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Tokyo

(13 risultati)

Elezioni post Brexit / Gran Bretagna: riprendere il controllo

Capire le ragioni per cui Theresa May ha deciso di indire le elezioni con tre anni di anticipo, non è semplice. Per quanto possa essere un primo ministro illuminato, lascia piuttosto perplessi che una decisione importante come questa non sia giunta dopo intense sedute parlamentari o riunioni nel suo partito, ma mentre camminava con il marito sulle montagne del Galles. Così almeno hanno raccontato i giornali e che sia vero o meno ha poca importanza: l’immagine che viene proiettata da televisioni e giornali (con tanto di fotografia in tenuta sportiva e bastoncini da camminata nordica), ci aiuta a comprendere quale tipo di elezioni saranno quelle di giugno e cosa sia in gioco nella Gran Bretagna del dopo Brexit.    Con l’immagine sportiva e familiare si è voluto sottolineare l’ambizione di “riprendere il controllo”, con un’allusione al tipo di guida del paese che esercitavano primi ministri come Churchill, che anche in momenti drammatici si dilettava di pittura. La figura del prestigioso primo ministro che tiene le redini di fronte alle difficoltà della guerra è la vera, insopprimibile nostalgia che ha dominato il voto (che infatti è stato prevalente tra gli anziani e in...

Lévi-Strauss e il Giappone

Nel 1993, Claude Lévi-Strauss rilasciava un’intervista a Junzo Kawada per la televisione nazionale giapponese (NHK). La prima parte, relativa principalmente all’antropologia americanista, era seguita da considerazioni sul Giappone. Viene qui trascritta la seconda parte, di cui è stato mantenuto il tono di conversazione a ruota libera, senza cancellare le ripetizioni né i tratti di oralità che caratterizzano questo tipo di incontri.         C. LÉVI-STRAUSS: Mio padre, come tutti gli artisti della sua generazione, amava le stampe giapponesi e me ne ha fatto dono... La prima l’ho ricevuta all’età di sei anni, e ne sono rimasto immediatamente affascinato. Per tutta la mia infanzia, i voti buoni che prendevo a scuola venivano ricompensati con il dono di una stampa che mio padre tirava fuori dai suoi scatoloni.     J. KAWADA: Quali sono le sue preferite? Le pitture ukiyoe?   Ammiro in particolare le pitture del periodo arcaico, infine quelle dell’epoca Kambun. Oppure, un po’ più tardi, Kaigetsudù, Moronobu e qualche altro, ma in fondo queste sono cose che si vedono solo nei...

Metropoli

Le metropoli hanno cominciato a svilupparsi in Occidente in conseguenza di quell’assetto organizzativo che il sistema capitalistico si è dato a seguito dello sviluppo nell’Ottocento della seconda rivoluzione industriale. E nel Novecento hanno continuato il loro processo di sviluppo, estendendo progressivamente la loro espansione alle altre zone del Pianeta. Infatti, se nell’anno 1900 le città con oltre un milione di abitanti erano 11, oggi sono più di 400.   La crescente “metropolizzazione” della società ha innanzitutto comportato per gli individui un’esperienza di disorientamento. Già nell’Ottocento, infatti, si è presentato un aumento della mobilità geografica e sociale delle persone, in quanto larghi strati di popolazione rurale si sono recati per la prima volta a vivere nelle nascenti grandi città. Le quali si sono gonfiate così enormemente, creando in misura crescente un mondo di estranei. Un mondo inoltre dove i modelli di comportamento e di vita dei soggetti non erano più correlati ai ritmi umani e naturali dell’esistenza comunitaria, ma dovevano...

Foto giapponesi

Dopo esser uscito, per la prima volta, nel 2011, in Francia, è ora finalmente stato pubblicato in Giappone, da Nanarokusha, il mitico Diario di un’indagine (1958) di uno dei più grandi, e misconosciuti, fotografi nipponici del dopoguerra: Yūkichi Watabe (1924-1993).   Yūkichi Watabe, A Criminal Investigation, 1958   Il 13 gennaio del 1958, a Mito, vicino al lago di Sembako, nella parte nord-orientale di Tokyo, furono rinvenuti un naso, due dita e un pene. Il giorno successivo, lì vicino, fu scoperto il cadavere sfigurato di un uomo, parzialmente bruciato dall’acido. Dall’impronta del pollice fu identificato come Tadashi Sato. La polizia locale iniziò le indagini, ma due investigatori furono inviati da Tokyo per tentare di risolvere il difficile caso. Watabe, che allora faceva il fotogiornalista freelance, ottenne, in via eccezionale, di poter seguire il loro lavoro, sia nei locali della polizia che nei più malfamati distretti della capitale (bar e bettole, sottoponti, scali merci, edifici abbandonati). Gli investigatori scoprirono che Sato era stato contattato da un certo Nishida che lo aveva attirato a Mito, con...

Sognando l’atomo

Sono passati settant'anni. L’atomica non finisce mai di incombere su di noi. Per questo ricordare la prima volta in cui è stata usata su obiettivi civili, a Hiroshima, e poi la seconda, a Nagasaki, non è un dovere di memoria e di pietà puro e semplice ancorché necessario: è una meditazione obbligatoria sul presente e su un sempre possibile futuro prossimo, sull’infinita capacità di male delle società e dei singoli.   Doppiozero ricorda le due tragedie con le riflessioni di Yosuke Taki oggi e di Giuseppe Previtali domani.     A Nuclear Story   In questi giorni ho avuto modo di collaborare alla traduzione di un film su Fukushima (Fukushima: A Nuclear Story) di e con Pio D’Emilia, il noto giornalista italiano che vive in Giappone da più di trent’anni. È un film bellissimo che avrebbe dovuto fare un giapponese, ma soprattutto è stata un’occasione per rendermi conto di quanto un’intera generazione di giapponesi, dopo gli anni Cinquanta, sia stata allevata sotto un’ingannevole pioggia di messaggi subliminali, nemmeno tanto celati, per indurci a...

Un’altra repubblica. Palcoscenici con i disabili

Una danzatrice di fama internazionale danza assieme ai disabili   Natsu Nakajima è un’esponente importante della seconda generazione del mondo del Butoh, una dei diretti discepoli di Tatsumi Hijikata e di Kazuo Ono, i leggendari fondatori di questa disciplina d’avanguardia giapponese. Trasferitasi a New York prima di compiere 40 anni, per oltre dieci anni si è esibita attivamente sui palcoscenici di tutto il mondo. Ma nonostante i molti successi e riconoscimenti, dopo anni di attività artistiche dove la perfezione richiesta era unicamente sul piano estetico, si sentì svuotata e circa vent’anni fa ha fatto rientro in patria. Da allora, accanto alle sue ricerche coreografiche, ha cominciato a insegnare danza a persone portatrici di handicap.     Perché una danzatrice riconosciuta nel mondo si mette a lavorare con i disabili? In realtà scopriamo in questa sua scelta una sorprendente coerenza di ricerca corporea.   Una scena della lezione del Corso per la Mente e per il Corpo di Yotsuya. Nakajima sta dando indicazioni per la ginnastica delle dita. Tutto viene accompagnato da ritmiche parole...

Viaggio a Tōkyō | I pesci sono ovunque

Tokyo è una città di mare, ma non sembra. Stando nel centro della città non lo si percepisce mai. Il vento non porta odor di salmastro. Il porto è talmente grande e affollato di capannoni ed edifici commerciali che a mala pena si vede, in lontananza, il mare. Però i pesci sono ovunque.     A Venezia c’è un piccolo negozio di cose giapponesi, accanto alla Casa di Goldoni, che per anni ha esposto in vetrina due grosse carpe di ottone che si intersecavano sinuose come se nuotassero nell’acqua. Erano molto belle, ma carissime. Le ho lasciate sempre, a malincuore, lì finchè qualcuno non se l’è comprate e al loro posto è comparso un colorato ventaglio. Mi sono consolato andando a vedere le due panciute carpe nella vasca-fontana di pietra all’ingresso del Museo di Ca’Rezzonico. Nuotano e si scontrano in continuazione in un piccolissimo spazio. Ce n’era anche una terza ma l’acqua alta, che un giorno è arrivata fin lì, l’ha uccisa. Le due sopravvisute sono evidentemente così forti che nulla può ammazzarle, nemmeno i bambini che,...

Vita in Giappone | Tōkyō e il Nulla

Appena arrivato a Tokyo mi sono innamorato subito dei Ginko Biloba. Ho visto ogni giorno questi meravigliosi alberi con le foglie a ventaglio cambiare sfumatura di giallo, allontanandosi sempre più dal verde della loro giovinezza primaverile. I giapponesi li fotografano come fossero opere d'arte. Il Ginko (Ginkgo) è un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa: una sorta di fossile vivente, unica specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae. Una pianta fortissima: sei esemplari di Ginko, ancora esistenti, sono sopravvissuti alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica caduta sulla città di Hiroshima. La pianta è originaria della Cina, e il suo nome significa “albicocca d'argento” (dalla forme dei suoi semi femminili). Il nome della specie (biloba) deriva invece dal latino bis e lobus con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie, a forma di ventaglio. Quel bellissimo e fragile “ventaglio” è il simbolo della città di Tokyo.     Dieci anni fa, a Chicago, raccolsi (e conservo ancora tra le pagine di un libro) delle foglioline gialle, di Ginko,...

Giappone. Il paese senza satira

1. Un paese senza satira   In Italia abbiamo sempre avuto grandi comici che fanno satira politica. Senza scomodare mostri sacri come Dario Fo, in questi ultimi vent’anni abbiamo avuto Paolo Rossi, i Guzzanti, Antonio Albanese, Daniele Luttazzi, e ultimamente abbiamo un grande Maurizio Crozza che troneggia su più canali, facendoci sentire sotto la risata esattamente la voce che una gran parte del popolo vorrebbe sentire.   Non sono in grado di illustrare una storia precisa di questa tradizione italica, ma dobbiamo ammettere che pur perdendo le sue maschere dopo Goldoni, il sangue della Commedia dell’Arte continua a scorrere nelle vene degli italiani. Un amico regista mi ha recentemente confidato: “Qui è facile. Io tengo numerosi seminari di Commedia dell’Arte e ogni volta che illustro la maschera di Pantalone, spiegando che è ricco e che gli piacciono le giovani donne… già scoppiano a ridere prima ancora di fare alcuna allusione”. E se non ci fosse la satira? Se essa ci mancasse, così come è già successo in Giappone? Un paese senza satira: come sarebbe la vita? In Giappone la...

Beckett in Giappone

Una delle cose che distingue il mio paese d’origine è l’assenza dell’attesa. È molto raro attendere qualcuno o qualcosa. Ogni cosa arriva in orario se non prima. Ovviamente, anche noi siamo invitati a essere sempre puntuali. Soprattutto in ambito professionale, far aspettare i clienti o gli utenti viene percepito come un’enorme negligenza e il primo obiettivo di ogni lavoratore sembra quello di eliminare l’attesa, ancor prima della qualità del servizio.   Omatase shimashita   Nei negozi e negli uffici pubblici in Giappone è difficile che aspetti. E quando arrivi alla cassa o allo sportello, anche se non hai aspettato più di cinque secondi, ti dicono Omatase shimashita (Scusi per l’attesa). È una frase fatta che ormai tutti dicono senza pensarci, quasi al posto di “Buongiorno”.   La differenza con l’Italia si verifica maggiormente negli uffici pubblici. Mi è capitato l’anno scorso di andare in alcuni uffici comunali in Giappone per una serie di pratiche burocratiche e con mia grande sorpresa (ormai sono abituato agli uffici comunali di Roma) ho...

Hiroshima: per non dimenticare

Shinichi Tetsutani aveva tre anni e stava giocando nel giardino di casa con il suo triciclo quando apparve la pika, luce di morte. Nella teca del Memoriale a Hiroshima il suo triciclo, assieme a un elmetto, sembra un'opera d'arte.     Lo splendido diario di Machihiko Hachiya – tradotto, sulla base del testo ufficiale inglese di Neal Tsukifuij del 1955, da Francesco Saba Sardi - si comprende fino in fondo solo dopo avere visitato il Memoriale. Dove sta il piccolo triciclo devastato di Shinichi, in una teca, insieme a tante altre memorie. Quel triciclo non è opera d'arte, è opera umana, ma non appartiene a un autore. Sembra esserlo, come la pika. Chi l'ha veduta la descrive come un bagliore:   All'improvviso fui abbagliato da un lampo di luce, seguito immediatamente da un altro. A volte, di un evento, si ricordano i più minuti particolari: rammento perfettamente che una lanterna di pietra nel giardino si illuminò di una luce vivida, e io mi chiesi se fosse prodotta da una vampa di magnesio, o non piuttosto dalle scintille di un tram di passaggio. (Hachiya, p.13)   Descrizione di un momento,...

Avellino / Paesi e città

Dire Avellino non è dire il nome di una città, ma quello di un posto, di una variante di luogo. Il nome Avellino non evoca nessun mondo, nessuna dimensione psichica, come accade per le vere città che hanno delle vere caratteristiche. Proprio questo però è il suo aspetto interessante, essere una città neutra, una città incolore e trasparente. Ad Avellino individuo almeno tre caratteri mediocri, che però lo sono a un tal grado da divenire sublimi e metafisici, da farne un paradigma dell’ordinarietà: il grigiore, gli slarghi e i politici. Ha poi un aspetto che costituisce in qualche modo un varco, uno sfiatatoio visivo e spirituale: le montagne in fondo alle strade. Il grigiore è dovuto non tanto all’uso di una particolare pietra – ché questa una volta era il tufo e ora, naturalmente, il laterizio forato – ma al fatto che gli intonaci non si rinnovano, e diventano tutti del tipico colore civico sbaffato e sbavato dallo scolo dell’acqua piovana, qui abbondantissima. Ne risulta il tipico effetto per cui il celestino, il rosaceo o il giallastro si risolvono tutti nel grigio. La...

Live update from Tokyo

In Giappone, alla tragedia del terremoto e dello tsunami si somma in queste ore l'angoscia per una possibile catastrofe nucleare nella centrale di Fukushima Dai-ichi, dove da giorni i tecnici cercano di evitare la fusione del nocciolo di uno dei reattori, apparentemente senza successo. Alcune persone stanno posizionando contatori Geiger (ovvero rilevatori di radioattività) i cui dati vengono pubblicati in diretta tramite webcam.   Live TV by Ustream Se non vedi il video collegati direttamente a UStream.