Nell’Orbita di Caparezza
La fantascienza come luogo dell’immaginario ipotetico possibile è stata da sempre uno dei territori privilegiati dei narratori e dei disegnatori e anche dei musicisti.
Un genere perlustrato e ancora inesausto per quanto può divagare la nostra mente in fuga dal pianeta Terra. Il senso di alienazione e di non appartenenza a questa dimensione sembra essere palpabile non solo da parte degli autori, ma anche dei fruitori non solo di letteratura disegnata. Segno che forse qualcosa proprio non va in generale.
Nel caso di Orbit orbit, la fantascienza è riflessa in un viaggio introspettivo che ribalta continuamente i piani da una situazione contemporanea a una di autoanalisi nel profondo dell’io e dell’inconscio.
Pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore a fine ottobre 2025, in concomitanza con Lucca Comics ha avuto una rimarchevole fortuna editoriale raggiungendo in pochi mesi le 40.000 copie. A marzo esce la sua versione ultima in grande formato, cartonata con l’aggiunta dei testi delle canzoni dell’omonimo disco del suo autore Michele Salvemini, in arte Caparezza.

Un’operazione questa insolita per la Sergio Bonelli Editore, patrocinata dal consulente editoriale Matteo Stefanelli che ci ha visto lungo e ha capito che era il momento giusto per presentare questo libro, al termine di un percorso che Caparezza ha costruito nel tempo, non un progetto estemporaneo, ma maturato nel corso di anni. Caparezza nelle dichiarazioni biografiche ha sempre rimarcato la sua anima di fumettista, che nel testo Orbit Backwords a fine libro viene precisata con la frase “cantare con la matita o disegnare con il microfono?…”. In effetti i suoi testi sono costellati di citazioni legate all’amore per i fumetti, non solo in questo ultimo album, ma anche nei precedenti, addirittura si parla di “onomatopee” riguardo ai suoni in alcuni dei brani come “dai pugni à la Batman su La mia parte intollerante, ai cani che abbaiano a tempo su Torna Catalessi”, oltre ad aver invitato diversi disegnatori per le sue pubblicazioni, tra cui Simone Bianchi per la copertina del suo album Exuvia.
Ma è certamente negli ultimi anni che la sua attenzione per il fumetto si è approfondita con una immersione sia nella frequentazione delle lezioni di sceneggiatura di Giovanni Barbieri alla Scuola Internazionale di Comics a Firenze che nelle fiere e nei festival di Fumetto, tra cui Angoulême e al Comicon di Napoli, dove è stato anche invitato in giuria nel 2024.
Si è calato quindi anche nell’ambiente dove i fumetti circolano, dove si incontrano gli autori e le case editrici, dove si entra in contatto diretto con il pubblico dei lettori e dei cosiddetti “nerd”, e questa dimensione di ricerca e di passione trapela fortemente nella storia, fa parte integrante del racconto di Orbit orbit. Fuori orbita, ma anche completamente nell’orbita.
Fuori orbita nel momento di una crisi personale che si incarna nella crisi di un personaggio, lo stesso Caparezza, che è raccontata nello spazio tempo di un backstage di un concerto, con lo spaesamento causato anche da una condizione fisica che lo ha colpito, il Larsen, l’acufene prima e l’ipoacusia poi. Una situazione del tutto alienante per un musicista. E da qui che ci si immerge nell’orbita di un trip fantascientifico, un altro da sé che precipita nei meandri del suo Io interiore. A interpretare con il disegno la sceneggiatura scritta da Caparezza, sono uno staff di disegnatori i cui profili sono precisati nel testo allegato in chiusura del libro, sono: Laura “La Came” Camelli, Sergio Gerasi, Nicola Mari, Renato Riccio, Stefano Tamiazzi, Riccardo Torti, Yi Yang

Lo stile fantascientifico della storia attinge alla visionarietà di Moebius, all’atmosfera di Silver Surfer, ma anche a Galaxy Express di Leiji Matsumoto, definito il “padre putativo” del progetto dallo stesso Caparezza. Sorprendono non poco le citazioni d’antan, del grande Maestro, il Viandante, Magnus, di Bonvi, autore con Francesco Guccini delle Storie dello spazio profondo, raffigurati e ben riconoscibili nel fumetto e pure di Andrea Pazienza con la celebre Allei op. Queste sono alcune delle tante che istoriano il fumetto e che la squadra dei disegnatori ha fatto proprie, rendendo omogenei gli stili.
Specularmente anche nei testi delle canzoni ritroviamo la stessa logica che riveste anche l’ambito musicale, per quanto riguarda proprio le scelte tematiche armoniche e sonore, spingendo le atmosfere del disco verso dei classici della musica elettronica, come i Rockets e i Krafwerk. Nel caso di Orbit orbit il disco è successivo alla realizzazione della sceneggiatura del fumetto. Arriva dopo, in fondo come racconta la storia nel libro. Alla fine di un viaggio che affronta i demoni personali, le paure e gli scontri con i propri limiti si superano gli scogli e si risale in superficie.
Ritengo che la fortuna editoriale di questo libro si fondi proprio su una scelta narrativa che racconta in modo anche autobiografico, ma appunto proiettato in una dimensione altra, difficoltà molto reali, molto comune attualmente come situazione esistenziale. Il registro “favolistico” avvicina senza dubbio i lettori, scoprendo un lato debole che lo mette in relazione con un malessere diffuso e che nella storia trova una soluzione proprio cercando altre strade.

Non credo che sia solo la personalità molto nota di Caparezza a fondare il successo del libro, anche se molta della comunicazione oggi è basata sul riconoscimento di “super eroi” che trascinano le opinioni o le “visualizzazioni”. Il progetto editoriale nel suo complesso è più articolato e non si può liquidare con una banale operazione commerciale. Come lo si è analizzato pone questioni più profonde che riguardano le scelte stilistiche e tematiche che vediamo privilegiare da parte del pubblico storie riguardanti problematiche vuoi di genere o di transgenere, vuoi di difficoltà fisiche o nevrosi la cui trattazione trova anche nel fumetto uno spazio di attenzione rilevante.
Concludiamo con la citazione del brano
Io sono il viaggio
Come lo pterosauro di Arzach ho un personaggio sul dorso.
Voglio levarlo di dosso, voglio vagare nel cosmo.
Sopporto le attese, imparo ad amare il raccolto e il maggese.
Io, Corto Maltese che osserva i gabbiani dal porto in paese.
Ho capito che per ogni capolinea c’è un nuovo biglietto che fa capolino,
scriverò sul retro della cartolina:
Io sono il viaggio, sono il bagaglio, sono il distacco, sono il traguardo.
Io sono il viaggio, sono il bagaglio, sono il distacco, sono il traguardo.
Orbit orbit
Testi: Caparezza; Disegnatori: Laura “La Came” Camelli, Sergio Gerasi, Nicola Mari, Renato Riccio, Stefano Tamiazzi, Riccardo Torti, Yi Yang
Disegno copertina: Matteo De Longis
Sergio Bonelli Editore, Ottobre 2025 prima edizione - Marzo 2026 nuova edizione deluxe, Formato: cm 19x26, cartonato, rilegato; Pagine 272. Contiene tutti i testi delle canzoni