Il mondo in un dollaro

“Dietro ogni transazione c’è una storia” è il presupposto da cui parte il libro di Dharshimi David, Il mondo in un dollaro. Il viaggio di una banconota dal Texas alla Cina, dalla Nigeria all’Iraq, per capire l’economia globale (Utet). Il racconto inizia quando Lauren Miller entra in un supermercato Walmart in un sobborgo del Texas e compra una radio prodotta in Cina. Sulle tracce della banconota usata per quella spesa ha inizio un viaggio in giro per il pianeta che ci rende partecipi di una storia ben più ampia e complessa. Il dollaro incassato dall’azienda cinese è trasferito alla Banca Centrale Cinese, che a sua volta lo utilizza per finanziare investimenti in infrastrutture in Nigeria. La moneta statunitense viene poi impiegata dal paese africano per acquistare riso dall’India, e da qui arriva in Iraq per comprare petrolio. Il viaggio del dollaro prosegue con l’acquisto di armi fabbricate in Russia, da dove un oligarca invia in Germania capitali che serviranno ad alimentare fondi pensione sulla piazza finanziaria di Londra. L’intermediario inglese, in cerca di nuove opportunità di investimento, rispedisce poi il dollaro negli Stati Uniti e offre la banconota come mancia proprio a Lauren Miller che lavora alla concierge dell’hotel dove alloggia.

 

Il viaggio della banconota è l’espediente narrativo usato dall’autrice per introdurre e spiegare numerosi concetti economici (l’inflazione, i disavanzi commerciali, i tassi di cambio, i derivati) e per illustrare l’origine storica, l’evoluzione e il ruolo dei principali attori che operano nell’economia globale: le imprese multinazionali, i grandi intermediari finanziari, le banche centrali e le istituzioni sovranazionali come il Fondo Monetario. Questo saggio narrativo di Dharshini David, economista che ha rinunciato a una carriera nella City di Londra per un lavoro da giornalista che le consente di occuparsi di divulgazione economica, è una sorta di libro di testo per non-economisti che dipana la complessa rete di relazioni esistenti tra gli stati, i consumatori e le imprese nei diversi luoghi del pianeta. Il viaggio in cui ci guida l’autrice ci porta a scoprire il sistema di relazioni economiche alla base della globalizzazione e i flussi finanziari, soprattutto in dollari, che ne costituiscono la linfa vitale. Il dollaro non è infatti una valuta come tutte le altre: continua a rappresentare “il volto del potere economico americano” e “una delle riserve di valore più affidabili al mondo”, nonostante il declino dell’egemonia economica, politica e militare degli Stati Uniti degli ultimi decenni. È una questione di fiducia di cui altre monete, pur emesse da paesi in forte ascesa, come la Cina, non godono. Neanche la grande crisi finanziaria del 2008, che dagli USA si è propagata nel resto del mondo, ha intaccato la supremazia monetaria americana. Su questo punto il messaggio del libro è chiaro: il dollaro continuerà a rimanere la valuta più diffusa del mondo, qualsiasi turbolenza geopolitica che si manifesterà non farà altro che rafforzarlo come valuta di riserva globale.

 

Dharshini David.

 

Il dollaro dunque è definito come “l’agente della globalizzazione”, di una globalizzazione che genera e distribuisce ricchezza, anche se non a tutti. Qui è infatti, il secondo messaggio profondo del libro: se in teoria, consumatori e nazioni nel loro insieme beneficiano della globalizzazione e del libero scambio, in pratica sono molti i soggetti che restano esclusi da tali benefici, anche nella florida America. Alla luce di questa considerazione l’autrice interpreta il risorgere di nazionalismi e di istanze protezioniste in diverse parti del mondo, come gli effetti della “rotta di collisione tra l’economia globale e la politica interna”.

Il capitolo conclusivo del libro passa in rassegna i più recenti orientamenti delle politiche economiche. L’autrice tenta di sintetizzare l’evoluzione delle politiche fiscali e monetarie negli ultimi decenni ma, in effetti, riesce a tratteggiare solo sommariamente il quadro delle questioni attualmente al centro del dibattito: le politiche dell’austerity, la tassazione dei profitti delle multinazionali, i rischi di un eccesso di liquidità. Quello delle politiche economiche è, dal punto di vista di un economista, un argomento talmente complesso per il quale, anche in un libro di stampo divulgativo, si sente la necessità di una trattazione più approfondita. Magari potrebbe essere il tema del prossimo libro della David. 

 

Nello stesso capitolo è tuttavia chiara la critica al pensiero dominante, che vede nelle politiche dell’offerta, ossia in un aumento della produttività, la panacea a tutti i mali. A un aumento dell’efficienza non segue necessariamente aumento del benessere e del tenore di vita per tutti, perché dagli anni settanta il ritmo di crescita dei salari è stato inferiore rispetto a quello della produttività. “La produttività è ritenuta la bacchetta magica per aumentare la crescita e il tenore di vita ma può essere sfuggente, nessuno sa con certezza come trovarla o che aspetto dovrebbe assumere.” Il tema della produttività offre lo spunto all’autrice per affrontare la questione della difficoltà delle statistiche a cogliere l’essenza di fenomeni economici sempre più complessi, dalla diffusione di tecnologie IT fino alla globalizzazione della produzione e della finanza. È necessario avere consapevolezza dei limiti informativi dei dati che sono utilizzati per fare analisi economica.

 

Le statistiche, pur se compilate sulla base di rigorosi standard internazionali che ne garantiscono l’imparzialità, talvolta non riescono a rappresentare la sostanza economica dei fatti e, dunque, a fornire una guida sempre affidabile per l’intervento pubblico in economia. La misurazione della produttività è uno dei campi nei quali occorre fare progressi.

Questo libro ha il merito di fornire degli utili strumenti concettuali a chi desideri comprendere qualcosa in più sulle questioni economiche che leggiamo sui giornali e individuare le forze che condizionano le nostre vite. In una fase storica in cui la parola economia è sempre più “sinonimo di un sistema indecifrabile in cui molti di noi non credono più”, è un bene che libri come questo siano sempre più diffusi. “Sapere come funziona il sistema può dare a tutti noi un po’ più di potere. Un potere che possiamo esercitare non solo scegliendo i politici per cui votare, ma anche attraverso le piccole decisioni che prendiamo ogni giorno, in qualunque parte del mondo ci troviamo”. Un potere da non sottovalutare.

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