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sostenibilità

(14 risultati)

Scenari di sviluppo sostenibile / Ovo Sapiens

Just è un’azienda statunitense che ha inventato la frittata senza uovo, ma che sa proprio di frittata, cioè di uovo. Venduta in una bottiglietta di plastica con grafica minimale, si presenta come una pastella da crêpe e se la versi in una padella con un po’ d’olio prende proprio la consistenza e il sapore della frittata. Assaggiarla è stata un’esperienza molto interessante. Verrebbe perfino da dire che è buona, ma è chiaro che nel giudizio incide la consapevolezza che è una replica vegana e quindi l’apprezzamento ha un carattere concessivo: buona benché fatta senza uova. Questa è la lista degli ingredienti: acqua, isolato di proteine di fagiolo mungo verde, olio di canola estratto a freddo, cipolla disidratata (<2%), gomma gellano, estratti di carota naturale (colorante), aromi naturali, estratti naturali di curcuma (colorante), citrato di potassio, sale, lecitina di soia, zucchero, sciroppo di tapioca, pirofosfato tetrasodico, transglutaminasi, nisina (conservante). Lo sviluppo del prodotto ha richiesto anni di sperimentazioni e squadre di tecnologi e chimici esperti in camice bianco finanziati da alcuni fondi di investimento con più di 200 milioni di dollari dal 2011 al 2016...

Cambiare casa, cambiare machina / Sostenibilità e scelte radicali

La nostra prossima automobile sarà elettrica. Un circolo virtuoso tecnologico-commerciale si sta per avviare, e creerà presto condizioni favorevoli alla diffusione di questo tipo di autoveicoli: prezzi accessibili, rete capillare di colonne per la ricarica veloce, ragionevole autonomia delle batterie. Con la nostra auto elettrica potremo andare a prendere i figli nelle scuole del centro con la coscienza tranquilla, finalmente, perché nei tre chilometri tra andata e ritorno non avremo emesso gas serra, né polveri sottili e nel complesso avremo utilizzato meno energia di quanta ne richiede il diesel euro 6.2 temp su cui viaggiamo adesso, perché i motori elettrici sono più efficienti di quelli a combustione interna. “Sì, però…”, ci dice il nostro amico a cena, “l’energia che carica la batteria la devi pure generare da qualche parte e vedrai che lì, all’altro capo della presa di corrente, i gas serra vengono fuori lo stesso”. “Non è detto…”, rispondiamo pronti, “Non c’è alcuna emissione, se all’altro capo ci mettiamo un campo fotovoltaico o eolico o una cascata di acqua fresca che fa girare una turbina!”   Nel 2017 negli stati dell’Unione Europea il 13,9% della domanda di energia...

Moda e consumo / Sai quello che indossi?

Nel 2018 un parka – giacca di origine eschimese ormai multiculturale per il suo uso intensivo – assurge a simbolo del menefreghismo occidentale di stampo colonialista. Il capo firmato Zara, probabilmente confezionato a basso costo in Bangladesh o in Marocco, assurge agli onori delle cronache mondiali perché indossato dalla first Lady americana Melania Trump durante una visita al centro di detenzione per bimbi immigrati. Il punto non è la solita solfa su donne possidenti che indossano capi economici, bensì il messaggio stampato in maiuscolo sulla tela verde militare del parka, cioè la domanda retorica: «I REALLY DON’T CARE, DO U?». Un maiuscolo che perfora i timpani con le futili motivazioni accampate sulla scelta di quel capo, di certo non l’unico disponibile sul mercato. Non ci è dato sapere cosa non importasse davvero a Melania Trump, ma restando al parka in sé – definito da Dana Thomas, giornalista e scrittrice, autrice del libro-inchiesta Fashionopolis. The price of fast fashion and the future of clothes (Penguin 2019) “il capo di abbigliamento più esistenziale mai disegnato, realizzato, venduto e vestito” – si aprono le porte di un mondo dove ogni oggetto del sistema moda è...

La lunga alba dell’era solare / A qualcuno piace caldo

La buona notizia è che non è vero che i combustibili fossili si stanno esaurendo, la cattiva è che non è una fake news, continueremo a riversare tonnellate di veleno nell’aria come non ci fosse un domani. Mentre fra le sabbie arabe e negli altri pozzi che bucherellano la terra si continuava a estrarre l’oro nero alla vecchia maniera, nel 2008 è stata messa a punto una nuova tecnologia chiamata fracking. L’idea è semplice: immaginate di appoggiare uno smisurato martello pneumatico alla crosta terrestre e di accenderlo in modo che, al posto dell’asfalto, frantumi la crosta rocciosa del pianeta sparando “un cocktail di prodotti chimici mescolati a grandi volumi d’acqua ad altissima pressione” riuscendo a raggiungere le sabbie bituminose sottostanti, intrise di petrolio di roccia, tigh oil, e gas naturale. Quando si è visto che il metodo funzionava, il mondo delle multinazionali ha tirato un grosso sospiro di sollievo, già si stavano quasi rassegnando a doversi convertire a metodi di produzione d’energia più puliti e meno remunerativi, visto che ormai era chiaro che mancavano una manciata di anni alla fine delle riserve. Invece no, improvvisamente la nuova tecnologia apre altri...

Laudato sì mi Signore, per sor'aqua / Siccità e secchie di rame

Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta scriveva San Francesco d'Assisi nel XIII secolo. Gabriele D'Annunzio in tempi già sfiorati dalla nostra modernità declamava: Acqua di monte, acqua di fonte, acqua piovana acqua sovrana... acqua che ridi e muggi. tu sei la vita e sempre sempre fuggi. Solo due frammenti poetici ma una sintesi che faccia acqua utile, umile e preziosa e che sempre fuggi... ha in questi giorni qualcosa di rivelatore.   L'acqua – vale a dire dipolo molecolare (una parziale carica elettrica negativa una positiva) indispensabile al mondo cellulare e alle sue reazioni biochimiche – è alla base di pressoché qualunque forma di vita. Una certezza quest'ultima così profonda, un assioma indubitabile che ci fa supporre la possibilità di forme di vita esclusivamente su quei pianeti in cui sia presente acqua. L'origine dell'acqua sulla Terra vedrebbe poi come teoria il bombardamento di comete di ghiaccio ai primordi dell'origine del nostro sistema solare, miliardi di anni fa. Oggi, da distanze molto meno siderali e più urgenti, s'impone alle nostre attenzioni la sua mancanza; giorni in cui il termine siccità...

Una sfida straordinaria per il futuro del pianeta / Sostenibilità

1. Da Marx allo sviluppo sostenibile   “Perché dovrebbe importarmene delle generazioni future? Cosa hanno fatto per me?” Questa famosa frase di Groucho Marx, attore di grande successo della prima metà del secolo scorso, noto per il suo senso dell’umorismo sarcastico, sintetizza in modo assolutamente mirabile il tema della sostenibilità e ci interroga profondamente come persone e come membri della comunità umana. Infatti, abbiamo ormai un’evidenza scientifica consolidata sul fatto che il modello di sviluppo che abbiamo seguito nel corso degli ultimi due secoli, ma soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, sia insostenibile sul piano non solo ambientale, ma anche economico e sociale. Anzi, tutte le analisi ci segnalano che alcuni fenomeni fortemente destabilizzanti (si pensi al cambiamento climatico, alle migrazioni o all’aumento delle disuguaglianze) stanno verificandosi con una velocità superiore a quella prevista solo alcuni anni fa. Ciò vuol dire che il problema che abbiamo di fronte non riguarda solo le generazioni future, ma anche la nostra generazione, il che risolve alla radice l’obiezione di Marx (Groucho).   In effetti, già nel 1972, con il Rapporto I limiti...

3x3 = cheFare

«Per doppiozero è naturale interrogarsi sullo stato della cultura in Italia. Sin dall’inizio della nostra attività abbiamo ospitato molti interventi su questo tema, offrendo prospettive diverse intorno a un dibattito che è diventato sempre più intenso negli ultimi due anni. Siamo convinti che l’uscita dall’attuale crisi non sia solo un problema economico. È anche, e soprattutto, un problema culturale…»   Si apriva con queste parole l’articolo di doppiozero dedicato alla prima edizione del premio cheFare. Era il 24 settembre 2012. In due anni e mezzo, attraverso due edizioni successive, cheFare ha sostenuto progetti di innovazione culturale di forte impatto sociale e la costruzione di una rete di soggetti convinti che la cultura sia uno strumento fondamentale per rispondere alla crisi economica e sociale del nostro paese. Per questo oggi doppiozero è felice di annunciare la terza edizione del premio cheFare.   Diventata una realtà autonoma e indipendente da doppiozero, questa nuova edizione di cheFare si presenta con altre novità, prima tra tutte l’aumento della...

Si fa presto a dire Audience Development

Mai come ora si sente parlare di Audience Development (AD). L’eterogeneità delle voci che lo evocano, la pluralità dei punti di vista adottati e la diversità delle finalità che sottendono il suo utilizzo rappresentano il primo indicatore di una certa sfuggevolezza definitoria. L’AD consiste, infatti, in una categoria piuttosto ampia di approcci e di attività che spesso si fanno rientrare nel raggio d’azione e di competenza del marketing. In realtà, alcune finalità molto ben delineate – come quelle, ad esempio, del coinvolgimento di nuovi pubblici o di pubblici difficili da raggiungere – mobilitano competenze e ambiti che riguardano più direttamente le funzioni didattiche e educative delle organizzazioni culturali.   L’enfasi crescente sul bisogno di rafforzare la sostenibilità (economica e sociale) e l’impatto dell’azione culturale (in termini di sollecitazione di nuove domande, di allungamento del ciclo di vita dei progetti e di coinvolgimento produttivo dei pubblici) autorizza a inserire i concetti dell’AD anche nella grammatica del project management...

Nuove Pratiche fest: un punto di partenza

Le pratiche dell'innovazione culturale sono da agire, sperimentare, verificare e indagare. Il confronto è quindi essenziale, un dialogo aperto con chi viene da esperienze affini o diverse è sempre il modo più efficace di meditare e mettere alla prova intuizioni, obiettivi, tattiche e strategie. La stessa definizione di “innovazione culturale” è tutto fuorché non-problematica. Nel giugno 2012, quando cominciavamo a dare forma a cheFare, parlavamo più che altro di “pratiche culturali di innovazione sociale” o di “innovazione sociale in ambito culturale” perché ci sembrava evidente che il settore culturale avesse bisogno di ripensarsi e reinventarsi per continuare a produrre qualità. Oggi la formula innovazione culturale riassume bene tutti i nodi intorno ai quali continuare a ragionare se si ha cuore la cultura quale veicolo di trasformazione sociale. È stato quindi un segnale molto positivo che tra settembre e ottobre ci siano state tante e numerose occasioni di incontro e dialogo ArtLab, Fatti di Cultura, Nuove Pratiche, Cultura Impresa. Tra questi, l'appuntamento palermitano...

Open development

“Come assicurarsi che gli aiuti allo sviluppo arrivino effettivamente alle persone che ne hanno bisogno e come si misura l’impatto dei progetti delle ong?” si chiede il vice presidente della Banca Mondiale Sanjay Pradhan in una Ted Talk, che a oggi conta più di 400mila visualizzazioni. Dal movimento per l’open source in informatica all’open government nella pubblica amministrazione, fino alla teoria dell’open journalism che ispira il lavoro quotidiano della redazione del Guardian, non esiste ambito in cui non sia stata usata la parola “open” per indicare una maggiore attenzione nei confronti di valori quali trasparenza e partecipazione da parte dei cittadini/utenti.   Da qualche anno anche nella cooperazione internazionale la parola ‘open’ ha trovato la sua declinazione: è l’open development, nome sotto il quale si raccolgono una serie di iniziative e azioni per rendere “i dati disponibili e navigabili gratuitamente, incoraggiando i feedback degli attori coinvolti e la condivisione delle informazioni”. Così si legge nella sezione dedicata agli open data nel sito della Banca...

L’utopia concreta di Lecce

Continua la collaborazione con Il Giornale delle Fondazioni - Giornale dell'Arte. Pubblichiamo oggi un approfondimento su Lecce, città italiana candidata a Capitale Europea della Cultura 2019 con un'intervista a Airan Berg, coordinatore artistico di Lecce 2019 - Città candidata Capitale europea della cultura       Di quale struttura organizzativa intende dotarsi Lecce per la governance della candidatura e del proprio programma? Posso affermare che la prima necessità è stata quella di trovare buoni modelli di governance, affinché il progetto goda di una sua indipendenza e la struttura decisionale non venga influenzata dalla politica. Pertanto nel momento in cui dovessimo ricevere il titolo di Capitale Europea della Cultura, sia il direttore artistico che il direttore di candidatura saranno nominati attraverso una call internazionale e il team decisionale lavorerà secondo un principio di competenze e non di gerarchie, cosa che avviene già oggi.   Una sfida concreta per favorire lo sviluppo locale sarà definire ulteriormente e implementare ampi strumenti di governance basati su una profonda...

La crisi: opportunità sprecata?

Nella sua ultima produzione editoriale Fabio Donato, l’economista scelto a rappresentare l’Italia nel Comitato di programma di Horizon 2020 per la Societal Challenge, osserva, fuori dalla retorica, come nell’ambito della gestione del patrimonio culturale italiano stiamo confermando l’incapacità di visione strategica e reazione efficace allo stato di immobilismo nel quale versiamo.   L’autore ripercorre con un’inedita e approfondita analisi della genesi dei fenomeni economici-finanziari, la crisi del sistema culturale, evidenziandone il peso strutturale. Una crisi che per il suo carattere non può reggere politiche del «fiato sospeso» e gli interventi frammentari all’insegna del «Ha da passà 'a nuttata» che finora abbiamo visto. Una crisi che necessita di una modifica decisa degli assetti istituzionali che portano con sé profili economici, sociali e anche culturali e rende inutile incidere limitatamente sugli effetti, con un incremento o decremento della spesa, senza riformarne le cause, come avvenuto nella spending review. Dal 2009 i finanziamenti pubblici si sono ridotti di...

Un matrimonio strepitoso

Se alla domanda - Come va con la tua compagna (o il tuo compagno)? rispondete  - È sostenibile! ... è probabile che non abbiate una grande considerazione del vostro rapporto sentimentale. Ammettetelo: la sostenibilità è noiosa. Michael Buckart   Sono d’accordo con Mr. Buckart. Dovremmo approfondire e implementare le nostre argomentazioni sulle performance del sistema. Finché continueremo ad accanirci sul sostenibile come leva virtuosa del cambiamento ci sono poche speranze di attivare, in un pubblico sempre più assuefatto (e scafato) dalla retorica green, eco e bio, un processo di trasformazione convincente, differenziato e, soprattutto, credibile. Volendo esagerare, pure avvincente. In sostanza, buona parte del suo successo potrebbe dipendere dal modo di pensarne e raccontarne. E questo modo potrebbe anche fare a meno di menzionare del tutto una parola usurata e incline allo standard, concentrandosi sulla narrazione di una storia, di un fatto, di una prassi che funziona in modo strepitoso. Di una strepitosa strategia di sopravvivenza vs una strategia che “tiene botta”.   Il contributo in...

Basilicata coast to coast

Era il 28 giugno del 2011 quando al cinema vidi il film Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo. Non avevo mai partecipato a cammini, ma ho sempre amato camminare, in città e in campagna, sul lungomare e in montagna, e proprio in quel periodo avevo deciso di organizzare il Cammino di Marcella, 1600 chilometri a piedi per conoscere e far conoscere esperienze di disabilità ben vissuta.     Era con me Riccardo Carnovalini, fotografo e grande esperto di cammini, presidente dell’Associazione CamminAmare, e ci domandammo incuriositi: perché non studiare un percorso pedonale attraverso la Lucania? Perciò abbiamo deciso di organizzare con alcuni amici, Benedetta Erbice, comunicatrice ambientale, Andrea Zuin, musicista e musicologo, Claudio Jaccarino, pittore e Gianluca Bonazzi, raccoglitore di storie, il CamminAmare Basilicata, che seguirà il più fedelmente possibile il viaggio compiuto dagli attori nel film per spostarsi da Maratea a Scanzano, ma avrà un prologo lungo la costa tirrenica, da Sapri a Praia a Mare, e un epilogo lungo la costa ionica, da Marina di Ginosa a Marina di Nova Siri.  ...