Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

06.11.2015

Siamo tutti cannibali

Niente di più attuale del cannibalismo. Lo so, a nominarlo così, di passata, è una cosa che sa di stantio, un po’ esotico forse, quasi vintage. Fa pensare alle vecchie figurine del periodo coloniale, dove omoni neri con pance smisurate, gonnellino di frasche e anelli al naso bollivano in improbabili pentoloni l’esploratore un po’ tonto in chepì d’ordinanza e tuta beige sdrucita. Gli stessi etnologi, a un certo punto, hanno contestato la realtà antropologica di gente che si nutre di carne umana, pensando semmai il cannibale come prodotto di un mito occidentale fortemente etnocentrico. Da tempo gli antropofagi non vanno più: a tener banco sono semmai gli zombie, tutt’altro genere di mostri che turbano a tratti le nostre...

05.09.2015

Doppiozero al Festival della mente

Sembriamo ormai capaci soltanto di quella pigrizia che Roland Barthes definisce «imbronciata», carica cioè di tutto il senso di colpa di cui è permeato il nostro vivere. Vogliamo essere competitivi e al passo con il correre del mondo. Ma dove stiamo andando? Siamo ancora capaci di sostare senza percepire la sosta come una resa? Cosa abbiamo perso dopo aver abbandonato il piacere della dissipazione, del tempo e forse non soltanto di quello? Partendo da Roland Barthes, che ci descrive la delizia della pigrizia, e attraverso le parole di Peter Handke e le riflessioni che il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han dedica al tema della stanchezza, proviamo a ragionare su questi temi nella società contemporanea: il tempo e la pigrizia, l’indugio e la stanchezza...

03.08.2015

L’enciclica papale bestseller

Con questo articolo di Gianfranco Marrone proseguiamo la discussione, avviata con l’articolo di Francesca Rigotti e proseguita con l'intervento di Alessandro Zaccuri, sulla recente enciclica papale Laudato si'.   Quanto meno un merito, apparentemente di dettaglio, questo libro senz’altro ce l’ha: è un testo, anzi un Testo, senz’ombra di dubbio, e tutto d’un pezzo. In un’epoca in cui – si ribadisce fino all’esaurimento – la testualità tradizionale ha sconsolatamente perduto autorità e autorevolezza, se non esistenza ontologica e spessore sociale, e in cui le grandi narrazioni si son sciolte in milioni di cinguettii più o meno social che ci investono a fiumi per dileguarsi ancor pi...

13.07.2015

Serio Ludere

Omar Calabrese ci manca molto. E dico “ci” non per plurale maiestatis ma perché era soprattutto grazie a lui se da diverso tempo sussisteva una comunità di studiosi e amici, colleghi d’università e compagni di strada in cui ci si riconosceva, una sorta di casa comune, ideale e materiale al contempo, che dava a tutti motivazioni e curiosità, complessivo appagamento per quanto si andava facendo e incessante desiderio di andare avanti. Si discuteva di teoria dell’arte e semiotica, di letteratura e cinema, ma anche di videogiochi e pingpong, canzonette di Sanremo e partite al biliardo, politica e fumetti, televisione e moda. Il tutto con idee mai preconcette, convinzioni per nulla assolute, rigore rivedibile. E, soprattutto, con un sorriso...

09.06.2015

Pensare golosamente, mangiare ponderando

Già da un bel po’ mi si accumulano intorno innumerevoli saggi sul cibo, la cucina, il gusto, la tavola. Non faccio in tempo a compulsarne uno, ed ecco che ne scopro un altro in arrivo, poi ancora uno, e così via fino, speriamo, a quando questa benedetta storia dell’Expo non sarà terminata, e anche quello del cibo tornerà a essere un argomento come tanti, una faccenda direi normale di cui occuparsi, intellettualmente come esistenzialmente. La crisi di sovrapproduzione – di libri come di cibo – rende difficile selezionare e valutare, soppesare e scegliere i libri sul cibo. Provo a ordinarli per argomento, questi volumetti e volumesse, o forse per disciplina, facendo finta che le discipline, oltre che per i concorsi universitari e i...

15.05.2015

Matteo alla lavagna

Di Renzi alla lavagna, piccolo show per spiegare in cinque punti e rotti la contrastata riforma della cosiddetta buona scuola, s’è detto troppo e troppo poco. Troppo perché in tanti (tutti) son stati lì ad additare più o meno sarcasticamente la trovata scenica, evocando per lo più l’aggancio stereotipo fra il tema in oggetto e l’oggetto usato per parlarne. A scuola ci sta la lavagna, e stop. Troppo poco perché, al di là dell’immagine d’eterno scolaretto del nostro premier (che Crozza ha da tempo provveduto a usurare), questa volta Renzi sta lì, alla lavagna, da docente e non da discente. Ricordo quando, in un’intervista ai tempi delle primarie per il segretario del Piddì, s’era tirato...

31.03.2015

Food Porn

Tra gli utensili che arredano le nostre tavole più o meno imbandite, oltre posate bicchieri piatti e tovaglioli, eccone apparire – già da qualche tempo – un altro. Non sta apparecchiato sul desco come quelli canonici. Né viene fornito in anticipo dal padrone di casa o dal ristoratore di turno. È semmai di stretta competenza del commensale, che lo custodisce gelosamente in borsa o in tasca, salvo tirarlo fuori e adoperarlo al momento opportuno. Quando cioè, coup de théâtre, arriva finalmente dalla cucina di che mangiare. O forse, e meglio, di che ammirare. Si tratta, s’è capito, dell’obiettivo fotografico – sia esso il 25 millimetri delle fotocamere sfacciatamente professionali o il buchino voyeur dello...

09.03.2015

Homo ferens

Homo faber, homo loquens, homo ludens, homo ridens? Macché. Homo homini lupus? Meno che mai. A caratterizzare la specie umana rispetto agli altri animali è semmai l’homo ferens, il portatore: colui il quale decide di trascinarsi dietro, con denegata scomodità, una miriade di cose inutili, o in ogni caso ben poco necessarie nella maggior parte delle situazioni quotidiane. E per questo ha viscerale bisogno di borse che li contengano.   A proporre questa tesi semiseria – il portaborse come archetipo antropologico – è Steven Connor, che in Effetti personali (Cortina, pp. 289, € 19) passa in rassegna tutti quegli oggetti che, appunto, normalmente stanno riposti in una qualsiasi borsa: bottoni, carte, pettini, occhiali, fazzoletti,...

21.02.2015

Amore di sabato pomeriggio

Sbirciare nel carrello degli altri, in fila alla cassa del supermercato, è sempre un’esperienza altamente edificante. Ammazza la noia, scatena l’immaginazione. C’è chi lo fa per mestiere, chi da dilettante in cerca di curiosità. Ma arriva il momento in cui ciò che più o meno distrattamente percepiamo s’impone allo sguardo. Di modo che l’insieme di oggetti che là si trovano accostati, pazientemente pronti per essere pagati, fa indiscutibile sistema. Sollecita fantasie, testimonia stili di vita, indica forme d’etica sociale che brulicano nel contemporaneo.   Mi mandano questa foto scattata segretamente, un sabato pomeriggio, in un mall lussemburghese. Vale a dire dappertutto. Due oggetti che incorniciano...

19.01.2015

Mondi multipli

In questa nostra epoca di euforica rinascita dell’ontologia, di strombazzati recuperi della realtà-così-com’è, di naturalismo imperante, c’è chi, di realtà ontologiche, ne considera più d’una. E parla, con molta convinzione, di multinaturalismo. Esagera? Meno di quanto non si creda. Tutto comincia (sempreché qualcosa cominci mai) da un’osservazione linguistica a prima vista marginale di Eduardo Viveiros de Castro, antropologo brasiliano, cattedra al museo etnologico di Rio, studioso delle popolazioni amazzoniche: gli Achuar – piccola etnia della foresta più grande del mondo, ed esattamente al confine fra Brasile e Perù – danno del tu a moltissime specie animali, ma anche ad alcune...

18.12.2014

Cucina per diletto: un romanzo di formazione

Si sa: viviamo in un mondo governato dagli specialisti. Siamo tutti esperti di qualcosa di molto piccolo e molto preciso, ipercompetenti in un qualche campo che riduce progressivamente la sua area in favore di altri soggetti che, nel dettaglio, ne sanno e fanno meglio di noi. Al lavoro produciamo una sola e singola cosa; nel tempo residuo ne consumiamo moltissime altre; una volta ogni tanto ci viene richiesto di esprimere il nostro parere di cittadini. A tutto il resto pensano gli specialisti, ai quali deleghiamo gran parte delle faccende di cui pure avremmo potuto occuparci personalmente, con minore bravura ma altrettante opportunità. Alla salute pensa il medico, alla psiche lo strizzacervelli, ai pasti l’industria alimentare, all’intrattenimento le major hollywoodiane...

22.10.2014

La pillola del giorno prima

Tra i vari esiti dell’assoluzione del Cavaliere dal caso Ruby, tutti scossoni equamente improbabili, c’è anche quello di un’ennesima aritmia nel flusso dei media. L’altra sera, per caso, leggevo un settimanale di qualche giorno precedente questo blaterato fattaccio. Ed è stato esilarante. Si discettava di equilibri, tendenze, alleanze e diktat fra le forze politiche oggi in campo – dove era proprio la nozione implicita, o presupposta, di ‘forza’ a fare gioco. Sembrava preistoria. Col senno di poi, cioè del presente di me che leggevo, la Ur-forza di uno dei principali attori presenti nella scena politica (e mediatica) era molto cambiata. Era diventata molto più potente. Di conseguenza, s’era profondamente...

07.10.2014

Atrocità strategiche e terrorismo di stato

Lo spettro della Cura Ludovico aleggia più che mai. L’antifrasi farmacologica che da decenni porta con sé – veleno e rimedio – non cessa di inquietare uomini e cose. Costretti dinnanzi a uno schermo che ci rimanda immagini ultraviolente, finiamo per diventare imbarazzanti vittime di generalizzato voyeurismo. Trovandoci nella curiosa condizione d’essere doppiamente costretti, proprio nel momento in cui qualcuno, infido, pretende di prendere in carico, attraverso il nostro corpo, la nostra anima. L’apologo di Arancia meccanica, per quanto irriverente possa apparire, torna utile per provare a comprendere un po’ meglio i meccanismi di senso che, velandosi, costituiscono la tragedia annunciata del cosiddetto Stato islamico e delle atroci strategie che, con calcolata maestria, sta da qualche...

23.09.2014

Barthes: il desiderio di scrivere

Barthes sarà passato di moda infinite volte. E altrettante ricomparso. Sia mentre è all’opera, andirivieni continuo di ismi e logie, sia dopo la sua scomparsa, avvicendarsi scompigliato di eredi illegittimi. Dall’esistenzialismo sartiano in poi (brechtismo, critica della mitologia di massa, strutturalismo, semiologia, nouvelle critique, narratologia, Tel Quel, testualismo, edonismo estetico, autobiografia creativa, cure sensuali, scoperta delle immagini…), è tutto un avvicendamento di rivelazioni e abbandoni, entusiasmi e delusioni, dove l’idea – e la relativa prassi – del tempo mal perduto e ciclicamente ritrovato è senz’altro ben presente a questo autore che aveva profetizzato la morte dell’Autore, salvo poi...

17.09.2014

Dal gourmet ai foodies

Che cos’è la gastromania? Presto detto: la fregola per il cibo, la cucina, il gusto, la buona tavola. La mania della gastronomia. Oggi l’alimentazione ha oltrepassato la sfera, pur ampia, che le è stata propria per lungo tempo (quella che dal bisogno di nutrizione porta ai piaceri del palato, ai riti culinari e ai loro radicamenti culturali) e ha invaso ogni altra dimensione della nostra esistenza, individuale e collettiva.   Mangiamo, beviamo, gustiamo e degustiamo, assaggiamo, assaporiamo, sbafiamo, centelliniamo, apprezziamo, gozzovigliamo, ma anche e soprattutto ne parliamo, descriviamo tutto ciò, lo raccontiamo, commentiamo, giudichiamo, rappresentiamo, fotografiamo e filmiamo e condividiamo, immaginiamo, sogniamo, in un vortice dove l’...

30.05.2014

Into The Wild

Da qualche tempo, per ammazzarlo non perdendolo del tutto, raccolgo le sigle di cui tanto sento parlare nelle riunioni universitarie che sono tenuto a frequentare. Lì tutti sanno che cos’è, non solo l’URP, che del resto trascende i domini strettamente accademici, ma anche il COT e il CLA: entrambi fanno riferimento al MR e indirettamente al MIUR, per il quale l’attività didattica è quasi o soltanto questione di CFU, eternamente discussa nei CDF, ma anche, e più spesso, nei CCL o CCS, dove si assegnano altresì i TFA, mentre ben poco, ahimè, si discetta dei criteri impliciti con i quali si assegnano quei PRIN che tanto gola fanno all’ANVUR. Meno male che ci sono la SUA e l’AVA, o il TFR. Alla fin fine, si decide...

15.05.2014

Cucina come pratica collettiva

L’invasione dei libri di cucina, e sulla cucina, negli scaffali delle nostre librerie si fa sempre più massiccia. Parallelamente al fiorire delle trasmissioni televisive e dei blog culinari, delle fiere sul cibo e degli eventi intorno al vino, delle degustazioni per ogni dove e del turismo mangereccio, l’editoria gastronomica impazza. Chi oggi ha un titolo sul gusto, il cibo, le diete, la buona tavola, l’enologia, il nutrizionismo e simili lo butta fuori senza pensarci due volte. Sarà per andazzo, sarà per l’apprestarsi dell’Expo milanese che vuol nutrire il pianeta, sarà per mancanza di meglio, fatto sta che il fenomeno va osservato con una certa attenzione: ora per rilevarne i risultati a dir poco discontinui (un ricettario, fra...

18.04.2014

Il casco, elmo del nostro tempo

Il casco è un oggetto, più che resistente, rude. Ha modi bruschi, violenti, visibilmente spietati. La sua costituzione materiale – durezza, levigatezza, uniformità – lo rende ottusamente immune alle botte, che, supereroe senza volerlo, riesce a prendere senza sentire alcun dolore né, per presupposto, provarne troppo umana paura. In questo, ammettiamolo, il casco è stupido, intelligentemente progettato per esserlo: va in giro comunque e dovunque, senza obiettivi, senza perché. È monotonamente uguale a se stesso, non si mette in gioco, non ha programmi, idee, sentimenti, emozioni. Non ha corpo. Per di più, in nome di quell’avvolgimento epico della testa di cui è protagonista, non da re coronato ma da...

10.03.2014

Uno splendido cinquantenne

Appena terminato il cinquantenario del Gruppo ’63, ricco di meste memorie o accigliate celebrazioni, vale la pena – come doppiozero s’appresta a fare – di inaugurarne un altro, in vari modi collegato oltre che immediatamente successivo: quello di Apocalittici e integrati, celebre libro cult di Umberto Eco, pubblicato per la prima volta nel 1964 (Bompiani) e destinato ad aprire, forse suo malgrado, una serie di orientamenti di pensiero e direzioni di ricerca che ancor oggi, appunto a cinque decenni di distanza, si agitano nei migliori mercati intellettuali.     Gli apocalittici e gli integrati, con maschere differenti, sono ancora fra noi, così come, se pure molto meno numerosi, quelli che ne contestano, più che l’emergenza singola...

25.02.2014

Picasso e i bambini (via Pistoletto)

Complice una fuga all’inglese dagli impegni di rito, una visita al Reina Sofia si prospetta come insperata ora d’aria. Raggiungo il museo alle dieci del mattino, scalpitante al botteghino, e per gli spagnoli è una specie di insulto. Là tutto è posposto (che non significa rimandato o mai realizzato, ma solo fatto – e bene – un po’ dopo), dagli orari dei pasti a quelli degli uffici, dalla siesta alle cinque del pomeriggio a, appunto, le visite alle mostre d’arte. Risultato: in giro per le sale ci sono solo io e frotte di scolaresche di tutte le età, uniformi e colore, accompagnate dalle maestre d’ordinanza che indicano dettagli invisibili nelle tele di Dalì, Mondrian o Mirò interpretandoli con inaudita...

29.01.2014

Utile e slow

Fra i criteri (ah, i criteri!) di giudizio degli ultimi concorsi universitari – quelli soprannominati burla delle abilitazioni – ce n’è uno che merita stupita attenzione: è la capacità di attrarre risorse. Che significa, terra terra, portare soldi all’ateneo che deve pagarti lo stipendio. Cioè pagartelo da solo. Ora, al di là delle palesi contraddizioni della maledetta spending review che sta ossessionando i nostri pomeriggi, questo sedicente criterio presuppone una cosa molto precisa. Ufficializza il fatto che una persona è in grado di far bene il mestiere del ricercatore (i professori sono innanzitutto ricercatori), meritando perciò un posto di ruolo, non se sa fare ricerca, se possiede cioè cultura e...

13.01.2014

Renzi e il foglio Excel

I politici emergenti dell’ultim'ora dovrebbero prender lezioni dai TQ. I quali, essendo spariti dalla scena (chi ne ha notizia?), sono già vecchissimi. Del resto, rivendicando un gap generazionale di principio, avevano finito per stilar manifesti su temi oltremodo vintage. Spariti anche loro. Avrebbero dovuto tenere a mente che la retorica dei giovani vigorosamente rinnovatori è molto antica. E qualche brutto danno, anche nel Novecento, l’ha fatto.   I politici emergenti dell’ultim'ora sono soprattutto giovani. Sembra la loro principale caratteristica. Oltre quella, ovviamente, di essere politici, prerogativa che da un bel po’ di tempo in qua soltanto Cetto La Qualunque è riuscito a riempire di caratteri positivi (nel senso...

27.12.2013

Il cibo immaginario

Lo confesso: non avevo mai capito il carosello dell’olio Sasso, quello dove Mimmo Craig canticchia “la pancia non c’è più”.     C’è un signore un po’ tonto che ha incubi strani. Sogna di incontrare una signorina di bella presenza che ha l’aria di starci. Insieme giocano a palla o con l’aquilone sulla riva del mare. Tutto molto romantico, grandi sorrisi e sottili ammiccamenti, con Morning Mood di Edvard Grieg a incanalare le reciproche effusioni. E con un finale da pagliacci, dato a che a causa del pancione lui perde l’equilibrio e cade. Al risveglio scopre che la pancia sta solo nel sogno perché a casa sua, grazie alla cameriera nera con uniforme d’ordinanza, si cucina con l’...

03.12.2013

In Marocco, tutto si tiene

La casa di Mohamed Bernoussi, a Meknès, sta nella ville nouvelle, ossia nella zona coloniale della città novecentesca, costruita dai francesi in un Marocco che, all’epoca, era per loro, molto diplomaticamente, soltanto un ‘protettorato’. È una villetta anni Trenta a due piani, con due aiuole all’ingresso e un piccolo terrazzino nel retro, sulla quale incombe un orrido, smisurato edificio ancora in costruzione. La calma regna comunque, in questo appartamento franco-marocchino sino al dettaglio, e Mohamed lo abita con orgoglio e dignità insieme alla moglie Christelle, che da Tours lo ha seguito sin qui, e alle due splendide figlie Dounia e Leila.     L’invito a cena, replicato più volte, mi ha dato modo di...