La vita e le forme
Alessandra Sarchi

Alessandra Sarchi è nata a Reggio Emilia nel 1971, vive a Bologna. Ha avuto una formazione di storia e critica d’arte, ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Scrive sulle pagine di “Alias” inserto culturale del quotidiano “Il manifesto”, nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Segni sottili e clandestini, nel 2012 è uscito il suo primo romanzo, Violazione, per Einaudi, Stile Libero.

29.09.2019

Alessandro Carrera / Il colore del buio

La Rothko Chapel è uno dei piccoli-grandi monumenti di Huston. Voluta dai collezionisti e mecenati John e Dominique de Menil e contigua all’omonima collezione d’arte surrealista e novecentesca, l’opera è la summa del grande pittore americano e uno dei vertici dell’arte del secondo novecento. Alessandro Carrera, professore di Italian Studies e di World Cultures and Literature all’università di Houston in Texas, non solo visita spesso la Cappella per conto suo ma vi accompagna ospiti, amici, colleghi ogni volta che può. Il libro che vi ha dedicato, Il colore del buio (Il Mulino, 2019) è frutto di quelle numerose visite non meno che di uno studio attento all’ultima fase della pittura di Mark Rothko. Le indicazioni topografiche che l’autore fornisce fin dall’incipit su come arrivare...

08.04.2019

Da oggi «Riga» 39: Maurizio Cattelan / Bidibibodibibu, ovvero i sogni hanno gambe lunghissime

Sono arrivata negli Stati Uniti poco dopo Maurizio Cattelan, che si è trasferito a New York nei primi anni Novanta. Ho abitato per qualche anno dalla parte opposta, a Los Angeles, e per poco più di sei mesi a Brooklyn, a Park Slope più precisamente, in quella parte di città dove scrittori e artisti si stavano raccogliendo via via in una piccola comunità, anche se all’epoca io non lo sapevo o non me ne rendevo conto. Avremmo potuto incontrarci, eravamo entrambi giovani con ambizioni artistiche, ma non è mai successo e d’altra parte non so se saremmo riusciti a parlarci, a risultarci simpatici abbastanza da aver voglia di andare oltre il riconoscimento della reciproca italianità, il che, si sa, può ridursi a ben poco una volta all’estero.   Comunque sia, ho visto una sua opera per la...

03.11.2018

Per Severino Cesari / Ancora parole, quando è finita la benzina

Nell’ottobre del 2013 ero a Roma per un paio di giorni, c’era l’uscita del libro di un’amica da festeggiare, e alcune incognite sul mio secondo romanzo che sarebbe uscito a fine marzo del 2014. Ne volevo parlare con Severino, ero arrivata da Bologna con la speranza che potessimo ritagliarci un paio di ore insieme, anche se sapevo che era parecchio affaticato, la prima ischemia lo avevo colpito e, nonostante al telefono e per mail mi rassicurasse che la fisioterapia lo stava aiutando moltissimo, conoscevo per esperienza quanto la semiparalisi debiliti e rallenti. Ero ospite da amici in via del Corso e ci demmo appuntamento davanti a Santa Maria in Vallicella, lì dove la strada si allarga per accogliere una fontana e una piazza davanti alla chiesa. Quando scese dal taxi e ci abbracciammo,...

25.12.2017

Io guarisco ogni istante in cui mi curo / Severino Cesari. Con molta cura

Con molta cura, è il diario lungo due anni, 2015-2017, di un uomo molto innamorato dei libri – faceva l’editore – altrettanto dell’intelligenza umana, della propria famiglia e dei propri amici, della luna, delle piante, dei gatti. Quest’uomo, Severino Cesari, è stato molto ammalato e ha registrato con la scrittura lo sfacelo progressivo cui è andato incontro il suo corpo, già provato da un trapianto di rene, poi colpito da tumore, ischemia e complicazioni a seguire, ma allo stesso tempo, nella cadenza dei giorni in cui si alternavano vere e proprie risurrezioni a ricadute pesantissime, Severino ha afferrato l’imprevedibilità della vita stessa, nella certezza mai smentita che ancora, e sempre, avrebbe potuto stupirlo. Ne ha fatto un racconto, un sismografo di alti e bassi, un testamento...

25.11.2016

500 anni di Orlando Furioso a Ferrara / Ludovico Ariosto ad occhi chiusi

Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi. È il sottotitolo della mostra Orlando Furioso 500 anni, curata da Guido Beltramini e Adolfo Tura che ha inaugurato il 24 settembre a Palazzo dei Diamanti di Ferrara e proseguirà fino all’8 gennaio 2017.  Vorrei soffermarmi su questa soglia testuale perché non è ambizione da poco dire che cosa vedesse Ariosto a occhi chiusi, ossia verosimilmente quando sognava, fantasticava o ricordava.  La vita onirica e interiore di ogni individuo di rado lascia traccia storica, essendo in larga parte inattingibile dall’esterno e talvolta indecodificabile perfino a chi la vive. Per quel che concerne gli artisti, è vero – nella misura in cui l’interpretazione ne guadagna – le opere possono essere lette come la proiezione, a diversi gradi e livelli...

23.01.2016

Officina Pasolini

Più difficile che scrivere una biografia d’artista o produrne un equivalente cinematografico, una mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini, contaminatore di linguaggi per vocazione e consapevole scelta, rischiava di assemblare i materiali più disparati senza fornire una chiave di lettura, soprattutto a chi vi si accosta senza particolare preparazione, ma con il mito ingombrante di un santino nazionale di ambigua decifrazione, quale Pasolini è diventato nelle ultime decadi. Officina Pasolini (Bologna, Mambo 18 dicembre 2015 – 28 marzo 2016), è riuscita a evitare quest’impasse, ed è la più importante mostra italiana dedicata all’artista nell’anno delle celebrazioni del quarantennale della morte avvenuta il 2 novembre 1975...

06.12.2015

Ti scrivo. Oggi è domenica

Caro Pier Paolo,   come ci si rivolge a uno scrittore, letto e amato e mai conosciuto, se non con domande? Domande che rimbalzano sui testi, come rimbalzerebbero forse sulla tua attenzione, ché oggi avresti 93 anni, se potessi fartele, se potessi dirti che mi tormento ancora sui temi a proposito dei quali ti tormentavi tu, in quella nevrosi fra sentire e capire, fra conoscere e scegliere, fra pensare e agire che ti rendeva vero. Sull’aborto e sul divorzio, ad esempio, avevi ragione: erano i corollari dell’istituzione capitalistica della coppia consumatrice, mini cellula dell’onnivora società dei consumi, ma davvero avresti preferito l’ordine patriarcale, a tutto e solo vantaggio dei maschi? E davvero credevi che si potesse “imporre alla...

29.11.2015

Il giardino delle mosche di Andrea Tarabbia

Per lo scrittore che s’impegni a dar forma alla vita o alle imprese di un criminale il rischio di cadere nelle trappole della cronaca, con la inevitabile attrazione per il morboso e la manichea volontà di giustizia sommaria, è fin troppo presente. Non si può dire tuttavia che questa sfida non abbia premiato nel tempo chi ci si è applicato con rigore e onestà assoluti, e va detto che gli esiti più interessanti si hanno proprio quando l’assunzione del punto di vista coincide con quello di colui che ha compiuto il male e non delle vittime. È la posizione più difficile perché richiede a chi scrive una virtuosa sospensione del giudizio e una faticosissima aderenza psicologica al proprio personaggio. Penso a libri come A sangue freddo di Truman Capote, a Le Benevevole di Jonathan Littell, a L’...

02.11.2013

Il regno delle donne

Ricardo Coler, nato a Buenos Aires nel 1956, è medico e fotoreporter. Di lui Nottetempo ha tradotto Eterna giovinezza indagine sulla popolazione ultracentenaria che vive a Vicabamba in Ecuador. Nel regno delle donne, scritto dopo la sua permanenza in Cina, nella regione dello Yunnan, è uscito in edizione originale nel 2008 ed è diventato un best-seller mondiale.   Il regno delle donne descrive il suo soggiorno in Cina, presso un villaggio dell’etnia Mosuo. Distribuiti su un altipiano a 2600 metri, intorno al lago Loshui, i venticinquemila esponenti di questa etnia, arrivata dal Tibet nel XIII secolo, vivono da allora in una struttura sociale che lei ha definito di puro matriarcato, che nemmeno Mao è riuscito a cambiare. Può spiegare come...

16.07.2013

Sandro Campani. La terra nera

Con La terra nera Sandro Campani ci porta nel cronotopo che gli è ideale e in cui erano ambientate anche le sue due precedenti prove narrative, il romanzo È dolcissimo non appartenerti più (Playground 2005) e la raccolta di racconti Nel paese del Magnano (Pequod 2010, vincitore del premio A. Loria): siamo nell’appennino emiliano, quel lembo a sud fra le province di Reggio Emilia e Modena che nel passaggio dagli anni ’80 a oggi si è progressivamente spopolato, lasciando nei giovani che ancora lo abitano,  e perlopiù fanno la spola con la città e la pianura, spaesamento e disadattamento. Sentimenti che non portano a nessun vagheggiare nostalgico, anzi nella medietà attentamente descrittiva che è la cifra stilistica...

16.04.2013

Piergiorgio Paterlini. Fisica quantistica della vita quotidiana.

L’ultimo libro di Piergiorgio Paterlini (Einaudi 2013) è fatto di 101 micronarrazioni talvolta non più lunghe di due righe (un esempio: - A chi lo dici. Scusami sono di corsa.), talvolta più estese, mai eccedenti la paginetta, in un caso composte da una sola frase e un emoticon.   Provare a ricondurre una storia all’estrema sintesi è uno degli esercizi da sempre in voga nelle scuole di scrittura, e a ragione, poiché nella capacità di riassumere si vede la comprensione profonda di un testo, della sua natura, dei suoi meccanismi di funzionamento. E d’altronde, uno dei padri del gusto e dell’estetica moderni, Mies van der Rohe ci ha insegnato che “less is more”, che dal togliere può scaturire la...

02.01.2013

Oggetti d’infanzia | Registratore

Per molto tempo l’ascolto della musica è stato un rituale legato alla stanza della mia casa d’infanzia definita sala: moquette turchese scuro per terra e divani in pelle marrone, un grande stereo con giradischi addossato a una parete, molto spazio fra il tavolo e le poltrone. Per conquistarmi quel territorio ci fu bisogno di dimostrare a mio padre che sapevo maneggiare con perizia la puntina, inserirla in modo appropriato nei solchi neri senza graffiare, e che mi accorgevo se c’era polvere e sapevo toglierla con un pannetto antistatico speciale, di color arancione. Avevo bisogno della sala, e del giradischi soprattutto, perché a sette anni avevo iniziato a frequentare un corso di danza classica, disciplina che con più o meno assiduità ho...

27.09.2012

Marta Baiocchi. Cercando qualcosa di brutto

Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Marta Baiocchi vive a Roma, dove lavora come ricercatrice nel campo della biologia delle cellule staminali. Suoi racconti sono pubblicati in diverse raccolte e riviste. Il suo primo romanzo, Cento Micron è edito da Minimum Fax (2012).     Cercavo qualcosa di brutto tra le cose vive, e non l’ho trovato. Ho chiesto a Google un “ugly animal”, e Google mi ha dato questo:     Cielo! E come si fa a dire che è brutto? Oltretutto è un primate, cio...

04.07.2012

Carola Susani. La fatica di pensare la bellezza

Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Carola Susani scrive romanzi e racconti, collabora con “Nuovi argomenti”, con la cronaca di Roma de “La Repubblica” e con il settimanale “Gli Altri”. Il suo ultimo romanzo, Eravamo bambini abbastanza è uscito a marzo per Minimum fax.     Faccio fatica a pensare alla bellezza. Come se rifiutassi di tematizzarla, di sistemarmi la questione davanti agli occhi e interrogarla. Mi irrita, la bellezza, non so da dove prenderla, come maneggiarla. E invece la...

18.06.2012

Brian O’Doherty. Inside the White Cube

È uscito in libreria il libro di Brian O’Doherty, Inside the White Cube. L’ideologia dello spazio espositivo (traduzione italiana di I. Inserra e M. Mancini, Johan and Levi editore, Milano 2012, pp. 146, € 20). Il volume raccoglie e traduce per la prima volta in italiano i saggi pubblicati dall’artista irlandese sulla rivista Artforum a partire dal 1976. Presentiamo qui il testo attraverso due contributi di Alessandra Sarchi e Riccardo Venturi e ne anticipiamo la postfazione.       Lo spazio dell’arte   “Una scena ricorrente dei film di fantascienza mostra la Terra che si allontana dall’astronave fino a diventare un orizzonte, un pallone, un pompelmo, una pallina da golf, una stella. Questo cambiamento...

14.06.2012

La collezione come forma d’arte e le sorti dei Musei Civici di Reggio Emilia

La volontà di aprire un dibattito serio con l’amministrazione pubblica sul riallestimento dei Musei civici di Reggio Emilia da parte di un gruppo di persone che a vario titolo se ne occupa - insegnanti, operatori culturali, storici dell’arte, architetti, scrittori - si è polarizzato di recente nei termini, a dire il vero fuorvianti e massimalisti, di una disputa che ha occupato le pagine dei giornali nazionali e la rete (per una rassegna stampa completa e una cronistoria degli interventi si veda qui ). L’amministrazione pubblica e l’architetto Italo Rota, ideatore di un concept di riallestimento, si sono presi la parte di chi sostiene e promuove la modernità, attribuendo ai quarantacinque firmatari di una lettera aperta al sindaco il ruolo...

12.04.2012

Chiara Valerio. Ricordi sbocciavan le more

Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.     Chiara Valerio è nata a Scauri nel 1978 e oggi vive e lavora a Roma. È redattore di Nuovi Argomenti. Il suo ultimo libro è Spiaggia libera tutti (Laterza, 2010). Per nottetempo, casa editrice nella quale lavora, ha scritto Nessuna scuola mi consola e La gioia piccola d’esser quasi salvi (2009). Ha pubblicato il romanzo Ognuno sta solo (2007), e i racconti di Fermati un minuto a salutare (2006) e di A complicare le cose (2003). Scrive per l’Unità, Vanity Fair e il...

09.02.2012

L’Entomologo. Un racconto di Ivano Porpora

Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.     Ivano Porpora nasce a Viadana (MN) nel 1976. Ha vissuto a Viadana, Siena, Bologna e di nuovo Viadana; ha lavorato come area manager, postino, direttore commerciale, contafusti, cameriere. Attualmente è account di un’agenzia multimediale e maestro di narrazione presso una scuola primaria. Nel 2012 uscirà il suo primo romanzo per Einaudi Stile Libero.     Si dice fosse stato un veterinario, e in effetti ne aveva ancora gli attestati alle pareti; si dice – ma di...

06.12.2011

Lettera di Gabriele Dadati

Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.     Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato Sorvegliato dai fantasmi (peQuod, 2006; Barbera, 2008), premio Dante Graziosi e finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Il libro nero del mondo (Gaffi, 2009). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto Scritturegiovani di Festivaletteratura di Mantova. Collabora con Booksweb.tv, scrive su Libertà e si occupa di Laurana Editore.     Cara Alessandra,   rileggo questa tua domanda...

19.10.2011

Sandro Campani. Bellezza

  Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Sandro Campani è nato in provincia di Modena. Nel 2005 ha pubblicato presso Playground il suo primo romanzo È dolcissimo non appartenerti. Nel 2010 ha scritto i testi del graphic novel Non ti avevo nemmeno notato, sempre presso Playground, e ha pubblicato la raccolta di racconti Nel paese di Magnano per Italic Pequod.   Appare la bellezza mai assillante né oziosa Languida quando è ora e forte e lieve e austera L’aria serena e di sostanza sferzante...

11.10.2011

Stefano Dal Bianco. Alla mia stufa, alla fatica

  Questa rubrica raccoglie una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Stefano Dal Bianco ha abitato a Padova, Milano, Torino e ora vive in provincia di Siena, dove è ricercatore all’università. Il suo ultimo libro di poesia è Ritorno a Planaval, (Mondadori 2001). Ha pubblicato studi sulla metrica di Petrarca, Ariosto e Zanzotto. Di Zanzotto ha anche curato il Meridiano Mondadori nel 1999.      Alla mia stufa, alla fatica     Per poterla riattizzare presto la mattina dopo e trovare anche la stanza meno...

03.09.2011

Antonella Moscati. Il giudizio universale all’isola del Giglio

  Con questa riflessione di Antonella Moscati prosegue la serie di interventi, selezionati da Alessandra Sarchi, dedicati al tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.   Antonella Moscati è nata a Napoli e vive nei dintorni di Siena. Si occupa di filosofia e collabora con la casa editrice Cronopio. Ha pubblicato con Nottetempo “Una quasi eternità”, (2006) e “Deliri” (2009).     Antonella Moscati. Il giudizio universale all’isola del Giglio.   Ho spesso pensato che, se la storia del nostro pianeta si concludesse con un giudizio universale che...

12.07.2011

Intervista a Luigi Agnati

Luigi Agnati è ordinario di Fisiologia all’Università di Modena e al Karolinska Institutet di Stoccolma. Nel 1994 e nel 1995 gli è stata assegnata dalla Nobel Assembly la posizione di Nobel Fellow. Si è occupato di trasmissione dei messaggi fra sistema nervoso e cervello e di percezione sensitiva e funzioni cerebrali, pubblicando numerosi libri e articoli su riviste mediche e scientifiche. Lo intervista Alessandra Sarchi.     Ha senso per uno scienziato parlare di bellezza?   “La bellezza? L’amerei volentieri, dea e immortale”.  Rispondo con un frammento di un poemetto in prosa di Baudelaire che riassume quanto ciascun uomo, e dunque anche un ricercatore, avverte come esigenza: ricercare la ‘bellezza...

24.06.2011

Claudio Franzoni. Movimento doppio

  Questo articolo inaugura una serie di interventi che esplorano il tema delle forme, della bellezza/bruttezza, da punti di vista molto diversi fra di loro. Ne parleranno storici dell’arte, scrittori, critici, scienziati, musicisti, filosofi, esperti di paesaggio.     Claudio Franzoni, studioso di arte antica, si è occupato in modo particolare di storia della tradizione classica e del rapporto tra antropologia e immagini. Per Einaudi ha curato l’edizione dell’Atlante della serie I Greci e ha pubblicato Tirannia  dello sguardo. Corpo, gesto, espressione nell’arte greca (2006).   Claudio Franzoni, Movimento doppio   L’appuntamento è alle 15 alla Pro Loco di Trescore, a mezz’ora da Bergamo. L...