466/1469-1536) la follia presenta se stessa come una divinità. Erasmo scrisse L'elogio della follia nel 1509 e lo pubblicò nel 1511.   Dopo avere elogiato in lungo e in largo la follia, che viene presentata come un principio vitale, Erasmo prende posizione verso la metà del trattato. Non tutta la follia è buona, solo parte di essa. Di follia ce n'è di due generi: il primo viene dall'inferno, inviato dalle Furie vendicatrici, suscita nei mortali la vendetta, la guerra e “l'insaziabile sete dell'oro, l'amore obbrobrioso ed empio, il parricidio, l'incesto, il sacrilegio o qualche altra peste del genere”. La seconda follia, elogiata durante tutto il testo, è quella dei bambini, degli anziani, i quali, grazie alla follia, presentano condotte strane, inusuali, eccentriche. Questa follia, che dice sempre la verità, rasserena gli dei e gli uomini, senza alcuna simulazione né adulazione. Si tratta della follia che ha sulla fronte ciò che chiude in petto ed è diffusa nelle isole fortunate. Entrate nell'immaginario europeo grazie alle...

James Hillman. Psicologia alchemica

Il grande cuoco non è necessariamente chi ti fa gustare una cosa squisita: con gli ingredienti e i fornelli di oggi questo è diventato relativamente facile. Il vero maestro è chi ti spiega cos’è la buona cucina in un libro o in una conferenza, lasciandoti ancor più convinto che se l’avessi assaggiata. Anche nella musica potrà passare alla storia soprattutto chi te l’ha fatta capire col racconto, senza farti sentire una nota. Cosa c’entra questo con Psicologia alchemica, il testo di James Hillman apparso ora da Adelphi? È quasi la stessa cosa: questo libro farà fare al lettore il più grande viaggio fra i colori della sua vita attraversando 442 pagine rigorosamente in bianco e nero, senza nessuna illustrazione.   Hillman è stato a volte chiamato il più grande psicologo dei nostri tempi: ma è soprattutto un grande narratore. Sono sempre necessarie delle immagini per raccontare le immagini? Quello che noi chiamiamo “vedere”, ci dicono le neuroscienze, non è un fenomeno esterno, appartenente agli oggetti che osserviamo: è costituito da una...

Peppe Dell'Acqua. Il lavoro di salute mentale

Peppe Dell'Acqua è stato, fino a poco più di un anno fa, il Direttore dei servizi psichiatrici di Trieste. Quei servizi che, nel lontano 1971, sette anni prima della legge 180, avevano aperto e chiuso definitivamente il manicomio. Allora il direttore era Franco Basaglia (1924-1980). Basaglia, nel mondo, è conosciuto quanto Foucault. Due grandissimi intellettuali. L'uno sul piano pratico, l'altro sul piano teorico, hanno cambiato il modo di pensare la follia. In America Latina Basaglia è considerato con Paulo Freire un maestro di liberazione. Lui aveva capito che la rivoluzione parte dal modo di pensare e si fa cambiando le istituzioni oppressive presenti nelle moderne democrazie. Chi a Buenos Aires o a Rio de Janeiro, tra medici e filosofi, giuristi e psicologi, non conosce bene le opere di Franco Basaglia?     Possiamo pensare a Dell'Acqua come a un erede, un continuatore di Basaglia, ma anche di Freire e di Foucault. La sua conferenza inizia con queste parole: “Dobbiamo imparare a dire sempre la verità”. Esercizio di parresia. Inoltre Dell'Acqua ha contribuito, insieme a Franco Rotelli, a...

Londra: parlare con l'assassino

Ingrid Loyau-Kennet, questo il nome della donna che ha parlato con l'assassino davanti al cadavere del giovane ucciso. Ragioni politiche, ragioni religiose. In altri casi ragioni passionali. Crimini per strada, in città, in campagna. Al di là del principio di piacere assistiamo a questo e altro. Solo Ingrid è riuscita a fermare per un decina di minuti il tempo.   Intervista: Lei ha cercato di guardarlo negli occhi e calmarlo, ha fatto un corso speciale che le ha permesso di farlo? Qual è il suo lavoro? No, no, no, faccio l'insegnante... Gli ho chiesto perché l'ha ucciso, mi ha detto che era un soldato britannico... che loro avevano gettato bombe contro i paesi islamici uccidendo ciecamente donne e bambini (Ingrid viene interrotta dagli intervistatori) Cioè lei stava cercando di parlare con lui. Nel mentre cosa succedeva là intorno?   Gli intervistatori impongono un'ipotesi strategica. La donna ha fermato i malviventi giusto per prendere tempo e permettere alla polizia di catturarli. La donna risponde che ha parlato con un giovane, non sembrava drogato o esaltato, semplicemente gli ha...

Steven Soderbergh. Effetti collaterali

Esiste l'anima, o siamo soltanto il prodotto di impulsi neuronali/elettrici? Si dice che il futuro della psicoanalisi sia deposto nelle mani della neurologia: felicità a grandi dosi di serotonina e la modifica meccanica dello stato d'animo umano. Se scoprire la natura materiale, quasi tecnica delle emozioni costituisca oggi un trauma culturale ben peggiore di quello provocato dalla nascita della psicoanalisi non è ancora ben chiaro, ma il dilemma basta a far da canovaccio al nuovo film di Steven Soderbergh.     In Effetti Collaterali il controllo esterno dell'anima si oppone alla piena padronanza di sé. Emily (Rooney Mara), una moglie in crisi dopo il ritorno a casa dal carcere del marito (Channing Tatum) ipoteca la consapevolezza mentale in cambio di una serenità chimica prodotta artificialmente. La cura farmacologica prescritta dal dottor Banks (Jude Law) dopo il tentato suicidio della donna si basa sull'uso di un nuovo farmaco e sembra funzionare malgrado il disturbo secondario di frequenti episodi di sonnambulismo. Finché proprio in uno di questi episodi Emily, addormentata, uccide il marito. L'unica...

Introiti macabri: un'epidemia senza virus

In questi giorni un uomo disoccupato è stato scoperto prendere una pensione di circa millequattrocento euro al mese senza averne diritto. Così enunciata la cosa non fa più notizia. Ciò che la stampa rende noto è la modalità dell’imbroglio: una mancata denuncia della morte del padre. Dopo la morte il padre viene avvolto in un sacco di plastica e mummificato, richiuso in un cunicolo e murato. Per anni l'uomo va a riscuotere la pensione, fino al momento della scoperta.   Viene in mente Arsenico e vecchi merletti, del 1944, diretto da Frank Capra. Un gruppo di anziane zie pone termine alla vita degli inquilini somministrando loro veleni e facendoli seppellire dal nipote Teddy, che soffre di un delirio di onnipotenza, crede di essere Theodor Roosevelt. I morti vengono seppelliti nel canale di una cantina, chiamato Panama. Il canale aperto da Roosevelt appena prima della Grande Guerra. Chissà perché Teddy Roosevelt! Il più spregiudicato, il più diretto, il più invadente tra i Presidenti.     Capra crea un legame immaginario tra politica e follia. Quando Mortimer, il...

Oliver Sacks. Hallucinations

L'ultimo libro del neurologo Oliver Sacks, Hallucinations, apparso alcuni mesi fa in America e Inghilterra, è, negli intenti dell'autore, "una sorta di storia naturale o antologia delle allucinazioni".   Vi troviamo, capitolo dopo capitolo, un'affascinante rassegna delle allucinazioni più disparate: esperienze tattili, uditive, visive, olfattive e propriocettive (come la sensazione di abbandonare il proprio corpo e guardarlo dall'alto o l'esperienza, spesso dolorosa, di un arto fantasma, cui sono spesso soggetti coloro che hanno subito amputazioni). Fenomenologicamente, i casi riportati variano molto. Si va da esperienze molto vivide e "reali", ma percepite come estranee e emotivamente neutre, spesso descritte "come un film", talvolta persino un po' noioso (come l'apparizione di uomini vestiti in abiti asiatici che camminano senza sosta avanti e indietro in silenzio), fino a esperienze estatiche, simili ai sogni, dal carattere religioso o mistico, che mobilitano la sfera culturale e emotiva del soggetto e lo interpellano direttamente, con parole confortanti o sguardi feroci. Alcune...

A sangue freddo

Nel 1965 Truman Capote pubblicò un romanzo che sconvolse il mondo e gli sconvolse la vita. A sangue freddo è più l'analisi clinica di un vero episodio di assassinio che un romanzo. Il libro, pubblicato prima a puntate sul New Yorker, ebbe uno strepitoso successo e cambiò il modo di vedere la psicologia dell'assassino. Si tratta di una delle migliori analisi del discorso del criminale, che si distingue in modo radicale dal discorso sul criminale.     La maggioranza di noi non può superare la soglia dell'assassinio. Questa soglia è una soglia sacra, inviolabile, indipendente da una particolare credo religioso o dall'essere ateo. Sappiamo, come avessimo un'idea innata, che l'assassinio è il più terribile dei crimini. Nonostante ciò non esiste un tabù dell'assassinio, così come esiste un tabù dell'incesto. Al contrario si possono creare, nelle società umane, contesti in cui l'omicidio è legittimo, come per esempio la guerra. In quelle circostanze un uomo è legittimato a esercitare la professione del serial killer. La guerra...

Napolitano e lo stallo repubblicano

DOMANDA
 Per il paese non sta diventando un accanimento terapeutico? Non è forse meglio mirare a elezioni a ottobre?   PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
 Questa questione non mi interessa. Io sono Presidente della Repubblica in pieno semestre bianco che è ritornato operante dopo la elezione del nuovo Parlamento. Quindi, non mi occupo di problemi che non posso risolvere oggi nelle mie funzioni.       Accanimento terapeutico. Avviene quando l'intervento su un paziente, anziché migliorarne la condizione, la peggiora. Si presenta come il principale fattore di rischio sanitario, come si sostiene nel titolo di un libro di Marco Bianciardi e Umberta Telfener Ammalarsi di psicoterapia. Spesso accade quando ci si trova di fronte a uno stallo.In terapia familiare lo stallo di coppia è un gioco a due avversari. Il paragone è la partita a scacchi. I due sono costretti a fronteggiarsi in eterno, senza via d'uscita. Secondo Mara Selvini Palazzoli (1916-1999) la situazione può protrarsi all'infinito senza crisi o rotture: “Uno dei due a volte esibisce una serie appariscente...

Pietro Barbetta. Follia e creazione

“Bisogna delirare un po’ per trovare il nome giusto”, scrive Barbetta nel suo ultimo libro Follia e creazione, pubblicato da Mimesis. La nominazione – scrive – s’interpone, gesto, tra il corpo e il linguaggio. La nominazione è vista nel suo potere performativo, battesimo: dare un nome, nella scrittura di un caso clinico, non è mero espediente; è scrivere un racconto, suggerire qualcosa di ulteriore, rifiutandosi di credere che il rigore senza immaginazione che pertiene al discorso scientifico non veicoli, con la sua pretesa neutralità, una distorsione, tanto più insidiosa perché celata. La vita non è un’essenza descrittiva piegata sui fatti. Riecheggia l’invito di Blanchot a rinunciare al discorso coerente cercando una parola che senza pontificare sappia dare voce all’intermittenza. Alla clinica come costruzione di diagnosi, classificazioni e categorie, mortificante e insieme mistificante, anzi, si potrebbe forse dire, mistificante proprio perché mortificante, Barbetta mostra la necessità di affiancare la letteratura come educazione alle variazioni....

Generazione 5 stelle

Grillo si mostra ai giornalisti nella sua casa in Toscana indossando uno scafandro da sciatore. Sarà lui o non sarà lui? Di certo sembra un extraterrestre. E non solo nella politica nazionale. Sono venuto a parlare con Gustavo Pietropolli Charmet che da quarant’anni ascolta quegli extraterrestri che sono i giovani, oggi i grandi elettori del Movimento 5 Stelle. Psicoterapeuta e psicoanalista, ha diretto servizi psichiatrici, insegnato all’università, ha fondato l’Associazione Minotauro, una realtà di ascolto e cura degli adolescenti; ora sta seguendo una nuova struttura nella Val d’Aosta: accoglie giovani che hanno tentato di togliersi la vita. I due suoi ultimi libri pubblicati s’intitolano: Fragile e spavaldo. Ritratto dell’adolescente di oggi e Cosa farò da grande? Il futuro come lo vedono i nostri figli, entrambi editi da Laterza, mentre sta per uscire da Cortina un libro, La paura di essere brutti, su come i ragazzi oggi percepiscono il proprio corpo.    Il futuro dell’Italia appare assai incerto, non solo per ragioni economiche, c’è un evidente gap culturale reso...