Clorofilla
Angela Borghesi

Angela Borghesi è nata a Brescia nel 1959. Deve l'attenzione appassionata per alberi fiori e animalii al nonno contadino Giulio Conforti, al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Ma, soprattutto, a un luogo speciale del suo paese d'origine: le torbiere di San Pietro in Lamosa.
Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Milano Bicocca.

26.01.2020

Portamento / Cedro del Libano

La domanda li sorprende sempre: «che alberi sono quelli di Piazza Ateneo Nuovo?». È un piccolo test che talora pongo agli studenti del mio corso di letteratura italiana contemporanea sul loro grado di curiosità e di attenzione a un elemento costante nella loro vita quotidiana. Di solito tirano a indovinare, e non ci azzeccano mai. Una volta una studentessa, forse per spiritosaggine, rispose: albicocchi. Eppure, passano sotto quegli aceri in tutte le stagioni dell’anno, si siedono sulle panchine sotto le loro chiome. Non sanno rispondere nemmeno se chiedo loro che alberi hanno in giardino o quali si vedono dalla finestra di casa. Al più, sono genericamente alberi, e tanto basta. Se pure ne conoscono il nome, non sanno ritrarli. Semplicemente: non li vedono, non sono presenze significative...

29.12.2019

Cotti e crudi / Cavoli, è l’anno nuovo!

Succulenti con salsicce, cotiche e costolette, i cavoli ben si sposano anche con eriche, ciclamini e viole del pensiero. No, non vi sto proponendo per il cenone di Capodanno  una rivisitazione con fiori eduli della cassoeula milanese. Ma è innegabile la fortuna del momento di questo ortaggio (Brassica oleracea), povero quanto gustoso, versatile quanto vituperato, che dal piatto s’è allargato al centrotavola, dopo aver conquistato giardini e aiuole cittadine. Cavoli ornamentali, dunque o, come dicono fiorai e giardinieri, brassiche, dal nome del genere.    Vuoi mettere come è più fine, nonché specialistico, dire brassica invece che cavolo! Visto poi che il termine non gode di buon uso: sia come eufemismo di un più triviale e assonante intercalare («son cavoli amari», «cavoli...

01.12.2019

Folte fronde e legno duro / Carpino, un albero charmant

I francesi lo chiamano Charme, e di fascino il carpino ne ha da vendere. Bianco o nero per me pari son: il Carpinus betulus (carpino bianco o comune) e l’Ostrya carpinifolia (carpino nero o carpinella), ordine Fagales, famiglia Corylaceae, la stessa dei noccioli. Belli entrambi, specie nei giorni d’inizio autunno quando le foglie dalla cima, e gradualmente giù giù fino alle falde inferiori, cominciano a virare nel giallo, e il verde piglia quella sfumatura olivastra così inconfondibile. Confesso: ho un debole per questi alberi in questo preciso momento dell’anno. Sarà perché il mio moroso ha gli occhi proprio di quel colore lì, sarà perché uno (bianco) mi è capitato in giardino e l’ho tirato su aiutandolo a destreggiarsi col grande, vecchio e competitivo castagno che lo costringe in...

25.11.2019

Milano Bicocca, domani dalle ore 9 / Giuliano Scabia, Una signora impressionante

Per sentiero e per foresta. Percorsi di analisi sul ciclo di Nane Oca di Giuliano Scabia: domani una giornata di studio dedicata al ciclo di Nane Oca all'Università Milano Bicocca, Aula Martini.   Si è sempre grati per libri come quest’ultimo di Giuliano Scabia, fresco di stampa per le Edizioni Casagrande di Bellinzona (Una signora impressionante, settembre 2019, 18 €). Grati perché ci consegnano una raccolta di scritti che appaiono all’impronta eterogenei, ma che consentono un sopralluogo in presenza dell’autore sugli sfondi e sugli incontri che hanno agito, come il lievito nel pane, nel suo fare teatral-letterario, cioè poetico. Insomma, un backstage della quadrilogia di Nane Oca, dei canti e delle letture camminanti, delle azioni boschive e, prima ancora, delle operine di Marco...

27.10.2019

Quest’irta pianta / Ponciro

Mi ha trafitto in piena fronte. Con una frustata di rimbalzo mi ha conficcato una spina degna della corona della Passione. Fortuna vuole che non sia impressionabile, mantengo il sangue freddo anche se mi zampilla in mezzo agli occhi. Devo quest’esordio splatter a un individuo assai permaloso, che non ama farsi mettere le mani addosso. Sono incidenti che possono capitare in giardino quando non consideri con chi hai a che fare. Volevo solo raddrizzarlo un poco, convincerlo con un tutore a salire più in verticale invece che, stortignaccolo, lasciarlo protendere in avanti. Ma si è ribellato, e il mio tentativo di rimetterlo in riga mi si è ritorto contro.     Il soggetto in questione è un Poncirus trifoliata (o Citrus triptera) desiderato fin da quand’ero ragazzina: ne aveva un...

29.09.2019

I settembrini / Gli astri di Virgilio

Vaporosi nuvoli velano i giardini d’autunno: trascolorano dai rosa ai cilestri, si sfrangiano nel bianco e nel porpora, nel violetto o nell’indaco, fin quasi ad esaurire tutte le sfumature del sereno, dall’alba al tramonto. Sono gli Astri Settembrini a dare alcune delle ultime pennellate di una tavolozza che tra poco tenderà ai bruni e ai grigi invernali. Nella gloriosa e innumere famiglia delle Compositae sono preziosi in questo scorcio d’anno quanto gli anemoni giapponesi, i crisantemi e le graminacee, con cui bene si accompagnano. Si tratta qui non delle varietà annuali, come il pur amabile Callistephus chinensis (alias Aster sinensis) dal grande fiore solitario, ma delle erbacee perenni, rizomatose, dai fusti eretti e ramificati, con foglie alterne, lanceolate, e brevi capolini...

25.08.2019

Implacabile simmetria / Cactus

Sono stata paragonata a una pianta carnivora, per esser precisi a una Drosera; e uno spasimante respinto mi ha assimilato a un cactus. Ne sono tutt’ora lusingata. Che imparino i maschi, e stiano in guardia. Così, giusto per avvisare, per quest’estate mi son fatta una sottana con una tela palermitana, decorata di bellissimi e colorati Fichi d’India in fiore (Opuntia ficus indica). D’altronde, mi adeguo al cambiamento climatico anche nelle mie mises.      Come s’è alzata la linea della palma s’alzerà anche quella dei cactus che, dai vasi, collocheremo in piena terra. Non mi dispiacerebbe avere un angolo del giardino con crassule e euforbie, agavi e cactus pasciuti e contenti come solo ne ho visti nel nostro sud, specie in Sicilia: Opuntia con le pale (cladodi) incoronate dai...

28.07.2019

Questa nostra vita / Dulcamara

Melanzane, pomodori, peperoni e peperoncini in giardino o sul balcone? Perché no! Sono piante belle nei fiori e nei frutti e gli inglesi le hanno accolte nelle loro aiuole da tempo.  Solo con le patate avrei qualche dubbio. Nessuno invece per il tabacco (Nicotiana tabacum) e  per tutte le nicotiane ornamentali dagli attraenti fiori imbutiformi e multicolori. Che hanno in comune queste essenze? Appartengono tutte alla numerosissima e importante famiglia delle Solanaceae, con esemplari che da tempo rallegrano il verde di casa come petunie, Dature e Brugmansie. Ma a queste ultime ho già dato. Vorrei invece soffermarmi sul Solanum jasminoides e sul Solanum rantonnetti, entrambi originari del Sudamerica. Il primo, sarmentoso, vuole un sostegno cui affidarsi e può svilupparsi in...

30.06.2019

L'idiozia della perfezione / Cipolle (e lampascioni)

Non entrai nel negozio del fioraio sfizioso che le esponeva in vetrina insieme agli ellebori. Ma sorrisi divertita e sgranai gli occhi davanti a quei vasetti di coccio in cui stavano allogate singole cipolle ramate o rosse, con il loro ventaglio di foglie cilindriche e un biglietto dalla grafica ben studiata. Come fossero presenze rare, or ora giunte da un lontano angolo di mondo nella loro camicia di seta lucida e frusciante. Non sembravano cipolle fresche, frutto di semina o bulbillo, piuttosto cipolle del raccolto precedente lasciate rigermogliare.     Gli inglesi ci hanno insegnato a guardare agli ortaggi con intenzioni non solo gastronomiche, e non sorprende trovarne accanto ai fiori tradizionalmente coltivati in giardino o in vaso. Siamo persino assuefatti alle aiuole di...

26.05.2019

Paulownia tomentosa, l’albero della Principessa

Le quattro di Place de Furstenberg, a Parigi, le più stuporose. In piena fioritura, paiono grandi candelabri lilla, che tendono i bracci fino ai piani alti dei fortunati edifici affacciati sull’isola tonda che le alberga. Più che una piazza, uno slargo in mezzo alla via omonima, un raccolto cortile pubblico assai charmant nell’area dell’antica abbazia di Saint Germain des Prés, scelto da Eugène Delacroix come sua ultima dimora, oggi casa-museo.  Ci capitai per caso un maggio di molti anni or sono, quando le quattro paulonie erano di eguale età e grandezza, e fu uno spettacolo da togliere il fiato. Ora, una sola delle originarie sopravvive, e l’asimmetria con le più giovani sostitute riduce l’effetto di magie étonnante. Chissà in Cina, da dove provengono, quali e quante venerabili...

01.05.2019

Il fiore del primo maggio / Mughetto

È fiorellino compunto, gentile, squisito all’olfatto, eppure chiamiamo mughetto anche una sgradevole infezione fungina delle mucose. Gli capita anche di essere classificato come Convallaria majalis, ma con il grugno del simpatico porcello nulla ha in comune. A chi non sia digiuno di lingua latina la denominazione botanica evoca all’istante le convalli e i pendii ombrosi nel momento dell’anno dai verdi più smaglianti: il maggio lussureggiante, il mese del rinnovamento da sempre e ovunque atteso e celebrato.  In Francia le muguet (da noix musquette, a sua volta derivato da musc, muschio) è il fiore del primo di maggio, ben prima che vi cadesse anche la festa dei lavoratori (Chicago1886, Parigi 1889). Fu Carlo IX di Valois nel 1561 a dare avvio alla tradizione di regalare in questo...

31.03.2019

Pallide e destinate a morir nubili / Primule

Tenerezza di una proda trapunta di primule. Tra l’erba non ancora rinnovata salutano ridarelle il bel tempo in arrivo. È vero, non esiste un unico fiore araldo della primavera, tuttavia il nome con cui Linneo le classificò le accredita di un prestigio maggiore tra le corolle presaghe di cieli azzurri, di sgeli e brezze frizzantine. Il genere accoglie alcune centinaia di specie, per lo più abitatrici delle zone fredde e temperate dell’emisfero boreale. Molte hanno la loro fascia d’elezione in Oriente: tra Cina e Giappone vegeta allo stato spontaneo la metà delle circa cinquecento specie conosciute, di queste numerose hanno scelto le alture himalayane. In Italia due sono quelle più diffuse: la Primula vulgaris, comune in tutto il territorio nazionale isole comprese, e la Primula veris, che...

24.02.2019

Hamamelis / Il nocciolo delle streghe

Witch hazel, nocciolo delle streghe, così americani e inglesi chiamano l’Hamamelis. Ma con la nostra avellana prediletta dagli scoiattoli non ha alcuna parentela botanica: questa appartiene alla famiglia delle Corylaceae, quella alla famiglia delle Hamamelidaceae, che ricomprende altre due interessanti essenze ornamentali: la Liquidambar e la Corylopis.  Quanto alle streghe, ecco la storia così come la racconta un’estimatrice di razza di questo «tesoro stranamente trascurato», Vita Sackville-West. I primi coloni che raggiunsero la Virginia notarono questo arbusto del sottobosco (Hamamelis Virginiana) somigliante al loro nocciolo; come erano soliti fare in patria, ne usarono i rami come strumento rabdomantico e, «poiché ogni ramo che si muove nelle mani deve necessariamente avere a...

07.02.2019

«Zan zafaràn momón» / Il lato oscuro di Nane Oca

Come già «Cisbicchio» e altre espressioni che vengono dal Pavano Antico di Giuliano Scabia, anche «Zan zafaràn momón» entrerà nel gergo domestico dei molti fan di Nane Oca e, ne siamo certi, farà concorrenza ad Abracadabra. Quando la lingua di un libro si fa anche lingua parlata dai suoi lettori è un segno di vitalità, cioè di grandezza. La formula magica che consente a Nane di spostarsi con rapidità supersonica e di togliersi d’impaccio di fronte ai casi rischiosi dell’ultimo viaggio iniziatico, risuona di frequente nel quarto romanzo della saga, dal titolo Il lato oscuro di Nane Oca, giunta (ahinoi!) al suo epilogo. Il lettore infatti non troverà in fine di volume le appendici consuete che confortavano sul possibile seguito delle storie. Tant’è che il Canzoniere ricamato di notte da...

27.01.2019

L'albero della morte / Tasso

In giardino c’è capitato da solo. Me l’avrà regalato un uccello, cui sono grata. S’è accasato sul confine, ai piedi di una quercia. Da piccoletto, l’ho spostato solo di qualche metro per dargli un po’ di respiro, il giusto spazio. È un tasso (Taxus baccata): in pochi anni ha superato i due metri di altezza, ma so che ora se la prenderà comoda, crescerà lento e, se non lo affligge qualche accidente, durerà centinaia d’anni. Posso solo immaginare come diventerà, come la ramificazione bassa, divaricata, si farà tronco – vecchio magro dalle placche brune – e chioma espansa. Intanto, godo la sua giovinezza di ragazzino sgraziato che urge verso l’alto le cime tenere, schiette e, in queste mattine di freddo chiaro, la macchia scura là sul fondo, contro il rameggio dei castagni nudi.   È...

25.12.2018

Le regine dei decori / Bacche per Natale

Brillano di giallo citrino le corone di spighe florali, nettarine e profumate, della Mahonia “Charity”, si posano piene di grazia sul buio delle foglie le corolle delle camelie Sasanqua, e i boccioli delicati del ciliegio invernale (Prunus subhirtella “Autumnalis”) si schiudono intrepidi sui rami nudi. Non è del tutto addormentato il giardino d’inverno, e in dicembre non si abbiglia solo di rari fiori che sfidano il gelo ma anche di bacche multicolori, regine dei decori natalizi, che vanno tenute in considerazione nel progetto dello spazio verde.      Ci sono arbusti magici dalle foglie persistenti che nei mesi freddi portano insieme fiori e frutti come l’amabile corbezzolo (Arbutus unedo): dondola grappoli di campanelle di cera e commestibili bacche vermiglie; o il...

02.12.2018

Scotano / L’albero della nebbia

«Hai mai visto il Carso in autunno, quando gli scotani sembrano prendere fuoco?», mi chiede Nicola, il giovane amico appassionato di piante e fiori. L’immagine innesca in entrambi un cortocircuito analogico: sarà mica stato uno scotano (Cotinus coggygria) il cespuglio di Mosè, che ardeva senza mai consumarsi?  In vero, l’angelo di Dio appare in un «roveto ardente» («et videbat quod rubus arderet et non conbureretur», Ex, 3, 2): ma, forse, tra la flora del monte Oreb è rubricato anche il nostro arbusto caducifoglio delle Anacardiaceae. Le sue radici tenaci son fatte per abbarbicarsi all’aspro delle rocce, insinuarsi in suoli magri e calcarei, anche in quelli desertici e subdesertici, dal bacino del Mediterraneo fino all’Asia centrale. Tant’è che un humus troppo ricco e irriguo ne...

02.11.2018

Odette de Crécy / Crisantemi

Parigi di fine Ottocento. Siamo in casa di Odette de Crécy. La voce narrante della Recherche ci introduce nel suo salotto preceduto da uno stretto vestibolo, alla cui parete, rivestita di un graticcio da giardino, ma dorato, era addossata per tutta la sua lunghezza una cassa rettangolare nella quale, come in una serra, fioriva un filare di quei grossi crisantemi ancora rari in quegli anni, sebbene non paragonabili alle qualità che gli orticoltori riuscirono ad ottenere in seguito. Swann era infastidito dalla moda di cui erano oggetto dall’anno precedente, ma questa volta lo aveva colpito piacevolmente vedere la penombra della stanza screziarsi di rosa, arancione e bianco grazie ai raggi odorosi di quegli effimeri astri che s’accendono nelle giornate grigie. Odette l’aveva ricevuto in...

30.09.2018

Jane Eyre / L’albero delle castagne, amare

Sacramentano i milanesi, perché gli gibollano le carrozzerie: in questi giorni di primo autunno i frutti dell’ippocastano (Aesculus hippocastanum) vengon giù con botti fragorosi. Ma io sto dalla sua parte: girino alla larga e non lo molestino posteggiandogli sui piedi. È un tipo solido, forte di tronco, alto di palco, infonde sicurezza da ogni ramo, vigore da ogni gemma, grossa e protetta da perule vischiose. A maggio, pure le pannocchie florali, erette, impettite all’apice delle fronde, danno un’idea della personalità e del carattere di questo individuo arboreo arrivato a Vienna dall’Europa Orientale nel XVI secolo.     È poi a Parigi nel 1615, per merito di Bachelier, e nel 1633 in Inghilterra, dov’è tenuto in gran conto per le sue qualità paesaggistiche. In Italia lo...

26.08.2018

Gli umili fiori dei boschi / Il trasformismo dei ciclamini

Come le viole dei campi, i ciclamini sono gli umili fiori dei boschi. Come quelle, reclinano il capo, non per modestia ma per diffidenza: almeno così azzarda la simbologia applicata al regno vegetale, forse per via del tubero velenosetto, saturo di saponine ma ghiotto boccone per i grifi suini, donde il didascalico nome popolare di panporcino. Anch’essi han battezzato un colore che, ciclicamente (l’avverbio è quanto mai pertinente), torna a tingere gli outfit femminili, specie d’estate quando il più profumato della famiglia, il Cyclamen purpurascens o Ciclamino delle Alpi, accende l’ombra del sottobosco.      Quel che più mi sorprende di questa piccola erbacea perenne, imparentata con le Primule, è il miracolo di trasformismo e d’ingegneria botanica di cui è capace. Chi...

29.07.2018

Cannabis sativa / Maria in giardino?

Lo so, vi piace la Maria (Cannabis sativa) e vi piacerebbe tenerla in giardino, anche solo per ragioni ornamentali, per quelle foglie diventate iconiche del ribellismo anni sessanta e settanta. Ora si può, purché siano piante con innocui livelli di Thc (tetraidrocannabinolo) e acquistate da coltivatori in regola con le disposizioni di legge. Tuttavia è fenomeno di nicchia, potreste trovarla in quel di Mantova, nei vivai di Canneto sull’Oglio (e ci mancherebbe! nomen omen), ma non figura rubricata dai cataloghi dei vivaisti di erbacee più rinomati.     Destino singolare quello della canapa. Prima del proibizionismo, l’Italia era seconda solo alla Russia nella coltivazione, che alimentava le imprese tessili e aveva le sue capitali produttive in Napoli e Bologna (le famose tele di...

01.07.2018

Salvus / Salvia, salvatrice!

Non preserva dalla peste bubbonica, benché probabile protagonista del bouquet di «erbe odorifere» che alcuni fiorentini portavano sotto il naso per cercare scampo alla «pestifera mortalità» del 1348: «andavano attorno, portando nelle mani chi fiori, chi erbe odorifere e chi diverse maniere di spezierie, estimando essere ottima cosa il cerebro con cotali odori confortare» (Decameron, Introduzione, 24).  Certo è che della salvia Boccaccio fa materia di novella per la giornata degli amori infelici dove, per paradosso, è causa di morte:   Era in quella parte del giardino, dove Pasquino e la Simona andati se ne erano, un grandissimo e bel cesto di salvia; a piè della quale postisi a sedere e gran pezza sollazzatosi insieme, e molto avendo ragionato d’una merenda che in quello orto ad...

27.05.2018

Blu in giardino / Ceanothus

Ah, che noia la mania del bianco assoluto! Negli arredi di casa: bianchi i divani, le lampade, i piatti; anche i libri, se mai ce ne fossero, solo con la costola bianca. E nei fiori: sul terrazzo bianchi i lillà, le ortensie e gli agapanto; recisi, nei vasi gli iris, le rose, i tulipani, i gigli sempre in candida livrea. Da quando Vita Sackwille-West, con il marito Sir Harold Nicolson, realizzò nel giardino del Castello di Sissinghurst nel Kent la room del suo White Garden, le essenze color latte sono divenute segno distintivo di eleganza e raffinatezza. E di snobismo floreale. Ma a Sissinghurst molte sono le stanze a tema, e quella bianca trova il suo senso, oltre che nella varietà dei verdi, nel dialogo con le adiacenti dai colori anche accesi, accostati con sapienza....

06.05.2018

Non vuole eccessi / Aglio

Come in cucina anche in giardino c’è chi dell’aglio non ne vuol sapere. Il suo potere anti vampiri non basta a renderlo amico, nemmeno quando si tratta delle più comuni zanzare, succhia sangue estive. Le sue salutifere virtù non sempre gli conquistano un posto d’onore sulle mense: si sa, non favorisce i tête à tête. Già Orazio nel terzo Epodo, dopo averlo definito «più terribile della cicuta», augura al «burlone» Mecenate, qualora imbandisca un’altra volta la mefitica focaccia, che la ragazza ripari il suo bacio con la mano, e vada a sedersi all’altro capo del letto: «manum puella savio opponat tuo, / extrema et in sponda cubet».    Dunque, perché un elogio dell’Allium come presenza irrinunciabile nelle nostre aiuole (e nelle nostre ricette)? Potremmo cavarcela con l’...