Specie di spazi
Gianfranco Marrone

Gianfranco Marrone si occupa dei linguaggi nella società contemporanea. Scrive su vari giornali. Insegna Semiotica a Palermo. Su www.gianfrancomarrone.it info su questo lavoro.

21.02.2015

Amore di sabato pomeriggio

Sbirciare nel carrello degli altri, in fila alla cassa del supermercato, è sempre un’esperienza altamente edificante. Ammazza la noia, scatena l’immaginazione. C’è chi lo fa per mestiere, chi da dilettante in cerca di curiosità. Ma arriva il momento in cui ciò che più o meno distrattamente percepiamo s’impone allo sguardo. Di modo che l’insieme di oggetti che là si trovano accostati, pazientemente pronti per essere pagati, fa indiscutibile sistema. Sollecita fantasie, testimonia stili di vita, indica forme d’etica sociale che brulicano nel contemporaneo.   Mi mandano questa foto scattata segretamente, un sabato pomeriggio, in un mall lussemburghese. Vale a dire dappertutto. Due oggetti che incorniciano...

19.01.2015

Mondi multipli

In questa nostra epoca di euforica rinascita dell’ontologia, di strombazzati recuperi della realtà-così-com’è, di naturalismo imperante, c’è chi, di realtà ontologiche, ne considera più d’una. E parla, con molta convinzione, di multinaturalismo. Esagera? Meno di quanto non si creda. Tutto comincia (sempreché qualcosa cominci mai) da un’osservazione linguistica a prima vista marginale di Eduardo Viveiros de Castro, antropologo brasiliano, cattedra al museo etnologico di Rio, studioso delle popolazioni amazzoniche: gli Achuar – piccola etnia della foresta più grande del mondo, ed esattamente al confine fra Brasile e Perù – danno del tu a moltissime specie animali, ma anche ad alcune...

18.12.2014

Cucina per diletto: un romanzo di formazione

Si sa: viviamo in un mondo governato dagli specialisti. Siamo tutti esperti di qualcosa di molto piccolo e molto preciso, ipercompetenti in un qualche campo che riduce progressivamente la sua area in favore di altri soggetti che, nel dettaglio, ne sanno e fanno meglio di noi. Al lavoro produciamo una sola e singola cosa; nel tempo residuo ne consumiamo moltissime altre; una volta ogni tanto ci viene richiesto di esprimere il nostro parere di cittadini. A tutto il resto pensano gli specialisti, ai quali deleghiamo gran parte delle faccende di cui pure avremmo potuto occuparci personalmente, con minore bravura ma altrettante opportunità. Alla salute pensa il medico, alla psiche lo strizzacervelli, ai pasti l’industria alimentare, all’intrattenimento le major hollywoodiane...

22.10.2014

La pillola del giorno prima

Tra i vari esiti dell’assoluzione del Cavaliere dal caso Ruby, tutti scossoni equamente improbabili, c’è anche quello di un’ennesima aritmia nel flusso dei media. L’altra sera, per caso, leggevo un settimanale di qualche giorno precedente questo blaterato fattaccio. Ed è stato esilarante. Si discettava di equilibri, tendenze, alleanze e diktat fra le forze politiche oggi in campo – dove era proprio la nozione implicita, o presupposta, di ‘forza’ a fare gioco. Sembrava preistoria. Col senno di poi, cioè del presente di me che leggevo, la Ur-forza di uno dei principali attori presenti nella scena politica (e mediatica) era molto cambiata. Era diventata molto più potente. Di conseguenza, s’era profondamente...

07.10.2014

Atrocità strategiche e terrorismo di stato

Lo spettro della Cura Ludovico aleggia più che mai. L’antifrasi farmacologica che da decenni porta con sé – veleno e rimedio – non cessa di inquietare uomini e cose. Costretti dinnanzi a uno schermo che ci rimanda immagini ultraviolente, finiamo per diventare imbarazzanti vittime di generalizzato voyeurismo. Trovandoci nella curiosa condizione d’essere doppiamente costretti, proprio nel momento in cui qualcuno, infido, pretende di prendere in carico, attraverso il nostro corpo, la nostra anima. L’apologo di Arancia meccanica, per quanto irriverente possa apparire, torna utile per provare a comprendere un po’ meglio i meccanismi di senso che, velandosi, costituiscono la tragedia annunciata del cosiddetto Stato islamico e delle atroci strategie che, con calcolata maestria, sta da qualche...

23.09.2014

Barthes: il desiderio di scrivere

Barthes sarà passato di moda infinite volte. E altrettante ricomparso. Sia mentre è all’opera, andirivieni continuo di ismi e logie, sia dopo la sua scomparsa, avvicendarsi scompigliato di eredi illegittimi. Dall’esistenzialismo sartiano in poi (brechtismo, critica della mitologia di massa, strutturalismo, semiologia, nouvelle critique, narratologia, Tel Quel, testualismo, edonismo estetico, autobiografia creativa, cure sensuali, scoperta delle immagini…), è tutto un avvicendamento di rivelazioni e abbandoni, entusiasmi e delusioni, dove l’idea – e la relativa prassi – del tempo mal perduto e ciclicamente ritrovato è senz’altro ben presente a questo autore che aveva profetizzato la morte dell’Autore, salvo poi...

17.09.2014

Dal gourmet ai foodies

Che cos’è la gastromania? Presto detto: la fregola per il cibo, la cucina, il gusto, la buona tavola. La mania della gastronomia. Oggi l’alimentazione ha oltrepassato la sfera, pur ampia, che le è stata propria per lungo tempo (quella che dal bisogno di nutrizione porta ai piaceri del palato, ai riti culinari e ai loro radicamenti culturali) e ha invaso ogni altra dimensione della nostra esistenza, individuale e collettiva.   Mangiamo, beviamo, gustiamo e degustiamo, assaggiamo, assaporiamo, sbafiamo, centelliniamo, apprezziamo, gozzovigliamo, ma anche e soprattutto ne parliamo, descriviamo tutto ciò, lo raccontiamo, commentiamo, giudichiamo, rappresentiamo, fotografiamo e filmiamo e condividiamo, immaginiamo, sogniamo, in un vortice dove l’...

30.05.2014

Into The Wild

Da qualche tempo, per ammazzarlo non perdendolo del tutto, raccolgo le sigle di cui tanto sento parlare nelle riunioni universitarie che sono tenuto a frequentare. Lì tutti sanno che cos’è, non solo l’URP, che del resto trascende i domini strettamente accademici, ma anche il COT e il CLA: entrambi fanno riferimento al MR e indirettamente al MIUR, per il quale l’attività didattica è quasi o soltanto questione di CFU, eternamente discussa nei CDF, ma anche, e più spesso, nei CCL o CCS, dove si assegnano altresì i TFA, mentre ben poco, ahimè, si discetta dei criteri impliciti con i quali si assegnano quei PRIN che tanto gola fanno all’ANVUR. Meno male che ci sono la SUA e l’AVA, o il TFR. Alla fin fine, si decide...

15.05.2014

Cucina come pratica collettiva

L’invasione dei libri di cucina, e sulla cucina, negli scaffali delle nostre librerie si fa sempre più massiccia. Parallelamente al fiorire delle trasmissioni televisive e dei blog culinari, delle fiere sul cibo e degli eventi intorno al vino, delle degustazioni per ogni dove e del turismo mangereccio, l’editoria gastronomica impazza. Chi oggi ha un titolo sul gusto, il cibo, le diete, la buona tavola, l’enologia, il nutrizionismo e simili lo butta fuori senza pensarci due volte. Sarà per andazzo, sarà per l’apprestarsi dell’Expo milanese che vuol nutrire il pianeta, sarà per mancanza di meglio, fatto sta che il fenomeno va osservato con una certa attenzione: ora per rilevarne i risultati a dir poco discontinui (un ricettario, fra...

18.04.2014

Il casco, elmo del nostro tempo

Il casco è un oggetto, più che resistente, rude. Ha modi bruschi, violenti, visibilmente spietati. La sua costituzione materiale – durezza, levigatezza, uniformità – lo rende ottusamente immune alle botte, che, supereroe senza volerlo, riesce a prendere senza sentire alcun dolore né, per presupposto, provarne troppo umana paura. In questo, ammettiamolo, il casco è stupido, intelligentemente progettato per esserlo: va in giro comunque e dovunque, senza obiettivi, senza perché. È monotonamente uguale a se stesso, non si mette in gioco, non ha programmi, idee, sentimenti, emozioni. Non ha corpo. Per di più, in nome di quell’avvolgimento epico della testa di cui è protagonista, non da re coronato ma da...

10.03.2014

Uno splendido cinquantenne

Appena terminato il cinquantenario del Gruppo ’63, ricco di meste memorie o accigliate celebrazioni, vale la pena – come doppiozero s’appresta a fare – di inaugurarne un altro, in vari modi collegato oltre che immediatamente successivo: quello di Apocalittici e integrati, celebre libro cult di Umberto Eco, pubblicato per la prima volta nel 1964 (Bompiani) e destinato ad aprire, forse suo malgrado, una serie di orientamenti di pensiero e direzioni di ricerca che ancor oggi, appunto a cinque decenni di distanza, si agitano nei migliori mercati intellettuali.     Gli apocalittici e gli integrati, con maschere differenti, sono ancora fra noi, così come, se pure molto meno numerosi, quelli che ne contestano, più che l’emergenza singola...

25.02.2014

Picasso e i bambini (via Pistoletto)

Complice una fuga all’inglese dagli impegni di rito, una visita al Reina Sofia si prospetta come insperata ora d’aria. Raggiungo il museo alle dieci del mattino, scalpitante al botteghino, e per gli spagnoli è una specie di insulto. Là tutto è posposto (che non significa rimandato o mai realizzato, ma solo fatto – e bene – un po’ dopo), dagli orari dei pasti a quelli degli uffici, dalla siesta alle cinque del pomeriggio a, appunto, le visite alle mostre d’arte. Risultato: in giro per le sale ci sono solo io e frotte di scolaresche di tutte le età, uniformi e colore, accompagnate dalle maestre d’ordinanza che indicano dettagli invisibili nelle tele di Dalì, Mondrian o Mirò interpretandoli con inaudita...

29.01.2014

Utile e slow

Fra i criteri (ah, i criteri!) di giudizio degli ultimi concorsi universitari – quelli soprannominati burla delle abilitazioni – ce n’è uno che merita stupita attenzione: è la capacità di attrarre risorse. Che significa, terra terra, portare soldi all’ateneo che deve pagarti lo stipendio. Cioè pagartelo da solo. Ora, al di là delle palesi contraddizioni della maledetta spending review che sta ossessionando i nostri pomeriggi, questo sedicente criterio presuppone una cosa molto precisa. Ufficializza il fatto che una persona è in grado di far bene il mestiere del ricercatore (i professori sono innanzitutto ricercatori), meritando perciò un posto di ruolo, non se sa fare ricerca, se possiede cioè cultura e...

13.01.2014

Renzi e il foglio Excel

I politici emergenti dell’ultim'ora dovrebbero prender lezioni dai TQ. I quali, essendo spariti dalla scena (chi ne ha notizia?), sono già vecchissimi. Del resto, rivendicando un gap generazionale di principio, avevano finito per stilar manifesti su temi oltremodo vintage. Spariti anche loro. Avrebbero dovuto tenere a mente che la retorica dei giovani vigorosamente rinnovatori è molto antica. E qualche brutto danno, anche nel Novecento, l’ha fatto.   I politici emergenti dell’ultim'ora sono soprattutto giovani. Sembra la loro principale caratteristica. Oltre quella, ovviamente, di essere politici, prerogativa che da un bel po’ di tempo in qua soltanto Cetto La Qualunque è riuscito a riempire di caratteri positivi (nel senso...

27.12.2013

Il cibo immaginario

Lo confesso: non avevo mai capito il carosello dell’olio Sasso, quello dove Mimmo Craig canticchia “la pancia non c’è più”.     C’è un signore un po’ tonto che ha incubi strani. Sogna di incontrare una signorina di bella presenza che ha l’aria di starci. Insieme giocano a palla o con l’aquilone sulla riva del mare. Tutto molto romantico, grandi sorrisi e sottili ammiccamenti, con Morning Mood di Edvard Grieg a incanalare le reciproche effusioni. E con un finale da pagliacci, dato a che a causa del pancione lui perde l’equilibrio e cade. Al risveglio scopre che la pancia sta solo nel sogno perché a casa sua, grazie alla cameriera nera con uniforme d’ordinanza, si cucina con l’...

03.12.2013

In Marocco, tutto si tiene

La casa di Mohamed Bernoussi, a Meknès, sta nella ville nouvelle, ossia nella zona coloniale della città novecentesca, costruita dai francesi in un Marocco che, all’epoca, era per loro, molto diplomaticamente, soltanto un ‘protettorato’. È una villetta anni Trenta a due piani, con due aiuole all’ingresso e un piccolo terrazzino nel retro, sulla quale incombe un orrido, smisurato edificio ancora in costruzione. La calma regna comunque, in questo appartamento franco-marocchino sino al dettaglio, e Mohamed lo abita con orgoglio e dignità insieme alla moglie Christelle, che da Tours lo ha seguito sin qui, e alle due splendide figlie Dounia e Leila.     L’invito a cena, replicato più volte, mi ha dato modo di...

07.10.2013

Tavoli | Umberto Eco

In occasione dell'uscita del nuovo libro di Umberto Eco, Storie delle terre e dei luoghi leggendari, Bompiani (nelle librerie da mercoledì 9 ottobre) proponiamo una versione ampliata di Tavoli, sempre a cura di Giovanna Silva.     Ci sono almeno due modi di vivere la scrivania. Il primo è quello di usarla come piano di lavoro, alla stregua di un falegname o di un sarto con i rispettivi banconi per piallare o cucire. Sopra vengono distribuite le cose che servono per scrivere; non solo la penna e il calamaio, o del computer, ma anche i documenti che si stanno consultando: libri, articoli e quant’altro si tengono sott’occhio al momento della redazione della propria opera.     Il secondo è invece quello di frequentarla...

02.10.2013

Terrorismo e iconoclastia

C’è stato un tempo, neanche tanto lontano, in cui si urlava al No Logo. Si consideravano i marchi di fabbrica responsabili – simbolici ma non per questo meno efferati – di tutti i mali del mondo. E li si distruggeva, fisicamente prima ancora che spiritualmente, per ogni dove questi logo si presentavano: nei cartelloni pubblicitari, nelle vetrine, nei capi d’abbigliamento.   C’era chi di nascosto toglieva il coccodrillo alle magliette, ma c’era anche chi apertamente bruciava i pannelli delle pompe di benzina o le insegne dei ristoranti di cibo veloce. Per una strana congiuntura economico-culturale si costruiva entro una unica configurazione un Nemico fatto di multinazionali del petrolio e hamburger nauseabondi, look...

11.09.2013

Ignoranti istruiti e dilettanti per professione

L’altro giorno un collega, alla fine di una riunione di dipartimento, mi chiedeva informazioni su chi in ateneo si occupasse delle attività culturali. All’inizio l’ho presa per una battuta. Poi l’espressione bovina del mio interlocutore, conforme e persistente, mi ha convinto del contrario. Si trattava di una seriorissima domanda, la cui risposta, anche perché possibile, non ha qui e ora alcuna importanza. Interessa invece ciò che quell’interrogativo inconsapevolmente presupponeva. La domanda lasciava palesemente intendere che l’università, di solito, non si occupa di cultura ma d’altro. Come la bocciofila di quartiere o il circolo dei civili, l’università appare insomma all’opinione comune come una...

24.06.2013

Mangiare nello spazio, viaggiare nel tempo

C’è un nesso, logico e narrativo al tempo stesso, che non si finirà mai di considerare fondamentale, nella nostra come in altre culture: è quello fra mangiare e viaggiare, gustare preziose leccornie e incontrare nuovi luoghi e altre popolazioni. Certo, c’è la cucina di casa, le tradizioni gastronomiche locali, il chilometro zero. Ma sono per lo più invenzioni leggendarie, o quanto meno turistiche. E ci sono tante persone che per tutta la vita ingurgitano sempre la stessa cosa, di modo che la minima variazione di gusto le mette in crisi peggio che l’abbattersi in un idioma sconosciuto. Ma sono soggetti da guardare con allarmato sospetto, poiché sempre pronti a garantire la sedicente – e fraudolenta – superiorit...

06.06.2013

Bartezzaghi. Combustioni sedicenti innovative

‘Novità’ non è anagramma di ‘vanità’. Ma ci si approssima molto, e sotto sotto ambirebbe esserlo. Sta qui, per molti versi, il senso dell’ultimo libro di Stefano Bartezzaghi, Il falò delle novità (Utet, pp. 238, € 12,00), che pone il problema già dal titolo, facendo il verso a quello del celebre romanzo di Tom Wolfe, ma anche, più indietro, al celebre episodio savanaroliano che lo ha ispirato o, più avanti, al bel film che Brian De Palma ha tratto dal libro. Difficile pensare che Bartezzaghi – che sui titoli riflette settimanalmente in una sua specifica rubrica, per non parlare degli anagrammi, alla cui realizzazione dedica gran parte della sua più verace esistenza – non abbia...

03.05.2013

La filosofia di Topalbano

Ed eccoci alla nuova infornata della serie tv Il commissario Montalbano, in queste settimane di aprile e maggio immancabilmente su Rai Uno, con la consueta batteria di produttori, registi, location, attori e, naturalmente, trailer e spot a caccia grossa di audience. Esce in questi stessi giorni per Guanda La filosofia di Topolino, scritto da Giulio Giorello con Ilaria Cozzaglio (pp. 253, € 17), seriorissima indagine sui travagli concettuali (tanto etici quanto politici o metafisici) del celeberrimo eroe del fumetto più fumetto del mondo.   Che relazione fra i due eventi? Nessuna, a prima vista. Se non fosse che nel numero 2994 di Topolino, uscito a metà aprile in concomitanza col rilancio della serie televisiva, appare un nuovo personaggio che al fascinoso...

16.04.2013

La cucina, opera d’arte totale

All’Osteria francescana, dice Massimo Bottura, guardiamo al mondo da sotto il tavolo. Affermazione quanto meno singolare che, per questo, merita rispetto e considerazione. Bottura, sappiamo, è al momento uno dei migliori cuochi italiani, e il suo ristorante modenese un luogo di pellegrinaggio per gastrofilosofi di qualsiasi taglia, tutti pronti a rendere omaggio alle tre stelle del momento. Bottura cita Ai Weiwei e Joseph Beuys, mostrando video raffinatissimi in cui il processo di creazione dei suoi piatti viene messo in scena come un vero e proprio andamento artistico che non rinuncia, comunque, a un’attenzione costante per quanto accade nel mondo. Racconta di come, dopo il recente terremoto di Mirandola, abbia preparato una cupa sbrisolona col lambrusco, sorta di...

22.03.2013

Bogotà col fiatone

Atterrando all’aeroporto El Dorado il segnalatore di altitudine, finalmente bloccato, indica 2654 metri sul livello del mare. L’aereo è fermo, ma siamo ancora molto su. Così è Bogotà, megalopoli colombiana di ottomilioniepassa di abitanti scomodamente sdraiata su un vasto altopiano della terza cordigliera andina, quella più a ovest, ben lontana dalla costa pacifica. In questa città eteroclita, fatta di pieni e di vuoti fisici come esistenziali, le cime montuose la fanno da protagonista: non solo incombono dall’alto con sguardo sopracciò (“le montagne hanno l’aria di volerci fare la morale” sosteneva Bachelard), ma regalano alle tavole esoticamente imbandite frutta gigantesca e selvaggina succulenta che...