Il piatto piange
Alberto Saibene

Alberto Saibene lavora in campo editoriale. Per il resto è un dilettante. 

07.05.2014

Le Corbusier e Adriano Olivetti

A un primo sguardo, i punti di contatto tra Adriano Olivetti e Le Corbusier sono parecchi: l'idea che la tecnica è al servizio dell'uomo, l'attenzione verso il mondo nuovo che arriva dagli Stati Uniti, in particolare per l'organizzazione del lavoro di stampo taylorista, la necessità di teorizzare i propri progetti di società e poi dargli corso (Le Corbusier attraverso il CIAM, Olivetti con il Movimento Comunità), un fondo di spiritualità, l'aver compreso che il XX secolo vede l'irrompere delle masse nella storia e quindi come sia necessario riaggregarle in nuove morfologie sociali. Se si aggiunge che Le Corbusier, come Picasso, Einstein, Toscanini, Bertrand Russell, Chaplin e qualcun altro, è un "personaggio Novecento...

30.04.2014

Editoria indipendente?

Bisognerebbe stare più attenti ai salti semantici e ricordarsi quando si è passati a definire la "piccola editoria” “editoria indipendente”. All’inizio – sono circa gli anni ’90 del secolo scorso – nascono tanti piccoli editori che, sull’esempio di Adelphi e poi di Sellerio, propongono un’editoria di ricerca, alternativa. Libri belli, curati, che scoprono nicchie non ancora coperte dall’editoria italiana (in realtà sempre piuttosto aggiornata) e cercano i lettori anche attraverso nuove occasioni di incontro (paradigmatica la Fiera di Belgioioso) dove espongono cataloghi che, anno dopo anno, crescono.   I nomi sono noti: Minimum Fax, Iperborea, Marcos y Marcos, E/O, Quodlibet a cui si aggiungono...

26.04.2014

Alle cascine, alle cascine

È primavera … svegliatevi bambine /alle cascine, messer Aprile fa il rubacuor. Avevo sempre considerato Mattinata fiorentina, sussurrata dalla voce suadente di Cesare Buti , un classico della canzone gigliata , mentre basta qualche ricerca su internet per scoprire che è opera del duo milanese-napoletano Giovanni D’Anzi e Michele Galdieri ed è stata portata al successo dal milanese Alberto Rabagliati. D’Anzi e Galdieri  unificarono il paese attraverso le canzonette (O mia bela madunina, Quando canta Rabagliati), immettendo quel tanto di swing nel bel canto, ingrediente che rende ancora fresche le loro melodie.   È interessante anche la data della canzone: 1941. Sono gli anni in cui Firenze attraverso il Maggio musicale, la grande...

14.04.2014

Estradare un bibliofilo?

Molti di noi, dopo aver subito angherie da professori particolarmente carogna, hanno sognato di vendicarsi alla fine dell'anno o alla fine del ciclo di studi. Poi la vita ti portava da altre parti e quei pensieri fissi, quelle ingegnose macchinazioni, scomparivano da un giorno all'altro. Così, mi pare, per questi ultimi giorni del berlusconismo: dopo aver agognato la fine di un incubo, di aver rimpianto la Prima Repubblica, ora che tutto finisce siamo già immersi in tempi nuovi, in nuovi pericoli, e le vicende del cerchio magico, delle latitanze a Beirut (do you remember Felice Riva?), del salto del fosso degli ultimi fedelissimi, le guardiamo più con un interesse antropologico o letterario che come un momento importante della vicenda politica. Ma forse è utile che non tutto venga...

24.03.2014

La Emme delle meraviglie

Anche se nel febbraio 1972 non ero alla Rotonda della Besana per seguire “Milano dagli 8 ai 12”, una manifestazione dove l'arte era spiegata ai bambini da Giuliano Briganti – d'altronde avevo solo 7 anni – crescere in quella Milano è stato bellissimo. Non credo sia solo nostalgia, è anzi un sentimento condiviso da molti coetanei e il ricordo è diventato un incitamento ai tempi della riforma Gelmini, per chi tra noi era genitore, a non mostrarsi troppo passivi, a dimostrare perché non si perdessero diritti così faticosamente acquisiti.   Ci siamo allora ricordati che negli anni Settanta i nostri genitori – nati negli anni del fascismo, cresciuti nei tempi bacchettoni della chiesa di Pio XII – si erano...

20.03.2014

Serata di magia al Forte

Sono diretto, in una giornata d'inverno, verso Forte dei Marmi. L'occasione è uno spettacolo di magia organizzato da cari amici nel loro bel ristorante sulla spiaggia. Per rendere meno futile l'occasione, rimedio ai rimbrotti di Goffredo Fofi quando gli confessai di non aver mai letto Mario e il mago, uno dei più bei racconti di Thomas Mann, che ha per tema una serata di magia finita in tragedia. Protagonista è il mago Cipolla, a metà tra il demiurgo e il ciarlatano, personaggio in cui alcuni hanno rintracciato un'allusione a Mussolini, altri a d'Annunzio.   Non che in Italia siano mai mancati gli apprenti sorcier, ma la finezza psicologica con cui Mann ritrae l'azione del mago e le reazioni del pubblico è davvero...

06.03.2014

Varese, California

Una delle scene più famose di Quarto potere (1941), è quella in cui la cinepresa di Gregg Toland si sofferma, con l'estrema profondità di campo esaltata dal grandangolo, sull'infinita distesa di opere d'arte che Citizen Kane ha accumulato nella sua vorace attività di collezionista. Come è noto, il protagonista del film di Orson Welles ritrae il magnate dei media William Randolph Hearst e la sua dimora è ispirata al castello di San Simeon, a metà strada tra San Francisco e Los Angeles. Hearst era un personaggio che esprimeva il gusto del suo tempo, proprio come Henry Frick, John Pierpoint Morgan, Isabella Stewart Gardner o Henry Kress del quale si narrano le gesta ne L'eredità Contini Bonacossi, l'ipnotico memoir...

31.01.2014

Delio Tessa. La bella Milano

A Palazzo Morando, nella Milano del quadrilatero, si può in questi giorni visitare una delle innumerevoli mostre fotografiche dedicata alla città tra le due guerre. Di solito la massima attrazione per i visitatori, e vale anche questa volta, è osservare le fotografie della Milano che non c'è più: quella dei Navigli, della Darsena, il glorioso sistema di trasporti via acqua che si fa risalire a Leonardo e che dava un tono da ville d'eau alla città. I Navigli vennero interrati tra il 1929 e il '30 e da allora aleggia un sentimento di nostalgia in fondo antitetico allo spirito milanese che, come tutte le grandi città, o che si credono tali, è sempre pronto ad abbracciare con entusiasmo il partito del nuovo.   I...

13.01.2014

Tavoli | Corrado Stajano

Bisognerebbe ricorrere al paradigma indiziario del suo amico Carlo Ginzburg per trovare un filo tra le infinite suggestioni che offre il tavolo di lavoro di Corrado Stajano. Respinto sdegnosamente al mittente il sospetto di mise en scène, partiamo dalla cosa più ovvia, i libri: Guicciardini, Calamandrei, Antonio Cederna, moralisti della più bella tempra a cui si può associare lo scrittore cremonese (l’origine è denunciata da una bella scatola verde, in legno, del torrone Flamigni, in alto a sinistra).   Ma qualche indizio che la serietà è temperata da un istinto giocoso-burlesco – Giufà, la metà sicula – proviene dalla cancelleria, francamente in sovrannumero, con matite Staedler, quelle rosse e...

24.12.2013

Una tribù in viaggio

Mentre salgo sul "bussino" cerco di scacciare dalla mente il ricordo del funerale delle vittime dell'autobus precipitato in Irpinia l'estate scorsa, con l'immagine indelebile dei ragazzi sdraiati accanto alle bare nel Palazzetto dello sport, anche perché l'occasione è festosa: una riunione di cugini a Castel San Pietro Terme, dove vive uno di noi con la sua famiglia.   Riprendiamo una vecchia abitudine di mio padre e dei suoi sei fratelli di visitare, con le loro famiglie, l'Europa e l'Italia su autobus presi a nolo. Provenza, Spagna, Castelli della Loira, Foresta Nera, viaggi poi mitizzati nel ricordo e che hanno fornito nuova linfa a una aneddotica già sterminata. I viaggi venivano preceduti da sopralluoghi in alberghi e...

19.12.2013

Piero Fornasetti

Se ornamento è delitto, allora Fornasetti è un serial killer. Questo mi veniva in mente reduce dall'inaugurazione Cent'anni di follia pratica (fino al 9 febbraio), la mostra che la Triennale dedica a Piero Fornasetti in occasione del centenario della nascita. È la prima grande mostra che Milano e l'Italia dedicano a un artista tanto amato all'estero quanto abbastanza negletto in patria. E bastavano i commenti raccolti il giorno del vernissage, mentre centinaia e centinaia di seguaci sciamavano per le sale benissimo allestite da Barnaba, il figlio che prosegue l'attività paterna, per farsi un'idea del rapporto forse non ancora risolto tra Piero e la città che gli ha dato i natali.     "Di-ver-teen-te...

27.10.2013

Framura: un angolo di Liguria

Di linee dritte in Liguria ce ne sono poche. La più famosa, forse, è quella del viadotto del Polcevera, ponte strallato (sostenuto da cavi), opera dell'ingegnere Riccardo Morandi, vanto dell'ingegneria italiana postbellica, confine ideale tra Ponente e Levante. Faticherò a ritrovare una linea dritta nei volti angoluti degli abitanti, tra le cale e le rocce marine, nei terrazzamenti digradanti ma mai regolari, dove i filari di ulivi si mescolano agli orti rinchiusi in un fazzoletto di terra.     Attraversato il Polcevera mi dirigo verso Framura, un angolo (per forza!) di Liguria miracolosamente intatto, dove i genovesi e qualche milanese consumano il rito del week-end in un silenzio che sa di cospirazione. Guai se il turismo di massa...

13.08.2013

Una renna in tavola

D'estate in Finlandia, nei mercati o davanti ai supermercati, si vendono quattro prodotti in ordinate cassette: mirtilli, fragole, finferli (che qui chiamano cantarelli) e piselli. Quest'ultimi, freschi, dolcissimi, li sbocconcelliamo mentre giriamo per Helsinki, mirtilli e funghi li troveremo nei boschi della regione dei Laghi. In giro per la capitale nel sole di luglio si ammira soprattutto l'architettura civile e privata, le case ben costruite per resistere all'inverno, la persistenza della decorazione pur con l'avvento del Movimento Moderno, anche se poi ci si inchina davanti al genio di Alvar Aalto e gli si è grati che il nazionalismo finnico si sia incanalato, attraverso l'architettura, nel design. 
   I finlandesi sono 5 milioni e, unica...

06.08.2013

Ritorni a L'Aquila

In Quattro passi tra le nuvole (1942), Gino Cervi è un commesso viaggiatore che perde la coincidenza della corriera e si ritrova in un’Italia rurale, con usanze più primitive ma valori più solidi rispetto alla Roma piccolo borghese da cui proviene. Il bel film di Blasetti mi è tornato in mente prendendo l’autobus per L’Aquila dal terminal degli autobus di Roma Tiburtina. Poco distante c’è la nuova stazione dove arriva Italo, simbolo di una modernità che, a dire il vero, sembra già segnare il passo. Qui dai 15 stalli sono in partenza gli autobus che assicurano i collegamenti con l’Italia adriatica e dell’Appennino. Notava Giorgio Manganelli che la costruzione delle autostrade alla fine degli anni...

11.07.2013

Picnic a Ninfa

Per tutto l'inverno c'era stato un fitto scambio di e-mail: chi avrebbe dovuto partecipare, quale il dress code, come avremmo organizzato il picnic. Argomenti futili in apparenza, ma l'occasione lo richiedeva. Attraverso Sophie, eravamo stati invitati alla giornata di primavera organizzata dagli amici del giardino di Ninfa, un club di inglesi perlopiù residenti a Roma che perpetuano la memoria della famiglia Caetani, principi di Sermoneta, e della loro creatura più bella: un giardino all'inglese, proprio sotto i Monti Lepini (circa un'ora a sud di Roma).     Era di maggio e il ristretto gruppo di invitati si radunò nella foresteria per ascoltare le parole di benvenuto dei discendenti di rami collaterali (se ho inteso bene)...

29.05.2013

Et in Maremma ego

Uno dei più bei paesaggi d'Italia è quello che si distende tra l'Alta Maremma grossetana e quella viterbese. Villaggi scavati nel tufo (Pitigliano, Sovana, Sorano), boschi di querce e grandi alberi isolati, armenti al pascolo, prati digradanti verso la pianura un tempo malarica. È una terra allo stesso tempo scontrosa e gentile e la presenza dell’uomo è, per così dire, rarefatta. L’accento toscano diviene meno pulito che a Siena ma più aperto per chi arriva da fuori e così sembra il carattere dei nativi meno puntuto che in altre parti della regione. Chi ha colto meglio di tutti lo spirito di queste contrade è D.H. Lawrence che in Luoghi Etruschi contrappone il primitivo senso del sacro etrusco, con la natura che...

15.03.2013

Cassouela tra i grattacieli

Cassouela! La voglia di questo piatto m’è venuta un giorno che ero dal barbiere, milanesissimo, che diceva al collega pugliese: “Ué Gino. Stasera mi vado a fare una bella cassoulada con gli amici”. Che invidia! Per levarmi la voglia ho dovuto far trascorrere un po’ di tempo, ma sapevo precisamente dove sarei andato a mangiarlo: da Tomaso all’Isola.   Per farsi capire da chi ci legge e abita più a sud di Binasco bisognerà spiegare che cosa è la cassouela (un po’ come la cadrega di Aldo, Giovanni e Giacomo) e magari anche che cosa è l’Isola. La Cassoeula (it. Cazzuola) è una ricetta legata all’uccisione del maiale, si compone di costine, cotenne, verzitt (salamino) e alcuni aggiungono...

17.01.2013

Tavolate romagnole

Furlé o Forlì è l’epicentro della romagnolità, quel sentimento della dismisura che lega a un tenace filo Rossini e Valentino Rossi, Renato Serra e Mussolini, Pascoli e Fellini, Francesco Baracca e Pantani (anche se non riesco a perdonare a quest’ultimo la frode sportiva, con buona pace del romagnolo Teatro delle Albe). Un contributo decisivo all’unità gastronomica d’Italia venne da Pellegrino Artusi da Forlimpopopoli.   Forlì sconta la vicinanza a Predappio, eppure il welfare autoritario dell’architettura del ventennio non dispiace in quello che i romagnoli chiamano il Zitadon. Io ci sono andato per la riunione nazionale di “Una Città”, piccola rivista, molto meno nota di quanto si...

28.12.2012

Parma in musica

Parma è la capitale del paese del melodramma. Il merito principale di questo primato spetta ad Arturo Toscanini che nacque in una casa di Oltretorrente, quartiere popolare “di là dell'acqua” della Parma, il fiume della città, che in un pomeriggio d’inverno ci appare scuro e impetuoso. Sono qui con Eduardo Rescigno, che ha appena curato un epistolario verdiano con la solita competenza e una passione personale verso il Maestro che da queste parti è contagiosa. Ci hanno invitato le Verdissime, un circolo di trentasei donne, ognuna col nome di un personaggio femminile del melodramma verdiano. Sono meno note del Club dei 27 (tante sono le opere di Verdi), ma attive, simpatiche e temperamentali (se no che emiliane sarebbero). La prova l’...

04.12.2012

Napoli a piena voce

“Napoli vuol farti sapere che sei uno dei suoi figli migliori”: difficile non commuoversi ogni volta che si riascolta il discorso funebre che Nino Taranto pronunciò in occasione dei funerali di Totò. Napoli è infatti una città madre e questo è soltanto uno dei molti archetipi che concorrono a fissarne l’identità. Da La Capria in giù esiste un fiorente e dannoso filone editoriale che conferma gli stereotipi napoletani su una città sulla quale ognuno sembra avere un’opinione, una ricetta salvifica o, semplicemente, vuole trovare la conferma dei propri pregiudizi.   Per questo è particolarmente benvenuto Napoli a piena voce. Autoritratti metropolitani (Bruno Mondadori), opera collettiva a cura...

30.11.2012

In giro per il Friuli

Arrivati a Udine, Ferro ci prende in consegna per andare a berci un taglio o tajut alle Biciclette. Qui bevono tutti: giovani, vecchi, coppie o compagnie di sole donne. La bruschezza friulana si stempera dopo qualche bicchiere e, a differenza di un tempo, si beve bene, anzi molto bene  (Cabernet,  Merlot, Sauvignon, Refosco, Tazzelenghe, Piccolit e si potrebbe continuare).  Udine è bellissima, ma è una notizia che circola soprattutto tra austriaci e tedeschi. Dominata dal Castello di cui Gadda diceva, ai tempi della Grande Guerra, “è la imagine-sintesi di tutta la patria, quasi un amuleto dello spirito”, è piena di opere d’arte (gli acrobatici Tiepolo che non piacevano a Longhi con un sopracciò di moralismo), di palazzi...

15.11.2012

Lungo il Po

“Andate a fare le gare a casa vostra”. Sono a Sabbioneta in uno di quei giorni d’autunno che conservano la memoria dell’estate e un gruppo di ciclisti bresciani settuagenari riceve questa accoglienza. Poveretti! Stan solo cercando un ristorante per celebrare la piccola impresa di aver percorso 70 km in pianura. La voglia di muoversi è comune a tutti, così come il pensiero che tra poco le giornate saranno più brevi e si tornerà a una vita più domestica.   Anch’io, col più fido compagno di vagabondaggi, son partito in direzione Po senza programmi né baedeker. Prima tappa la reggia di Colorno, transennata per via del terremoto, che ospita ALMA, scuola internazionale di cucina italiana. Un vecchio...

25.10.2012

Pizza e pasta every time

Raffaele Liucci ha scritto un pamphlet su Cacciari che nessuno vuole pubblicare, un implacabile j’accuse che fa risalire all’ex sindaco quasi tutti gli attuali mali della città. Ne ribadisce, accalorandosi, le tesi seduti in un bar per gondolieri dietro piazza San Marco. “Fino a venti-venticinque anni fa Venezia era una città che aveva un futuro”. Mah, io qui non sono più d’accordo e ripenso ai fantasiosi piani di De Michelis e, ancora di più, all’alluvione del 1966. Save Venice: fu allora che l’anacronismo divenne stridente e si capì che la città da sola non ce l’avrebbe fatta, consegnandosi così nelle mani del mondo.   In realtà la civiltà veneziana è finita...

12.10.2012

Olivetti

Questo articolo fa parte di una serie di riflessioni  sulle esperienze di innovazione sociale del passato, nell’ambito del bando cheFare. Ci è sembrato interessante iniziare dall’esperienza di Olivetti ad Ivrea.   Oggi si tende a ricordare con nostalgia e rimpianto gli anni Cinquanta, radice del nostro boom economico, periodo virtuoso in cui si costruivano le autostrade, si estraeva il petrolio italiano e si passava dalla Lambretta alla 600. Tutto vero, ma si dimenticano le schedature alla FIAT, l’emigrazione che proseguiva verso il Belgio e l’Australia, la presenza ossessiva della Chiesa di Pio XII e i costi del lavoro che facevano dell’Italia quel che è oggi l’Estremo Oriente. Anni di ferro, in cui i più...