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1965

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Sogni e diari del boom

Ogni modernità cela un suo rovescio visionario, una sotterranea corrente apocalittica che ne scompiglia l’immagine. Come se non credesse a se stessa e alla sua promessa di progressivo sviluppo. Anche l’acerba modernità italiana. Tra la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta si è ormai avviata. Con clamorosi risultati: nel 1958 il PIL veleggia sfiorando il 5%; l’anno successivo, quello in cui, a Sanremo, Domenico Modugno vola nel blu, la Fiat, che lo prende sul serio, raddoppia la produzione, inghiottendo una buona parte degli 80.000 emigrati che, nel corso di quell’anno, si sono mossi dal Sud d’Italia. Fra il ’58 e il ’60 la cifra triplicherà. Alla fine del 1958, viene inaugurata la nuova Autostrada del Sole. Il suo nastro teso attraversa una pianura padana sbigottita. È un piccolo anticipo, poco più di 100 km fra Milano e Parma. Solo l’inizio. Nel 1959 vengono fissati i minimi salariali; nel 1960 viene riconosciuta la parità di salario fra uomo e donna. Poi c’è la televisione, che diffonde nel Paese il verbo della modernità in marcia, anche se le sue immagini...

Quasi cinquant'anni dopo la sua morte: Resistance is us / Martin Luther King nelle strade di Ferguson

Al termine della proiezione di Selma, quando scorrono i titoli di coda e ascoltiamo le note di Glory – la bellissima canzone che John Legend e Common hanno scritto appositamente per il film – sentiamo un verso che rappresenta probabilmente la chiave di lettura migliore per comprendere quello che abbiamo appena visto: «Resistance is us/ That’s why Rosa sat on the bus/ That’s why we walk through Ferguson with our hands up» (La resistenza siamo noi/ È per questo che Rosa [Parks] si è seduta su quel pullman/ È per questo che abbiamo camminato a Ferguson con le mani alzate). È quando, in un film che è tutto ambientato nel 1965, entra questo nome – Ferguson – questo vero e proprio convitato di pietra, che si coglie appieno la posta politica in palio di Selma. Che senso ha infatti oggi – cinquant’anni dopo, nel 2015, negli Stati Uniti – parlare ancora del movimento dei diritti civili? Oggi, che Martin Luther King non solo è stato riconosciuto da tutti come un vero e proprio padre della patria (a lui è stata dedicata persino una festa nazionale), ma dove persino il Presidente degli Stati Uniti è per la prima volta un afro-americano: non è forse la questione della razza una questione che...

A sangue freddo

Nel 1965 Truman Capote pubblicò un romanzo che sconvolse il mondo e gli sconvolse la vita. A sangue freddo è più l'analisi clinica di un vero episodio di assassinio che un romanzo. Il libro, pubblicato prima a puntate sul New Yorker, ebbe uno strepitoso successo e cambiò il modo di vedere la psicologia dell'assassino. Si tratta di una delle migliori analisi del discorso del criminale, che si distingue in modo radicale dal discorso sul criminale.     La maggioranza di noi non può superare la soglia dell'assassinio. Questa soglia è una soglia sacra, inviolabile, indipendente da una particolare credo religioso o dall'essere ateo. Sappiamo, come avessimo un'idea innata, che l'assassinio è il più terribile dei crimini. Nonostante ciò non esiste un tabù dell'assassinio, così come esiste un tabù dell'incesto. Al contrario si possono creare, nelle società umane, contesti in cui l'omicidio è legittimo, come per esempio la guerra. In quelle circostanze un uomo è legittimato a esercitare la professione del serial killer. La guerra...

Primo Levi, alle origini della zona grigia

Pubblichiamo un commento di Marco Belpoliti agli articoli di Sergio Luzzatto e Domenico Scarpa, apparsi il 19 giugno 2011, qui riprodotti per gentile concessione del Domenicale Sole 24ore. Il Domenicale ha un nuovo caporedattore, Armando Massarenti, e un nuovo formato – più grande – che ritorna alle sue origini, dopo l’esperimento del tabloid-rivista dell’anno trascorso, continuando così una tradizione grafica e culturale assai importante nel paesaggio giornalistico italiano.     Quando saranno raccolte e pubblicate le lettere di Primo Levi, si scoprirà che i suoi libri sono sempre accompagnati da una continua messa a fuoco di temi e problemi, approfondimenti e cambiamenti progressivi, di cui l’epistolario è senza dubbio il documento più vivo. Per quanto sia riuscito a leggere delle lettere di Levi nel corso della curatela delle sue “Opere”, uscite presso Einaudi in nuova edizione nel 1997, sovente custodite da amici e interlocutori più o meno occasionali, mi è subito parso evidente che non esiste un Levi intimo o privato, in vena di confidenze personali (ci sono anche...

"Le cose" di Georges Perec

Pubblichiamo la prefazione di Andrea Canobbio alla ristampa di Le cose. Una storia degli anni Sessanta di Georges Perec, appena ripubblicato da Einaudi.   Scarica la prefazione