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Aristotele

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Il diritto alla conoscenza

Pubblichiamo una sintesi dell'intervento di Stefano Rodotà in corso a Venezia alla Fondazione Cini, al seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri   In un bellissimo saggio dal titolo Fame di sapere, che poi nel testo diventa fame di conoscenza, Francesco Remotti ci conduce alle radici dell’umanità e alle origini della nostra cultura, quella delle parole iniziali della Metafisica di Aristotele: “Tutti gli uomini, per natura, desiderano sapere”. Fame indica un bisogno primario che, se non viene soddisfatto, porta la persona a morire. E dunque si può morite per mancanza di cibo, ma pure di sapere, in una unione tra corpo e mente.   A che cosa, però, ci riferiamo oggi parlando di conoscenza, poiché l’intera nostra società viene definita, appunto, della conoscenza? Viviamo in uno spazio sociale dilatato, senza precedenti nella storia dell’umanità, creato da Internet, identificato con la Rete, dove si mescolano soggetti e fenomeni diversi, dove i ruoli possono cambiare vorticosamente e gli interessi trovarsi in conflitto. Questo spazio è riempito d’una...

Aristotele e i social network

«Che senso ha studiare filosofia se serve solo a metterci in grado di parlare con qualche plausibilità di astruse questioni di logica, ecc., ma non migliora il nostro modo di ragionare sulle questioni importanti della vita quotidiana, se non ci rende più coscienziosi di un qualunque... giornalista nell’uso delle pericolose frasi fatte che costoro adoperano per i loro fini personali». Ludwig Wittgenstein, lettera a Norman Malcolm, 16 novembre 1944 (in Lettere 1911-1951, pp. 321-322, Adelphi 2012)     Quale teoria etica è più adatta ad affrontare le questioni morali che ci pongono i social network? Non sembrano molti i filosofi contemporanei disposti a tentare una risposta. Da tempo sociologia e psicologia studiano le correlazioni tra attività online e questioni tipiche di queste discipline come capitale sociale, impegno civico, autostima, realizzazione personale. La filosofia morale invece fatica a star dietro alle innovazioni, soprattutto in campo tecnologico. Un problema che dovrebbe riguardare soprattutto il fiorente ambito dell'etica applicata. «Ma forse chi si occupa di morale trova banale...

Schopenhauer a digiuno

Esattamente duecento anni fa Arthur Schopenhauer scrisse e pubblicò Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente. Un piccolo testo, ma anche le basi essenziali del pensiero che avrebbe definitivamente preso forma ne Il mondo come volontà di rappresentazione e che avrebbe modificato per sempre il modo con cui guardare alla filosofia.   Una filosofia in qualche modo rivoluzionaria quella di Schopenhauer, perché segnava l'irruzione di un nuovo "attore" nell'eterno confronto tra la realtà sensibile e la conoscenza: vale a dire la volontà. Volontà intesa come energia, come forza cieca che muove tutta la natura e noi stessi, impulso presente in ogni cosa e che attraversa l'esistenza, altro e ben diverso dal logos della tradizione greca e occidentale, con la realtà materiale o quella ideale pensata dall'uomo che si specchiano comunque in razionali possibilità di conoscenza.   Da Schopenhauer in poi, le apollinee costruzioni che da Platone e Aristotele attraversano tutto il pensiero occidentale e la sua ambizione di conoscenza, scontano l'irruzione della dimensione...

I bambini, che amore

Come insegna Aristotele, la giustizia non è equa: “L’equo è sì giusto, ma non è il giusto secondo la legge, bensì un correttivo del giusto legale. Il motivo è che la legge è sempre una norma universale, mentre di alcuni casi singoli non è possibile trattare correttamente in universale” (Etica nicomachea, a cura di Claudio Mazzarelli, Rusconi, Milano 1993, libro V, 10). Che poi Aristotele non aveva assistito alla diatriba natura/cultura, dopo la quale tutta una serie di norme di convivenza civile diventano ancor più complicate da scrivere e far rispettare.   Prendiamo la pedofilia, condita da tanti casi di cronaca più o meno interessanti e aneddotici e simbolici ed eloquenti (Tiberio Timperi che racconta di quel padre separato a cui tolgono il diritto di vedere il figlio perché “lo tocca” [!] quando gli fa il bidet; l’articolo di Antonio Armano sull’ultimo numero di Saturno e il caso del video amatoriale Forza Chiara; la docente che si fidanza con l’ex alunno diciassettenne e viene licenziata, salvo poi convolare a giuste nozze con lo stesso...

Il Tramonto della Scuola.Togliamo il disturbo, di Paola Mastrocola

Riprendo il filo del ragionamento suscitato dalla lettura del saggio di Paola Mastrocola, Togliamo il disturbo, nel quale la crisi dell’istruzione superiore viene fatta risalire alla cultura libertaria del Sessantotto che avrebbe cancellato il senso del dovere, della fatica e del merito. Penso al contrario che quel periodo abbia costituito un argine importante contro pratiche didattiche autoritarie, antistoriche e deteriori, i cui echi non sono peraltro del tutto scomparsi. Credo che le radici del problema siano altre, e se proprio dobbiamo assegnar loro un’epoca allora sono gli anni ottanta. Quando la cultura della borghesia tradizionale ha visto erodere i propri valori ‘grigi’ in favore di una logica economicista e edonista a cui si è ben presto abbandonata.   Fino a qualche decennio fa la cultura espressa dal liceo classico e scientifico era la cultura ‘alta’ delle credenziali e del codice di riconoscimento delle classi dirigenti; poi le élite hanno cominciato a identificarsi in altri valori che non prevedono più il sapere tradizionale: di fronte all’emergere di nuove ricchezze nell’Italia del boom...

Lamezia Terme, 20 novembre 2011

  Torno a Lamezia. Finalmente abbiamo le date ufficiali del debutto di Donne al Parlamento: 20 e 21 novembre, ore 21, al Teatro Comunale Politeama, gestito per il Comune da Piero e Pierpaolo Bonaccurso del Teatrop.   I corsari hanno lavorato benissimo. Ricordate che vi dicevo dei problemi creati dalla innaturale (per la non-scuola) pausa estiva? Bene, sono andati dappertutto, non solo sono ritornati nelle scuole, ma anche nelle strade, nelle piazze. Nei pub, dove gli adolescenti si danno raduno, e hanno trovato nuove adesioni ed entusiasmo. Come crediamo si faccia il lavoro con i giovani? Si fa così. Impiegando tempo e passione. Le locandine, certo, i manifesti, i dépliant, la conferenza stampa, ma prima di tutto il guardarsi in faccia. Il prenderli sul serio, uno a uno. E forse i giovani stessi possono farlo meglio di tutti, per questo è importante non essere “avari”, ma coinvolgere ragazzi attenti e svegli e appassionati nei progetti culturali, se vogliamo che siano una miccia capace di accendere i loro coetanei.     Le prove procedono. Io oggi seguo solo Praxagora e le altre con Emanuele e Tonino, mentre...

Film

27 Ottobre 2011 Almeno 15000 persone, giunte a Coriano (Rimini) fin dall’alba, hanno voluto salutare per l’ultima volta il giovane campione, Marco Simoncelli, morto in un incidente durante il Gran Premio di Malesia.     Piano sequenza Osservazioni sul piano sequenza è un breve scritto di Pasolini sul cinema del 1967. Pasolini ne parla da filosofo, con estremo pudore, non solo per la sua incompetenza disciplinare, ma soprattutto perché i tempi erano più inclini ad altri approcci, di tipo linguistico e semiologico, e disdegnavano invece la filosofia, che puzzava un po’ di accademia e di reazione. Pasolini invece azzarda un parallelo tra il cinema e la vita e tra il film, che del cinema in senso lato è la concreta manifestazione, e la morte. “La morte – scrive – compie un fulmineo montaggio della nostra vita”. Il cinema, infatti, non smettiamo mai di farlo: lo facciamo semplicemente vivendo alla prima persona dell’indicativo presente – e in che altro tempo e modo del verbo potremmo d’altronde vivere? Che cosa è lo scorrere della nostra vita se non un interminabile...

Finanza

15 Ottobre 2011   La grande manifestazione romana degli “indignati” è stata turbata da gravi incidenti provocati da gruppi estremisti definiti dai media Black Bloc.         Figli bastardi   Da Aristotele a Keynes, passando per la scolastica medievale e Marx, la filosofia classica ha diffidato sistematicamente di ciò che costituisce il fondamento di quella che si chiama economia finanziaria. La questione sollevata ricorda da vicino certi accalorati dibattiti contemporanei sulla liceità o meno delle nuove famiglie non naturali. E la filosofia non sposa certo in questo caso tesi progressiste. Tutt’altro. Come ha benissimo ricordato Massimo Amato, nelle sue splendide ricerche sulla storia della moneta e sulla origine del nostro attuale disastro economico, la questione che la filosofia non cessa di porre, ad esempio a proposito del prestito ad interesse, è quella della legittimità del figlio che la moneta, diventando merce scambiabile sul mercato, diviene. Il denaro genera denaro – Marx diceva “autovalorizzazione” pressoché automatica del capitale...

Intervista di Matteo Bellizzi a Gianni Celati

MB Proprio con Verso la foce è iniziata l’esplorazione nel paesaggio, ricordi l’origine di quel richiamo verso l’apertura del mondo esterno?   GC Ho sempre avuto questo sentimento di aver sbagliato strada, ma nel corso di questi sbagli quando sono arrivato a questo libro mi è sembrato fosse quello meno sbagliato di tutti. Mi affidavo a qualcosa che era tutto fuori, era un lavoro per credere al mondo e credere anche alla mia mancanza quindi anche in questi deserti che sono le nostre campagne. Non sopportavo più l’idea corrente di finzione «Il romanzo è una finzione personaggi che non esistono nella cosiddetta realtà etc.» ma io non sopporto due cose: prima il fatto che si dia per scontato che c’è una finzione ma che dietro a quello ci sarebbe la realtà e allora la finzione è come una finestra aperta sul mondo. Quest’idea truffaldina di pretendere che esista davvero una realtà. Quando si dice realtà si dice esattamente il contrario di quello che dicevo io con la nozione di mondo. La realtà è così astratta che non sappiamo neanche a...