AUTORI
Nunzio La Fauci
10.02.2019

Adorno / Moralia della favola

C’è sempre concitazione nella redazione d’un giornale. Facile immaginarlo, anche se non se n’è mai frequentata una. Chi scrive queste note scrive nel suo studio. I libri intorno non gli mettono premura. Semmai, il contrario. Lo ammoniscono. Da loro, inviti a tacere più che a esprimersi. Talvolta inascoltati, come si vede. Chi si guadagna la vita nella stampa (o nei suoi più recenti succedanei) non ha di norma tale privilegio. Ha fretta. Se è accurato e preciso è ancora più ammirevole.    Ci si figuri allora la preparazione del numero di fine 2018 dell’inserto culturale settimanale di un diffuso quotidiano italiano (qualificazione linguistica e non politica): dai collaboratori, pezzi a decine da rivedere e da impaginare senza indugio. Uno di essi si presenta col titolo “I Moralia...

26.01.2019

Palermo / “Tutto porto”, niente certo

“Non pare destituita di fondamento la spiegazione dal greco πᾶς ‘tutto’ e ὅρμος ‘ancoraggio’, cioè ‘ampio porto’”: la voce “Palermo” del Dizionario di toponomastica (UTET, Torino 1997, seconda edizione aggiornata) s’esprime con circospezione, quanto all’etimo del nome del capoluogo siciliano. A comporre tale voce fu Giovan Battista Pellegrini. Veneto, di studi padovani, Pellegrini aveva insegnato anche nell’università palermitana per un paio d’anni. Nella seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, vi aveva avuto la sua prima cattedra universitaria: Storia della lingua italiana. Aveva poi finito per insegnarvi anche Glottologia e discipline consimili. L’etimo in questione circola problematicamente da gran tempo. C’è chi l’ha tenuto come acquisto di salda conoscenza; c’è chi no....

13.01.2019

Rivendicazioni / Personagge

Nelle lingue in cui è categoria manifesta, il genere grammaticale è servitù obbligatoria. Scrivi un rigo e hai già dovuto rendergli molti tributi. Fin qui, per esempio, una decina (lingua, f.; categoria, f.; genere, m. e così via). L’italiano è esuberante, in proposito. Non va dappertutto così.  Ci son lingue che fanno a meno del genere. Ce ne sono tante (e prossime all’italiano) in cui a una risorsa di variazione siffatta si ricorre più parsimoniosamente. Chi nasce e cresce in italiano subisce invece una mitridatizzazione. Assuefattosi al veleno, l’antico re del Ponto gli era insensibile. Chi parla italiano non è sensibile alla pervasiva presenza del genere grammaticale e, di norma, non l’avverte. “Una persona onesta”: persona è di genere femminile e l’accordo lo ribadisce più d’una...

29.12.2018

Grazia Nidasio / La Stefi e il suo nome

Alla sensibilità di Grazia Nidasio, morta qualche giorno fa, si deve una preziosa testimonianza culturale e chi ha un’attenzione autentica per l’espressione italiana e per la sua storia non deve trascurarla.  Era la metà degli anni Settanta del secolo scorso. La disegnatrice e autrice milanese inaugurò una serie di arguti racconti di tenere vicende di vita quotidiana, facendone protagonista una bambina. La battezzò “la Stefi” e creò uno dei suoi personaggi meglio riusciti. Certamente il più popolare. Negli anni che seguirono, la striscia, destinata sul principio a un pubblico infantile e di adolescenti, straripò e ne raggiunse uno adulto. A cadenze regolari, comparve sul Corriere della sera. Così la Stefi divenne familiare anche a chi all’epoca del suo apparire aveva smesso di...

11.12.2018

Perifrasi / Mutamento e prevalenza del cretino

L’articolo determinativo è sempre più spesso soppiantato da una perifrasi: il fenomeno è stato già segnalato da Stefano Bartezzaghi, a più riprese e in diverse sedi. “Stasera discuteremo le normali difficoltà della comune vita di coppia” è ormai considerato modo moscio di esprimersi. Pare più turgido “Stasera discuteremo quelle che sono le normali difficoltà della comune vita di coppia”. C’è chi si spinge a “...quelle che sono le normali difficoltà di quella che è la comune vita di coppia”.  Articolo e perifrasi hanno grosso modo valore grammaticale equivalente. Ma la perifrasi è più enfatica ed è una maniera di prender tempo e d’allungare il brodo: Bartezzaghi lo ha osservato opportunamente e molto per tempo. I due aspetti non sono in alternativa. Prolissità e gonfiezza viaggiano...

03.11.2018

“Il più integerrimo” / Superlativo assoluto

Sulle bocche e sotto le penne dei sì-dicenti, circola non da oggi “il più integerrimo” (si ponga, “magistrato”), sulla scia del già meglio ambientato e quasi florido “il più acerrimo” (si ponga, “nemico”).  Testimone chi scrive, tempo fa, “il più integerrimo” apparve per esempio sulle labbra di un popolare giornalista. In tema di superlativi, proprio uno dei massimi del momento. Il suo “il più integerrimo” orale ebbe corso in una trasmissione che ha come bacino d’utenza la crema del pubblico televisivo. Lo dicono le opportune rilevazioni, che giustificano d’altra parte lo sbardellato compenso accordato al suo conduttore. Nei giorni che seguirono l’exploit, il sismografo delle reti sociali non segnalò movimenti: niente commenti irridenti o vibranti indignazioni. Ideologi del buon...