AUTORI
Giuseppe O. Longo
30.05.2019

Schisi. La collana di ebook in collaborazione con Matera 2019 / Scienza, Arte e Bellezza

Nella creazione del programma culturale di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ampia attenzione è stata data alla relazione tra l’Arte e la Scienza con l’individuazione di un tema specifico. Il tema Futuro Remoto rappresenta una riflessione sul rapporto millenario con lo spazio e le stelle; un rapporto che, ripercorrendo anche i passi di Pitagora, uno dei residenti più illustri della Regione Basilicata, esplora l’antica bellezza universale della Scienza. Si mettono a confronto pratiche antichissime con modelli di vita fruibili, capaci di influenzare le idee di cultura e di sviluppo dei prossimi decenni provando a rispondere all’annosa domanda: C’è una schisi tra Arte e Scienza, una separazione e una distanza tra le due? Le dimensioni principali del fitto rapporto tra Arte e...

25.05.2018

Novità sull'evoluzione bioculturale / La scimmia vestita

Nel lunghissimo arco temporale che separa la costruzione dei primi strumenti litici dall’avvento delle tecnologie attuali, che già si proiettano nel futuro, a cominciare dall’intelligenza artificiale, in questo intervallo si sono presentati molti fenomeni che riguardano la nostra specie e le specie a noi vicine o precorritrici. In primo luogo l’evoluzione biologica e l’evoluzione culturale, che si sono ben presto intrecciate a formare una sorta di evoluzione bioculturale, che non può prescindere dalle condizioni al contorno: le altre specie, l’ambiente, il clima, i cibi e via enumerando, a costituire un sistema animato da forze, derive, ritorni, anelli di retroazione positivi e negativi, insomma da tutti i fenomeni tipici della complessità dinamica.   Queste vicende, molteplici e...

18.03.2018

La morte del grande astrofisico britannico / Stephen Hawking e l’intelligenza artificiale

La morte del grande astrofisico britannico Stephen Hawking ha avuto una vastissima eco anche sulla stampa non specializzata, che ha ricordato, in termini generici ma suggestivi, le conquiste scientifiche del grande studioso. Non c’è dubbio che alla sua eccezionale popolarità abbia contribuito anche la gravissima invalidità, che da un certo momento in poi gli ha impedito di muovere tutti i muscoli del corpo e perfino di parlare. Hawking riusciva a comunicare con l’esterno grazie a un raffinato software, dunque grazie all’intelligenza artificiale (IA). Tuttavia, nonostante il beneficio decisivo ottenuto da questa tecnologia, lo scienziato aveva una visione lucidissima non solo dei vantaggi ma anche dei rischi che potrebbe comportare uno sviluppo eccessivo dell’IA.    Già settant’...

18.12.2017

Il racconto dei nostri geni / Breve storia di chiunque sia mai vissuto

Sono sempre stato affascinato dagli uomini di Neanderthal e tra letture e fantasie questi antichi abitatori della Terra mi hanno accompagnato negli anni. Ora, in questo libro, ho trovato una tale dovizia di informazioni su quelle enigmatiche creature che non mi stanco di leggerlo e rileggerlo. Nel 1856 furono scoperte nella valle di Neander, in Germania, alcune ossa fossilizzate che furono attribuite a un ominide non Homo sapiens, e questa identificazione segnò l’inizio effettivo della paleantropologia. Molti anni più tardi, nel 1997, si riuscì a estrarre da queste ossa quantità esigue di DNA, un DNA vecchio di decine di migliaia di anni: ebbe così inizio la paleogenetica, lo studio del DNA attraverso i millenni. Da questi studi si è potuto vedere ciò che era accaduto all’umanità durante...

25.10.2017

Zerologia / Sullo zero, il vuoto e il nulla

Un matematico, un fisico e un filosofo, vecchi compagni di liceo, decidono di intessere i concetti di zero, di vuoto e di nulla in questo libretto di grande peso specifico: leggerlo “non è impresa da pigliare a gabbo”, ma i dividendi sono cospicui. Contro l’opinione di Umberto Eco, che aveva inserito la “zerologia” tra i lemmi di un’ipotetica enciclopedia dell’assurdo, i tre autori sostengono che “la macchina della conoscenza umana ha bisogno della grammatica del non, che lo zero, il vuoto e il nulla diversamente esprimono nei loro campi.” (11) Il negativo, controparte di ciò che sappiamo, “si sporge su ciò che non sappiamo ancora, su quel non sapere che, come l’ombra luminosa del nulla, sempre circonda ed abbraccia ciò che crediamo di sapere.” (11-12)   È proprio l’inseguimento dell...

02.08.2017

Numeri e numeri surreali / La creazione continua della matematica

Tra il 1824 e il 1826 l’embriologo francese Antoine Etienne Renaud Augustin Serres (1786-1868) avanzò l’ipotesi che l’ontogenesi ricapitoli la filogenesi, cioè che le tappe attraverso le quali un organismo vivente si sviluppa, dalla cellula ovarica fecondata all’embrione e all’individuo completo, riassumano, specie nelle prime fasi, prenatale e perinatale, le fasi dell’evoluzione propria della specie di cui fa parte l’organismo considerato. La tesi di Serres fu ripresa e approfondita dal grande biologo, filosofo e artista tedesco Ernst Heinrich Haeckel (1834-1919), convinto darwiniano. Anche se oggi non è più accettata in ambito scientifico, la teoria della ricapitolazione rimane tuttavia affascinante e suggerisce, nell’apprendimento di una materia, di far ripercorrere al discente le fasi...

27.12.2016

La nascita della filosofia digitale

1. La ricerca del principio primo   Uno dei primi temi affrontati dalla filosofia occidentale fu la ricerca di un elemento unificante, di un “principio primo”, o arché, che costituisse l’origine e il fondamento dei fenomeni variegati e delle sostanze e forme diverse che si presentano in natura. Talete (VII-VI sec. a. C.) indicò il principio primo nell’acqua. Altri filosofi identificarono l’arché in sostanze diverse, dall’aria al fuoco. Pitagora indicò l’arché in un principio astratto, il numero. Se a ‘numero’ si sostituisce ‘informazione’ si passa agevolmente dalla filosofia pitagorica alla filosofia digitale. La ricerca dell’arché continua anche oggi: i fisici si sforzano di dare un quadro unitario della realtà sia cercando la grande unificazione delle quattro forze fondamentali sia...

20.07.2016

Santo Stefano Belbo, 22, 23, 24 luglio e 5 agosto / Cesare Pavese. Narrare per capire

  Nelle pagine dei suoi romanzi e racconti , nel diario, nelle lettere Pavese ha disegnato immagini di luoghi- Santo Stefano Belbo, le Langhe - e ha ritratto figure umane che in quei luoghi erano di casa o che da essi si erano allontanati per poi ritornarvi. Questi luoghi e quelle facce appartengono ormai alla nostra memoria, hanno assunto tratti quasi mitologici; Pavese, come è accaduto ad altri grandi artisti, vive oggi nelle riscritture degli scrittori che sono venuti dopo di lui o nelle creazioni in altre forme espressive, nella musica ad esempio, nella canzone d’autore, nella musica elettronica. La sua voce ricompare nei reading di poeti, narratori e attori. In occasione della rassegna di iniziative pavesiane Con gli occhi di Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo,  22, 23,...

15.08.2014

L’ultima estate di Lucy Christalnigg

Un’estate infocata ed intensa era iniziata. I giorni roventi, seppure lunghi, se ne fuggivano avvampati come bandiere in fiamme, alle notti di luna brevi e afose si alternavano brevi e afose notti di pioggia, le settimane splendenti trascorrevano deliranti come rapidi sogni, sovraccarichi di visioni. Hermann Hesse Il titolo di questo racconto forte e struggente di Nello Cristianini - L'ultima estate. Storia di Lucy Christalnigg e della fine di un mondo - ricorda L’ultima estate di Klingsor (Klingsors letzer Sommer), di Hermann Hesse, e anche la personalità e il destino della protagonista Lucy Christalnigg ricordano un po’ quelli del pittore Klingsor, anche lui morto poco più che quarantenne, anche lui dopo una vita bruciata da passioni ardenti e...

23.07.2014

L’ultimo colpo di manovella

A chi non è successo di dover rischiare, di giocarsi tutto e compiere scelte difficili senza potersi permettere il lusso di voltarsi indietro? L’estate è un salto, un vuoto, un lancio di palla oltre la quotidianità. Giornate lunghe in cui si progettano i rischi e spesso gli errori futuri, giornate in cui ci si riposa e si ha tempo per azzardare pensieri e azioni.  
Raccontate a Doppiozero le vostre storie di azzardo, di rischio, storie in cui è andata come è andata, ma comunque sempre senza rimorsi e senza rimpianti. Scelte che hanno portato ad un cambiamento, anche imprevedibile, azioni che vi hanno indirizzato in altri luoghi prima impensabili. Non solo autobiografia, anche storia: eventi noti, episodi che hanno trasgredito le regole,...

14.08.2013

Dialogare con i robot

Farò una finzione che significherà cose grandi Leonardo   Il senso Se alcuni temono le proiezioni, gli equivoci emotivi e le confusioni di ruolo che sorgerebbero tra umani e robot, specie quando questi ultimi fossero dotati di emozioni e di coscienza e di responsabilità, altri invece propendono per una visione in cui la tecnica potrebbe contribuire a una crescente apertura dell’uomo grazie al dialogo con l’alterità, tanto sul piano spirituale, cognitivo ed emotivo quanto su quello concreto. In questa prospettiva, esaltata dalla tecnologia, l’uomo dovrebbe coinvolgere nella sua attività conversativa e dialogica tutta la realtà materiale, naturale e artificiale: gli animali, le piante, le macchine. In tal modo ogni...

13.07.2013

Amore e responsabilità

Io - E poi… hanno fatto degli uomini. Minnie - Mamma mia! Io - Ne hanno fatto dodici: sei uomini e sei donne. Minnie - Per carità! Come erano? Io - Precisi, come voi e come io. Minnie - Dove sono? Io - Non si sa. Li hanno cercati inutilmente. Sono in giro, chi sa dove. Erano perfetti. Impossibile distinguerli dagli uomini e dalle donne veri. Minnie - Ho paura. Non uscirò più di casa. Perché non li trovano? Loro lo diranno, lo debbono dire, loro, che sono finti. Io - Loro? Ma non lo sanno, naturalmente. Loro credono d'essere veri. (Massimo Bontempelli, Giovane anima credula, 1925)   Le emozioni artificiali Ho accennato alle ricerche che si compiono per dotare i robot di emozioni artificiali e di coscienza, sempre artificiale,...

22.02.2013

Il dolore di un robot

Dottor Gall: I Robot quasi non avvertono i dolori fisici. Ciò non ha dato buoni risultati. Dobbiamo introdurre la sofferenza. Helena: E sono più felici se sentono il dolore? Dottor Gall: Al contrario. Però sono tecnicamente più perfetti. (Karel Čapek, R.U.R.)     L’evoluzione dei robot   Le leggi di Asimov hanno a che fare con il comportamento dei robot nei nostri confronti: ma c’è anche l’altra faccia della roboetica, quella che concerne il nostro comportamento verso i robot. Negli ultimi tempi si è acuita in molti Paesi la sensibilità nei confronti degli animali superiori, come le scimmie e gli animali domestici, ma non solo. Ne sono prova la nascita di associazioni animaliste...

27.01.2013

Giorno della Memoria | Il reddito della vergogna

Alla signora Vuericke Cara zia, chissà che cos'ha pensato non vedendomi arrivare il 15 gennaio, tanto più che non sono riuscito nemmeno ad avvertirLa con un biglietto. Il fatto è che le mie condizioni di salute mi hanno impedito finora perfino di scriverLe. Il direttore, dottor Kollwitz, è stato tassativo e per tre settimane mi ha proibito non solo di alzarmi dal letto, ma anche di leggere e scrivere. Ha fatto addirittura sigillare le finestre della mia stanza e togliere la corrente elettrica. Le infermiere entravano armate di lampadina tascabile. Non Le dico altro. Siccome oggi non ho la febbre, ho avuto il permesso di scriverLe queste poche righe. Ma ora devo smettere, arriva l'infermiera. Sulle infermiere avrei molto da dirLe, ma non so se sia il...

06.12.2012

Sulla roboetica

A quale crocevia l’evoluzione in noi umani ha imboccato la strada sbagliata, al punto che abbiamo associato il soddisfacimento del piacere alla spinta alla distruzione? (Christa Wolf, Guasto)   Secondo me non ci siamo arrivati: è innato nella nostra specie. Il desiderio di distruzione è così radicato in noi che nessuno riesce ad estirparlo. Fa parte della costituzione di ognuno, giacché il fondo dell’essere stesso è certamente demoniaco. Il saggio è un distruttore placato, in pensione. Gli altri sono distruttori in servizio. (E.M. Cioran, Dell’inconveniente di essere nati)       Abbiamo visto come la presenza tra noi di robot sempre più raffinati e intelligenti apra una serie di...

09.11.2012

L’etica dei robot

Esaminiamo il concetto di “roboetica”, cercando di esplicitarlo nei suoi significati possibili. Dalle considerazioni fatte nei precedenti articoli emerge una prima accezione, molto generale: “roboetica” è semplicemente “l’etica nell’epoca dei robot”, cioè l’insieme dei comportamenti dell’umanità (e la valutazione di questi comportamenti) quando dell’ambiente in cui vivono gli uomini facciano parte anche i robot. Ma “roboetica” potrebbe anche significare l’insieme (più ristretto del precedente) di quei nostri comportamenti nei confronti dei robot che consentono di mantenere un giusto equilibrio dinamico tra noi e loro. Poiché i robot posseggono una certa autonomia e...

06.09.2012

Coscienza artificiale

Etica e libero arbitrio   Evodio- So con certezza che altro è vivere ed altro esser coscienti di vivere. Agostino- Quale ti sembra più elevato? Evodio- Certamente la coscienza di vivere. Sant’Agostino   La volta scorsa ho proposto una definizione operativa, anche se discutibile, di estetica e di etica: •  L’estetica è la percezione soggettiva (ma condivisa) del nostro legame con l’ambiente, legame caratterizzato da una profonda ed equilibrata armonia dinamica. •  L’etica è la capacità, soggettiva e intersoggettiva, di concepire e compiere azioni capaci di mantenere sano ed equilibrato il legame con l’ambiente.   Etica ed estetica sono quindi due facce della...

12.07.2012

Etica ed estetica

Helena: Perché li fabbricate, allora? Busman: Ahahah! Questa è bella! Perché si fabbricano i Robot! Fabry: Per il lavoro, signorina. Un Robot sostituisce due operai e mezzo. La macchina umana, signorina, era molto imperfetta. Un giorno occorreva eliminarla definitivamente.   Karel Čapek, R.U.R.       Il termine “robot” (dal vocabolo ceco rab, schiavo, connesso con il russo rabota, lavoro) fu introdotto nel 1920 dallo scrittore ceco Karel Čapek nel suo dramma “R.U.R.” (Rossum’s Universal Robots), – rappresentato il 25 gennaio 1921 al Teatro nazionale (Národní Divadlo)di Praga – a indicare una macchina antropomorfa progettata e costruita dall’ingegner Rossum (da un’...

08.06.2012

L’urgenza di una riflessione

Attorno al mese di dicembre del 1910 le caratteristiche dell’uomo cambiarono Virgina Woolf   I possibilisti vivono in una tessitura più sottile, una tessitura  di fumo, immaginazioni, fantasticherie e congiuntivi Robert Musil     Nelle puntate precedenti abbiamo passato rapidamente in rassegna la storia della robotica. Mentre l’evoluzione biologica ha dotato gli organismi viventi prima di un corpo e poi di un cervello, avente funzioni di controllo centrale e dotato, negli organismi più complessi, di proprietà cognitive superiori, l’intelligenza artificiale funzionalistica è partita dal cervello e ha tentato di costruire una mente senza corpo, cioè un’intelligenza che imitasse le funzioni...

04.05.2012

L’altra metà del robot: il corpo

Tutto avviene nel corpo, con il corpo e per il corpo, si nasce e si muore con il corpo, con il corpo si soffre e si patisce e si gode, la vita si genera con un atto rapido del corpo […]. Che le cose più importanti, l’amore, la vita, il nutrimento, la morte avvengano per e nel corpo aggiunge mistero al mistero dell’esistenza.   Giuseppe O. Longo, L’acrobata     Una tappa fondamentale sulla strada della costruzione dell’uomo artificiale si ebbe, verso la metà del Novecento, con la costruzione del calcolatore elettronico, o computer. Più che una macchina, il computer è una metamacchina: a seconda del programma che gli si fornisce, esso esegue un compito diverso, cioè diventa una macchina diversa....

12.04.2012

Dagli automi all’intelligenza artificiale

  In effetti l’uomo si dimostra essere cosa divina perché dove la natura finisce di produrre le sue spetie l’uomo quivi comincia colle cose naturali a fare coll’aiutorio d’essa natura infinite spetie.   Leonardo da Vinci     Da sempre l’uomo nutre la smisurata aspirazione di imitare l’atto divino della creazione. Più o meno dichiarata, quest’ambizione serpeggia in tutta la storia umana e ha ispirato miti, leggende e romanzi di grande suggestione, dal racconto del Golem a quello di Frankenstein. Passando dalla letteratura al versante costruttivo, i tentativi si presentano altrettanto numerosi, anche se i risultati, per la riottosità della materia e per le difficoltà di lavorazione, sono...

14.03.2012

Golem, Frankenstein & Co.

Ti chiesi io, Creatore, dall’argilla di foggiarmi uomo, ti chiesi io di suscitarmi dall’oscurità? John Milton, Paradiso Perduto   L’impresa della robotica si colloca nel solco del millenario tentativo di imitare l’atto divino della creazione. Più o meno dichiarata, quest’ambizione risale all’antichità biblica e classica, e la leggenda del Golem ne è forse l’esempio mitologico e letterario più noto. Golem è parola ebraica che significa “massa informe”: essa compare nell’Antico Testamento (Salmo 139) e indica Adamo prima che gli sia infusa l’anima. Secondo la leggenda, grazie alle arti magiche, era possibile fabbricare un Golem di argilla, dargli movimento, e...

02.03.2012

Sulla Roboetica

Forse, in realtà, stiamo assistendo a una graduale fusione delle attività e delle funzioni umane con le attività e le funzioni di ciò che noi umani abbiamo costruito e di cui ci siamo circondati.   Philip Dick, Mutazioni     Il robot, unione di mente sintetica e di corpo sintetico, rappresenta l’ultima versione del nostro tentativo plurisecolare di costruire l’uomo artificiale. La somiglianza sempre più spinta tra robot e uomo, che si estende alle capacità cognitive, all’autonomia e in prospettiva anche alle emozioni e forse alla coscienza, pone interrogativi inquietanti. La crescente diffusione dei robot in tutti i settori della società ci obbliga a considerare il rapporto di convivenza uomo-...

11.03.2011

Trieste / Paesi e città

Trieste è una città bellissima, aspra e ventosa. Incerta sempre tra l’Adriatico e il continente, perde subito l'equilibrio, ha l'anima a fior di pelle, gli occhi glauchi sporgenti della follia. Una follia ombrosa, quasi mai cattiva, simile a sé stessa, occhio e specchio. Dal vecchio manicomio di San Giovanni si vede una spera di mare, quelle anime in pena possono scorgere l'azzurro, presagio di vita ultraterrena. Il fantasma dell'impero oscilla tra Miramare e San Giusto, tra Duino e Montebello come una vecchia lampadina. Se non fosse per l'aria che scende nei vicoli della città vecchia dal cielo azzurro, parrebbe una città finta, invetriata nei suoi colli. Ma quell'aria è stregata. E’ una città di vento...