Strega ultima

“Dgvintaréi coma me”, diceva, attorcigliando la cinta del suo grembiule attorno alla mia vita, ogni sera, al ritorno dai campi, e borbottava sempre la stessa formula con un ritmo salmodiato: “Aceè e’ mêl u’t starà luntân”. Ma non volevo diventare come lei: era vecchia, aveva mani grosse e dure, e il loro tatto spesso mi dava i brividi; la gente diceva che era una strega perché parlava coi morti. Aveva un gran dolore di essere viva, e il pozzo, a cui si affacciava agitando nell’aria i suoi lunghi capelli bagnati, sembrava il posto dove poteva essere quel che non era. A volte mi sollevava da terra per farmi guardare in fondo al pozzo: “A vidat? Là zo u j è e’ zil”.

 

Ma non era vero, non c’era il cielo, solo un gran buio, un’eco assordante del boato della nostra voce, appoggiata là, sul bordo. “Da boca in boca”: era il segnale per recitare insieme il rosario in latino, o in una lingua inventata, perché Nora, questo il suo nome, non sapeva nemmeno l’italiano, e il dialetto lo parlava a rovescio quando proprio non voleva farsi capire. Ma io la capivo, senza volerlo, proprio come se un’energia radioattiva mi volasse dentro. Cosa cercava la nonna nei pozzi? Aveva fede nelle forze prodigiose degli elementi, e mettendosi di traverso, attivava l’organo del mistero, la sua intuizione. Da lei ho imparato a raccogliere le erbe, a distinguerne le proprietà medicinali, a cuocerle, a seccarle. Voleva fare del suo corpo il corpo della terra, la bacchetta magica dei richiami della natura.

 

Era assillata dal terrore della morte, e segnava i corpi con la croce per scongiurarne la venuta. La croce di fiaba, dove ai vertici, per venire alla luce, stanno le streghe della Terra di Oz. Le streghe sentono prima ciò che deve accadere poi, sentono il pericolo imminente, e ci salvano, o ci rapiscono. Quando anch’io imparai a “vedere”, a “leggere” le visioni notturne delle schiere e ciò che sarebbe potuto accadere, le persone che sarebbero morte, appresi che si trattava di qualcosa di potente che ha a che fare con la nonna dei pozzi. Il pozzo è una calamita, un richiamo misterioso, un precipizio del centro della terra, naturale esserne attratti.

Strega @Mara Cerri

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