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Giorgio Caproni / Identità italiana

Queste due poesie epigrammatiche di Giorgio Caproni sono tratte da Res Amissa, raccolta postuma pubblicata nel 1991 per le cure di Giorgio Agamben. Il tema prevalente della silloge è di carattere teologico: la 'cosa perduta' è la Grazia, il Bene. Tenendo presenti queste premesse (sebbene i due testi appartengano alla sezione «Anarchiche o fuori tema») è forse possibile attingere qualche significato ulteriore da questi risentiti «versicoli» caproniani: quel Dante, per esempio (così assiduamente letto, annotato e riscritto da Caproni nel corso dell'intera esistenza), è anche il poeta teologo, il poeta cittadino, degradato, nell'Italietta «laida e meschina», a orpello retorico. Matteo Di Gesù Patria Laida e meschina Italietta. Aspetta quello che ti aspetta. Laida e furbastra Italietta. Ahimè Fra le disgrazie tante che mi son capitate, ahi quella d'esser nato nella «terra di Dante». (Giorgio Caproni, Tutte le poesie, Garzanti, Milano, 1999)

Giuseppe Antonio Borgese / Identità italiana

Giuseppe Antonio Borgese, critico letterario e scrittore, appartiene al ristrettissimo novero di professori universitari (13 su 1251) che si rifiutarono di prestare giuramento al fascismo. Il suo diniego ufficiale fu semplicemente differito di qualche anno, poiché nel 1931 si trovava negli Stati Uniti, dove sarebbe rimasto a insegnare, da esule, fino al 1949. Disamina vasta e profonda delle radici culturali - propriamente italiane - dell'ideologia del regime, Golia. Marcia del fascismo è il più limpido documento della sua militanza antifascista. Venne scritto in inglese e pubblicato in America nel 1937: la prima, fortunosa, ‘edizione provvisoria’in traduzione italiana è del 1946. L'ultima del 1983. Quelle che seguono sono le battute conclusive del libro, dal capitolo-appello finale Ai fratelli d'Italia. Matteo Di Gesù In quante persone e quante cose hanno confidato gli Italiani di questi anni! Essi hanno aspettato la libertà dagli Inglesi, dagli Abissini, dalla Società delle Nazioni; forse adesso la stanno aspettando dagli Spagnoli o dai Russi. Essi hanno riposto le loro speranze ansiose nella...

Alberto Arbasino / Identità italiana

Volendo campionare le voci 'Italia', 'italiani' nella produzione degli scrittori del Novecento, di Alberto Arbasino andrebbe setacciata l’intera opera. È come se l'autore di Fratelli d'Italia avesse saputo mimetizzarsi e confondersi nel cuore della nazione, abitandone l’identità profonda, il carattere ineffabile, per poi trasmettere da lì romanzi, relazioni letterarie, pamphlet, corsivi, saggi, che attestano, mentre li descrivono sardonicamente, la sua irriducibilità ai vezzi, ai tic, ai malcostumi civili e culturali del Belpaese. Impressione che si avverte già semplicemente familiarizzando con la lingua che usa, così lontana dal sound (come direbbe lui) della prosa che ci assedia (ovvero a essa parodisticamente prossima). Del suo Un paese senza viene evocata abitualmente la celebre elencazione incipitaria («Un paese senza memoria? Un Paese senza storia? Un Paese senza passato?...»). Qui, invece, a modo suo, Arbasino elenca i credits contratti con i classici per allestire la sua personale 'italianologia'. Matteo Di Gesù   Sarà un elenco certo incompleto,...