AUTORI
Mariella Guzzoni
25.10.2019

Tenere i tesori / I diari inediti di Jo van Gogh-Bonger

‘Oggi inizio il mio diario. Ridevo di quelli che ne tengono uno, è sciocco, sentimentale, così pensavo […]. Ma nella routine di tutti i giorni c’è così poco tempo per riflettere, e a volte i giorni passano senza che io li abbia vissuti veramente, giorni in cui la vita mi succede, questa cosa è terribile. Sarebbe tremendo dire alla fine della mia vita: “Ho vissuto invano, non ho raggiunto niente di grande o di nobile”’. È il 26 Marzo 1880, siamo ad Amsterdam, Jo Bonger ha diciassette anni e mezzo. Questa è la prima pagina del suo diario ‘Mijn Dagboek’, al quale affiderà i suoi pensieri, con varie interruzioni, fino al 1897. Per il frontespizio del primo quaderno sceglie e trascrive in inglese le parole del poeta americano Henry Wadsworth Longfellow, ‘agire e che ogni domani / ci trovi più...

05.07.2019

Tate Britain / Vincent a Londra

‘Più di dieci anni fa, quand’ero a Londra, ogni settimana passavo davanti alla vetrina dello stampatore del Graphic e del London News per vedere le pubblicazioni settimanali. Le impressioni che ne ricevetti lì sul posto sono state così forti che quei disegni mi sono rimasti in mente in modo chiaro e preciso, nonostante tutto quello che è passato nella mia testa da allora…’, scriveva Van Gogh all’amico pittore Van Rappard nel febbraio 1883, ai tempi dell’Aia.    È questo uno degli aspetti da scoprire alla mostra Van Gogh and Britain, aperta a Londra alla Tate Britain (fino all’11 agosto 2019). Curata da Carol Jacobi, Chris Stephens, Martin Bailey e Hattie Spires, la mostra accende per la prima volta i riflettori in due direzioni, da un lato su come Vincent fu ispirato dall’arte e...

06.02.2018

Voyage en Bateau / Dipingere sul fiume: Daubigny e Le Botin

“Un poco a monte di Pont Marie, nel bel mezzo delle pimpanti squadre di canottieri e di iole che la dolce corrente della Senna dondola senza sosta, si può notare una modesta imbarcazione, con una sorta di maisonette zebrata a grandi righe di vari colori, come i galloni guadagnati nelle sue numerose navigazioni: è LE BOTIN!   Le sue graziose o ambiziose vicine, L’Invincible, La Belle-Sylphyde, limitano di solito le loro imprese facendo rotta da Pont Marie a Pont Charenton con un ridente carico di canottieri e di giovanette tutti ghiotti di matelote; ma A più alti destini può aspirare Le Botin   Perché porta Cesare e la sua fortuna, – vale a dire Daubigny e la sua tavolozza!”   Charles François Daubigny, L’artista che dipinge a bordo del Botin (1862), acquaforte,...

06.11.2017

Due testi atto / Van Gogh: il mio Giappone

Van Gogh: passeggiate giapponesi Mariella Guzzoni   “Sono in Giappone qui” Vincent, lettera alla sorella Willemien, Arles, 14 settembre 1888   Ogni mostra o catalogo sui maestri giapponesi del Mondo Fluttuante accenna a Vincent van Gogh come a uno degli artisti che, più di altri, ha subito il fascino delle prime immagini ukiyo-e giunte nelle mani del mercato dell’arte parigino nella seconda metà dell’Ottocento. Come Van Gogh guardò al ‘suo’ Giappone? Dalle prime famose tele riprese da Hiroshige, da Père Tanguy alle Scarpe, dagli autoritratti parigini all’autoritratto da giapponese di Arles, le opere che parlano di Giappone sono molte. Una passeggiata dietro alle quinte di questi quadri ci porta nella mostra Van Gogh: il mio Giappone, aperta alla Biblioteca Sormani di Milano (...

28.03.2017

L’arte della rivoluzione: Russia 1917 – 1932

Un uomo di spalle con un cappotto scuro sta dipingendo una scritta bianca su uno striscione rosso disteso sul tavolo. Di fronte a lui campeggia una Venere di Milo. La stanza è grigia, una mansarda, una finestra, il filo della corrente, ben visibile, pende dal soffitto con la sua lampada. Le lettere in bianco proclamano:    ВСЯ ВЛАСТЬ СОВЕТАМ   “Tutto il potere ai Soviet”. Non c’è tavolozza, bastano un pennello e un bicchiere.    Nikolaj Terpsikhorov, First Motto, 1924, Mosca, Galleria Tretyakov, Photo © State Tretyakov Gallery. L’artista è Nikolaj Terpsikhorov, un pittore poco noto, che si ritrae mentre lavora al suo nuovo compito e, volgendoci le spalle, ci porta dentro il quadro. Primo Motto è la tela che incontriamo all’ingresso di Revolution: Russian Art...

21.02.2017

Fare emergere la texture delle cose del mondo / Hercules Segers, misteriosi paesaggi

Forse il più grande artista quasi sconosciuto, incisore e pittore. Morto tra il 1633 e il 1640, attivo in Olanda all’inizio del 1600, poco prima di Rembrandt. Hercules Segers, di lui sappiamo ben poco, non abbiamo nemmeno un volto, o un’ipotesi di volto. Eppure fu uno degli artisti più innovativi del Secolo d’oro olandese. Paesaggi melanconici come casse di risonanza che non somigliano a niente dei suoi contemporanei, ottenuti con una sperimentazione nell’arte incisoria così rivoluzionaria da rimanere un rompicapo per molti artisti e secoli a venire.    Hercules Segers, Paesaggio con cascata, ca.1615-1630, Amsterdam, Rijksmuseum.   Si è chiusa in gennaio al Rijksmuseum di Amsterdam Hercules Segers, la prima grande retrospettiva a lui dedicata, organizzata in collaborazione...

29.07.2016

Nell'anniversario della morte del pittore / Van Gogh. La verità dei fatti

Lo sappiamo tutti. Van Gogh si è tagliato l’orecchio nel dicembre 1888. Un anno e mezzo dopo si è tolto la vita con un colpo di pistola. È l’artista che più di ogni altro ha incarnato nel Novecento il mito dell’artista maudit. Il cliché visivo più famoso, che ha fatto il giro del mondo, è l’interpretazione di Kirk Douglas in Lust for Life, Brama di vivere, il film di Vincente Minelli (1956) basato sulla biografia romanzata di Irving Stone del 1934. E proprio dall’archivio di Stone spunta oggi un documento sepolto da quasi un secolo che ha spinto il Museo Van Gogh a fare il punto della situazione su due momenti della biografia di Vincent che appartengono alla leggenda.   Emile Schuffenecker, copia di Autoritratto con l’orecchio bendato di Vincent van Gogh, 1892-1900   Sull’orlo...

30.03.2016

Jheronimus cinquecento anni dopo / Bosch. Visioni di un genio

’s-Hertoghenbosch, 9 agosto 1516. Nella chiesa di St. John si svolge la cerimonia funebre per il pittore Jheronimus Bosch. La funzione ha luogo nella nuova cappella della Confraternita di Nostra Signora (Lieve Vrouwe Broederschap), di cui Bosch è membro. La messa Requiem è disposta dalla confraternita che ne sostiene i costi, come è l’uso. Il librone dei conti, perfettamente conservato, è materiale prezioso: dalle spese sostenute si deduce che questo è il tributo finale a un uomo importante, altamente rispettato. Doveva avere circa 65 anni, la sua data di nascita non è nota (1450-55).   Per festeggiare il cinquecentenario della morte dell’artista, Charles de Mooij, direttore di un piccolo museo del Brabante del nord mette in moto, dieci anni fa, un progetto molto ambizioso: riportare...

11.03.2016

Markus Raetz, Chambre de lecture

Stare seduti con intorno a sé una schiera di 432 profili umani in filo di ferro è un’esperienza. Profili appesi come mobiles, a pochi decimetri dalle pareti di una grande stanza, chambre. Si muovono un poco. Sono disposti (sospesi) ordinatamente, in dodici gruppi a intervalli regolari. Ogni gruppo è un 6 per 6, e cioè sei file di sei persone-profili, dall’alto in basso e/o da sinistra a destra.   Markus Raetz, Chambre de lecture, 2013-2015. 432 profili in filo di ferro, visone parziale, 400 x 815 x 630 cm (stanza), © 2016 Markus Raetz, Prolitteris, Zürich. Foto: Alexander Jaquemet   Chambre de lecture è il titolo della nuova installazione che Markus Raetz (Berna, 1941) ha realizzato per la sua personale in Canton Ticino. A lui il MASI di Lugano ha dedicato la prima mostra...

04.12.2015

Munch e Van Gogh, vicini lontani

“Sì, gli artisti vanno avanti passandosi la fiaccola, Delacroix agli impressionisti &c. Ma è tutto lì? -” si domandava Van Gogh in una lettera al fratello Theo dei primi di agosto 1888, a trentacinque anni, poco prima di dipingere i Girasoli. Siamo in Provenza, alla Casa Gialla, Lo Studio del Sud, il coronamento di un sogno che durerà poco. Molti anni dopo Edvard Munch riflette su Van Gogh che mai “lasciò spegnere la sua fiamma. Fuoco e braci furono i suoi pennelli nella sua breve vita, mentre si consumava per la sua arte”. È l’ottobre 1933, Munch ha settant’anni, da molto tempo vive appartato a Ekely, la tenuta sui fiordi acquistata nel 1916, non lontano da Oslo. “Ho pensato, e sperato, che alla...

01.02.2015

Van Gogh e i suoi libri

“I libri la realtà e l’arte sono una sola cosa per me”  Vincent, lettera al fratello Theo, L’Aia, 11 febbraio 1883   Questa frase è oggi diventata una mostra: Van Gogh. La passione per i libri. Si tratta di qualcosa di diverso per Vincent van Gogh questa volta, una mostra in biblioteca tra i suoi libri più amati, più di quaranta, alla Sormani di Milano (fino al 25 febbraio). È così che scopriamo lo specchio più inedito di Vincent che non era certo l’artista impulsivo e spontaneo che è stato dipinto. Una mostra da leggere e da osservare, una passeggiata anti-mitologica in dodici teche a tema che raccontano la vita di Van Gogh attraverso i suoi libri e le citazioni dalle lettere al fratello...