Cronache bianche
Luigi Grazioli

Luigi Grazioli ha pubblicato i volumi di racconti: Cosa dicono i morti, Campanotto, 1991; Racconti immobili, Greco&Greco, 1997; Il primo Congresso del Sindacato dei Profeti Viventi, Effigie, 2008; e i romanzi Lampi orizzontali, Greco&Greco, 2004, e Tempesta, Effigie, 2011. Dirige dal 1999 la rivista “Nuova prosa”; è redattore e editor degli ebook di www.doppiozero.com.
BLOG: Fuori tempo massimo, A spasso nella caverna

11.10.2019

Vivere imparando a vivere / Il Nobel a Peter Handke

Il Nobel a Peter Handke è una sorpresa. Sembra un Nobel di recupero, specie perché assegnato in coppia insieme a Olga Tokarczuk. Un Nobel di doppia riparazione: a una donna, senza voler minimamente sminuire il suo valore, dopo lo scandalo per molestie relativo al marito di una giurata che aveva causato la mancata assegnazione dello scorso anno; e a un autore che avrebbe dovuto vincerlo molto prima, non fosse stato per un altro scandalo, quello delle sue prese di posizione in difesa della Serbia in occasione delle guerre della ex-Jugoslavia. Il ritorno sulla scena di Handke, che in verità non era mai sparito perché ha continuato a pubblicare libri splendidi anche negli ultimi 20 anni; o meglio: il ritorno dell’accettazione pubblica, era stato annunciato dall’assegnazione degli importanti...

19.08.2019

“Grande è il Dio dei fuggitivi” / Viktor Šklovskij, Viaggio sentimentale

“È vana tutta la nostra finezza e lungimiranza politica. Se, invece di provare a fare la storia, provassimo semplicemente a considerarci responsabili dei singoli atti che la compongono, forse gli esiti non sarebbero così grotteschi. / Non la storia bisogna fare, ma la propria biografia”, scrive il ventiseienne Šklovskij nella prima parte di Viaggio sentimentale ora meritoriamente riproposto da Adelphi. Solo che, in certe circostanze di più, ma di fatto quasi sempre per quasi tutti, a ingegnarsi a fare la storia con la propria biografia è in genere una minoranza che fa un sacco di disastri con le migliori intenzioni che a volte poco si distinguono dalle peggiori, mettendosi al suo servizio, pronta persino a sacrificare la propria vita, e a maggior ragione quella altrui, pur di riuscirci,...

17.06.2019

Finzione e realtà, due vecchi coniugi / Vila-Matas: il saccheggio come metodo di lavoro

Enrique Vila-Matas è uno scrittore che piace ai lettori che amano essere disorientati, confusi e un po’ storditi, in un vertiginoso gioco di rimandi, ripetizioni e variazioni, ellissi e false piste; che si divertono a perdersi, e provano una vaga euforia nello smarrimento, nella paura di essere travolti dall’instabilità, di non riconoscersi e di non riconoscere, ma che alla fine ne sono contenti, liberati dalla prigione, e dal fardello, di credersi quelli che si è, unici, identici, catafratti, rinchiusi al sicuro nella propria Vergine di Norimberga.   I suoi libri sono così vari e stratificati (e divertenti), con una trama tanto semplice da riassumere quanto complicata se si entra nelle sue pieghe, che a scriverne si ha sempre il timore di tralasciare le cose più importanti. Poi si...

02.05.2019

Una nuova serie di traduzioni / Ivy Compton-Burnett. Più donne che uomini

Periodicamente qualche benemerito editore mette in cantiere il rilancio di Ivy Compton-Burnett, la grande Signorina, per usare la denominazione ormai canonica di Alberto Arbasino. Ogni volta sembra quella buona. E ogni volta quella buona davvero lo è, perché passa il tempo e ogni rilettura di ciascuno dei suoi libri porta qualcosa di nuovo, come si conviene, e un intatto piacere per l’intelligenza. Semmai stavolta è l’intelligenza a difettare ai tempi. Ma i tempi non sono tutti noi. E quindi eccoci qui, voi ed io, a renderle l’ennesimo doveroso omaggio, e a rallegrarci di noi stessi come lettori. A vent’anni dall’ultima proposta di un suo romanzo (Un’eredità e la sua storia, trad. E. De Angeli, Adelphi, 1999), ora, nel cinquantennale della morte (27 agosto 1969, a 85 anni) l’editore Fazi...

27.02.2019

Antonio Prete / Torre saracena. Viaggio sentimentale nel Salento

Dopo essere stato per decenni trascurato e lasciato ai margini (come Matera), da qualche anno il Salento è approdato in pompa magna sulle mappe del turismo, anche di massa. Quella che una volta era terra prevalentemente di emigrazione, ora è terra di arrivi (clandestini inclusi: terra di transitabilità e di accoglienza, dove l’identità si definisce come costante apertura al diverso) e di ritorni. Molti andati via per lavoro, ora scelgono di tornare, non tanto per nostalgia, quanto perché le opportunità di vita, e la sua qualità, sono diventate attraenti. Poi c’è anche tutto il resto. Che è tanto.   Anche di questo parla Torre saracena, l’opera più recente di Antonio Prete, che fonde insieme narrazione, ricordi d’infanzia, reportage turistico, artistico e sociologico che insieme al...

21.01.2019

Una stroncatura / Houellebecq, Serotonina

  La Serotonina del titolo dell’ultimo romanzo di Michel Houellebecq (trad. it. V. Vega, La nave di Teseo, p. 332) è quella sintetizzata da un farmaco di nuova generazione, il Captorix, che viene prescritto al quarantaseienne Florent-Claude Labroust, il suo protagonista narratore, per permettergli di affrontare una crisi depressiva che l’ha colto da quando ha deciso di sparire da tutto e tutti, in primo luogo dall’ultima giovane fidanzata, la giapponese Yuzu, dopo aver scoperto la sua predilezione per rapporti sessuali di gruppo (i cosiddetti gangbang) e persino con animali, diffusamente descritti a partire da video incautamente lasciati sul suo pc dalla ragazza. Il Captorix “non dà alcuna forma di felicità, e neppure di vero sollievo” ma “trasformando la vita in una serie di...