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Paesi e città

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Roma, Esquilino / Paesi e città

Dai tetti dell'Esquilino, a Roma, la chiesa di San Vito, a fianco dell'Arco di Gallieno, può far pensare alla prua di un vecchio naviglio arenato nella nuova Chinatown. I fedeli che partecipano alle funzioni religiose sembrano naufraghi riuniti attorno all'imbarcazione tirata a riva dopo il fortunale. È un effetto dello strapiombo storico che l'Urbe imperitura sa dispensare agli animi inquieti. Nella parete destra, accanto alla “Pietra scellerata”, sulla quale la tradizione vuole che fossero stati uccisi molti cristiani, risplende, dopo i restauri, l'edicola sacra rinascimentale attribuita ad Antoniozzo Romano, nel cui preciso disegno avverti ancora con forza la lezione dell'angelo impartita allo scolaro diligente da Melozzo da Forlì.  Nel piazzale retrostante l'ingresso i secoli hanno scavato un vortice di memorie: volti, nomi e date si affollano dentro di me insieme ai ricordi di quand'ero bambino e giravo intorno alla chiesa con la bicicletta numero dodici pedalando sui marciapiedi come oggi sarebbe impossibile fare. Alla fine sei stanco di questo mondo antico. Il verso, in cui mi sono rispecchiato,...

Clusone / Paesi e città

Da Bergamo si punta a nord, sono 35 km, si risale il corso del Serio, un paese dopo l’altro, capannoni, campanili, capannoni, poi la valle s’incassa, il fiume comincia a spumeggiare, lo attraversi due volte su vecchi ponti, i primi tornanti, la grande pineta che annuncia l’Altopiano, sei in montagna. Il vecchio borgo si appoggia sul versante nord della conca, da ogni lato la chiostra prealpina, il Monte Secco, le cime dentate dell’Arera, l’Alben e il Pizzo Formico, il panettone del Pora, il massiccio della Presolana, bello da non potersi dire, e infine le creste di Bares e di Blum. Qui a novembre può già essere inverno e a fine agosto autunno, quando i boschi si colorano e profumano di funghi. Fra capoluogo e comuni circostanti ci vivranno quindici-ventimila persone, io ci vivo da quasi trent’anni, ho messo su famiglia, allevato due figlie e camminato in ogni bosco. La mattina si sta sottozero per cinque mesi di fila, un sacco di macchine si muovono coi vetri ancora ghiacciati e sulle strade si cammina piano; eppure ho studenti che vengono a scuola in moto tutto l’anno, la moto è una delle passioni locali, come lo...

Roma, Largo Spartaco / Paesi e città

Largo Spartaco, e il territorio che si sviluppa attorno, tra il lungo nastro della via Tuscolana e quello della via Appia, tra il Quadraro e Cinecittà, è un nodo di memorie. Lo rivedo in una domenica d’inizio febbraio dall’aria tersa che mette in risalto le geometrie e i volumi degli edifici dell’Ina-Casa, a partire da quello degli architetti Muratori e De Renzi che sovrasta il Largo. Appaiono davvero come gli “altari della gloria popolare”, di cui parla Pierpaolo Pasolini in una poesia del 1975: Vengono Mamma Roma e suo figlio, verso la casa nuova, tra ventagli di case, là dove il sole posa ali arcaiche: che sfondi, faccia pure di questi corpi in moto statue di legno, figure masaccesche deteriorate, con guance bianche bianche, e occhiaie nere opache – occhiaie dei tempi delle primule, delle ciliegie, delle prime invasioni barbariche negli ‘ardenti solicelli italici’. Fra il 1961 e il 1962, subito dopo Accattone, la cui vicenda si sviluppava tra la via Casilina e la Prenestina, al Pigneto, Pasolini ha girato a Largo Spartaco una parte significativa di Mamma Roma. Il sogno di una vita nuova dell’ex-...

Siracusa / Paesi e città

“Siracusa è una città protagonista del suo tempo, in cui innovazione e sviluppo si coniugano con l’amore per la natura e l’arte e quant’altro e in cui grazie a un importante lavoro politico e sinergie imprenditoriali si sono finalmente creati i presupposti per il raggiungimento degli standard europei. L’evoluzione del gusto e la contemporaneità ci impongono scelte ponderate e decisive ricollegabili a un sentire improntato all’extreme problem solving tipico di una società che abbia fatto i conti con l’ineluttabilità delle shopping expedition”. Con queste parole pronunciate durante un vernissage da un grizzly con una fascia tricolore, si conclude l’incubo che tormenterà per molte notti il sindaco di Siracusa dopo l’apertura del centoquattresimo centro commerciale cittadino. “Siracusa è una città protagonista del suo tempo. Cantata dai più illustri poeti, bagnata dall’inclito mare che accompagnò lo sbarco dei primi corinti e i procellosi ingaggi con il fiero ateniese, custodisce la riserva naturale del Plemmirio, già nel World...

Rimini / Paesi e città

Le locandine dei giornali quotidiani, che migliaia di persone leggono passando davanti alle edicole, con il loro accostamento talvolta surreale, descrivono un'identità dipinta con colori alterati, dagli accenti pop piuttosto che realistici. La città fotografata da questa quotidiana descrizione non è quella che conosciamo e che viviamo, ma quella suggerita dalle paure e dalle scabrose curiosità che appartengono al mondo occidentale. I Poemi quotidiani qui di seguito, scaturiscono dal semplice collage dei titoli originali registrati sulle locandine dei giornali locali della città di Rimini – le cosiddette civette – nel periodo tra luglio ed ottobre 2010. Una virtuale descrizione della città dove ho scelto di annacquare la mia arroganza triestina. Sarebbe altrimenti troppo difficile e rischioso descrivere questo luogo unico dopo le interpretazioni di Federico Fellini, Valerio Zurlini, Pier Vittorio Tondelli, Fabrizio De Andrè, Piero Meldini e, soprattutti, Jerry Calà.

Casola Valsenio / Paesi e città

Non succedono molte cose da queste parti, ammesso che mai ne siano successe. Siamo finiti sul Resto del Carlino l’altro ieri, nella pagina delle cronache del comprensorio Faentino, giusto perchè un cacciatore ha sconfinato nell’oasi protetta del Cardello per non farsi scappare un cinghiale ferito. Gli ha dato il colpo di grazia proprio nell’aia del custode del parco. Stava legandogli le zampe aspettando che gli altri della squadra lo raggiungessero, giusto per fare il gradasso, ma sono arrivati prima i Carabinieri e la Forestale: 7 mila euro di multa e tanti saluti al cinghiale. Doveva fare come Don Leo, il parroco di San Rufillo, che ha lottato a mani nude con un lupo per un capriolo, e quando è riuscito a spuntarla, se l’è caricato in spalla e l’ha sepolto con tutti gli onori nel freezer. Non succedono grandi cose, tutto qua. Abbiamo avuto qualche riflettore puntato durante la guerra, giusto perchè eravamo intorno alla roccaforte della Linea Gotica. Più che sotto i riflettori, eravamo al centro dei mirini dei Lancaster quadrimotore della RAF o dei Junkers Ju 188 della Luftwaffe, a seconda di chi in quel...

Sant'Arpino / Paesi e città

Dalla mia finestra vedo la casa del vicino. Quando non la guardo, la percepisco lo stesso, e a volte penso che è stata costruita abbattendo un grande ciliegio, un ciliegio immenso che faceva volare petali fin dentro la mia stanza, ma è una cosa che penso sempre più raramente, il tempo cancella tutto, tranne la nuvola bianca dei fiori di ciliegio, ma è solo questione di tempo. Certi giorni, forse perché guardare la casa del vicino non soddisfa particolarmente il mio bisogno di mondo, a volte esco. Non è facile uscire e andare in giro a piedi nelle strade del paese in cui abito. Ho spesso l’impressione che anche per spostarsi di pochi metri chiunque adoperi l’automobile, e sono costretto ad acuire i sensi difensivi per sopravvivere a queste automobili-pròtesi, motorini-pròtesi, camioncini-pròtesi, e anche alle incongrue biciclette, sulle quali smarriti residui di altri tempi, vecchi, vecchie, cingalesi, albanesi, ucraine, africani, tracotanti e ingenui o poveri, rischiano la vita non rendendosi conto che qui non è tempo di biciclette. Dove vado? Prima, fino a quelli che mi sembrano pochi o infiniti...

Fara Gera d'Adda / Paesi e città

Pur essendo di origine antica (longobarda per la precisione, come suggerisce il nome), fino a poco tempo fa Fara sembra avere vissuto fuori dalla storia. Ora ci è entrata, ma dalla porta sbagliata. In compenso ne sta di nuovo uscendo il fiume, grazie  all'intervento del Parco Adda Nord, che ne protegge le sponde e i suoi boschi restituiti allo stato selvaggio e agli animali. E' l'unica cosa bella che c'è, ma quella è bella davvero. Per il resto del passato, a parte i resti dell'abside della basilica voluta da re Autari nel VI secolo, non è rimasto nulla. I signori che l'hanno dominata non hanno lasciato tracce, se non di sconcertante modestia. Il vecchio nucleo del paese, fatto di piccole cascine e di case a ringhiera dai cortili ampi e luminosi, è stato in buona parte sventrato negli anni '70-80 per far posto a palazzine squallide e cupe quanto pretenziose e a un paio di parcheggi. Le altre sono quasi tutte in abbandono o stipate degli abitanti più anziani e soprattutto dei nuovi faresi di provenienza extracomunitaria, che non possono permettersi i nuovi appartamenti, costruiti a ritmo forsennato anche ora che nessuno compra più. Infatti il numero di quelli rimasti vuoti è...