Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

08.03.2012

Scuola di crisi

Sarà che non sta succedendo niente di rilevante rispetto alle aspettative del dopo-Gelmini: si parla di un concorso per nuove immissioni in ruolo, di digitalizzazione totale della burocrazia interna, sono uscite le materie degli esami di stato, ma di fatto nessun avvenimento smuove la scuola dal torpore che la attraversa e dalla disillusione di chi ci vive dentro. La vita scolastica procede con i suoi ritmi, i suoi riti e i suoi idiotismi, nel bene e nel male. Gli scrutini del quadrimestre segnano un momento di cesura nel percorso annuale e in genere ne viene amarezza per molti insegnanti, delusi dai risultati, e per gli studenti e i genitori, che vedono contabilizzato nella pagella il loro andamento. Un buon momento per chiedersi ‘a che punto è la notte?’....

08.02.2012

Norman Manea. Il rifugio magico

Il nuovo romanzo di Norman Manea, Il rifugio magico (Il Saggiatore) offre al lettore una vertigine di stupore e intelligenza e al recensore regala anche la scelta della chiave di lettura da individuare. Si tratta infatti di un libro dalla complessa stratificazione tematica, in cui la biografia dell’autore e la sua profonda sensibilità si intrecciano con la storia contemporanea e con una vasta cultura letteraria; fin dall’esordio si entra al cospetto di un’opera di grande respiro che ha tutte le caratteristiche di un capolavoro.   L’autore, rumeno di origine ebraica nato nel 1936, è stato internato da bambino in un lager per poi essere perseguitato come dissidente dal regime di Ceauşescu. Nel 1986 la via dell’esilio lo porta negli...

20.01.2012

Camminare in autostrada

Era capitato per caso, una stupidaggine. In austrada sul furgone, diretti in Emilia, ancora prima di arrivare ad Asti avevamo finito la benzina. Fermi. Sotto il sole, carichi di strumenti e con tutto il viaggio da fare. Io e Pietro abbiamo scavalcato una rete sul ciglio della Torino-Piacenza e ci siamo incamminati attraverso i campi, verso l’abitato in cerca di carburante lasciando gli altri in attesa a discutere di chi fosse la colpa di tale idiozia. Dopo aver trovato un distributore, in un piccolo paese sonnolento disteso tra l’autostrada e una statale, con la benzina in una sacca di plastica abbiamo tagliato nuovamente per i campi dirigendoci verso l’autostrada, dove il furgone fermo nella corsia d’emergenza ci aspettava un paio di chilometri più...

22.12.2011

In ricordo di Lidia De Federicis

  All’inizio della scorsa estate è scomparsa Lidia De Federicis. Ottantunenne, torinese, per lungo tempo insegnante di lettere al Liceo Gioberti, ha legato il suo nome al manuale di letteratura per la scuola superiore Il materiale e l’immaginario, progetto condiviso con Remo Ceserani. Un monumentale libro-antologia per il triennio, ormai mitologico, edito da Loescher nel 1981, rivoluzionario nell’impostazione e straordinario per l’offerta, capace di mettere in moto virtuosi circoli testo-critica e di fungere da soglia che dischiude mondi per moltissimi studenti. De Federicis lo considerava un’opera ‘illuminista’, nata nel mondo della scuola, e di fatto è il precipitato della sua attività letteraria e della passione...

03.12.2011

Ermeneutica

Con la crisi dello strutturalismo e il tramonto della militanza intellettuale, e in alternativa alla semiotica, negli anni ottanta l’ermeneutica è la corrente filosofica di più ampia visibilità: per usare le parole di Gianni Vattimo, uno dei più noti filosofi italiani, l’ermeneutica si presenta come koinè filosofica del pensiero occidentale, lingua comune e territorio di intersezione tra scienze umane e naturali grazie alla sua capacità di aprirsi a tutte le altre discipline, non in virtù della superiorità del suo sapere ma per la rinuncia ad essere totale e onnicomprensivo; una filosofia come sfondo della cultura e chiave di volta dell’interdisciplinarietà, che trova nell’idea di dialogo la funzione...

02.12.2011

Il Tramonto della Scuola.Togliamo il disturbo, di Paola Mastrocola

Riprendo il filo del ragionamento suscitato dalla lettura del saggio di Paola Mastrocola, Togliamo il disturbo, nel quale la crisi dell’istruzione superiore viene fatta risalire alla cultura libertaria del Sessantotto che avrebbe cancellato il senso del dovere, della fatica e del merito. Penso al contrario che quel periodo abbia costituito un argine importante contro pratiche didattiche autoritarie, antistoriche e deteriori, i cui echi non sono peraltro del tutto scomparsi. Credo che le radici del problema siano altre, e se proprio dobbiamo assegnar loro un’epoca allora sono gli anni ottanta. Quando la cultura della borghesia tradizionale ha visto erodere i propri valori ‘grigi’ in favore di una logica economicista e edonista a cui si è ben presto...

30.11.2011

Una speranza per la scuola italiana

La notizia di stamattina è rimbalzata dai giornali e dalle radio fino in sala docenti. Marco Rossi Doria è stato nominato sottosegretario all’Istruzione del nuovo ministero retto da Profumo. Cioè: un neo-ministro che è rettore del Politecnico di Torino vuole nella sua squadra un educatore e un pedagogista, maestro di strada, fondatore del progetto Chance, attivo nel recupero scolastico nel napoletano lacerato della camorra. Un progetto di cui ha scritto la compianta Carla Melazzini nel recente Insegnare al principe di Danimarca, Sellerio, 2011, e a cui è dedicato il documentario  Pesci Combattenti (2002), di Daniele Di Biasio e Andrea D’Ambrosio.   In altri termini una delle cose più vicine a quel fantasma di Don...

22.11.2011

Il Tramonto della Scuola.Togliamo il disturbo, di Paola Mastrocola

Ecco la recensione che ho rinviato in questi mesi, ogni volta cercando una scusa e preferendo occuparmi di altro, fino a quando, dopo aver smaltito stanchezza e malumori di fine scuola mi sono sentito pronto a riprendere il discorso. Sto parlando di Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare  della collega e scrittrice Paola Mastrocola, nota voce sul mondo scolastico. I motivi del mio disagio derivano dal tanto parlare che se ne è fatto, sui giornali, in rete e in sala insegnanti, fino a fare dell’autrice una sorta di bandiera della critica alla scuola attuale, rispetto alla quale sembra essere obbligatorio schierarsi. A favore o contro, aut aut. I due estremi possono essere riassunti come segue: a) finalmente qualcuno descrive il disastro...

01.11.2011

L’immaginazione di Culianu

Sono passati vent’anni dalla morte di Ioan Petru Culianu, storico delle idee e delle religioni, i cui studi, tanto apprezzati quanto discussi, hanno interessato un vasto pubblico. Nato nel 1950 in Romania, in seguito a una borsa di studio ottenne nel 1972 lo status di rifugiato politico in Italia, e dopo aver insegnato in Cattolica a Milano, divenne docente a Groningen (e cittadino olandese) per poi essere chiamato dal 1986 a Chicago da Mircea Eliade, il grande storico delle religioni che venerava come un maestro, pur essendone distante dal punto di vista metodologico (e politico, ma la questione è più complessa).   La tragica fine di Culianu è avvolta da una coltre di mistero: un’esecuzione da professionisti nell’ateneo americano in cui...

12.09.2011

Tutti sono stati bambini. Conversazione con Giuseppe Caliceti

  Da quando sono un insegnante ho notato che tutti gli adulti, indipendentemente dalla loro professione, quando parlano di scuola rimuovono costantemente la loro esperienza di studenti, dando giudizi di taglio vagamente sociologico che magari si appoggiano sulla vicenda dei loro figli o di adolescenti che conoscono. Chi non lavora nella scuola – e spesso anche chi ci lavora – ha a che fare con una rappresentazione ideologica della realtà costruita dai media. Una rappresentazione che dipinge la scuola come il teatro di una catastrofe e il luogo della barbarie, con il preciso compito di servire l’attacco contro la scuola pubblica in corso da tempo, di cui i Gelmini, Brunetta, Tremonti hanno scritto solo la pagina più recente, offensiva e brutale. I...

01.09.2011

C’erano una volta le biblioteche scolastiche

  Proprio mentre si svolgono gli esami di maturità, l’Invalsi, dopo aver visionato insieme all’Accademia della Crusca un campione di circa 500 temi svolti durante l’esame di stato del 2008/9, ci informa che sostanzialmente la maggior parte dei nostri studenti adolescenti sono semianalfabeti e che molti hanno nulle o scarse capacità ortografiche, logiche, argomentative. Scelgo deliberatamente di non approfondire la questione per non dover sentire i soliti professionisti di scuola e di cultura giovanile parlare di cose che non conoscono, ricordando a tutti dati altrettanto preoccupanti sulla popolazione adulta di questo paese: scrive De Mauro commentando dati Ocse che “il 38% della popolazione italiana in età di lavoro ricade in...

10.06.2011

Vedere la scuola. Conversazione con Giampiero Frasca

La scuola sta finendo, con lo strascico dell’esame di maturità o terza media per alcune classi e docenti, per tutti con l’ennesimo psicodramma degli scrutini, delle bocciature, dei debiti formativi, dei recuperi coatti. E poi, dopo, ancora una volta inizierà un periodo di riposo, convalescenza, rimozione e distacco da un mondo amato e odiato sempre più con ambivalenza quanto meno bipolare. Mentre i ragazzi potranno tirare il fiato e piombare in uno stato di standby rispetto alla cultura lettoscritturale tradizionale (per alcuni l’anticamera stagionale della vita adulta) gli insegnanti potranno dedicarsi a letture, studi e passatempi preferiti, alle famiglie, a viaggi più o meno istruttivi, alle segrete passioni di sempre. Molti riusciranno a...

26.05.2011

Religioni della morte. I volti della Cultura di destra in Furio Jesi

Dopo quasi venti anni dalla seconda edizione torna nelle librerie Cultura di destra di Furio Jesi, mitologo, critico letterario, germanista e allo stesso tempo molto più di questo. Uscito per la prima volta nel 1979, l’anno precedente alla tragica scomparsa dello studioso torinese, il libro è uno dei suoi testi più profondi, luminosi e incandescenti, prova di una scienza della cultura situata al crocevia tra storia delle idee, antropologia, semiotica e narratologia e, per le polemiche che porta con sé a ogni pubblicazione, cartina di tornasole del dibattito sulla cultura di destra in Italia. La nuova edizione di Nottetempo, curata da Andrea Cavalletti, regala ulteriori elementi del cantiere jesiano presentando alcuni inediti di grande interesse, su...

26.05.2011

Cultura di destra. Un'introduzione

Una certa difficoltà di definire la destra e la sinistra caratterizza i nostri giorni, rispecchiando la crisi d’identità delle forze politiche che, per complessi motivi storici, culturali e contingenti, continuano a doversi riposizionare rispetto a quelle categorie.   Un libro di Furio Jesi, uscito nel 1979 ma ancora attuale, ci spinge a riaprire la questione andando alla ricerca di una matrice antropologica a partire dalla quale tracciare un confine, oltre la confusiva e ipocrita presunta fine delle ideologie e aggirando il nodo intricato del modo di essere della destra e della sinistra.   Abbiamo raccolto alcuni materiali relativi alla discussione di quel libro e abbiamo chiesto a diversi studiosi di pensare cosa significa cultura di destra oggi,...

17.05.2011

Centocinquanta anni di scuola e laicità. Conversazione con Cesare Pianciola.

  “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. […] Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. [...] Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […] Bisogna tener d’occhio i cuochi di...

26.04.2011

L'ardesia e la rete

A circa 200 anni dall’introduzione della lavagna di ardesia, usata per la prima volta a West Point nel 1809, nel 2006 l’allora ministro dell’istruzione Fioroni annunciava l’introduzione della LIM (Lavagna interattiva multimediale) nelle scuole italiane attraverso un piano, poi rilanciato nel 2008, che prevedeva 10.000 esemplari. Il comunicato stampa annunciava un investimento da 20 milioni di euro, che sarebbe entrato a regime per l’anno scolastico 2008/2009: i ministri Gelmini e Brunetta, per l’occasione insieme al premier Berlusconi promettevano che nel mese di dicembre 2009 il progetto avrebbe riguardato circa 4000 scuole, “il 40% degli istituti scolastici principali”, contestualmente a un piano di formazione per 24.000 docenti: “...

05.04.2011

Decostruzione

Aprite un libro di filosofia e dopo tre passi di Hegel in epigrafe, collocati in forma triangolare, trovate un testo che occupa i tre quarti della pagina mentre il restante spazio è occupato da una colonna di testo autonoma. Il testo principale è un saggio di Jackie “Jacques” Derrida del 1972, corredato di note e illustrazioni, mentre a lato per oltre venti pagine corre come controcanto una lunga e visionaria digressione di Michel Leiris dedicata a Persefone tratta da Biffures (1948).   Timpano è il saggio che apre il volume Margini di Derrida (1972) ed è un manifesto programmatico che illustra le ragioni della decostruzione nel momento in cui le mette in atto: tutte le occorrenze del lemma ‘tympan’ vengono fatte risuonare,...

12.03.2011

Intervista a Girolamo De Michele

Inizia oggi la rubrica Lavagna, uno spazio di riflessione sul mondo della scuola, sull’educazione, la pedagogia e la cultura della conoscenza. La scuola di cui parleremo è un luogo dove si concentrano le contraddizioni culturali, economiche e sociali del presente, fotografato in una fase di trasformazione che tocca in primo luogo i suoi soggetti principali, gli studenti. Un luogo di formazione e di scoperta individuale, un punto di intersezione tra cultura alta e bassa, libresca e di strada, di avvicinamento alla politica attraverso cui guardare le pratiche di democrazia e di cittadinanza vissuta nel quotidiano. La scuola è anche un ponte tra le generazioni, un mezzo di comunicazione con gli adulti fuori dalla famiglia, e quindi un punto di incontro e scontro tra...