AUTORI
Daniela Voso
14.11.2019

50 anni di cronache e leggende / Paola Agosti. Elogio della discrezione

Con la spiazzante saggezza dell’incoscienza, Forrest Gump ripeteva spesso che “la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita”. Vero. Lo stesso si potrebbe dire delle evoluzioni artistiche di stili e linguaggi, di scrittori, artisti e fotografi. Ai suoi esordi con la macchina fotografica, Paola Agosti non sapeva cosa le avrebbero riservato i sali d’argento. All’epoca frequentava i teatri d’Italia, come fotografa di scena. Dietro le quinte. Attenta a non disturbare lo spettacolo: a non oscurare l’immagine degli attori. Aveva iniziato al Piccolo di Milano, introdotta da Augusta Conchiglia.    Era la fine degli anni sessanta e Paola Agosti era una giovane ragazza cresciuta a Torino. A casa sua era facile incontrare personalità del mondo politico e...

05.05.2018

Presso il sito archeologico dell'Acquedotto Augusteo del Serino, Napoli / Arturo Hernández Alcázar per Underneath the arches

In una intricata rete di cunicoli sotterranei si posa la storia Napoli. Dalle tracce di epoca ellenistica ai rifugi antiaereo, quelle strade nascoste custodiscono gli strati del tempo. Non monumenti, ma tracce di vita, usi e abitudini. In pratica tutto ciò che si oppone al non luogo del white cube. Il cubo bianco, contenitore e sede espositiva privilegiata per decenni per la sua totale assenza di caratteristiche che possano distogliere l’attenzione dall’opera. Per alcuni artisti non esporre nel non-luogo del white cube può essere problematico, per altri una sfida. A maggior ragione quando si tratta di confrontarsi con qualcosa che porta dietro di sé una storia. Ognuno la risolve diversamente, fino a volte a inglobare lo spazio all’interno del proprio lavoro.   È il caso dell’opera di...

16.04.2018

Indagine sulle Terre estreme / RamDom e LaStation. L’arte volano del territorio

Chiunque si sia mai imbattuto per la prima volta in una cartografia storica si è trovato di fronte a una rappresentazione delle terre emerse rovesciata rispetto a quella che conosceva meglio e si sarebbe aspettato. Questo perché, vero che sembra banale dirlo, ma anche la cartografia come ogni narrazione è soggetta alle centralità politiche e culturali del momento. Per secoli, infatti, la posizione sulla mappa sottolineava il peso simbolico e pertanto luoghi come Gerusalemme che per secoli si è trovata al centro dell’Orbis Terrae. Allo sbilanciamento delle coordinate cardinali, corrisponde il ribaltamento dei continenti per cui l’Asia spicca sugli altri, distinguendosi come l’area più estesa e occupando l’intero emiciclo superiore del cerchio, mentre Europa e Africa sono appaiate in basso...

12.05.2017

Alessandra Acocella. Avanguardia diffusa / Se l’avanguardia incontra il popolo

È il 1968. Ketty La Rocca realizza l’opera Segnaletiche, una composizione di segnali stradali con su scritto: “Il senso di responsabilità”, “Io tu e le rose”, “Amava molto gli animali”. Di queste la prima ha la freccia verso sinistra ed è in cima, le seguenti con la freccia nella direzione opposta e cioè verso destra. Anche senza soffermarsi sulle citazioni o sui contenuti veicolati, in quest’opera sono presenti i temi dell’estetica del tempo: la coincidenza di testo e immagine, l’impiego di oggetti d’uso comune decontestualizzati, ma soprattutto il riferimento a una dimensione esterna all’arte e ai suoi luoghi. In primo luogo, l’immagine fonda il suo impianto visivo su una grafica verbale (o verbo-visiva per usare un tecnicismo). Quindi, la segnaletica stradale diventa supporto materiale...

04.02.2017

Gianfranco Baruchello / Una pecora per entrare nel gregge

Una delle domande che viene spontaneo porsi nell’osservare la carriera di un artista come Gianfranco Baruchello è: «Chi abbiamo veramente di fronte a noi?» La sua opera ci pone davanti un’immagine caleidoscopica in cui è difficile distinguere la figura dell’artista da quella dell’imprenditore. Il manager dal regista. Chi è Gianfranco Baruchello? Toscano di nascita e con formazione giuridico-economica, inizia la sua carriera come dirigente aziendale. Ruolo esercitato almeno fino alla metà degli anni Cinquanta quando, trentenne, lascia progressivamente spazio alla sua inclinazione creativa. Ha inizio così la sua seconda vita, prima di una serie di svolte decisive che segneranno anche le tappe della sua carriera artistica. La biografia di Baruchello è infatti un camaleontico e invidiabile...

30.09.2016

Premio MAXXI / La giovane arte italiana in concorso

A quindici anni dalla sua prima volta, si è inaugurata ieri l’ottava edizione del premio per la giovane arte italiana, dal 2014 Premio MAXXI. In ogni edizione si assiste a un confronto tra artisti invitati a produrre un’opera per l’occasione, che diventa termometro e finestra privilegiata sulla scena artistica italiana più giovane. Quattro gli artisti selezionati per il 2016: Zapruder film makers group, con l’opera Zeus Machine, Adelita Husni-Bey con La Luna in folle, Ludovica Carbotta con Monowe (the city museum) e Riccardo Arena con Orient 1 – Everlasting Sea. Dal primo all’ultimo, in ordine di esposizione, hanno ragionato sullo spazio circostante integrandovi al suo interno la propria opera, ognuno con la propria cifra linguistica e proseguendo percorsi di ricerca già avviati. La...

25.04.2016

Roma: Accademia reale di Spagna / Auditorium Parco della Musica / Muntadas. Un catalano a Roma

L’incontro tra sfera pubblica e privata all’interno di una cornice sociale letta e interpretata attraverso i media contemporanei è da sempre uno degli argomenti centrali della poetica visiva di Antoni Muntadas. Quello tra i due poli è un confine da lungo tempo frammentato e pieno di smagliature. Le incursioni del pubblico nel privato e l’esibizione del privato nel pubblico sono il perno della versione social dell’esistenza. L’artista spagnolo è stato di recente a Roma come ospite del Media Art Festival per il quale, oltre ad aver tenuto una lecture al MAXXI, ha realizzato una mostra presso l’Accademia reale di Spagna, visitabile fino al 15 maggio, e ha realizzato un intervento nel Sound Corner dell’Auditorium Parco della Musica, a cura di Anna Cestelli Guidi in corso fino al 30 aprile....

22.10.2015

Sulla Grande Madre

Da sempre il tema della maternità oscilla tra i territori dell’arte, della mitologia e della religione. La madre è infatti un archetipo antico la cui rappresentazione e culto in area occidentale, da Iside a Cerere e Demetra, Diana e Artemide, da Maria fino a “sora nostra matre terra”, è stata associata alla terra e ai suoi frutti, alla caccia, alla guerra, alla nascita e alla morte. Tra i molti permane in fondo anche quello antichissimo della Grande Madre, protettrice della passione sessuale e della fertilità femminile, che si è diversamente evoluto. La Madre è stata assunta dunque nei secoli come una figura ambivalente, alla cui forza creativa si aggiungeva quella distruttiva; una potenza nutrice e al tempo stesso divoratrice, un’immagine devozionale da adorare e temere.   Dalla...

07.10.2015

Codice Italia. Un'Italia a compartimenti stagni

Marx e l’Italia. Che cos’hanno in comune il filosofo tedesco e la Nazione a forma di stivale? È ragionevole cercarne le tracce nella contemporaneità artistica? E qual è il modo opportuno di farlo? Molti avranno già avuto modo di leggere che il tema scelto da Okwui Enwezor – direttore della Haus der Kunst di Monaco di Baviera e, tra i numerosi incarichi, già direttore artistico di Documenta 11 (1998-2002) – per la 56a edizione della Biennale d’Arte di Venezia All the World’s Futures è proprio Marx. In particolare il suo Capitale. “Rimontare Marx”, ha scritto Marie Rebecchi su doppiozero, sottolineando l’importanza del programma di eventi previsti all’interno dell’Arena, rispetto...

01.10.2015

Visioni di un mondo interiore

Ho conosciuto Nicol Vizioli sei anni fa, mentre progettavo una mostra collettiva di giovani artisti all’interno di un festival indipendente. A quell’epoca il dialogo tra la natura e la figura umana erano al centro del suo lavoro fotografico. Ancora giovane, già mostrava una certa coerenza nella composizione dell’immagine e una disinvoltura nell'uso della tecnica. La vividezza delle figure, la luce e la profondità furono gli aspetti che mi colpirono. Subito dopo quell’estate Nicol è partita per Londra–dove ancora oggi vive – con una borsa di studio per un master in fashion photography.   Nicol, sono ormai alcuni anni che io e te ci siamo incontrate e ricordo che hai sempre avuto ben chiara una cosa: che avresti lavorato...

08.09.2015

David LaChapelle. Dopo il Diluvio

Celebrating di Veronica Vituzzi   La fine di una civiltà porta sempre con sé un cumulo di macerie, cadaveri, rovine semi carbonizzate di un'epoca colma di corpi e oggetti. Dopo il Diluvio, retrospettiva sul lavoro di David LaChapelle in mostra fino al 13 settembre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, cattura in immagini il crollo fantasticato della nostra cultura ipermediatica e lo racconta secondo quello che a prima vista potrebbe essere considerato il canone estetico più diffuso del nostro tempo, ovvero quello di una società dello spettacolo estremamente fotoritoccata. La trasposizione nel contesto del presente di un'icona o un topos narrativo sedimentati nella coscienza culturale è un evento necessario per estrapolare dal passato quei...

09.08.2015

Un sabato italiano

Era un sabato la prima volta che sono stata a Expo. Ho approfittato dell’ingresso serale, quello che costa 5 euro. 5 euro e: trenta minuti di metropolitana; una volata in un fiume umano anestetizzato dall’eccitazione; un’ora e venti di attesa tra l’arrivo in stazione Rho Fiera, l’acquisto del biglietto e l’entrata in Expo.   Finalmente sono dentro. Non prima di essere passata sotto lo sguardo del metal detector e di aver infilato la borsa nello scanner. Esattamente come in aeroporto. Improvvisamente ricordo che porto sempre con me un piccolo coltellino da borsa. Non si sa mai, potrei dover sbucciare una mela, tagliare del nastro adesivo, girare una vite. Sempre meglio averne uno. Ben nascosto s’intende. Tanto nascosto che gli apparati di...

27.09.2014

L'arte al lavoro

Nel 1958 la filosofa tedesca Hannah Arendt in The Human Condition, descriveva gli stadi della condizione umana articolandoli intorno al concetto di vita activa. Con questa espressione voleva fare riferimento alle relazioni tra lo sviluppo di un individuo ed il suo agire. Questa relazione era impostata su una dicotomia dell’essere che veniva ricondotta alle due figure dell’homo faber e dell’animal laborans. Con il primo si indicava l’uomo con velleità creative, che costruisce intorno al suo agire e al suo fare la propria identità. Il secondo indicava un individuo che esegue un lavoro. Due ruoli quindi che potremmo riconoscere come distinti e complementari all’interno dell’economia produttiva e creativa di una società. Sullo spunto di questa cornice teorica, Simone Ciglia cura una mostra...

04.07.2014

stARTT, Il Fantasma del Nolli e Astrapae

Si può pensare un ambiente naturale, progettato dall’uomo e segnato dalla sua presenza, che non sia per questo modificato o trasfigurato da questa stessa presenza? È la domanda che sta dietro alla filosofia di stARTT, Studio di Architettura e Trasformazioni Territoriali, nato a Roma nel 2008 e di cui fanno parte Simone Capra (1978), Claudio Castaldo (1978), Francesco Colangeli (1982) e Dario Scaravelli (1981), vincitori della prima edizione del Premio YAP al MAXXI con il progetto whatami, di cui tutti ricordano le luminarie rosse a forma di papavero. Nel 2013 stARTT ha poi partecipato alla Biennale di Urbanistica e Architettura di Shenzen e Hong Kong. Un passo dopo l’altro quest’anno sono stati invitati alla quattordicesima edizione della Biennale di...

23.06.2014

Biennale di Berlino 2014

Ha inaugurato a fine maggio l’ottava edizione della Biennale di Berlino. Sin dal 1998, la manifestazione tedesca coinvolge decine di artisti provenienti da tutte le aree geografiche in un mosaico di immagini e eventi dislocati per la città, facendo del recupero degli spazi dismessi e del carattere internazionale uno dei suoi tratti distintivi. Vetrina della ricostruzione culturale ed economica tedesca postunificazione, i contenuti della Biennale, al di là della selezione di opere e artisti o delle intenzioni curatoriali, si giocano inevitabilmente anche sulla scelta degli spazi che l’hanno ospitata nel corso degli anni.   L’essere stata teatro degli eventi storici che hanno riguardato gli equilibri internazionali per tutta la seconda metà del...

23.04.2014

Leonid Tsvetkov. Disturbance

Rien se ne perd, rien se ne crée. Con queste parole, in pieno Settecento, Antoine Lavoisier definiva la prima legge di conservazione della massa cambiando radicalmente quella che sarebbe stata di lì a venire l’evoluzione della fisica e della chimica. Lo stesso principio fu poi infatti alla base degli studi sulla termodinamica, prima, e successivamente di quelli sulla relatività di Einstein. Parte da una considerazione simile l'artista russo-americano Leonid Tsvetkov (1980) nella sua mostra Disturbances, curata da Manuela Pacella da Ex-elettrofonica (fino al 30 maggio). Nel suo caso però le trasformazioni fisico-chimiche si abbinano alla suggestione per quelle del tessuto urbano e dei reperti archeologici di Roma, in relazione alla loro specifica...

25.03.2014

Franco Vaccari. Col tempo

Scattare una fotografia. Fissare un'immagine nel tempo. Gesti sempre più a portata di mano e ripetuti. Sempre più effimeri. Che la rivoluzione degli smartphone abbia cambiato il modo di narrarci e di guardare il mondo è un dato acquisito. Da Instagram a Facebook a Twitter pubblichiamo, condividiamo, ci raccontiamo. Tutto con estrema immediatezza. Le settimane di attesa prima di vedere le foto delle vacanze, o le affollate serate in famiglia dove ci si riuniva per le diapositive della zia tornata (un mese prima!) dal viaggio in Messico sono ricordi più che sfocati nella memoria.   Allora cosa resta della distanza tra scatto e immagine? Come incide sulla costruzione della memoria personale e collettiva? In quali termini è opportuno parlarne? Il...

30.01.2014

Giulio Paolini. Essere o non essere

C’è una foto. Un uomo è affacciato alla ringhiera di un balcone. Il parapetto è in ferro battuto. L’uomo è distante. Se ne scorgono appena le sembianze. L’artista fotografa se stesso, poi, nello stesso punto, la sua immagine. La porta finestra è così chiusa e impedisce lo sguardo sull’interno: lo studio d’artista.   Giulio Paolini Essere o non essere, 1994-95 Allestimento Salone della Ragione, Padova, 1995 Foto Attilio Maranzano   L’autore è dentro e fuori l’opera. L’opera, Delfo IV (1997), è la quarta di una serie nata nel 1965 ed è la prima mostrata nella personale di Giulio Paolini, Essere o non essere, curata da Bartolomeo Pietromarchi e in corso al macro fino...

01.11.2013

Antonio Rovaldi. Orizzonte in Italia

Così come il naufragio della Costa Concordia era stato letto come metafora dello stallo economico e politico italiano, l’eccezionale recupero del relitto, che avveniva circa un mese fa, è stato interpretato come il punto di svolta di un’auspicata ripresa che avrebbe rimesso in sesto la nostra credibilità nazionale e internazionale. Più recentemente lo stesso mare nostrum è stato teatro dei tragici naufragi di Lampedusa, contando purtroppo centinaia di vittime e ponendosi ancora una volta come luogo centrale della riflessione sulle strategie politiche e culturali d’Italia e d’Europa (l’appello).   Due anni e mezzo fa, partendo dal desiderio di ritrarre questo stesso mare, o meglio il suo orizzonte esteso, Antonio...

08.09.2013

Domenico Mangano. Lavorare è vivere

Werken is leven (“lavorare è vivere”) è il titolo dell’ultima mostra di Domenico Mangano curata da Lorenzo Benedetti al Magazzino di Roma. Due olandesi d’adozione, si può dire. Benedetti ha infatti curato il Padiglione olandese all’ultima Biennale di Venezia, mentre Mangano vive da qualche anno ad Amsterdam.   Posando il suo sguardo sulla realtà, dalla Sicilia alla Grecia all’Est Europa, l’artista siciliano racconta ogni luogo, ogni cultura, nei suoi aspetti universali, partendo dal dettaglio, privilegiando l’uso del video e dell’immagine fotografica. Al centro delle sue opere Mangano mette il riflesso di contrasti e contraddizioni delle specifiche identità. Storie private sintomo e...

29.07.2013

Margherita Moscardini

Per la sua mostra personale Annexe-1xUnknown Margherita Moscardini presenta una serie di opere realizzate a partire dal 2012, durante la residenza romana alla Fondazione Pastificio Cerere. I lavori in mostra – maquettes le chiama l’artista – si muovono al confine tra la dimensione scultorea e quella progettuale e segnano le tappe di una ricerca tra le possibili relazioni, estetiche ed economiche, con l’ambiente circostante.   Sulla falsariga della dissertazione scientifica, Moscardini tratteggia un percorso tra gli ambienti della galleria, trasformando allegoricamente le opere in immagini di corredo (Annexes), nominate esattamente come le figure di un testo: fig. 1, fig. 2… Compone così i passaggi della sua esposizione in tre tempi, che...

22.07.2013

Fiona Tan. Inventory

Per la sua personale al MAXXI, Fiona Tan ha scelto di dialogare con la città di Roma sul piano della relazione tra opere d’arte, luoghi e collezioni. Questo è in effetti il nodo tematico sul quale si articola il più recente lavoro dell’artista, che dà il titolo all’intera mostra, Inventory, una proiezione multipla ispirata alla collezione di archeologia classica avviata proprio a Roma dall’architetto inglese Sir John Soane (1753-1837).     Il percorso espositivo si snoda in più tappe, con una significativa selezione di videoinstallazioni realizzate dal 2004 a oggi, cui si aggiungono un intervento site-specific e una citazione. Inizia con una premessa: Correction, lavoro sulle carceri, presentato per la prima...

19.06.2013

Maria Lassnig e Marisa Merz: il corpo e la grazia

Il premio alla carriera di questa 55a edizione della Biennale di Venezia è stato assegnato a Marisa Merz (Torino, 1931) e Maria Lassnig (Kappel am Krappfeld, 1919), due artiste europee che pur nelle relazioni con i movimenti dei rispettivi paesi hanno seguito percorsi autonomi e altamente individuali. Un'importante selezione di loro opere è ora esposta all'interno della mostra curata da Massimilano Gioni, Il Palazzo Enciclopedico, dove Lassnig e Merz condividono una sala divisa da un tramezzo centrale, interfaccia al tempo stesso di separazione e di incontro.   Senza andare troppo a ritroso nella storia delle due artiste, Gioni ha posto da un lato le pitture ossessive dalle reminiscenze espressioniste di Maria Lassnig, dove colori fluorescenti e dissonanti...

19.04.2013

The Reverse Grand Tour

Être singulier pluriel. Così Jean-Luc Nancy intitolava nel 1996 la sua riflessione sul rapporto tra le identità dei singoli e il sistema di relazioni che le eccede, sull’“essere singolare plurale” appunto. Secondo il filosofo, ognuno, all’interno di un regime di differenze e condivisione, può realizzare il proprio essere solo all’interno di una comune cornice di coesistenza, di una comunità.   Secondo quest’ottica, ogni differente singolarità è dunque indissociabile dalle altre, e su questa linea, assumendo l’arte come processo d’analisi e conoscenza reciproca, Valerio Rocco Orlando indaga e racconta storie diverse, estratte da contesti comuni e quotidiani, ricomponendole come i...