Cronache bianche
Luigi Grazioli

Luigi Grazioli ha pubblicato i volumi di racconti: Cosa dicono i morti, Campanotto, 1991; Racconti immobili, Greco&Greco, 1997; Il primo Congresso del Sindacato dei Profeti Viventi, Effigie, 2008; e i romanzi Lampi orizzontali, Greco&Greco, 2004, e Tempesta, Effigie, 2011. Dirige dal 1999 la rivista “Nuova prosa”; è caporedattore di www.doppiozero.com.
BLOG: A spasso nella caverna

05.04.2016

Un ritratto dello scrittore catalano / Enrique Vila-Matas. La festa e l’abisso

La seconda opera è la brezza. La prima è il luogo buio, dove ti ritrovi indifeso, solo, soggetto a tutto, e senti forse, a momenti, rumori, bisbigli, intuisci movimenti e a volte sei raggiunto da toccamenti, urti e carezze che non sai da dove e da chi vengano. È un’opera che non c’è; c’è solo nella misura in cui la vivi, ti esponi ad essa entrando, ogni volta diversa, variata. Altrimenti si sottrae alla percezione; o meglio: è la percezione del buio totale: se uno non entra, da fuori c’è solo il buio, la percezione di non percepire. 
La brezza percorre tutto il libro, è una delle immagini chiave; ma si sente perché prima si è stati esposti al buio, allo spaesamento, alla fragilità, alla solitudine e alla paura. È l’invisibile che ti càpita. Si comincia a scrivere così. Poi la brezza...

27.01.2016

Aldo Zargani narratore. La sintassi e il libero arbitrio

Siamo sempre prossimi al “luogo dove il profumo della memoria [sta per svanire], là, vicino al confine del deficit dove inizia il nulla del dimenticato”, scrive Aldo Zargani in apertura del suo bellissimo racconto “Profumo di lago” e proprio per questo, per il “terrore” che gli fa l’oblio, all’insegna della lotta contro di esso pone tutta la sua opera narrativa e la sua attività di saggista e testimone, anche se non indulge in alcun modo a posizioni vittimarie, pur avendo subito lui e la sua famiglia le conseguenze delle leggi razziali e molti suoi parenti e amici la deportazione e la morte nei lager nazisti. Il dovere di testimonianza non è mai disgiunto infatti da un preciso impegno civile, sempre centrato sul qui e...

11.10.2015

Giotto a Palazzo Reale. Alcune cose che ho visto

  Nel frammento di affresco dell’Annunciazione, proveniente dalla chiesa di Badia e ora in deposito presso il Polo Museale Regionale della Toscana, già molto mutilo di per sé e con la testa dell’angelo staccata a parte secoli fa, pare, da qualche uomo pietoso, o astuto, prima che andasse tutto distrutto o ricoperto da qualche altro strato di intonaco, e finita chissà dove; al centro della più ampia zona mancante, forse appartenente al muro dello sfondo o all’arco che si diparte dall’immancabile colonnina tortile, collegamento tra cielo e terra ma anche raffigurazione dell’infigurabile secondo Didi-Hubermann, della presenza reale di Cristo già nel momento in cui ne viene annunciata la nascita, colonnina che separa, e...

04.05.2015

Placebo

Magari sono malato, ma se non leggo io non dormo. Se non dormo, finisce che sto male. Siccome ci tengo alla mia salute, allora leggo. Sono 50'anni che va così. Ormai ho questa coazione, che se non la rispetto a sera gli occhi si chiudono, la bocca si spalanca fin quasi a mandare fuori sesto le mascelle, ma se la testa non è piena anche di cose che ho letto (e di spazio lì ce n'è, figurarsi!), il sonno non arriva. Dal fondo del vuoto una voce mi rimprovera: lazzarone! C'ho il super io bibliotecario. Non è che lo faccia per la cultura, per senso civile o altro, tutte cose degnissime, per carità... però quelle vengono dopo. Prima deve piacermi quello che faccio, che non significa sempre senza sforzo o pena, così anche il...

30.03.2015

Emmanuel Carrère. Fuori e dentro Il regno

Mi piace Emmanuel Carrère, gli ho dedicato anche un piccolo ebook edito da doppiozero, ma quando è uscito Il Regno e ho letto alcune delle reazioni che ha suscitato in Francia, mi sono chiesto cosa diavolo gli fosse venuto in mente. Un libro sulle origini del cristianesimo, Paolo di Tarso e Luca, l'autore di uno dei Vangeli era proprio necessario? Reduce da un'educazione cattolica che mi ha marchiato dall'asilo al liceo dai salesiani passando per dieci anni di oratorio, mi sono detto che forse non era il caso di tornare su cose che conosco fin troppo bene. Poi l'ho letto e, pensando anche a un analogo disorientamento dei suoi lettori abituali, ho cercato di riformulare alcune delle domande più frequenti sentite al suo proposito: che tipo di libro è? è un romanzo o cos'altro? come è fatto...

25.02.2015

Houellebecq lercio misantropo

Michel Houellebecq ha sempre giocato sullo scandalo, salvo a volte inciampare nella pietra che lui stesso ha posato, sia sul piano personale delle ripercussioni che le sue prese di posizione hanno provocato nella sua vita privata, sia nella ricezione delle opere. Riscontri delle vendite a parte. Sottomissione non ha fatto eccezione; semmai ha accentuato gli effetti. Certo questo è stato causato anche da tragici eventi imprevisti, almeno nei tempi e nei modi, ma non certo imprevedibili in assoluto, di cui lo scrittore non ha nessunissima colpa. Sta di fatto che la coincidenza ha proiettato sull’argomento del libro una luce diversa da quella preventivata, e che le letture e il dibattito si siano spostati sull'asse socio-politico, lasciando in secondo piano, o addirittura...

07.02.2015

Cantù. Il complesso di Galliano

Le immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie, non solo i binari morti, ma il prolungamento nel territorio circostante, specie nelle piccole città e nei paesini; i margini dove la vegetazione cresce rigogliosa, tropicale, fino a ricoprire tutto: palizzate, recinzioni, terrapieni e ogni fazzoletto di terreno vago; i vagoni e le motrici parcheggiati su qualche binario e lasciati lì a disfarsi lentamente, sbriciolati dal tempo e dalla ruggine; le casematte sfondate, senza porte né finestre e solo residui di tetto, pannelli di eternit, tegole a chiazze che ancora resistono sulle travi spezzate delle capriate; i magazzini e i depositi vuoti, abbandonati da decenni, dai serramenti gonfi di umidità, deformati e semidivelti, con quasi tutti i vetri rotti, anche...

25.11.2014

Proust, Borges e Beckett: scrittori diventati personaggi

Nel suo splendido libretto Con Borges in cui racconta di quando da ragazzo si recava quasi ogni giorno a casa del grande scrittore ormai cieco per leggergli ogni cosa desiderasse, Alberto Manguel ricorda il noto episodio del licenziamento di Borges, nel 1946, dopo che si era rifiutato di iscriversi al partito peronista: "dovette abbandonare l'incarico di aiuto-bibliotecario in una piccola sede municipale [a 47 anni, con grandi libri già alle spalle, tra cui Finzioni fresco di stampa!] per diventare ispettore del pollame in un mercato"; aggiungendo però un'altra versione: "Secondo altri, il trasferimento fu meno oltraggioso ma altrettanto assurdo: venne destinato alla Scuola di apicoltura municipale". (Dal che si desume che le api sono più...

07.11.2014

Quanto leggono i giovani scrittori?

Tempo fa mi è capitato di sentire un giovane scrittore, autore di romanzi raccolte poetiche e saggi, che si lamentava che, tra attività sui social e aggiornamento sui siti online, ormai non gli rimane il tempo per leggere più di 2-3 libri al mese (scrivo in cifre perché il concetto è più chiaro... eh, i numeri!). Poco male, se uno nei siti giornalistici e culturali legge tante cose interessanti e corpose. Ce ne sono. Del resto, la citazione a senso è d’obbligo, già Hegel diceva che la lettura del giornale è la preghiera mattutina dell’uomo moderno. Preghiera! La secolarizzazione ne aveva ancora di strada da fare... Non che oggi non ce ne sia più. Sembra anzi che la prudente andatura del gambero prevalga...

01.10.2014

Un'epica dell'effimero e del banale / Handke scrittore di saggi

Negli ultimi anni l’attenzione critica per Peter Handke si è concentrata soprattutto sulle sue discutibilissime prese di posizione filo-serbe sul sanguinoso smembramento dell’ex-Jugoslavia e poi sui processi dell'Aia. Molti vecchi titoli importanti in libreria non si trovano e le ristampe sono diminuite, anche se qualcosa sembra muoversi ultimamente. Le traduzioni continuano però a un ritmo abbastanza regolare: il che significa che, a dispetto della corposa diminuzione delle recensioni, un suo pubblico lo scrittore austriaco di origini slovene continua ad averlo. E meno male. Donata Wenders, Peter Handke, Chaville, 2009 L’attenzione è risvegliata anche dai premi (Premio Kafka, 2008; Premio Ibsen, 2014), oltre che dal risorgere delle polemiche, che non sempre però centrano il...

20.08.2014

(Letture in tasca)

I miei libri delle vacanze si riassumono anche quest'anno in quello che da sempre devo e voglio leggere e che non leggerò mai: Guerra e pace. Tutti gli anni leggo altri libri che hanno la sola funzione di sostituti, miseri surrogati neanche dell'oggetto aminuscolo, di cui tutto è più o meno un surrogato, ma di un ancora più fantomatico A maiuscolo (o altra lettera similare), quello mastodontico, gigantesco e rivoltante, qualsiasi cosa sia quell'orrida bestia, barrata, il cui baluginio ogni tanto ci ferisce come una stilettata e è già esso stesso solo un riflesso, un effetto di qualche suo altro effetto innominato e senza nome, disperso nella catena dei significanti, dei libri, dei desideri senza misura che ti scavano un buco vibrante...

18.07.2014

Una visione di Zurbaran

    ...e naturalmente c'erano queste nobildonne, o badesse o religiose generiche, ritratte come sante (o viceversa), che porgevano con suprema grazia il simbolo del martirio, e addirittura lo eclissavano, o lo sublimavano, a ornamento, in quei loro abiti preziosi anche quando all'apparenza semplici, e nella postura elegantissima più degli abiti stessi, con quello sguardo dolce, ma come sospeso, arrestato un attimo prima dell'ammiccamento, e quindi quasi freddo, o tiepido, e appunto per ciò massimamente sensuale... e quelle madonne tredicenni a volte tristissime, o di poco più vecchie quando fuggono verso l'Egitto con quei san Giuseppe men che trentenni dal baffetto appena disegnato sopra il labbro, il capello nerissimo con basette a punta...

27.06.2014

Diritti d'autore su tutto e per tutti, anche per l'aldilà

Ma davvero! Il bello della rete è che le cose circolano anonime anche quando sono accompagnate da nomi e altre specifiche di realtà e proprietà. Che ogni frase, ritmo o idea può essere di ciascuno non essendo di nessuno. Basta prendere e copiare, con qualche leggera modifica semmai. Basta una traduzione, un adattamento e, appunto, per un attimo qualsiasi cosa può diventare di quell'uno specifico, prima di tornare a essere di tutti. O può essere di ciascuno, cioè individualmente di tutti quelli che ne fanno uso, proprio mentre e perché è di tutti. (Anche se spesso queste riprese non sono effettuate per qualche loro valore di verità, se non di facciata, per uno scintillio che può abbacinare, o ferire, per un...

30.05.2014

Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga

Nell’atrio d’ingresso c’è solo una signora esotica al bancone dei biglietti che si occupa anche del guardaroba. Poi un custode in livrea gentilissimo sulle scale e basta fino alle sale. Anche lì in genere i custodi sono poco numerosi e gentili, molto discreti, come padri benevoli che osservano da lontano, pronti a intervenire ma solo nel caso la situazione stia per degenerare, cosa che nei musei è piuttosto rara (a meno che non si tratti dei pochissimi famosi come grandi magazzini, sempre stipati di masse di turisti). Ognuno ha in carico alcune sale, che sorveglia da una sedia situata sulla soglia tra due ma con vista su ampie porzioni di un altro paio. Mentre mi aggiro nelle prime sale il signore addetto, più o meno mio coetaneo, ogni tanto...

29.04.2014

Sante che leggono

Nelle Nozze mistiche di Santa Caterina del cosiddetto Maestro del fogliame ricamato (Master of the Embroidered Foliage, attivo tra il 1480 e il 1510), ci sono queste due elegantissime signorine sedute nell’erba ai piedi della Madonna, che invece se ne sta, comoda e maestosa, su un bellissimo tappeto. Se non che, qui, è l'erba stessa a essere un bellissimo tappeto (finemente ricamato: appunto).   Nozze mistiche di Santa Caterina del cosiddetto Maestro del fogliame ricamato, attivo tra il 1480 e il 1510 Maria tiene tra le braccia il bimbo, che sembra un ometto stempiato e si sta slanciando verso santa Caterina per impalmarla infilando l’anello nuziale nel suo anulare proteso. La santa, riccamente ingioiellata e abbigliata in modo adeguato alla circostanza e...

28.03.2014

Il cane di Corot e Doisneau

E c'erano un Inverno di Millet e un piccolo paesaggio di Corot, bellissimi che nessuna riproduzione manco lontanamente rende l'idea. E poi quest'altro Corot, bello, che ho capito dove Doisneau ha preso il cane della famosa fotografia: uguali, anche la taglia e il colore. E se non l'ha preso ma solo trovato, è lo stesso. Il nesso, la memoria, c'è in chi guarda. Il tempo va indietro e torna avanti. Funziona così. In me, almeno.     E poi c’era l’autoritratto di Degas mentre saluta con il cappello a cilindro e soprattutto il piccolo, splendido Ritratto di Henri Michel-Lévy nel suo studio, del 1879. Che gran pittore è Degas! Un suo minuscolo desolato autoritratto da vecchio, della collezione di Emil Buehrle se...

14.03.2014

Dammi 5 euro!

Il signore un po' singolare che incrocio ogni tanto sul percorso pedonale urbano di G., e che di solito passa oltre senza nemmeno essersi accorto di me, lo sguardo immobile, o con piccoli movimenti furtivi degli occhi, velocissimi, che scruta uno spazio tutto suo nel quale io di certo, e forse tutti e tutto, non siamo contemplati, questo pomeriggio mi si è parato davanti all'improvviso e mi ha parlato. Ero sul vialetto pedonale che conduce alla chiesa, delimitato da due lunghi muri scanditi da piccole lapidi identiche dedicate ai morti in guerra del paesino (una per morto, con la sola data di nascita: e questo non finisce di sembrarmi bello), e mi dirigevo verso un cancelletto laterale che mi avrebbe poi condotto alla pista ciclabile esterna, sulla quale non c'è...

07.02.2014

Leggere camminando

Per scrivere bisogna fermarsi, ma leggere si può anche camminando. A me capita di farlo. Qualche volta. Senza un libro in tasca non mi muovo (per fortuna non sono il solo: siamo una tribù più numerosa e diffusa di quanto si immagina). Non si sa mai. Non si sa mai quando l'astinenza prende a mordere. Quando sei stanco di sentire il cranio imperversato dalle folate del vuoto.   Ieri, camminando per le mie stradine deserte, stavo leggendo una lezione sul Talmud (ma pensa te!), quando a un certo punto, mentre i miei occhi scorrevano le parole "sanzionare senza umiliare", ho sentito un profumo come di un giardino fiorito, o più precisamente: di roseto, provenire dalla sponda spoglia del canale che stavo costeggiando. Qualche metro, e poi pi...

19.11.2013

Kim Young-ha. L'impero delle luci

L'impero delle luci (Traduzione di Andrea Benedittis, Metropoli d'Asia) è opera di uno dei più importanti scrittori sudcoreani, Kim Young-ha, ancora giovane (è nato nel 1968), le cui opere sono tradotte in tutto il mondo (da noi i racconti Cosa ci fa un morto nell’ascensore?, Trad.di Imsuk Jung , O barra O Edizioni) e “hanno ispirato film e serie televisive di notevole successo” (cito dal risvolto). Si presenta come una spy story ma ha l'ambizione, in buona parte riuscita, di essere molto di più: una riflessione sui rapporti tra le due Coree e sui relativi modelli di vita, anche il discorso è prevalentemente rivolto ai cambiamenti che il Sud ha vissuto negli ultimi decenni.     Niente di nuovo, per chi...

19.09.2013

Autori che leggo o rileggo

Io ci sono autori che ogni tanto leggo o rileggo un loro libro, se sono morti, o quello appena uscito, o uno degli ultimi che avevo lasciato da parte apposta per quando ne avrei avuto voglia, se grazie al cielo sono ancora vivi. Sono quasi tutti di quegli scrittori che tutti dicono: “ancora? ma sono sempre uguali! cioè, al massimo cambia qualcosina, poco poco, ma poi... letti un paio basta e avanza... tre, to’, se proprio ti sta simpatico...”. Ma a me è proprio questo che mi piace, quel poco, quel quasi nulla che detto da loro, perché sono loro, cambia quasi tutto. Che poi non è nemmeno il cosa, ma il come, cioè il fatto che a dirlo, quel cosa, anzi, a dire, a parlare, sono loro.     A volte uno vuole che chi parla...

23.08.2013

Cronache di politica palmata 3

Qui la prima e la seconda parte delle Cronache politiche palmate       Scoperto l'arcano! Cade il velo di Maya!   3 agosto 2013 E non è un bel vedere! Macché assemblea! Macché secessione! Mi sbagliavo. Si è trattato solo di uno stupidissimo travisamento. Un errore di interpretazione che solo a pensarci avvampo. Una misinterpretation! Una bella mazzata per il mio preteso acume critico. L'assembramento non è dovuto ad altro che alla vecchia signora che ogni mattina arriva con le sue belle sporte piene di pane secco, che dissemina dal ponte solo dopo aver chiamato a raccolta tutte le anatre, nominate ad una ad una, lasciando il tempo che arrivino anche le più lontane e lente onde evitare favoritismi. Ma...

15.08.2013

Cronache di politica palmata 2

Qui la prima parte   Gli eventi precipitano! La secessione avanza, la soglia critica è vicinissima!   1 agosto 2013 Dopo quel terribile momento, per fortuna le acque sembravano essersi calmate e io ho potuto riprendere le mie passeggiate senza sentirmi minacciato. Il grosso dell’assemblea non mi degnava più di uno sguardo, come se fosse dimenticato di me (le secessioniste non me l’hanno mai concesso, invece: avevano ben altro a cui pensare… Più importante di me! Figurarsi, quelle svaporate!) e la pace regnava sovrana, in primis nella mia anima sensibile. Oggi invece ho percepito subito che qualcosa era cambiato: i ranghi dell’assemblea presentavano vistose lacune e sul momento ho temuto che il tornado dell’altro...

08.08.2013

Cronache di politica palmata 1

Assemblea generale delle anatre!   22 luglio 2013 C’era questo assembramento di anatre vicino alla sponda milanese che si è formato in meno di due minuti, il tempo che mi ci vuole per percorrere il ponte. Un’anatra araldo si era messa a starnazzare a tutto gargarozzo e le altre sono accorse da ogni parte del fiume e canali collegati. Un’assemblea generale! Arrivavano spedite, in silenzio. Qualcuna bisbigliando con la vicina in modo piuttosto insolito. Non è gente che brilla per riservatezza.   Appena si sono trovate tutte assieme, l’usciere, o cerimoniere che dir si voglia, ha emesso un richiamo secco e acutissimo, l’equivalente palmato di una scampanellata, e la riunione si è ufficialmente aperta. Vale a dire che...

31.07.2013

La TV dei morti

Mi è venuta un'idea per un network televisivo monotematico, oggettivo, aperto a tutto e a tutti, interattivo, senza pubblicità di alcun tipo e di pura informazione. E' solo un abbozzo su cui lavorare. Accetto suggerimenti e aiuti di ogni genere.   Si potrebbe cominciare da un teletext che trasmette, in tempo reale (o in leggerissima differita, per ragioni tecniche), i dati essenziali di tutti coloro che muoiono, per qualsiasi causa, a partire da quelle naturali, in qualsiasi parte del mondo, ma senza separazioni per luogo o lingua: tutti in fila, uno dietro l'altro, nella sequenza esatta, se non della morte, della sua segnalazione, secondo regole standard assolutamente non modificabili, in perfetta orizzontalità (chiedo scusa) e...