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La marca Isis

Il concetto di marca è nato all’interno del mondo aziendale, ma oggi rappresenta una specie di “concetto passepartout”. Può essere rintracciato infatti in fenomeni sociali dalla natura molto differente. Questo perché il modello comunicativo e di marketing della marca, data la sua notevole efficacia, è stato adottato negli ultimi anni da parte di numerosi soggetti: dai partiti come dalle rockstar, dalle società di calcio come dalle università. Non deve sorprendere allora che anche un’organizzazione armata come l’Isis possa essere interpretata alla stregua di una vera e propria marca. Come questa, infatti, è un soggetto che compie una serie di azioni.   Nel caso di Isis, tali azioni sono prima di tutto di natura bellica e in questa sede verranno trascurate, perché non attribuiscono loro una particolare identità, in quanto, come la storia c’insegna, sono simili a quelle praticate in passato da molti eserciti. Altre azioni invece permettono di considerare Isis come una marca e si tratta delle attività di comunicazione sviluppate mediante i video che vengono periodicamente diffusi online: siano essi propagandistici, o con scene di decapitazioni di persone occidentali. Attività...

Silvia Ballestra. Amiche mie

Maria Prophetissa, leggendaria alchimista del I secolo d.c., affermava le proprietà mistiche e magiche del numero 4, che per secoli verrà offuscato dal 3, numero trinitario, maschile, concluso, lineare. Il 4 è invece numero alchemico, materico, femminino, ciclico, aperto alla rigenerazione.   Silvia Ballestra decide di utilizzare un modulo quaternario per organizzare il suo nuovo romanzo Amiche mie (Mondadori, 2014), probabilmente ignara di tali implicazioni esoteriche, ma che sembrano in un certo modo significative, visto che le protagoniste sono quattro donne alle prese con la materialità del quotidiano, materia oscura in cui devono necessariamente immergersi per risolvere piccoli e grandi problemi che la Milano degli anni duemiladieci impone loro.   Anche il tempo del racconto è scandito in quattro fasi, della durata di un mese o poco più ciascuna; non si tratta di stagioni, ma di periodi che si impongono come conchiusi, perché ritmati dai vissuti di ciascuna delle protagoniste; di ognuna l’autrice registra eventi esteriori e riverberi interiori, riallacciando delicatamente tali segmenti temporali al tempo...

Professioni digitali

Non è un mistero che l’avvento delle tecnologie digitali abbia generato una serie di cambiamenti di ampia portata in numerosi settori produttivi. Cambiamenti che sono conseguenza diretta della trasformazione che ha reso la nostra cultura una cultura pienamente digitale. L’editoria è uno dei settori maggiormente investiti da questa temperie, anche in relazione al fatto che il settore, ben prima della diffusione delle tecnologie digitali, stava attraversando una fase di crisi, ridimensionamento e trasformazione piuttosto importante.   In questo articolo vorrei usare il termine editoria per indicare tutti quei soggetti che sono attivi nella produzione di contenuti: dalle case editrici ai giornali, fino alle aziende, che stanno scoprendo proprio in questi anni quanto il content marketing sia diventato un elemento imprescindibile in ogni strategia di comunicazione. Lo so, si dovrebbe tener conto delle differenze di ogni situazione, ma in questo caso vorrei fare un’eccezione.   La democratizzazione dell’accesso agli strumenti di produzione resa possibile dalle tecnologie digitali ha determinato un consistente abbassamento dei costi...