AUTORI
Maria Luisa Ghianda
13.03.2020

Un'officina del design / Il mondo di Poggi

La storia del design italiano, di quel good design apprezzato in tutto il mondo, come è noto, non è stata scritta soltanto negli studi degli architetti e dei designer, nei libri e nelle rassegne che ne hanno celebrato i progetti, ma anche nelle botteghe, nelle officine e nei laboratori di quei produttori lungimiranti e coraggiosi, tanto artigiani, quanto industriali, che hanno creduto nella bellezza e hanno investito nel futuro. Tra di essi, si annovera anche la ditta Poggi, sulla cui attività e sulla cui storia è da poco uscito il libro: Il mondo di Poggi. L’officina del design e delle arti, a cura di Roberto Dulio, Stefano Andrea Poli, Fabio Marino, Electaarchitettura (pp. 160, € 32,00). Preceduto dall'omonima mostra, curata nel 2016 dai medesimi autori e tenutasi negli spazi degli...

23.02.2020

MAXXI / Gio Ponti. Tutto al mondo deve essere coloratissimo

A differenza dei fasti e del battage mediatico che hanno contrassegnato le commemorazioni parigine, al MAD, in onore del quarantesimo anniversario della morte di Gio Ponti (1891-1979), quelle italiane si sono invece celebrate con toni meno enfatici, il che non significa che esse non siano state di pari interesse, soltanto più discrete e magari anche un po' più raffinate ed esclusive e di conseguenza meno popolari. Se ciò costituisca un motivo di merito, non saprei dire. Personalmente, per non tradire lo spirito didattico del maestro milanese, anzi, il suo anelito divulgativo dell'amore per la bellezza, io preferirei che il suo messaggio venisse sbandierato con clamore ai quattro venti, in modo da raggiungere tutti, così come faceva lui dalle pagine delle sue riviste e come han fatto anche...

06.02.2020

Un fotografo di design / Mauro Masera e la fotografia industriale

Che Mauro Masera (1934-1992) avesse negli occhi la tela di Tintoretto, quando, nel 1960, ha scattato la sua foto più famosa – e tra le sue più belle – è assai probabile. Basta guardare le due immagini accostate per coglierne l'evidenza. D'altra parte il cosiddetto Ritrovamento del corpo di San Marco, dipinto dal Robusti a Venezia, tra il 1562 e il 1566, per la Scuola Grande di San Marco, si conserva a Brera e chissà quante volte il milanesissimo Masera lo avrà visto e rivisto. Perché essere un buon fotografo di design, anzi, uno dei migliori, significa conoscere le immagini a fondo, possederne sì la sintassi, ma anche studiarne costantemente la storia. E poi c'è la luce, che in una foto è tutto (come dice la parola stessa) ma che molto fa in ugual misura nel lumeggiante quadro di...

11.01.2020

Un presepe laico / Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica

Meraviglia e malia suscitati dal connubio fra la regalità di Capodimonte e la magia della musica, dell’arte e del teatro: Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica, è una mostra empatica e stupefacente. Visitabile alla Reggia di Capodimonte fino al 21 giugno 2020, mette in scena la cultura come festa, presentando la vita di corte nella Napoli settecentesca e facendola artificiosamente rivivere ai visitatori/spettatori.  All the world is a stage: mai verso è stato più veritiero se attribuito alla città e alla gente di Napoli, allora come ora.   Ma non basta. Se fosse riferito a Napoli, In visceribus urbis, titolo di un capitolo della Storia di Venezia di Manfredo Tafuri, per parafrasi, suonerebbe invece: urbis viscera in urbe, le viscere della città nella città (e anche dentro...

10.12.2019

Dardi e Pasca; Corrado; La Pietra; Trini Castelli / Quattro libri di design

Due libri di Storia del Design   Quando, tra la metà degli anni settanta e gli ottanta del secolo scorso, insegnavo Storia del Design e della Comunicazione Visiva all’ Istituto Statale d’Arte Sperimentale di Monza, su quella disciplina non c’era ancora alcun manuale. Fortuna volle che molti dei protagonisti della sua recente vicenda insegnassero lì, portatori di esperienze e dispensatori di conoscenza, e che la realtà espositiva e quella produttiva milanesi offrissero ricche occasioni di studio in medias res: bastava coglierle e connetterle. Nella totale assenza di libri di testo, ciascuno degli studenti, poi, tesseva un proprio canovaccio che aveva il pregio dell'assoluta originalità, mentre per quel che concerneva la storicizzazione, il gruppo di docenti che faceva capo a questa...

14.11.2019

Fatto ad Arte / Ugo La Pietra: Né arte né design

Nel mondo del design, Ugo La Pietra ha sempre rivestito un ruolo profetico – e del michelangiolesco Isaia, in gioventù, aveva financo l’aspetto, gigantismo a parte, il suo indubbiamente più intellettuale che fisico – sin da quando preconizzava l'avvento della comunicazione totale, quella stessa in cui oggi siamo immersi. Risale al settantadue infatti la sua “cellula abitativa della casa telematica", esposta al MoMA, nella famosa mostra curata da Emilio Ambasz “Italy: the new domestic landscape”, un “progetto dell'abitacolo con strumenti telematici e informatici che indagavano il costante scambio di informazioni tra il singolo nello spazio privato e la collettività nello spazio pubblico (ovvero l’avvento di internet).” Con forti anticipazioni nello “spazio audiovisivo" da lui presentato...

23.09.2019

Da Picasso a Modigliani e oltre / Berthe Weill, la gallerista-talent scout

Sulle bancarelle dei bouquinistes, che si snodano lungo i quais della Senna, a volte si riesce a fare ancora qualche scoperta interessante. E non parlo delle edizioni rare che appassionano i bibliofili e neppure di rinvenimenti letterari di portata epocale, quanto, piuttosto, della piacevole sorpresa di incappare in un libro che narra una storia speciale, perché poco nota e che invece merita di essere letta e diffusa. È così che ho potuto apprezzare (e ora diffondere) quella di Berthe Weill, di cui sapevo a mala pena essere stata la prima gallerista ad aver venduto un quadro di Picasso e colei che aveva esposto per prima le opere di Modigliani. Il libro che ho trovato e che me ne ha svelato i meriti si intitola: Berthe Weill:1886-1951. La Petite Galeriste des Grands Artistes....

14.09.2019

Memorie / Il Bauhaus: una scuola

Per il centenario della fondazione del Bauhaus, tra gli altri libri, ne è uscito uno che è soprattutto un libro di memorie. E, come nella maggior parte dei libri di memorie, vi si narra di una battaglia, sebbene si tratti di una battaglia piuttosto singolare, perché combattuta da una scuola in nome dell’utopia estetica e sociale di voler armonizzare l’arte con l’industria per migliorare la vita umana. Una battaglia tesa anche a demolire le barriere fra le singole arti, nella convinzione che esse hanno tutte radici comuni. Condotta in territorio tedesco, tra Weimar, Dessau e Berlino, nei primi decenni del novecento, la sua azione rivoluzionaria e le innovazioni da essa generate hanno però travalicato i confini nazionali per “invadere" (leggi: permeare, educare, convertire, arricchire) il...

13.08.2019

Tecnico, oppure archistar? / L’architetto come intellettuale

Che l’architetto sia un intellettuale è stato palese fin da quando si è consolidata la sua figura di progettista nel Rinascimento, grazie all’Umanesimo che aveva sancito la superiorità dell’invenzione (intelletto chiaro) sulla perizia del mestiere, di fatto riscattandola dal “magisterio tecnico dell'artefice” in cui giaceva. E ciò a partire dai padri fondatori di questa disciplina in chiave moderna: Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. Sebbene essi abbiano affrontato il tema del progetto in modi differenti, per non dire antitetici, progettista di cantiere il primo, progettista teorico il secondo, hanno entrambi messo in atto gli insegnamenti del maestro dei maestri, Marco Vitruvio Pollione, che nel Primo Libro del suo trattato, a proposito di chi vuol fare architettura scrive:...

01.07.2019

I Sacri Monti / Un pellegrinaggio gerosolimitano in surplace

Alla fine del quindicesimo secolo, mentre la flotta ottomana spadroneggiava sul Mediterraneo orientale rendendo impossibile ai cristiani il pellegrinaggio verso i luoghi santi di Gerusalemme, due furono i modi, entrambi dettati dalla fede e presieduti dalla capacità immaginifica, con cui, nelle nostre terre, si ovviò all'impedimento: il primo, più solipsistico e riservato ai pochi alfabetizzati, consistette nel figurarsi ciascuno da sé il proprio viaggio inventandoselo a partire dalle suggestioni evocate dalla lettura dei diari di chi lo aveva realmente compiuto; il secondo, invece, molto più teatrale, corale e popolare, fu quello di ricostruire in patria gli scenari dei luoghi della passione di Cristo, con microarchitetture popolate da statue policrome a grandezza naturale,...

23.06.2019

Milano Leonardo 500 / La vera storia della Sala delle Asse

Milano celebra il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1452 - 1519) con una serie di eventi, dal titolo Milano Leonardo 500 (maggio 2019/gennaio 2020) che, oltre al Museo nazionale della scienza e della tecnologia a lui dedicato, investono i vari capolavori che l’artista ha lasciato alla città, alcuni dei quali amovibili, come, ad esempio, i disegni contenuti nel Codice Trivulziano e nel Codice Atlantico e il ritratto di musico dell’Ambrosiana, e altri inamovibili, quali le pitture murali del Cenacolo in Santa Maria delle Grazie e quelle della Sala delle Asse al Castello sforzesco. A proposito di quest’ultima, sono molte le storie interessanti che la riguardano, a partire da quella circa il suo nome. Nei documenti del Carteggio Visconteo Sforzesco (1282 - sec. XVII),...

09.06.2019

Un’italiana in Brasile / Lina Bo Bardi, o dell’architettura mitopoietica

Se fosse ancora in vita, il 5 dicembre compirebbe centocinque anni, ma è soltanto da vent’anni o poco più che il mondo dell'architettura e del design è tornato ad occuparsi di lei. Si scrivono libri, si allestiscono mostre, si tengono convegni e conferenze: attorno alla figura di Lina Bo Bardi (1914 - 1992), una delle più significative del modernismo, anche se è riduttivo etichettarla così, l'interesse è in crescita esponenziale. Attualmente, nel mondo, ci sono ben tre eventi che la riguardano: il primo, a New York, è espositivo (suoi mobili sono in mostra fino al 15 giugno alla Gladstone Gallery, con la consulenza della galleria Nilufar di Milano, che ne ha messi in produzione alcuni); il secondo è una conferenza al Design Museum di Londra dedicata al design brasiliano che l'ha vista...

26.05.2019

Dipingere le parole / Jacqueline Duhême, l’imagière

“Nella mia vita ho conosciuto molti”, potrebbe affermare con buona ragione facendo il verso a un celebre motto di Snoopy Jacqueline Duhême (1927), alla quale Parigi, la sua città d’elezione, rende omaggio in questi giorni con una mostra intitolata: "Jacqueline Duhême, une vie en couleurs: de Matisse à Prévert". Infatti, è stata amica di Matisse, di Picasso, di Louis Aragon, di Colette, di Marc Chagall, di Robert Doisneau, di Man Ray, di Raymond Queneau, di Henry Miller, di Jack Kerouac e di molti altri artisti e intellettuali. È stata inoltre la compagna di Paul Éluard e i due si sarebbero sicuramente sposati se il PCF, all’indomani della Liberazione, non si fosse strenuamente opposto, così almeno ha rivelato l’interessata in un’intervista rilasciata alcuni anni or sono a Paris Match,...

13.04.2019

TDM Triennale Design Museum / Gli oggetti che parlano

Lo si è atteso per anni, ormai non ci si sperava più. Molte volte annunciato, evocato, sognato, auspicato, finalmente Milano ha un Museo del Design. Ospitato al piano terra del Palazzo dell'Arte, progettato da Giovanni Muzio nel 1931 quale sede della Triennale, il museo occupa la splendida galleria semicircolare, illuminata da grandi finestroni collocati molto in alto, che la irradiano di una luce quasi zenitale, conferendo magia alle cose che ospita. Dopo decenni di aspettative deluse, a rendere possibile questo ‘miracolo a Milano' è stata la determinazione di Stefano Boeri, che di Triennale è il presidente, sorretta dalla volontà del Consiglio di Amministrazione dell’omonima Fondazione e da quella del comitato scientifico composto da Paola Antonelli, Mario Bellini, Andrea Branzi,...

10.03.2019

Elle est retrouvée. Quoi ? – L'Eternité / Gio Ponti

Il più bel libro su Gio Ponti (1891 – 1979), per la sua visione lungimirante e per la ricchezza dei contributi che contiene, lo ha curato Ugo La Pietra nel 1995 (Rizzoli) e la più bella mostra su di lui, per la qualità e la quantità dei pezzi esposti, per la magia dell'allestimento e il prestigio della sede ospitante, è in corso al MAD di Parigi (fino al 5 maggio 2019), mentre un omaggio per celebrare il quarantesimo anniversario della sua morte è in preparazione al MAXXI di Roma (novembre 2019 – aprile 2020). Tra le due soglie temporali che separano l'uscita del libro di La Pietra – preceduto, cinque anni prima, da quello della figlia del maestro, Lisa Licitra, intitolato Gio Ponti: l’opera, per i tipi di Leonardo – dalla mostra al MAD, è di fatto avvenuta dapprima la ‘scoperta’ critica...

12.02.2019

I Vignelli: Design is one / Se non lo trovi, disegnalo tu

L'ultima volta che ho incontrato Lella e Massimo Vignelli è stata a Nerano, in quel paesino incastonato sul litorale campano, dove la costiera sorrentina si innesta in quella amalfitana senza soluzione di continuità, in un profilo ininterrotto di seni, di golfi, di promontori dalle pareti a strapiombo sul mare e di penisolette su cui si aprono improvvise spiagge. Avevo accompagnato lì mio padre, che era in procinto di realizzare un loro progetto di arredo ligneo destinato a un prestigioso ristorante irpino. I Vignelli, infatti, da qualche anno, erano soliti trascorrere il loro tempo libero a Nerano ed era più facile, e anche piuttosto piacevole, da Milano, anziché a New York, andare ad incontrarli lì, dove avevano “una casa su un sentiero per capre" come l’aveva definita papà.   La...

06.01.2019

Il cielo era rosa sopra Berlino / Lilly Reich: una pioniera del design

Sebbene abbia contribuito al progetto di alcuni tra i più eleganti oggetti d'arredo del novecento, divenuti delle icone del design, e a quello di straordinari interventi di interior design, non sono in molti a conoscerne il nome. Su Lilly Reich (1885 -1945), infatti, non esiste alcun testo in italiano e si contano sulle dita di una mano persino quelli in tedesco, sua lingua madre, in inglese, in boemo e in spagnolo. Per di più è raramente menzionata nei libri di storia dell'architettura e del design, e neppure viene data la giusta importanza alla sua fondamentale collaborazione a progetti spesso erroneamente attribuiti al solo Ludwig Mies van der Rohe (1889 - 1969). Eppure lei è stata una delle poche donne ad aver insegnato al Bauhaus, tra l'altro proprio interior design e furniture...

19.12.2018

Un omaggio ad Anita Klinz / 1958 – 2018. Il Saggiatore compie 60 anni

Il Saggiatore ha compiuto 60 anni e li sta celebrando con una serie di eventi, promossi dalla Fondazione Mondadori, che conserva e cataloga la Biblioteca Storica e l’Archivio della casa editrice: una mostra, la riedizione del catalogo storico, una serie di incontri, una megafesta a Milano, a chiusura di Bookcity 2018, di cui la Fondazione Mondadori è tra i patrocinanti, insieme ad altre iniziative in alcune città europee, come Bruxelles, ad esempio.   Conservare il fuoco, il Saggiatore 1958-2018 è il titolo dell’esposizione allestita presso il Laboratorio Formentini, in Brera, che documenta il primo decennio e quello attuale dell’avventura editoriale della casa editrice, nata con l’intento di “divulgare in Italia una cultura diversa da quella dominante”, come ha dichiarato in un'...

29.10.2018

Una mostra giocosa / Il centenario di Achille Castiglioni in Triennale

“Circa il costume antico di celebrare il dì natalizio o genetliaco delle persone insigni per letteratura ec. anche dopo la loro morte” (Leopardi), ecco che Milano, la sua città, rende omaggio al centenario della nascita di Achille Castiglioni (1918 - 2002). E lo fa in una delle sue sedi espositive più prestigiose, la Triennale, dove, dal 6 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019 è possibile visitare la mostra A Castiglioni, curata da Patricia Urquiola – che di Achille è stata dapprima allieva e quindi assistente al Polimi – in team con Federica Sala e con il progetto grafico di Dallas (Francesco Valtolina & Kevin Pedron). Catalogo Electa (pagg.288; euro 39,00).   Il 16 febbraio di quest'anno, giorno del suo compleanno, Doppiozero aveva già trattato delle celebrazioni in onore del maestro...

21.09.2018

Un libro sul guardare / I registi scrivono con gli occhi

Fotografia, cinema, pubblicità, tv, internet, Google Maps, smartphone, Skype, Facebook, navigatori satellitari, realtà virtuale e realtà aumentata, hanno moltiplicato l’attività del nostro sguardo.  Guardiamo troppo e in modo eccessivamente frammentario? Il guardare sta prendendo il posto del pensare? Si domanda Mark Cousins nel suo libro, riccamente illustrato, Storia dello sguardo (Il Saggiatore, pagine: 545, € 35,00). Mark Cousins è un regista e, si sa, i registi scrivono con gli occhi, per di più, egli ha dichiarato che i suoi film, nella maggior parte dei casi, trattano proprio dello sguardo, per questo ha deciso di scrivere un libro su questo tema. Prima di tutto per approfondire la propria visione sul vedere, ma anche per rendere partecipe il lettore, e lo spettatore, delle...

29.08.2018

Itinerari gaudenziani / Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari

Nonostante sia pressochè sconosciuto al grande pubblico, e a volte, persino agli esperti d'arte, Gaudenzio Ferrari (1475/80 - 1546) appartiene di diritto al gotha dei maestri del nostro Cinquecento, insieme a Leonardo, a Michelangelo, a Raffaello e a Tiziano. Fu attivo in terra lombarda ed in quella che, ora piemontese, un tempo faceva ancora parte del Ducato di Milano. Ma è stata proprio la Regione Piemonte, sostenuta da altri sponsor, a finanziare la recente mostra dal titolo eloquente: Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari.  Curata da Giovanni Agosti e da Jacopo Stoppa, con la supervisione di Gianni Romano, il massimo esperto vivente dell'artista di Valduggia, la rassegna era scandita in tre atti, corrispondenti alle stagioni della vita creativa di Gaudenzio, e si articolava su tre...

28.08.2018

Speciale Aqua / La bellezza dell'acqua

Nel suo ambiente, il pescatore appariva sicuro, quasi spavaldo. Aveva ormeggiato la sua piccola barca legando una cima ad uno degli anelli di ferro murati nei possenti plinti dell’antico ponte romano che scavalcava da secoli il Sabato in quel punto per permettere alla via Appia di entrare in Benevento. Quando vide venire verso di lui i passeggeri che doveva traghettare sulla riva opposta del fiume, un uomo maturo e facoltoso, almeno a giudicare dal suo abbigliamento, accompagnato da uno più giovane, gli andò incontro, fiducioso. «Benvenuti sul mio fiume» li accolse come un padrone di casa avrebbe ricevuto gli ospiti nella propria dimora. «Il posto in cui vi devo condurre non è distante e potremmo anche arrivarci a piedi ma preferisco portarvi con la mia barca. Anche se è piccola, c’è...

26.08.2018

Come osano le Aquile / La TOMOTO di Tom Dixon

A Mandello del Lario, paese che si trova su “Quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno”, c'è un piccolo museo che vale la pena di visitare, perché contiene alcune glorie del made in Italy: nientemeno che una ricca collezione delle mitiche Aquile, le Moto Guzzi.   A incantare il visitatore, insieme allo spettacolo del lago che si è appena lasciato alle spalle, è la tipologia dell'architettura in cui è ospitato il museo, la vecchia fabbrica Guzzi, che gli fa compiere un tuffo, non già nelle acque lariane, quanto, piuttosto, a ritroso nel tempo. Varcato il vecchio portone di legno, dall’aspetto rassicurante, egli si ritrova infatti immerso in un paesaggio industriale d'inizio novecento, con i corpi di fabbrica dagli acuminati tetti cuspidati, oppure audacemente piatti, come...

19.08.2018

Un cielo stellato sopra di noi / Il lampadario Coppelia di Arihiro Miyake

Ha solo tre anni di vita ma, da quando è sbarcato sul mercato americano, è già diventato una star, e il termine è doppiamente appropriato, trattandosi di un lampadario che, quando si illumina in una stanza buia, mima un cielo stellato. Il suo successo è planetario (ecco di nuovo un termine piuttosto confacente). Tutto questo per introdurre una lampada a sospensione firmata dal designer giapponese, naturalizzato finlandese, e da qualche tempo anche milanese, Arihiro Miyake (1976).  Si tratta di un lampadario che reinterpreta in modo innovativo quelli tradizionali da sala da pranzo, a gocce, soltanto che Coppelia – questo il suo nome – in luogo delle classiche gocce di cristallo che riflettono e rifrangono la luce, è invece dotato di gocce che emanano esse stesse la luce. Lo...