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collettivo

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Oggi non sarà mai domani / Che ne è oggi del soggetto collettivo?

Il soggetto è collettivo   Il termine soggetto collettivo è riemerso, dopo anni di silenzio. Come si andasse a trovare un anziano signore, che ha avuto un lungo periodo di popolarità e, dopo la pensione, si fosse ritirato a vita privata entrando in casa di riposo.  In generale, quando diciamo: “soggetto”, parliamo di un individuo, come di un numero all’anagrafe, un nome proprio. Ma il soggetto, più che essere individuo, appartiene alla singolarità dell’evento. Dobbiamo pensare a un insieme - un corpus - che si disordina, esce dai confini propri, invade territori. Il soggetto è sempre collettivo perché non è identità, ma differenza. L’individuo è astrazione, il soggetto appartiene al concreto.   Per maggior chiarezza: il termine “individuo” si riferisce a un’identità chiusa, coerente, eguale a se stessa, una sorta di ripetizione indifferenziata, è un concetto razionale, cristallizzato; il soggetto si presenta sulla scena della vita come singolare, in quanto appartiene a un sostrato storico: il farsi e disfarsi della vita. Il soggetto collettivo è entità propria, sui generis, sistema che produce eventi: gesto, carezza, schiaffo sono soggetto collettivo, non...

Guerra alla guerra / Wu Ming, L'invisibile ovunque

Al centro della nuova esplorazione narrativa del collettivo bolognese è la Grande guerra, l'evento che trasforma il mondo nel mondo moderno e che inaugura il Novecento, sulla cui importanza per l'oggi non si scriverà mai abbastanza.Qualche tempo fa il reportage di Wu Ming 1, Cent’anni a Nordest: viaggio fra i fantasmi della guera granda, prima su «Internazionale» e poi pubblicato in forma estesa, ha aperto il fuoco sul tema dell'uso pubblico della storia della guerra, attraverso un'indagine sulla memoria del conflitto, della difficile vittoria e dell'irredentismo, in relazione al nazionalismo sul “confine orientale” e, in tempi recenti, al venetismo filo-putiniano e alle nostalgie asburgiche che si agitano nel Nordest. In quelle pagine, a contrasto, proprio nei luoghi della guerra emergevano gli echi della diserzione, del rifiuto della guerra e delle identità multiple e irriducibili alla matrice nazional-fascista che continuano a prendere corpo, sempre da quel terminus a quo. A dispetto della mappatura storiografica che ci ha restituito i diversi volti e vissuti della guerra, dei soggetti promotori o che ne furono travolti, il dispositivo culturale mainstream che il...

Foto d'altri tempi

  Succede, vagabondando per la rete, di uscire fuori dal rumore giornalistico generale, dal borbottio sul/del presente, e finire a riposare lo sguardo in un progetto vero. Un’idea. Niente notizie, niente opinioni, niente social network, niente fracasso starnutito a raggiera, solo il tepore di un’idea unica ma forte. E così accade che finisci in un posto dove l’unica cosa che fanno, ogni giorno, è collezionare la stessa immagine, la stessa foto, la stessa idea, in un unica pubblicazione (chiamiamoli così i siti quando sono belli: come si faceva coi libri). Una dietro l’altra,  dearphotograph mette in fila foto di una collezione collaborativa di scatti (doppi) senza tempo. Un’immagine nell’altra. Fuori la cornice del nostro tempo: quel luogo, oggi, fermato lì. E dentro un piccolo tunnel retrivo, lo stesso luogo fermato lì, molto tempo fa. Una specie di cortocircuito visivo, alimentato da tutti. Vengono in mente gli esperimenti concettuali della fotografia anni ‘70 (Boetti, Vaccari), vengono in mente i collage Dada, o vengono in mente i fotomontaggi fake giornalistici (su tutti, Bin Laden...

Madrid, 15-M

  La Puerta del Sol è una piccola piazza, una piazza manchega, da capoluogo di provincia, che ha sempre respinto ogni tentativo di farla diventare uno spazio alberato di grande respiro, da città capitale. La pioggia e il caldo secco di Castiglia cadono a piombo su Puerta del Sol. Gli autobus, la metropolitana, il nuovo accesso ai treni regionali, la zona commerciale più popolare di Madrid, il contrasto con le persone che quotidianamente vi rimangono ferme per ore, come statue, a chiedere l’elemosina, o per starsene a dormire ricoperte da cartoni, tutto la rende, malgrado la sua storicità, uno dei nonluoghi di Marc Augé.   Comunque sia, da ragazzini il primo appuntamento fuori dal proprio quartiere lo si prende sempre a Puerta del Sol: il punto da cui partire per un cinema della vicina Gran Vía, o per comprare il primo paio di scarpe senza la presenza di mamma o papà. “Ci vediamo all’angolo della Mallorquina”, la vecchia pasticcieria. Lo abbiamo fatto tutti a Madrid, poco prima si scoprire, negli anni della lotta, quando era ormai vicina la morte di Franco, che la polizia franchista ci...