AUTORI
Pietro Bianchi

Pietro Bianchi è PhD candidate al Dipartimento di Romance Studies della Duke University. Ha scritto Jacques Lacan and Cinema. Imaginary, Gaze, Formalisation (di prossima pubblicazione per Karnac Books) e diversi articoli di psicoanalisi, filosofia e cinema. È critico cinematografico della rivista Cineforum e collaboratore del sito web Le parole e le cose.

24.01.2014

David O. Russell. American Hustle

“Il carnevale era il mio sogno di bambino. Ma avevo questo incubo che continuava a ripetersi. Sognavo di avere una serie di maschere sul viso. Ogni volta che ne toglievo una, ce n’era sempre un’altra… e poi un’altra ancora, e poi un’altra ancora. Non riuscivo più a ritrovare il mio viso”. È una testimonianza che riporta la psicoanalista Eugénie Lemoine-Luccioni in un libro, vecchio di trent’anni ormai, dedicato alla psicoanalisi della moda. Si sa che la maschera infatti, così come il velamento dell’abito, allude sempre al fatto che vi sia qualcosa sotto. Ma siamo sicuri che sotto ci sia davvero qualcosa? E se il nostro viso non fosse nient’altro che l’effetto di una maschera? E se dietro alla...

20.01.2014

Tavoli | Massimo Recalcati

Il luogo di lavoro di Massimo Recalcati non è il tavolo, ma lo studio dell’analista. L'analista non procede con l'addizione e l’accumulo, ma con la sottrazione. Il suo lavoro è quello di operare dei tagli e delle interruzioni nel discorso dell'analizzante in modo che il flusso di pensieri acquisisca una punteggiatura inedita.   Il tavolo dell'analista non è dunque il tavolo di chi prova a produrre l'evento del pensiero con l'accumulo del sapere è invece il tavolo di chi opera coi detriti dell'atto analitico: quel sapere che viene fatto in frantumi durante l'analisi. Se infatti l'analisi produce un pensiero non è dell'ordine del sapere, ma di quello della verità. E su questo tavolo vediamo...

05.12.2013

Ross McElwee

In occasione della retrospettiva che FilmMaker dedica quest'anno a Ross McElwee, pubblichiamo un estratto da News from Home. Il cinema di Ross McElwee a cura di Luca Mosso, Daniela Persico e Alessandro Stellino (Agenzia X, 2013)   Segnaliamo l'incontro/brunch dalle 10.45, sabato 7 dicembre con Gianfranco Rosi e Ross McElwee a Milano in Via Sarpi     Quando Robert Kramer nel 1975 girò Milestones, uno dei più incredibili e sottovalutati film degli anni Settanta, fu in grado di mostrare, nella sua forma più efficace e appropriata, uno dei momenti più importanti della storia americana degli ultimi decenni. La generazione degli anni Sessanta, protagonista di un decennio di lotte che cambiò in profondità gli stili di...

22.11.2013

Paul Schrader. The Canyons

In Holy Motors, la bellissima riflessione meta-cinematografica dell’anno scorso di Leos Carax, vi è una sequenza particolarmente significativa che ci può aiutare a pensare lo statuto contemporaneo del cinema. Il protagonista Monsieur Oscar, il vecchio uomo cinematografico tutto fare che viene dalla storia del cinema e dal Novecento, si ritrova faccia a faccia con un misterioso “boss delle telecamere digitali”. “Sei stanco! Molti non ti credono più quando ti vedono sullo schermo” dice quest’ultimo; a cui Monsieur Oscar risponde: “Mi mancano le macchine da presa; un tempo pesavano più di noi, poi sono diventate più piccole delle nostre teste, ora non le vedi nemmeno più”.   In effetti oggi,...

18.10.2013

Alfonso Cuarón. Gravity

Quando si parla di libertà bisogna sempre fare molta attenzione. Si tratta di una parola particolarmente scivolosa e sfuggente; uno di quelli che Lacan avrebbe definito “significanti fluttuanti”. Più che avere una vera e propria definizione condivisa, individua un campo semantico (e quindi ideologico) di contestazione. La definizione di “che cosa sia” la libertà, quanto meno nella modernità, è diventata una delle poste in palio più rilevanti della lotta e del dibattito politico. Non stupisce allora che da quando il capitalismo è diventato davvero “the only game in town”, come dicono gli americani, la libertà sia stata definita quasi esclusivamente nella sua accezione liberale, ovvero come libert...

19.07.2013

Judd Apatow. Questi sono i 40

“E vissero felici contenti”: di solito è così che finiscono le storie d’amore nelle favole o nelle commedie romantiche. Dopo aver attraversato mille peripezie, dopo essere passati per i dubbi e le incertezze, dopo aver superato anche l’ultimo ostacolo, i due innamorati possono finalmente congiungersi nell’idillio della propria vita insieme. Fine della storia. Anche quando la fine è tragica per i due innamorati, è l’eternità del proprio sentimento che in definitiva viene celebrato nelle grandi storie romantiche. Di che pasta sia fatta questa eternità tuttavia non ci viene detto e i contorni dell’infinità dell’amore – perché l’amore per definizione, non può che essere...

17.05.2013

Pablo Larraín. No - I giorni dell'arcobaleno

Cile, 1988. Sono passati quindici anni esatti dal colpo di stato militare che ha deposto nel sangue il governo socialista di Salvador Allende e dall’insediamento della giunta militare del generale Augusto Pinochet. Il mondo attorno al Cile però è cambiato: il blocco sovietico è in via di disfacimento e non si sente certo più l’atmosfera dell’incombente minaccia comunista che aveva attratto le attenzioni della CIA nel 1973. Per Pinochet è dunque il momento giusto per portare a termine ciò che da anni stava tentando di fare: dare una veste costituzionale a un potere militare che aveva vissuto fino ad allora in un continuo stato d’eccezione. Il referendum del 1980 con cui venne ratificata la nuova costituzione della giunta...