Il mondo di Giovanni Lindo Ferretti

10 Maggio 2026
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Nei mesi di febbraio, marzo e aprile Giovanni Lindo Ferretti ha realizzato uno spettacolo intitolato Percuotendo in cadenza. Non è stato un concerto, piuttosto qualcosa a metà strada tra l’esibizione musicale e la recitazione teatrale. Ha ripreso, mutandolo, lo spettacolo che aveva proposto lo scorso anno a Vicenza al Teatro Olimpico in una serie di incontri curati da Ermanna Montanari e Marco Martinelli. Si tratta di un racconto attraverso le sue canzoni e la lettura di brani in cui ripercorre la propria storia di cantante, e non solo. La sera del 2 aprile l’ho ascoltato al Teatro Dal Verme nella penultima esibizione. La sala era strapiena e Giovanni non in perfetta forma fisica, ma l’esibizione ha funzionato lo stesso: la serata è stata molto bella. Dopo aver cantato il Te Deum (“Noi ti lodiamo, Dio,/ ti proclamiamo Signore./O eterno Padre”) era uscito seguito dai due musicisti. Richiamato dal lungo e insistente applauso, s’è ripresentato sul palcoscenico dicendo: dopo il Te Deum cosa si può cantare ancora? Ha preso a leggere un testo. Giovanni ha raccontato una storia legata a sé e a suo fratello maggiore, scomparso pochi anni fa. L’aveva certamente preparata, tuttavia l’episodio che ha narrato in poche frasi, scandendo come se fosse un testo musicale, possiede una freschezza davvero rara, qualcosa che c’è certamente in tante canzoni dei CCCP, e anche dei CSI, e che tuttavia appartiene intimamente all’aspetto umano e insieme artistico del cantante Giovanni Lindo Ferretti (difficile separare le due cose, anche per chi come me lo conosce da molti anni). Mi ha commosso proprio per questo, perché in questa storia ambientata nei boschi intorno a Cerreto Alpi si coglie qualcosa della sua anima terrigna e montanara. Per cui gli ho chiesto di mandarmi la registrazione per risentirla. E ho pensato che potevo proporla ai lettori e ascoltatori di doppiozero, perché ha un tratto toccante, che riguarda la sua infanzia e insieme quella di tutti noi. Non è la registrazione della serata di Milano, ma dell’ultima città in cui ha tenuto lo spettacolo, Parma. La si può ascoltare qui in questo audio. Le canzoni sono state riarrangiate con Simone Beneventi (alle percussioni) e Luca Alfonso Rossi (corde) suoi compagni di viaggio in questo lavoro. (MB)

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