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Yuval Noah Harari

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La tristissima riscoperta dell’importanza di statistiche fatte bene / Covid: una caporetto statistica

Premessa: tutti abbiamo sottovalutato il coronavirus   Nel fortunato Homo Deus. Breve storia del futuro, prosieguo di Homo Sapiens. Da animali a dei, Yuval Noah Harari aveva peccato di ottimismo, scrivendo: le epidemie costituiscono oggi una minaccia assai meno seria per la salute umana di quanto lo siano state nei millenni precedenti.  In difesa di Harari va detto che anche nella peggiore delle ipotesi l’epidemia del coronavirus non provocherà il numero di morti prodotti dai flagelli del passato, lontani e vicini nel tempo. La peste nera del 1300 causò, secondo Harari, un numero di morti stimato tra i 75 e i 200 milioni (altri studiosi forniscono stime più basse). Il vaiolo e le altre malattie portate dagli europei nel Nuovo Mondo causarono solo in Messico la scomparsa di 20 milioni di persone. La prima ondata dell’influenza spagnola sterminò tra i 50 e i 100 milioni di persone nel 1918. Dalla sua apparizione, nei primi anni Ottanta del Novecento, l’AIDS ha causato la morte di più di 30 milioni di uomini e donne. Nel 2014 il virus Ebola ha determinato 11.000 vittime. Il coronavirus ha già superato per numero di morti le conseguenze di Ebola, ma resteremo lontani dalle...

Pensiero divergente / Svezia e Corea: due modelli

Cosa può insegnarci il modello Svedese? di Simone D'Alessandro   La spinta gentile contro la cultura dell’autoreclusione sorvegliata   Quando è scoppiata l’emergenza Covid-19 in occidente, le nazioni Europee hanno preso strade differenti, condizionate dai propri riferimenti etici, valoriali e culturali: paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia – successivamente Francia, Danimarca, Norvegia e Finlandia – hanno deciso di fare il cosiddetto lockdown, consistente nel chiudere gran parte delle attività economiche e isolare i focolai, invitando la popolazione a restare a casa, optando per un approccio morale deontologico universalista. Si è deciso di seguire la massima universale: tratta le altre persone come fini in sé e mai come mezzi per un fine, perché ogni vita è unica e merita di essere salvata. Nel fare questo le nazioni sono state evidentemente influenzate dal dettato costituzionale, derivato dal retaggio culturale cristiano e dalla teoria morale deontologica kantiana, consistente nella volontà di prendersi cura di tutti, prescindendo da età e condizioni di salute pregresse.     Al contrario il Regno Unito ha, inizialmente, optato per un modello basato...

II / Cinque domande sullo scenario futuro

Con queste cinque domande ci prefiggiamo di individuare i nodi che la crisi sanitaria del Covid-19 con le sue conseguenze ha provocato a livello mondiale, con l’idea che, come disse anni fa un economista americano, la crisi, per quanto terribile, è un’occasione da non perdere.   Francesca Rigotti, filosofa   1. Quali saranno a tuo parere i principali cambiamenti che la pandemia del coronavirus ha prodotto? Provando a differenziare tra aspetti sociali, economici e culturali.   La pandemia ha prodotto ovunque un immenso ricorso agli strumenti hightech, oltre che biotech. Ora, si sarebbe immaginato anche soltanto negli anni '90 di chiudere in casa tanta gente (non tutta: la società è stata spaccata in due: chi doveva/poteva lavorare e comandare e chi no, mentre i bambini sono stati privati di diritti essenziali)? Ci sarebbero state queste chiusure se non ci fosse stata Internet? Se non si fosse pensato: “Faranno il telelavoro, giocheranno e forse seguiranno le lezioni con smartphone e tablet, passeranno la giornata dietro alle notizie o visitando siti online di musei, ascoltando musica, scambiandosi notizie sul nulla”? Penso di no. L'esistenza di Internet ha...

Homo Deus: breve storia del futuro / Yuval Noah Harari. Evoluzione o estinzione del sapiens?

«Siamo passati dalle canoe alle galee, dai battelli a vapore alle navette spaziali, ma nessuno sa dove stiamo andando. Siamo più potenti di quanto siamo mai stati, ma non sappiamo che cosa fare con tutto questo potere. Peggio di tutto, gli umani sembrano più irresponsabili che mai. Siamo dèi che si sono fatti da sé, a tenerci compagnia abbiamo solo le leggi della fisica, e non dobbiamo rendere conto a nessuno … Può esserci qualcosa di più pericoloso di una massa di dèi insoddisfatti e irresponsabili che non sanno neppure ciò che vogliono?»    Con questa domanda termina il saggio dello storico israeliano Yuval Noah Harari, Sapiens. Da animali a dèi, pubblicato in Israele nel 2011, tradotto in trenta lingue, uscito in italiano per i tipi di Bompiani nel 2014 e in edizione riveduta nel 2017, che ha venduto nel mondo più di cinque milioni di copie. Harari – nato a Haifa nel 1976, Ph.D. ad Oxford, esperto di storia medievale e militare, attualmente insegna world history all'Università ebraica di Gerusalemme – vi racconta il cammino della nostra specie a partire da settantamila anni fa, epoca in cui sembra si sia verificata la rivoluzione cognitiva che ha trasformato l'uomo,...