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Giangiacomo Feltrinelli a fumetti;
Una biografia non affatto scontata quella che propone la Feltrinelli editore, quella di Davide Toffolo e Giulio D’Antona, Giangiacomo Feltrinelli. Rivoluzione Permanente (2026), ideatore e fondatore della casa editrice che rivoluzionò la distribuzione libraria e impose un modello di diffusione della cultura e della rivoluzione attraverso il libro.
Che i libri siano da sempre un elemento chiave della divulgazione, promozione delle idee, delle ideologie, delle rivoluzioni e per converso delle propagande è stato evidente da quando si sono messi nero su bianco in volumi, dapprima scritti da amanuensi e poi, grazie a Gutenberg, stampati in decine, centinaia, migliaia di copie. Non a caso in diverse fasi della storia abbiamo assistito ai roghi dei libri soggetti a censura. Roghi effettivi nella Notte dei Cristalli o descritti come scenari di una dittatura immanente in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Questo preambolo per sottolineare con forza il ruolo che Giangiacomo Feltrinelli ha avuto nell’intraprendere coscientemente il “mestiere” di editore alla fine degli anni Cinquanta, in una Italia in cui si respirava un’aria di crisi delle istituzioni democratiche e, perfino, l’ipotesi non così remota di colpo di Stato.
Giangiacomo Feltrinelli discendeva da una delle famiglie più ricche d’Europa. La sua visione lucida e attenta allo scenario sociale e politico di quel periodo ne delinea una personalità figlia del suo tempo, quindi animata da uno spirito libertario e da ideali di uguaglianza e crescita sociale, di fatto un comunista.

Come tale aveva raccolto nel secondo dopoguerra scritti, pubblicazioni testi legati ai movimenti operai, che era andato personalmente a recuperare in magazzini e depositi, costituendo un fondo e un archivio che è un riferimento imprescindibile a livello mondiale. Il libro e le idee in esso contenute, erano elementi preziosi, inestimabili più del suo stesso impero finanziario, a questo credeva fermamente e perseguiva la sua ricerca, proseguita appunto con la fondazione della Casa editrice Feltrinelli.
Il libro scritto da Giulio D’Antona e Davide Toffolo che ne disegna anche le tavole a fumetti, racconta questa epopea che interessa non solo la figura di un illuminato editore, ma di una grande utopista, che, anche grazie alle sue possibilità economiche, alla sua vasta cultura e alla rete di conoscenze internazionali, poteva agire fin dove a tanti era impossibile arrivare.

Una delle tante immediate e fenomenali azioni editoriali è stata la pubblicazione di Il dottor Živago di Boris Pasternak nel 1957. Un’impresa che lo pone ai vertici dell’editoria per il modo anche spregiudicato con cui si rapporta con il grande scrittore russo, impossibilitato a pubblicare nella sua madrepatria uno dei romanzi di maggior successo del Novecento.
Nel romanzo a fumetti di Toffolo e D’Antona, seguiamo alcuni passaggi cardine della biografia di “GGF”, descritti in un monologo in cui lui stesso si rivolge al figlio, Carlo, durante il periodo del suo esilio forzato. Tutto il romanzo si svolge in un solo giorno, il giorno in cui Giangiacomo Feltrinelli cambia identità e diventa Vincenzo Maggioni, e quello che vediamo e leggiamo sono i momenti chiave di una storia in cui Giangiacomo Feltrinelli non è l’unico protagonista, ma lo è la storia di quegli anni del Novecento. Una storia la sua, nota alle cronache per una morte tragica, per alcuni tratti oscura, saltato in aria in un attacco dinamitardo a un traliccio dell’alta tensione, un atto terroristico che avrebbe di fatto bloccato, se riuscito, la corrente elettrica all’Italia nord occidentale. Un’azione di black out che si contrapponeva a una strategia della tensione che si era innescata e minacciava lo Stato democratico e che si era manifestata con evidenza con l’esplosione della bomba alla Banca dell’Agricoltura a Piazza Fontana il 12 dicembre 1969.

Come raccontare tanti fatti personali e storici in un romanzo a fumetti, contemporaneo?
Davide Toffolo ci riesce trovando una chiave di lettura grafica che si ispira a uno dei più importanti giornalisti e scrittori italiani, Dino Buzzati, autore del Graphic Novel ante litteram Poema a fumetti, che tra l’altro viene pubblicato proprio nel 1969 e la sua presentazione a Milano venne sospesa nello stesso 12 dicembre a causa della strage di Piazza Fontana. Toffolo cita nelle tavole anche Enrico Baj che aveva realizzato una grande opera I funerali dell’anarchico Pinelli, dedicato alla morte di Giuseppe Pinelli, trattenuto in Questura a Milano e precipitato dalla finestra dopo 48 ore di interrogatorio per accertamenti sulla strage. L’opera avrebbe dovuto essere inaugurata sempre a Milano il 17 maggio 1972, ma anche questa viene sospesa dopo l’uccisione di Luigi Calabresi, commissario capo dell’ufficio politico della Questura di Milano su cui si erano concentrate le responsabilità della morte di Pinelli. Un clima sempre più incandescente, in cui si succedono altri attentati, altre bombe in quelli che sarebbero stati poi definiti gli Anni di Piombo. La doppia tavola rossa dove lo sfondo è un metaforico flipper, sintetizza visivamente il clima che si respirava allora: è solo una delle pagine del libro, ma è intrisa di drammaticità che arriva diretta come la pallina che schizza come impazzita.

Il colore rosso è forse quello dominante in una trama in cui i colori hanno funzioni simboliche e narrative. Il rosso emerge nella citazione della celebre opera di Renato Guttuso I funerali di Togliatti del 1972, che rappresenta i funerali svoltisi a Roma nel 1964 del segretario del Partito Comunista, Palmiro Togliatti. Un’opera di grandi dimensioni 340x440cm, che si impone con la forza di un manifesto. Si riconoscono tra le bandiere rosse Lenin, Leonid Breznev, Antonio Gramsci, Nilde Iotti, Enrico Berlinguer, Pablo Picasso, Pablo Neruda, Rosa Luxemburg, Pierpaolo Pasolini e… Giangiacomo Feltrinelli. “Ma perché vi è rimasto tanto impresso un libro reazionario, compagni?” chiede Tomasi di Lampedusa riferendosi al Gattopardo, “Forse perché la voce del popolo si trasmette per dissenso.”, risponde Giancarlo Pajetta. E forse forse proprio questo è anche il senso della scrittura e di un racconto che in parte riprende una biografia complessa, basandosi su documenti della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e sul libro scritto dal figlio Carlo Senior Service, pubblicato nel 2014. Il titolo si riferisce alla marca di sigarette senza filtro predilette da Giangiacomo, con il vascello sul fondo blu stampato nel pacchetto. Nella storia a fumetti si veleggia anche con un impeto avventuroso e sono riprese le famose scene cinematografiche del Dottor Živago con Omar Sharif e Julie Christie, la cui vicenda editoriale è quanto meno romanzesca, oppure le fotografie con Fidel Castro, e quella di Che Guevara che Feltrinelli consegna al mito. Tra gli autori di fumetto Oltre a Dino Buzzati riconosciamo citazioni da altri capisaldi del fumetto, come Maus di Art Spiegelman o L’uomo che uccise Ernesto Che Guevara di Magnus, ma certo il segno grafico di Davide Toffolo in questa ricerca visiva densa di riferimenti compie una evoluzione e una duttilità raggiungendo una maturità stilistica e una crescita rispetto ai suoi precedenti romanzi a fumetti. La sua capacità di scrittura a fumetti già assodata con Pasolini, divenuto un classico e appena ripubblicato dopo 25 anni da Sergio Bonelli Editore, o Il re bianco (2007) o Come rubare un Magnus (Oblomov 2020), assume qui una grande concentrazione sia nella composizione delle tavole che nella scelta dell’uso del colore, dalla tricromia alla quadricromia, sia digitale che materica, dettate dalle chiavi di lettura del racconto vuoi contemporaneo o della memoria al passato, elemento che arricchisce notevolmente la struttura narrativa. Dopo l’annuncio di abbandono della scrittura a fumetti, al Comicon 2022 in cui era Magister, sembra che la pausa lo abbia reso più consapevole dei suoi mezzi e l’aver ricominciato con una biografia risulta una scelta azzeccata e lo vede riflettere una particolare capacità di esprimere al meglio le sue caratteristiche in questo genere letterario. È coadiuvato in questo libro da Giulio D’Antona, giornalista e scrittore, autore di podcast quali Bonvi. Storia di un fumettista, Kinghiana, dedicato a Stephen King e Mike. Storia di una salma rubata. Il testo ha un ritmo a tratti descrittivo, a tratti più poetico, ma anche secco e incalzante, concludendosi con l’ultima lettera che Giangiacomo Feltrinelli scrive al figlio Carlo e che rimane scolpita aldilà delle pieghe di una storia tragica che ha investito tutta l’Italia. Molto bello il montaggio tra le tavole mute in cui si compie il cambio di identità, radendosi i baffi con i gesti di un rituale e il testo della lettera che inizia con “Caro Carlino, anzitutto infiniti auguri per il tuo compleanno. Spero che la tua Mami ti abbia organizzato una bella festa. Mi dispiace, sono triste di non poterci essere anch’io. Purtroppo invece sono lontano e, con ogni probabilità, dovrò restare lontano ancora qualche tempo. Avevo cercato di spiegarti, ancora tempo fa, come il mondo, e anche l’Italia, è diviso in due categorie di persone, in due classi: quelli che hanno i soldi, terreni, fabbriche, case e quelli che non hanno soldi, che devono lavorare come delle bestie per guadagnarsi dei soldi, pochi, con i quali spesso non riescono neanche a vivere”.
Davide Toffolo e Giulio D’Antona ci consegnano la figura di un editore visionario, mosso da utopia e voglia di realizzarla con quella che nel titolo viene stigmatizzata con il suo nome: Rivoluzione permanente.
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