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Il racconto di un universo. Nino Migliori allo Spazio Forma

Ogni scatto di Nino Migliori potrebbe essere definito come un racconto, una storia. Le sue fotografie più famose sono cariche del neorealismo tutto italiano degli anni ’50, quando dal Nord al Sud si cominciava a riprendere una vita normale, più leggera, si ricostruiva un futuro. L’Italia che Migliori scopre quando comincia a fotografare a Bologna è quotidiana e nuova allo stesso tempo, è un’Italia poetica ma normale, è un’Italia fatta di vicoli, di biciclette, di bambini con i calzoni corti e di frati che giocano a pallavolo. L’occhio di Migliori è preciso, documentarista, profondamente geometrico nella costruzione spaziale dell’inquadratura. Sono immagini lente, pensate, intense.   La retrospettiva allo Spazio Forma (fino al 6 gennaio) è ben costruita, permette di conoscere l’universo visivo del fotografo emiliano in modo lineare, facile in un certo senso, quando Migliori non è certo un fotografo facile. Si comincia da una parte consistente legata agli esordi nella quale sono chiare le influenze del fotogiornalismo: bianco e nero e carattere formale restituiscono la...

Darwin

Cosa legge una fotografa di professione, una che insegue in giro per il mondo architetture, oggetti, spazi, persone, quando legge un libro illustrato? Cosa vede con il suo obiettivo davanti agli occhi, quando guarda un libro del genere? La nuova rubrica di Giovanna Silva inaugura un nuovo modo di recensire i libri, leggendo e guardando, non solo parole ma anche immagini, immagini che sono parole: leggere, guardare, scattare.     Il libro recensito è Charles Darwin, L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli altri animali, Bollati Boringhieri. Edizione definitiva a cura di Paul Ekman.

Dinosaur Jr. Over It

Cosa resta della generazione rock anni 90? Cosa resta della teenage angst di gruppi come Nirvana, Smashing pumpkins o Jane’s addiction? Beh, il video realizzato da Mark Locke su Over it dei Dinosaur Jr ne è una limpida testimonianza. Influenzati in pari modo dall’hardcore californiano e da Neil Young, i Dinosaur jr sono stati autori negli anni 80 di tre album fondamentali per il grunge a venire, melodie perfette sommerse da tonnellate di feedback chitarristici.   Dopo una serie di album non poi così memorabili si sciolgono nel ‘97 per poi riformarsi con la formazione degli esordi ben dieci anni dopo. La lunga criniera bianca di J Mascis, leader indiscusso del gruppo, ci dice che in effetti il tempo è passato, anche se ascoltando la musica dei Dinosaur Jr si potrebbe pensare esattamente il contrario.   Nel video vediamo tre ragazzoni sopra i quaranta cimentarsi in alcune acrobazie su skateboard e BMX in un parco giochi. Il regista ha ammesso di aver dovuto usare delle controfigure perché i ragazzi nella realtà non sapevano fare alcuna delle acrobazie presenti nel video. J Mascis sa giusto andare un po’...

Le parole del Novecento / 1970-1980

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video dell’ultimo incontro, condotto da Marco Belpoliti. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.            

Rolling

Cosa legge una fotografa di professione, una che insegue in giro per il mondo architetture, oggetti, spazi, persone, quando legge un libro illustrato? Cosa vede con il suo obiettivo davanti agli occhi, quando guarda un libro del genere? La nuova rubrica di Giovanna Silva inaugura un nuovo modo di recensire i libri, leggendo e guardando, non solo parole ma anche immagini, immagini che sono parole: leggere, guardare, scattare.     Il libro recensito è Jim Marshall, The Rolling Stones, 1972, Gallucci Editore; l'inviato di Life visse con il gruppo musicale una settimana e li ritrasse con le sue fotografie.  

Yoko Ono. Walking On Thin Ice

È una New York spettrale di fine anni ‘70 quella del video di “Walking on thin ice” di Yoko Ono. Vediamo Yoko all’inizio del video aggirarsi per le strade lucide di pioggia a passo svelto, un paio di occhialoni scuri sul volto. Ogni tanto incrocia una macchina, una persona, forse è mattina presto. John Lennon, suo marito, è appena morto, assassinato da Mark David Chapman, suo grande fan. Si dice che in tasca avesse proprio il nastro del missaggio finale del pezzo. Le chitarre sono le sue. È il suo ultimo atto creativo. Altre immagini, domestiche. Loro due al lago, si abbracciano e guardano l’orizzonte. Il video sfarfalla. Lei in strada, da sola. Il video sfarfalla ancora. Lei che si bacia a letto con il suo John.   Il pezzo esce ad inizio ‘81 e in America è il più grande successo di Yoko. Ora lei è seduta su una panchina e guarda il lago.   Poi con Julian, all’epoca bambino. John non c’è. Il pezzo è un mix micidiale di funk punk avantgarde, ispirato al suono di gruppi come Pop group, Public image limited e Slits. Lei scende da una macchina forse diretta in un hotel. L’attendono due giornalisti che tentano un’intervista. Il video finisce con un fermo immagine, lei a gambe...

Mario Schifano

Cosa legge una fotografa di professione, una che insegue in giro per il mondo architetture, oggetti, spazi, persone, quando legge un libro illustrato? Cosa vede con il suo obiettivo davanti agli occhi, quando guarda un libro del genere? La nuova rubrica di Giovanna Silva inaugura un nuovo modo di recensire i libri, leggendo e guardando, non solo parole ma anche immagini, immagini che sono parole: leggere, guardare, scattare.

Le parole del Novecento / 1960-1970

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video dell’ultimo incontro, condotto da Sergio Bologna. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.          

Stardust. Music Sounds Better With You

Nella superclassificashow di Michel Gondry gli Stardust svettano al primo posto. Nato quasi per scherzo il pezzo house di Thomas Bangalter, Alan Braxe e Benjamin Diamond è ormai un classico del french touch. Anticipatore del suono del futuro Discovery dei Daft punk e dei vari David Guetta, Bob Sinclair e superstardjs. Siamo in una casetta in aperta campagna. Mamma papà e il loro bambino vivono le vacanze all’aria aperta in mezzo a campi percorsi dal vento. Decidono di comprare un aereo in un negozio di modellismo e il bimbo lo monta guardando la tv accesa su un canale musicale. è qui che vivono gli Stardust, un trio musicale dall'improbabile look alla Rockets. Nella classifica che li vede protagonisti se la devono vedere con gruppi ancora più assurdi come i Monstarr bunch o i Boogie brothers, assurdi ma poi neanche tanto, visto che gli Stardust nella realtà esistono. Alla fine del video gli Stardust arrivano al primo posto, proprio quando il bimbo termina il suo aereomodellino e finalmente lo fa volare nel cielo. Una spinta troppo forte e l’aereo finisce sulla nuvola degli Stardust, da dove tornerà sporcato di...

L'impronta della bicicletta

Tecnica: tecnica mista (stampa manuale con supporto in caucciù, terre naturali, acquerello)    

Grazielliadi

La bicicletta meno sportiva e performante del mercato è protagonista delle sfide che Pedalopolis organizza da quattro anni a Bergamo: le Grazielliadi. Adulti e bambini pronti a tutto si sfidano su storiche Grazielle riesumate per l'occasione. Ma iniziamo con un po' di storia.   1964, pieno boom economico, Vespe Piaggio, Lambrette e Fiat 500 infestano le strade italiane e la bicicletta ha bisogno di dare una risposta per inserirsi nell'immaginario collettivo stradale italiano all'alba del suo furore motorizzato. Ci pensa Riccardo Donzelli che disegna per la fabbrica Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto. la Graziella. In anni di boom motoristico l'unica bicicletta che può inserirsi nel mercato di massa deve per forza essere complementare e non alternativa all'automobile, regina delle strade, ed ecco l'idea di una bici pieghevole, da bagagliaio, che nell’immaginario del tempo deve servire a coprire le distanze tra il parcheggio e il luogo di destinazione evitando quella seccatura che si chiama camminare. Nulla può porsi in alternativa all'automobile in quegli anni, perfino le ferrovie vengono smantellate....

Writing e Street Art a Bologna

“L’attuale arte d’avanguardia, più che sotterranea, è arte di frontiera; sia perché sorge, letteralmente, lungo le zone situate ai margini geografici di Manhattan, sia perché, anche metaforicamente, si pone entro uno spazio intermedio tra cultura e natura, massa ed élite, bianco e nero (alludo al colore della pelle), aggressività e ironia, immondizie e raffinatezze squisite. Questi artisti sono simultaneamente ‘penne nere e visi pallidi’, e sono i nuovi kids di New York”.   Con queste parole nel 1984 Francesca Alinovi era riuscita a sintetizzare la potenza e il valore del Writing, disciplina che in America, allora, annoverava tra i suoi “kids” personalità come Keith Haring, Jean Michel Basquiat o Kenny Scharf. La giovane critica portò alla GAM di Bologna una mostra che segnò l’apertura a questa cultura underground d’oltreoceano. Oggi, Fabiola Naldi e Claudio Musso hanno deciso, insieme con il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna, di ripartire da quell’esposizione come nuovo punto di partenza, come collegamento.   Nasce cos...

Bicicletta. Signori, il catalogo è questo

La mobilità ciclistica sta vincendo, lentamente ma inesorabilmente, la sua battaglia contro l'uso compulsivo dell'automobile. Senza scomodare dati e statistiche, la prova di questa novità radicale della logistica e del costume è nella pubblicità: sono sempre più i brand, inclusi quelli automobilistici, che investono in profili che comprendono l'uso della bicicletta.   È un dato di fatto, tanto più eclatante quanto più si pensi ai molti nonostante contro i quali la bicicletta si sta comunque affermando. La bicicletta vince: nonostante l'avversione degli automobilisti, che non sopportano di avere dei veicoli più lenti tra le ruote quando in città sono loro stessi ad essere i più lenti; nonostante i costruttori di automobili continuino a saturare l'immaginario pubblico e privato con contenuti fuorvianti, come il concetto di “auto che rispetta l'ambiente”; nonostante, vivendo gli italiani in un paese dal clima temperato, la maggioranza dei cittadini pensi che non si possa andare in bicicletta quando piove, o fa caldo. Nonostante tutto questo, e molto altro, come...

Le parole del Novecento / 1950-1960

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, alle ore 19, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video del sesto incontro, condotto da Luca Molinari. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.                

Le poesie animate di Billy Collins

Una poesia disanimata sembra un ossimoro, una contraddizione intermini. Una poesia non può non avere un’anima; magari è nascosta, ma ce l’ha. Allora a volte succede che per farla venir fuori certe persone prendono la poesia e la spiegano, le tolgono le pieghe, l’appiattiscono. Insomma: la spianano passandole sopra il ferro da stiro della spiegazione. Così l’anima (che ha a che fare con il vento, con il greco ànemos) scappa via, e sull’asse da stiro o sul banco di scuola restano le parole inanimate, prive del soffio vitale che le riempiva, che dava loro spessore, che le rendeva casse di risonanza che suonavano in armonia, con i loro ritmi e i loro respiri. Dopo il trattamento, le parole giacciono inermi, sotto vuoto: brandelli di un corpo fatto a pezzi, sul tavolo dell’anatomista.   Contro gli squartatori di versi scrive alcune poesie Billy Collins, popolare come pochi altri negli Stati Uniti, nato nel 1941 a New York, poeta laureato del Congresso degli Stati Uniti nei primi anni 2000, ed ora anche in Italia. Ecco la sua “Introduzione alla poesia” (ripresa dalla prima raccolta di Collins uscita in italiano, A vela, in solitaria, intorno alla stanza, tr. F. Nasi, Medusa, Milano...

Le parole del Novecento / 1940-1950

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, alle ore 19, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video del quinto incontro, condotto da Liliana Rampello. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.            

Le parole del Novecento / 1930-1940

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, alle ore 19, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video del quarto incontro, condotto da Luca Scarlini. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.                

Le parole del Novecento / 1920-1930

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, alle ore 19, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video del terzo incontro, condotto da Nicole Janigro. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.          

In mezzo alle terre / Betweenlands

Nel corso del 2011 abbiamo visto un Mediterraneo protagonista e spettatore di un’energia collettiva univoca all’interno di un’area da sempre considerata culla della cultura. Un’energia che partendo dalla sponda araba ha generato un profondo cambiamento riverberato fino alle porte dell’Europa. Un’energia che ha sconvolto e coinvolto diversi paesi in cerca di un’identità nuova e cosciente: dalla Tunisia, passando per l’Egitto e fino alla Libia, giungendo come un’eco a Lampedusa e in Grecia. Unico comun denominatore: la piazza, la folla, la colle ttività.La partecipazione. La libertà. Betweenlands è un progetto di Loris Savino e Marco Di Noia che racconta tutto questo: il rinnovato sentimento di coscienza, di dignità, di responsabilità che si è esteso da un paese all’altro, da una sponda all’altra del Mediterraneo. Il racconto parte dagli attori di questo cambiamento: le persone, le loro voci, i loro visi, le loro necessità e motivazioni. Persone che hanno avuto il coraggio e la coscienza di dire basta ai regimi e alla mancanza di libertà, che...

Le parole del Novecento / 1910-1920

Continua il nostro speciale Le parole del Novecento, organizzato in collaborazione con il Museo del 900 di Milano e con Storyville – che ha ideato e prodotto l’iniziativa.   Per un giovedì al mese, alle ore 19, nella Sala Fontana del Museo del 900, si potrà partecipare al ciclo di incontri intitolato 5x10 e dedicato all’approfondimento della storia, non solo dell’arte, di ogni singolo decennio del ventesimo secolo.   Cinque parole per raccontare un decennio è un gioco che facciamo con studiosi ed esperti che raccontano al pubblico del Museo e di doppiozero le parole che, secondo ognuno di loro, hanno caratterizzato i decenni del Novecento. Ogni studioso ci racconta un decennio del secolo, una volta al mese, per dieci volte.   Pubblichiamo qui i video del secondo incontro, condotto da Francesco M. Cataluccio. A voi lettori il divertimento di interpretare le cinque parole scelte, di trovarne di nuove, di confutarle: spazio libero ai commenti.                      

Le vie dei canti si intrecciano ai lacci delle scarpe

Cammino spesso, a lungo e lungo sentieri bianchi di campagna, che conosco così bene.    

Surplace

Camminare è una parte fondamentale del mio lavoro, il risultato di ciò che trovo, cercando insistentemente. Del resto camminare è un’attività visiva “potremmo dire che è il movimento, come anche le vedute che scorrono davanti ai nostri occhi, a fare accadere le cose nella nostra mente, ed è questo che rende il camminare ambiguo e infinitamente fertile: è il mezzo e il fine (...)”, come dice Rebecca Solnit, nel suo Storia del camminare.     Ho sempre camminato per ore e raccolto poco da raccontare al mio rientro, come in una centrifuga tutto sembra automatico, senza alcun controllo possibile del risultato, tranne, a volte, lo stupore e l’eccezionalità di avere trovato esattamente ciò che era nelle mie possibilità di raccolta e trasformazione, per assimilare il nuovo al noto. Ciò che stavo cercando, appunto, e che ho riconosciuto dopo, alla fine del processo.      Un’operazione al piede, in questo periodo, mi costringe ad affrontare la distanza tra il divano e la cucina con le stampelle. Appoggio le stampelle e rimango in equilibrio su una gamba, per qualche secondo, e mi sento come quando appoggio il cavalletto a terra, nel luogo in cui, dopo il camminare...

Ravatti

Non coelum, sed animum mutat                                                                                                     La massima d’Orazio il pigro sono anni che l’ho apprezzata. Viaggio dentro il mio cranio io, dall’epoca della prima operazione a calotta scoperta e senz’anestesia (1925). Da quando la grande Palla è stata invasa dalle lattine di coca cola e te le trovi fra i piedi anche nei fiumi ghiacciati del Passaggio a Nord Ovest, ho smesso di sognare scoperte di Isole Sconosciute, Monti Analoghi ecc. L’Avanguardia italiana poi mi spinge a fare solo i brevissimi percorsi necessari alla vita di tutti i giorni, ma con gli occhi ben chiusi: per...

#01: Rosalind Nashashibi

La ricerca di Rosalind Nashashibi (Croydon, UK, 1973) si concentra sugli attimi d’intensità che affiorano nella vita quotidiana e nei contesti urbani. L’artista si allontana dalla rappresentazione per privilegiare l’esperienza come spazio della coscienza. Spesso due elementi sono giustapposti per rendere visibili differenti livelli della realtà che coesistono allo stesso momento, oppure una scena costruita, una ‘finzione’, è posta in una situazione ‘reale’. L’artista lavora principalmente con il mezzo cinematografico, dove il melanconico scorrere del tempo si espande e l’osservatore è messo in una posizione di verifica del presente.   Carlo's Vision è un adattamento di un episodio di "Petrolio", ultimo romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini in cui il protagonista Carlo ha una visione su Via di Tor Pignattara a Roma. Carlo vede se stesso trainato al contrario lungo la via su un carretto metallico, esattamente come un carrello da regista, e vede la strada come in una lunga carrellata all'indietro. Egli è seguito sempre alla stessa velocità lenta, da...