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Galleria (video e foto)

(64 risultati)

Un robot che vola come un uccello

doppiozero guarda TED è una nuova sezione in cui pubblichiamo e approfondiamo i video delle oramai famosissime conferenze del progetto TED. Con questa iniziativa vogliamo contribuire a diffondere le idee, i pensieri, le ricerche e il sapere delle migliori menti internazionali.     Markus Fischer e il suo team hanno costruito SmartBird, un robot in fibra di carbonio, traendo ispirazione dalla figura del Gabbiano Reale. I suoi meccanismi interni sono coordinati in modo da riuscire a imitare perfettamente il volo di un uccello. Un modello potente e ultraleggero le cui qualità aerodinamiche aiutano a risparmiare energia. Con un’apertura alare di circa due metri, la lunghezza complessiva di poco più di un metro e un peso di 450 grammi, spiega Fischer, il consumo energetico è di circa 25 watt al decollo e dai 16 ai 18 watt in volo.         All’improvviso si vede uno splendido uccello bianco che vola alto, lontano, irraggiungibile.   Dal buio originario un bagliore di luce fende lo schermo e tocca i nostri occhi: non vi è alcuna traccia di carne palpitante, nervi tesi o...

Fotografia. Festival Internazionale di Roma

La decima edizione di Fotografia. Festival internazionale di Roma porta un titolo evocativo: Motherland, la “terra madre”, la “matria”, e affronta il rapporto tra fotografia e territorio esplorando i diversi modi con cui i fotografi contemporanei rendono in termini visivi la loro appartenenza a un luogo.   Antonio Biasiucci è un Napoli omaggio alla città che lo ha accolto e continua a farlo, luogo che vede e vive da sempre, nella sua superficie e nella sua profondità. Napoli è nera per Biasiucci, un’accumulazione di luci, ombre e materiali, dalla quale emerge solo quello che lui vuole lasciarci vedere. Un muro di trenta fotografie sintetizza trent’anni di Napoli.   Guido Guidi è da sempre interessato al suo mondo, alla sua terra, ne ritrae la storia attraverso gli oggetti e i particolari della sua costruzione, fotografa quello che c’è, un’Italia percorsa e vissuta ogni giorno. La serie Fiume è asciutta e senza tempo, non ci sono oggetti ma la sintesi di molti lavori precedenti: natura colorata dove l’autore si specchia e vede i segni di tutto il suo mondo....

Orizzonte in Italia / Veneto

Continua Orizzonte in Italia, il giro in bicicletta lungo le coste della nostra penisola: questa tappa ci porta in Veneto.   A Donzella lentamente     A Jesolo una tigre un lupo ed un cavallo bianco     A Pellestrina il tempo cambia     Ladruncolo bloccato     E poi una tenda ad Alberoni     E poi da Pellestrina Verso il Lido     Verso Pellestrina     Frazione di Porto Tolle     Dalla Danimarca a Ca' Zuliani (il canale lo passo con loro) 

Antologia / Bruce Nauman

Un uomo cammina in una stanza seguendo un perimetro bianco tracciato sul pavimento. La stanza è spoglia, sullo sfondo si vede uno specchio, alla destra uno sgabello. L’uomo ondeggia un poco: avanza e retrocede. Non c’è nessuna messa in scena, solo un gesto in perenne equilibrio tra ironia e derisione, tra mente e corpo. Bruce Nauman mette in mostra il camminare enfatizzando il gesto e stereotipando il paesaggio, trasferendo così lo sguardo dal camminatore all’immobile spettatore.   Bruce Nauman Walking in a Exageratted Manner around the Perimeter of a Square 1967-1968 - 16mm film, 10'30''

Sentieri di città

Ho fotografato alcuni sentieri in città o di città: vie che si formano su isole pedonali, aiuole e marciapiedi malmessi. Somigliano a quelle che si vedono in campagna e nei boschi e sono create dagli animali con il loro continuo passaggio.   Sentiero Cassarà   Sentiero De Gasperi   Sentiero Aliseo   Sentiero Croce Rossa     Similmente fanno i pedoni col loro cammino, per raggiungere nel modo più lineare e veloce un punto d’interesse comune, come la fermata del bus, oppure per tagliare velocemente due strade parallele o che fanno angolo, laddove le strisce pedonali porterebbero di fronte ad un ostacolo o allungherebbero il tragitto.   Sentiero Campania   Sentiero Leoni   Sentiero Leoni   Sentiero Leoni   In un progetto urbano che dà priorità alla viabilità veloce è naturale, per l’uomo che si sposta a piedi, trovarsi di fronte a degli ostacoli. Così l’uomo si riprende lo spazio come è insito nella sua natura. Forse c'è anche il piacere di attraversare “da dove...

I camminatori

Italo Testa, voce e testo Margherita Labbe, fotografie e carte artigianali Roberto Dassoni,  editing e trattamento audio/video La sequenza video I camminatori, presentata in  anteprima in occasione di Passoparola. Festival del cammino (Berceto, 12 giugno 2011), nasce da un poemetto inedito di Italo Testa, e dal lavoro di collaborazione con l’artista grafica Margherita Labbe e il video maker Roberto Dassoni nel laboratorio dell’Accademia di Brera Da verso. Letture e interazioni tra poesie e arti. “C'è un momento preciso, quando la neve comincia a sciogliersi, e le ruote delle auto e i passi della gente lasciano tracce di percorsi che si perdono, si sovrappongono, si cancellano, e la neve crea un contrasto che evidenzia e staglia nettamente angoli e piani. L'idea di questa sequenza nasce da alcune foto scattate in un paese del piacentino, in uno di quei momenti fatidici, quando le vie sono desolate, anche a causa della neve. Le inquadrature basse, concentrate sulla strada e sull'asfalto, sono legate a I camminatori di Italo Testa, ma anche dalla consuetudine a cercare, nella visione del luogo, la sintesi del fattore...

Italia tra parentesi

L’Italia come argomento. Che cosa rende questo paese così particolare tanto da divenire oggetto o soggetto di un’opera d’arte? Nessun paese al mondo è stato tanto ritratto quanto lo è stato nei secoli l’Italia. Non certo soltanto per i paesaggi, la storia o l’arte, ma anche e soprattutto per una materia costituita da una umanità che sfugge ad ogni definizione o categoria. Una materia umana creata dalla stratificazione e ibridazione di culture ed etnie diverse, risultato di scontri e integrazioni secolari, forzata alla coabitazione su un piccolo e vario territorio e che solo di recente ha cercato di immaginare una storia comune, alla ricerca di una possibile identità condivisa.   Laboratorio permanente dove si testano sino al limite le pulsioni più profonde dell’animo umano, tra tragedia e commedia, per gli artisti l’Italia rappresenta un principio di realtà, un territorio da cui nascono e si mettono alla prova etiche, poetiche ed estetiche. Un territorio in cui la realtà offre una infinità di trame, di storie, di situazioni, di personaggi tali da rappresentare gi...

Fontanelle / Versi, musiche, balli popolari spigolati su YouTube

Funtanè, di Francesco Brikkostello. Bella canzone in dialetto napoletano, bellissime le foto delle fontanelle, anche i commenti raccontano qualcosa.     L’acqua te la funtana, interpretata da I Pizzica Salentina. Qualità scarsa ma seguite i piedi di uno dei ballerini: una molla, bravissimo!     Tutte le fundanelle, canto popolare abruzzese. Fin dalla prima nota si sente chiara e forte la montagna. Divertente il ritornello “tromba larille là... l’amore è bello, tromba larille là... viva l’amor!”     La via d’ la funtanella, interpretata da Matteo Salvatore. Lui è semplicemente un idolo.     La via d’ funtanella, interpretata da Undersoil, gruppo pugliese. La versione scassona. Qualità grama ma merita la grinta dei ragazzi.     N’ funtanella dei Pynazoriia, dalla tradizione teggianese (Salerno). Neppure qui eccelle la qualità ma il sapore è autentico, nostrano.     Beata funtanella, cantata dal tenore corso Nicolas Calcara. Non avevo mai sentito...

Risorgimento / L'Italia in fotografia

L'Italia dopo l'unità. Immagini gentilmente concesse dal Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano.

Risorgimento / Palermo in fotografia

La Rivoluzione di Palermo del 1860. Immagini gentilmente concesse dal Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano.

Documentazione di interferenza umana nella gravitazione universale

13 fotografie scattate in successione e a tre passi una dall'altra camminando dal civico 9 al civico 8 e viceversa di via Monte Nevoso a Lambrate, Milano.   Un progetto d'artista per doppiozero.   Francesco Arena è un artista che ha scelto di lavorare sul confine tra memoria e attualità, tra identità visiva contemporanea e sedimentazioni storiche. Le sue immagini e installazioni si presentano sempre con una doppia possibilità di lettura: sono archivi mobili della memoria collettiva e insieme macchine per riconfigurare l'immaginario più attuale, per sollecitare lo spettatore a cercare una relazione autonoma e imprevedibile con ciò che ha di fronte. I suoi spunti “materiali” sono spesso eventi o luoghi storici, come ad esempio il percorso compiuto dall'anarchico Giuseppe Pinelli dalla sua abitazione alla questura di Milano, dove venne tragicamente ucciso il 15 dicembre 1969. In questo progetto in particolare una serie di fotografie scattate di recente a Milano in via Monte Nevoso, raffigurano il brevissimo tragitto dal portone della casa in cui si trovava l'appartamento che...

Palermo come un’infanzia

Ho cominciato a fotografare Palermo nel 2001 per ristabilire un rapporto intimo e personale con la città nativa, che avevo lasciato a diciotto anni per trasferirmi a Milano: era il 1991. Nel corso del tempo avevo perso il contatto con le cose, la luce e certe dinamiche sociali. Persone, azioni, strade, erano rimaste ferme nella mia memoria a quel periodo fanciullesco sotto forma d’icone, talune gioiose altre grottesche. Nell’ultimo decennio, nel corso di brevi soggiorni palermitani, ho voluto ricreare le immagini di queste icone, cercandole per strada (discostandomi però dal reportage), vedendole come simboli positivi di uno stile di vita comunque creativo, seppur non civico, confuso e accomodante, perpetuato necessariamente dalla popolazione palermitana come forma di autogestione di un capoluogo mal funzionante. Questo meccanismo a colori, di cui non riuscivo interamente a far parte, aveva formato, seppur inconsapevolmente, il mio stare al mondo.

Storia e attualità della Libia

La mancata elaborazione della memoria coloniale è stata ed è una delle più vistose lacune della coscienza collettiva italiana. Non che siano mancate analisi e riflessioni sulle avventure africane del nostro paese tra la fine dell’Ottocento e gli anni quaranta del secolo scorso: da tempo ormai la storiografia ha denunciato le comode mitologie del colonialismo umbertino e fascista, la sua violenza, il suo rapace avventurismo, il suo razzismo. Ciò che è mancata è semmai un’elaborazione culturale comune sulle conseguenze di quella storia sulla nostra identità attuale, tanto più in un mondo globalizzato in cui il confronto tra culture è diventato un tema fondamentale e non eludibile. Come si è visto in questi anni nei confronti dell’immigrazione, l’atteggiamento ufficiale italiano nei confronti dei “diversi” oscilla tra paternalismo, indifferenza, ostilità, grettezza, prepotenza. Incapaci di fare i conti con la propria identità plurale, in se stessa diversificata, gli italiani si accontentano di volta in volta di fare la faccia feroce o di mostrarsi cinici ed...

Atlante storico dell'Italia

Ha scritto Luigi Ghirri che l’Atlante è il libro in cui compaiono tutti i segni della Terra, sia quelli naturali sia quelli culturali: monti, laghi, piramidi, oceani, villaggi, stelle, isole. C’è l’atlante fisico, con l’orografia dei territori, e anche quello politico, dove sono invece indicati i confini tra stati, nazioni, regioni, provincie, comuni, città. Sull’Atlante si viaggia con la fantasia: il viaggio è dentro l’immagine, dentro il libro, scriveva Ghirri. Ma se l’Atlante che si ha in mano è un atlante storico, cosa succede? Gli atlanti storici ripercorrono le vicende geografiche dei Paesi che vi sono rappresentati. Nel caso della nostra Italia si capisce com’eravamo divisi territorialmente, cioè politicamente, com’erano “governate” le varie parti della penisola nel corso dei secoli. Dalla dominazione romana ai giorni nostri. L’Italia è la stessa, ma non è la stessa. Il medesimo territorio è rappresentato in un modo nel 1540, e in un altro nel 1792, e ancora differentemente nel 1922. Si tratta delle stesse terre, ma la loro denominazione...

Orantes

Quelle che presento qui sono alcune pagine del mio libro Orantes che sarà pubblicato nel settembre di quest’anno da Quodlibet. Il libro è pensato come un catalogo di individui ritratti durante il momento della preghiera delle tre religioni monoteiste: cattolicesimo, islamismo e ebraismo. Il racconto si basa volutamente sulle emozioni dei preganti, e la traduzione in immagini avviene con primi piani che lasciano sullo sfondo l’ambiente delle varie religioni. Non mi interessa il background, ideologicamente e fisicamente, perché Orantes non vuole essere un libro con intenzioni politiche, ma una ricerca sui tratti fisiognomici, sulle gestualità che tornano in luoghi e situazioni diverse. Le fotografie non sono scelte per la loro qualità estetica, ma per creare una narrazione, anche attraverso un impaginazione che ‘spezza’ le foto e le pone su pagine consecutive, così da imporre al lettore una lettura sequenziale e non focalizzata sulla singola immagine. Solo nel momento del climax religioso, quando lo sfondo prende il sopravvento sul singolo ritratto, l’immagine si unisce in una doppia pagina diventando un...

Macchine

Quella della macchina è stata una delle due grandi metafore dell’opera d’arte nel secondo dopoguerra. (L’altra è quella del corpo, dell’organismo vivente). L’opera come macchina produttrice di senso, è un’immagine cara allo strutturalismo e alla semiotica: macchina il testo letterario (la “macchina pigra” di cui parla Eco in Opera aperta), ma anche, per estensione, l’opera d’arte visiva, il quadro, la scultura. Quest’ultima, a sua volta, riannodando i fili delle avanguardie storiche, dal Futurismo al Costruttivismo, nel corso degli anni Cinquanta si trasforma in macchina vera e propria, congegno con parti mobili o in movimento. È la grande stagione dell’arte cinetica, dagli automi sferraglianti di Tinguely ai dispositivi raziocinanti e tecnocratici dei vari collettivi di artisti europei. Un paio fra questi ultimi sono italiani: il Gruppo N di Padova, il Gruppo T di Milano. Le città di provenienza, trattandosi di ricerche fra arte e tecnologia, sono tutt’altro che indifferenti: dietro la geografia artistica, si intravede la geografia economica del boom di quegli anni...