AUTORI
19.09.2019

Il mondo dei vinti / Dalla parte degli ultimi: Nuto Revelli

Ho pensato spesso che se ogni provincia italiana avesse avuto una figura paragonabile a Nuto Revelli, di cui quest’anno si celebra il centenario della nascita, il nostro sarebbe oggi un paese migliore. Il pensiero mi è venuto visitando qualche anno fa la sua casa in corso Brunet a Cuneo, uno dei tanti caseggiati del dopoguerra, osservando lo studio dove sono raccolte e ordinate le sue carte, dove sono raccolte le discrete testimonianze della guerra di Russia e della Resistenza. Oggi l’appartamento è sede della Fondazione Nuto Revelli che ne onora la memoria soprattutto con lo straordinario esperimento di rinascita del rifugio di Paraloup, nell’alta valle Stura, là dove Revelli si unì ai compagni Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco negli inverni della guerra partigiana e oggi un luogo...

15.09.2019

La biblioteca di Atlantide / Ray Monk, Wittgenstein. Il dovere del genio

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.     “Dio è arrivato. L’ho incontrato sul treno delle 5.15”.  Così scrive John Maynard Keynes alla moglie Lydia Lopokova il 18 gennaio 1929. Dio è Ludwig Wittgenstein che torna dopo quindici anni di assenza a Cambridge dai suoi vecchi amici e sostenitori. Keynes, il maggior economista del XX secolo, se lo porta a casa e apprende che Dio vuole stabilirsi nella città...

14.09.2019

Una storia che ci riguarda / Siri Hustvedt. Ricordi del futuro

Nel 1978, la ventitreenne Siri Hustvedt lascia il Minnesota per trasferirsi a New York. Ha vinto una borsa di studio per studiare Letterature Comparate alla Columbia, l’anno successivo, ma prima di iniziare il dottorato vuole mettersi alla prova come scrittrice e provare a scrivere un romanzo. Prende in affitto un appartamento in periferia e inizia a percorrere la città con un misto di paura, eccitazione e sprezzo del pericolo; patisce la solitudine, all’inizio, e deve stare attenta a non spendere troppo. La New York del ’78 è come Parigi o Londra per un qualsiasi eroe ottocentesco; percorrere in metro le viscere della città scansando le offerte di piaceri sessuali a buon mercato e i potenziali pericoli significa per Minnesota, come iniziano a chiamarla, decidere di esplorarne le...

13.09.2019

Esplorare / Cose piante città e libri soprattutto

Non sapevo che libro fosse e ancora non so che libro sia, perché l’esplorazione del mondo non ha pareti e non esiste un testo unico capace di racchiudere quel cosmo che il bambino ha davanti. Perché a quei tempi le stelle e i fossili, i girini e le montagne sono tutt’uno con la sensazione di esserci e di appartenere a qualcosa di Grande, un assoluto che intimorisce e incuriosisce insieme. È tutto un saliscendi, prima che arrivino le divisioni in materie e l’imparare si spartisca in alti e bassi. In Fuori da noi. Cose piante città (Nuova Editrice Berti, 2019), Giovanna Zoboli raccoglie i risultati di questo sapere vissuto che non ha paura di procedere per associazioni libere, connessioni spregiudicate che hanno origine nella sua esperienza di bambina a cui riesce la magia di continuare a...

11.09.2019

Emergenza e sicurezza / Besprizornye: una storia antica per i tempi d’oggi

Ci sono due modi di leggere la storia dei besprizornye, ricostruita da Luciano Mecacci con un’acribia da cui filtra una genuina (com)passione. La prima, ovviamente, è di tipo storico. Si tratta di recuperare la memoria di milioni di esseri umani dimenticati, tanto per cominciare. Il significato di besprizornye è, letteralmente, “senza controllo”, ma anche “senza tutela”. Fu la condizione di una massa enorme di bambini e ragazzi russi di entrambi i sessi che si trovarono coinvolti prima nella Grande Guerra, poi nella Rivoluzione e quindi nella guerra civile. Un problema sociale (e un dramma umano) che ha le sue radici prima del 1917 ma che diventa evidente e catastrofico nei primi due decenni dell’Unione Sovietica. Violenza, fame, carestie e un certo atteggiamento culturale fatalista...

09.09.2019

"Io non voglio guastare. È creare che voglio" / Possiamo salvare il mondo prima di cena

Ho lavorato come barista dal 1996 al 2016 e ho smesso di dovermi lavare ogni sera i capelli, intrisi di fumo, nel 2003. Me la ricordo la legge del divieto: mai avrei creduto alla sua efficacia. Accadde davvero; quello che non riesco bene a ricordare è come si arrivò lì. Prima il veto aveva riguardato i cinema; ero piccola, ne ho memorie indirette: mio padre tra smettere di fumare e smettere di andare al cinema – non concepiva, fumatore, un cinema senza fumo – smise la sigaretta. Cancro, fumo passivo, riduzione dell’attesa di vita: sono parole che sono diventate spettri, non so bene in che ordine e con che scansione temporale. La legge ha reso possibile qualcosa che non sarebbe avvenuto, certo, ma le leggi non provengono da un’entità astratta e illuminata. Qualcosa, nell’arco di anni, ha...