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Svetonio

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Cassio Parmense

Cassio Parmense, chi era costui? La domanda è più che legittima, dato che, tra gli autori della letteratura romana antica, il nome appena fatto non è certo dei più noti. Anzi, egli è per l'appunto un carneade, un perfetto sconosciuto.   Eppure, eppure, qualcuno, frugando tra i suoi ricordi liceali, forse vedrà pian piano riemergere questa figura dai contorni evanescenti. È infatti citata da Orazio, nella lettera quarta del primo libro, quella a Tibullo, una delle più belle e delle più celebri. Orazio scrive a Tibullo: che fai, Tibullo? Dove ti sei mai nascosto? In campagna, a scrivere? Vuoi creare un’opera che superi quelle di Cassio Parmense (scribere quod Cassi Parmensi opuscola vincat)?   Naturalmente gli eruditi, antichi e moderni, si sono scervellati sull’esatto significato da attribuire a questo termine: opuscula. Che saranno state, di preciso, queste “operette” o “opericciuole” o “operine”? Elegie, come quelle che scriveva Tibullo? O epigrammi? O tragedie? O, comunque, opere teatrali? È un tipico quesito da eruditi. Lasciamoglielo tutto,...

Il consigliere

Con Il royal baby (Rizzoli 2015) Giuliano Ferrara lancia un'opa, per nulla ostile, sul governo Renzi, o meglio, benché sia una cosa sola, sul giovane premier. A far da coerente termine medio Berlusconi, a cui per vanto e non per scorno viene avvicinato Renzi: «Ha il fuoco nella pancia, il nuovo nato, come l'altro, il babbo, brucia di megalomane ambizione. Ma è anche lui mite, alla fine, e ridanciano e innamorato del suo ostentarsi piacente al populazzo (Ludovico Ariosto)». Non che, quanto a megalomane ambizione, Ferrara sia da meno, quando intitolando capitoli e sottocapitoli Io e Renzi, Craxi. Il Cav. Renzi. E io, si mette ben in evidenza nella foto di famiglia. È proprio la psicologia del consigliere di cui vorremmo fare un po' di filogenesi.   Matteo Renzi e Silvio Berlusconi   Per tracciare il profilo, anche storico, di tal figura, il primo nome che verrebbe alla mente è quello dell’Ulisse dell’Iliade allorché comincia col suggerire le modalità con cui Elena potrà scegliere tra i suoi molti pretendenti (Biblioteca Di Apollodoro) e termina ovviamente in gloria con l’...

Il tradimento e la congiura

Specie nei periodi più turbolenti della società capitolina quali il passaggio tra monarchia e repubblica, nel travaglio delle guerre civili o durante i più bui anni dell’impero, pullulano per la verità figure di traditori interne al mondo romano e tratteggiate dai propri storici. Il giudizio degli scrittori si fa allora sferzante perché costoro sono degeneri rispetto all’essenza stessa del genus nazionale o, potremmo dire, ne mettono a nudo la notevole quota di costruzione ideologica. La loro colpa più grave è di attentare all’integrità dello stato gettando i semi della discordia civile, per futili o viziosi moventi personali, siano essi l’orgoglio (Coriolano secondo Plutarco) o un’annosa dissolutezza (il Catilina di Sallustio e di Cicerone). Tacito, dalla sua particolare prospettiva di classe, colpisce soprattutto gli imperatori che vogliono conservare il comando, il loro corrotto entourage, i sottoposti avidi di riconoscimenti, sempre pronti ad oscure e sediziose trame per sbarazzarsi dei superiori e dei rivali, degli amici, e dei familiari per appropriarsi del potere con la congiura....