raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Maria Luisa Ghianda
20.10.2020

1932 - 2020 / Enzo Mari: design della vita activa

Ero intenta a scrivere la recensione della grande mostra che Triennale gli ha dedicato, quando è giunta, improvvisa e terribile, la notizia della scomparsa di Enzo Mari. Il mondo della cultura e del design è orfano di un padre, anzi, di un gigante, come lo ha definito Stefano Boeri che per primo ne ha dato l'annuncio. Ed Enzo Mari gigante lo è stato di sicuro, e generoso per giunta, fino all'ultimo, anche nell'aver atteso, prima di lasciarci, che si inaugurasse la mostra con la quale si è congedato dal mondo, lasciandogli in eredità la sua lezione e l'esito del suo lavoro. Un dono d'amore, il suo, e di fiducia in quanti verranno dopo di lui, a camminare seguendo le sue orme (e sono già molti), oppure a contestarne il messaggio, al quale, comunque, nessuno può restare indifferente. Questa...

16.10.2020

Galleria Milano / Enzo Mari, Falce e martello

Milano, la sua città d’adozione e d'elezione, celebra Enzo Mari (1932) con due mostre, una, dal titolo Falce e martello. Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe, visitabile dal 30 settembre al 16 gennaio 2021, presso la Galleria Milano, in Via Manin al 13, e l’altra, intitolata Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist, allestita invece in Triennale, dal 17 ottobre al 13 aprile 2021. Al di là del rilievo storico di portata internazionale proprio di entrambi gli eventi, che ha indubbiamente a che fare con il loro protagonista, la loro eccezionalità consiste anche nel fatto che esse sono le prime grandi occasioni espositive dedicate al design dopo il lockdown e il lungo periodo di apnea culturale che gli ha fatto seguito.   Per dirla tutta, la mostra...

06.10.2020

6 ottobre 1920 - 6 ottobre 2020 / Vico Magistretti il lord di architettura e design

Vico Magistretti (1920 - 2006) appartiene a una vera e propria dinastia di architetti milanesi. Suo bisavolo è stato infatti quel Gaetano Besia (1781-1871), allievo del grande Giacomo Albertolli – a cui successe pure come direttore della commissione d'ornato – che ha costruito molti palazzi nobiliari in città, tra i quali Palazzo Archinto, in Via Passione, uno dei rari esempi della sopravvissuta architettura tardo neoclassica meneghina, già sede del Collegio delle Fanciulle, oggi Educandato Statale. C'è poi stato suo padre, Pier Giulio (1891-1945) anch'egli distintosi per la prolificità professionale, soprattutto fra gli anni venti e trenta del novecento, coautore, tra l'altro, con Piero Portaluppi, Giovanni Muzio ed Enrico Griffini, del Palazzo dell’Arengario di piazza del Duomo,...

20.09.2020

Cucire la storia / Ricamare

Ci sono state epoche in cui il cucito contava.  Per esempio, il ruolo propagandistico che oggi svolgono i media, digitali o analogici, e che fino a pochi decenni or sono era assolto dalla carta stampata, un tempo fu invece affidato ai tessuti. Stendardi, religiosi o gentilizi, vessilli guerreschi, insegne e gonfaloni mercantili o corporativi, arazzi celebrativi e persino abiti di rappresentanza, in stoffe pregiate, in bisso, in seta, in velluti, in damasco, ornati di pizzi, di ricami e di pietre preziose costituivano un efficace veicolo di trasmissione di messaggi, ovviamente legati al potere, tanto a quello spirituale, quanto a quello temporale ed economico.  Per non parlare poi del carattere simbolico delle bandiere, drappi di stoffa spesso ricamata, nelle quali sono incarnati...

12.09.2020

9 settembre 2020 / Cini Boeri: partigiana, architetto e designer

Che nei suoi interventi architettonici Cini Boeri (1924 - 2020) abbia sempre manifestato un elevato rispetto per l'ambiente naturale in cui essi si inserivano è un dato incontrovertibile. Sarà da lei che suo figlio Stefano, archistar internazionale, noto per i suoi giardini verticali, lo avrà mutuato? È molto probabile, cresciuto come è nei luoghi splendidi progettati dalla madre, dove natura e architettura si fondono in un'osmosi che somiglia a quella del respiro. A partire dalla cosiddetta Casa Bunker (così chiamata dagli abitanti del luogo, poi questo nome, che alla progettista era piaciuto, le è rimasto), da lei realizzata nel 1966 lungo il litorale scoglioso della Maddalena, sul Golfo dell'Abbatoggia, quasi roccia essa stessa, faraglionica emergenza in perenne colloquio con il flusso...

23.08.2020

Dialetto lombardo / Balabiótt

Balordo, perdigiorno, lazzarone. Etimologicamente: ‘colui che si mette in ridicolo ballando nudo’.   Una storia milanese: Nel 1820 Villa Simonetta, costruita da Gualtiero Bascapè, camerario di Ludovico il Moro, alla fine del 1400, poi passata a Ferrante Gonzaga e quindi alla famiglia Simonetta, venne ribattezzata la "Villa dei balabiott". Era lì, infatti, che il ricchissimo barone Gaetano Ciani, alias Baron Bontempo, capo della celebre "Compagnia della Teppa", organizzava le gozzoviglie della sua banda, che, secondo la leggenda, spesso degeneravano in orge e persino in omicidi. Quella della Teppa era "una compagnia di giovinastri, prepotenti e crudeli che fanno il male per amore del male e per smania di sbevazzare" (F. Angiolini, Vocabolario Milanese-Italiano, 1897). Costoro, quasi...

14.08.2020

Una scoperta / Giuseppe Scapinelli, designer italo-brasiliano

Quando, nel 2016, in una prestigiosa asta di design parigina, ho incontrato per la prima volta le creazioni di Giuseppe Scapinelli (1911-1982), ne sono rimasta folgorata e ho subito cominciato a ricercare notizie su di lui, ma, al di là di quelle scarne contenute nel catalogo di quella vente aux enchères – che lo dicevano architetto italiano emigrato in Brasile, dove aveva fatto fortuna – nessuno ne sapeva nulla. Sono dovuti passare alcuni anni, prima che mi capitasse di incappare nuovamente in lui: stavolta, la notizia giungeva da Reggio Emilia, la città che gli aveva dato i natali, dove suo nipote Alessandro, anch'egli architetto, recentemente rientrato in patria, aveva organizzato la presentazione di una monografia dedicata a suo zio: Sergio Campos, Giuseppe Scapinelli 1950: o Designer...

19.07.2020

Storia del design / C'era una volta il Settebello

Negli anni della mia infanzia, il Settebello era considerato "il treno dei desideri", e non già perché andasse all'incontrario, come sarebbe poi accaduto al suo omologo cantato da Celentano, ma perché sfrecciava sui binari, velocissimo, accorciando le distanze fra le città che toccava lungo la linea Milano-Bologna-Firenze-Roma, così come nessuno aveva mai neppure osato sognare. Simbolo del benessere ed emblema del boom economico, divenne da subito un'icona dell'italian style, con appuntati addosso gli occhi ammirati del mondo. Ricordo che mio padre lo prendeva, quando da Milano doveva raggiungere rapidamente la capitale per motivi di lavoro e, al suo ritorno, da grande affabulatore qual era, me ne narrava le meraviglie, accendendo ogni volta la mia fantasia. Mi diceva della sua rapidità (...

27.06.2020

Tre centenari del design / Anna Castelli Ferrieri, la Regina della plastica

Se Milano e il mondo non avessero dovuto fare i conti con il distanziamento sociale e con le serrate imposte dal Covid-19, questo 2020 avrebbe visto degne celebrazioni per il centenario della nascita di Anna Castelli Ferrieri (1920 - 2006), designer di fama internazionale, tra le più autorevoli protagoniste del made in Italy e fra le prime donne del nostro paese ad avere svolto la professione di architetto.  O, almeno, ci piace pensare che ciò sarebbe potuto accadere. Figlia di Enzo Ferrieri, uomo di vasta cultura, tra l'altro, fondatore e direttore della rivista Convegno e degli omonimi teatro, circolo e casa editrice, Anna si laurea in Architettura al Politecnico di Milano, con una tesi su Giuseppe Mengoni e sulla sua Galleria Vittorio Emanuele. Ancora studentessa,...

17.05.2020

Design: tre centenari / Franca Helg, la gran dama dell’architettura

Seppure bisestile come l’attuale, il 1920 è stato un anno prolifico per la scuola di Milano di architettura. Ha infatti dato i natali a tre figure di rilievo internazionale, che si sono occupate anche di design: a Franca Helg, il 21 febbraio; ad Anna Castelli Ferrieri, il 6 agosto e a Vico Magistretti, il 6 settembre, tutti e tre allievi del Politecnico meneghino.    Franca Helg (1920 - 1986), "la gran Dama de la Arquitectura", come ebbe a definirla Vélez Catrain nel 1990 "doveva essere una donna molto disciplinata e rigorosa con se stessa. […] Discreta, sobria nella parola e nello sguardo; il suo portamento era deciso, il portamento di una persona che anticipa il passo con lo sguardo, l’udito e l’olfatto. E così era solita procedere nel suo lavoro." (idem, 2006) I collaboratori...

13.03.2020

Un'officina del design / Il mondo di Poggi

La storia del design italiano, di quel good design apprezzato in tutto il mondo, come è noto, non è stata scritta soltanto negli studi degli architetti e dei designer, nei libri e nelle rassegne che ne hanno celebrato i progetti, ma anche nelle botteghe, nelle officine e nei laboratori di quei produttori lungimiranti e coraggiosi, tanto artigiani, quanto industriali, che hanno creduto nella bellezza e hanno investito nel futuro. Tra di essi, si annovera anche la ditta Poggi, sulla cui attività e sulla cui storia è da poco uscito il libro: Il mondo di Poggi. L’officina del design e delle arti, a cura di Roberto Dulio, Stefano Andrea Poli, Fabio Marino, Electaarchitettura (pp. 160, € 32,00). Preceduto dall'omonima mostra, curata nel 2016 dai medesimi autori e tenutasi negli spazi degli...

23.02.2020

MAXXI / Gio Ponti. Tutto al mondo deve essere coloratissimo

A differenza dei fasti e del battage mediatico che hanno contrassegnato le commemorazioni parigine, al MAD, in onore del quarantesimo anniversario della morte di Gio Ponti (1891-1979), quelle italiane si sono invece celebrate con toni meno enfatici, il che non significa che esse non siano state di pari interesse, soltanto più discrete e magari anche un po' più raffinate ed esclusive e di conseguenza meno popolari. Se ciò costituisca un motivo di merito, non saprei dire. Personalmente, per non tradire lo spirito didattico del maestro milanese, anzi, il suo anelito divulgativo dell'amore per la bellezza, io preferirei che il suo messaggio venisse sbandierato con clamore ai quattro venti, in modo da raggiungere tutti, così come faceva lui dalle pagine delle sue riviste e come han fatto anche...

06.02.2020

Un fotografo di design / Mauro Masera e la fotografia industriale

Che Mauro Masera (1934-1992) avesse negli occhi la tela di Tintoretto, quando, nel 1960, ha scattato la sua foto più famosa – e tra le sue più belle – è assai probabile. Basta guardare le due immagini accostate per coglierne l'evidenza. D'altra parte il cosiddetto Ritrovamento del corpo di San Marco, dipinto dal Robusti a Venezia, tra il 1562 e il 1566, per la Scuola Grande di San Marco, si conserva a Brera e chissà quante volte il milanesissimo Masera lo avrà visto e rivisto. Perché essere un buon fotografo di design, anzi, uno dei migliori, significa conoscere le immagini a fondo, possederne sì la sintassi, ma anche studiarne costantemente la storia. E poi c'è la luce, che in una foto è tutto (come dice la parola stessa) ma che molto fa in ugual misura nel lumeggiante quadro di...

11.01.2020

Un presepe laico / Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica

Meraviglia e malia suscitati dal connubio fra la regalità di Capodimonte e la magia della musica, dell’arte e del teatro: Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, è una mostra empatica e stupefacente. Visitabile alla Reggia di Capodimonte fino al 21 giugno 2020, mette in scena la cultura come festa, presentando la vita di corte nella Napoli settecentesca e facendola artificiosamente rivivere ai visitatori/spettatori.  All the world is a stage: mai verso è stato più veritiero se attribuito alla città e alla gente di Napoli, allora come ora.   Ma non basta. Se fosse riferito a Napoli, In visceribus urbis, titolo di un capitolo della Storia di Venezia di Manfredo Tafuri, per parafrasi, suonerebbe invece: urbis viscera in urbe, le viscere della città nella città (e anche dentro...

10.12.2019

Dardi e Pasca; Corrado; La Pietra; Trini Castelli / Quattro libri di design

Due libri di Storia del Design   Quando, tra la metà degli anni settanta e gli ottanta del secolo scorso, insegnavo Storia del Design e della Comunicazione Visiva all’ Istituto Statale d’Arte Sperimentale di Monza, su quella disciplina non c’era ancora alcun manuale. Fortuna volle che molti dei protagonisti della sua recente vicenda insegnassero lì, portatori di esperienze e dispensatori di conoscenza, e che la realtà espositiva e quella produttiva milanesi offrissero ricche occasioni di studio in medias res: bastava coglierle e connetterle. Nella totale assenza di libri di testo, ciascuno degli studenti, poi, tesseva un proprio canovaccio che aveva il pregio dell'assoluta originalità, mentre per quel che concerneva la storicizzazione, il gruppo di docenti che faceva capo a questa...

14.11.2019

Fatto ad Arte / Ugo La Pietra: Né arte né design

Nel mondo del design, Ugo La Pietra ha sempre rivestito un ruolo profetico – e del michelangiolesco Isaia, in gioventù, aveva financo l’aspetto, gigantismo a parte, il suo indubbiamente più intellettuale che fisico – sin da quando preconizzava l'avvento della comunicazione totale, quella stessa in cui oggi siamo immersi. Risale al settantadue infatti la sua “cellula abitativa della casa telematica", esposta al MoMA, nella famosa mostra curata da Emilio Ambasz “Italy: the new domestic landscape”, un “progetto dell'abitacolo con strumenti telematici e informatici che indagavano il costante scambio di informazioni tra il singolo nello spazio privato e la collettività nello spazio pubblico (ovvero l’avvento di internet).” Con forti anticipazioni nello “spazio audiovisivo" da lui presentato...

23.09.2019

Da Picasso a Modigliani e oltre / Berthe Weill, la gallerista-talent scout

Sulle bancarelle dei bouquinistes, che si snodano lungo i quais della Senna, a volte si riesce a fare ancora qualche scoperta interessante. E non parlo delle edizioni rare che appassionano i bibliofili e neppure di rinvenimenti letterari di portata epocale, quanto, piuttosto, della piacevole sorpresa di incappare in un libro che narra una storia speciale, perché poco nota e che invece merita di essere letta e diffusa. È così che ho potuto apprezzare (e ora diffondere) quella di Berthe Weill, di cui sapevo a mala pena essere stata la prima gallerista ad aver venduto un quadro di Picasso e colei che aveva esposto per prima le opere di Modigliani. Il libro che ho trovato e che me ne ha svelato i meriti si intitola: Berthe Weill:1886-1951. La Petite Galeriste des Grands Artistes....

14.09.2019

Memorie / Il Bauhaus: una scuola

Per il centenario della fondazione del Bauhaus, tra gli altri libri, ne è uscito uno che è soprattutto un libro di memorie. E, come nella maggior parte dei libri di memorie, vi si narra di una battaglia, sebbene si tratti di una battaglia piuttosto singolare, perché combattuta da una scuola in nome dell’utopia estetica e sociale di voler armonizzare l’arte con l’industria per migliorare la vita umana. Una battaglia tesa anche a demolire le barriere fra le singole arti, nella convinzione che esse hanno tutte radici comuni. Condotta in territorio tedesco, tra Weimar, Dessau e Berlino, nei primi decenni del novecento, la sua azione rivoluzionaria e le innovazioni da essa generate hanno però travalicato i confini nazionali per “invadere" (leggi: permeare, educare, convertire, arricchire) il...

13.08.2019

Tecnico, oppure archistar? / L’architetto come intellettuale

Che l’architetto sia un intellettuale è stato palese fin da quando si è consolidata la sua figura di progettista nel Rinascimento, grazie all’Umanesimo che aveva sancito la superiorità dell’invenzione (intelletto chiaro) sulla perizia del mestiere, di fatto riscattandola dal “magisterio tecnico dell'artefice” in cui giaceva. E ciò a partire dai padri fondatori di questa disciplina in chiave moderna: Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Sebbene essi abbiano affrontato il tema del progetto in modi differenti, per non dire antitetici, progettista di cantiere il primo, progettista teorico il secondo, hanno entrambi messo in atto gli insegnamenti del maestro dei maestri, Marco Vitruvio Pollione, che nel Primo Libro del suo trattato, a proposito di chi vuol fare architettura scrive:...

01.07.2019

I Sacri Monti / Un pellegrinaggio gerosolimitano in surplace

Alla fine del quindicesimo secolo, mentre la flotta ottomana spadroneggiava sul Mediterraneo orientale rendendo impossibile ai cristiani il pellegrinaggio verso i luoghi santi di Gerusalemme, due furono i modi, entrambi dettati dalla fede e presieduti dalla capacità immaginifica, con cui, nelle nostre terre, si ovviò all'impedimento: il primo, più solipsistico e riservato ai pochi alfabetizzati, consistette nel figurarsi ciascuno da sé il proprio viaggio inventandoselo a partire dalle suggestioni evocate dalla lettura dei diari di chi lo aveva realmente compiuto; il secondo, invece, molto più teatrale, corale e popolare, fu quello di ricostruire in patria gli scenari dei luoghi della passione di Cristo, con microarchitetture popolate da statue policrome a grandezza naturale,...

23.06.2019

Milano Leonardo 500 / La vera storia della Sala delle Asse

Milano celebra il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1452 - 1519) con una serie di eventi, dal titolo Milano Leonardo 500 (maggio 2019/gennaio 2020) che, oltre al Museo nazionale della scienza e della tecnologia a lui dedicato, investono i vari capolavori che l’artista ha lasciato alla città, alcuni dei quali amovibili, come, ad esempio, i disegni contenuti nel Codice Trivulziano e nel Codice Atlantico e il ritratto di musico dell’Ambrosiana, e altri inamovibili, quali le pitture murali del Cenacolo in Santa Maria delle Grazie e quelle della Sala delle Asse al Castello sforzesco. A proposito di quest’ultima, sono molte le storie interessanti che la riguardano, a partire da quella circa il suo nome. Nei documenti del Carteggio Visconteo Sforzesco (1282 - sec. XVII),...

09.06.2019

Un’italiana in Brasile / Lina Bo Bardi, o dell’architettura mitopoietica

Se fosse ancora in vita, il 5 dicembre compirebbe centocinque anni, ma è soltanto da vent’anni o poco più che il mondo dell'architettura e del design è tornato ad occuparsi di lei. Si scrivono libri, si allestiscono mostre, si tengono convegni e conferenze: attorno alla figura di Lina Bo Bardi (1914 - 1992), una delle più significative del modernismo, anche se è riduttivo etichettarla così, l'interesse è in crescita esponenziale. Attualmente, nel mondo, ci sono ben tre eventi che la riguardano: il primo, a New York, è espositivo (suoi mobili sono in mostra fino al 15 giugno alla Gladstone Gallery, con la consulenza della galleria Nilufar di Milano, che ne ha messi in produzione alcuni); il secondo è una conferenza al Design Museum di Londra dedicata al design brasiliano che l'ha vista...

26.05.2019

Dipingere le parole / Jacqueline Duhême, l’imagière

“Nella mia vita ho conosciuto molti”, potrebbe affermare con buona ragione facendo il verso a un celebre motto di Snoopy Jacqueline Duhême (1927), alla quale Parigi, la sua città d’elezione, rende omaggio in questi giorni con una mostra intitolata: "Jacqueline Duhême, une vie en couleurs: de Matisse à Prévert". Infatti, è stata amica di Matisse, di Picasso, di Louis Aragon, di Colette, di Marc Chagall, di Robert Doisneau, di Man Ray, di Raymond Queneau, di Henry Miller, di Jack Kerouac e di molti altri artisti e intellettuali. È stata inoltre la compagna di Paul Éluard e i due si sarebbero sicuramente sposati se il PCF, all’indomani della Liberazione, non si fosse strenuamente opposto, così almeno ha rivelato l’interessata in un’intervista rilasciata alcuni anni or sono a Paris Match,...

13.04.2019

TDM Triennale Design Museum / Gli oggetti che parlano

Lo si è atteso per anni, ormai non ci si sperava più. Molte volte annunciato, evocato, sognato, auspicato, finalmente Milano ha un Museo del Design. Ospitato al piano terra del Palazzo dell'Arte, progettato da Giovanni Muzio nel 1931 quale sede della Triennale, il museo occupa la splendida galleria semicircolare, illuminata da grandi finestroni collocati molto in alto, che la irradiano di una luce quasi zenitale, conferendo magia alle cose che ospita. Dopo decenni di aspettative deluse, a rendere possibile questo ‘miracolo a Milano' è stata la determinazione di Stefano Boeri, che di Triennale è il presidente, sorretta dalla volontà del Consiglio di Amministrazione dell’omonima Fondazione e da quella del comitato scientifico composto da Paola Antonelli, Mario Bellini, Andrea Branzi,...

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