Fotoricordo
Elio Grazioli

Elio Grazioli è critico e docente di storia dell’arte contemporanea e della fotografia e fa a modo suo tutto quello che fanno i critici e docenti di storia dell’arte contemporanea e della fotografia.

26.02.2016

Pensare e scrivere da fotografo / Ferdinando Scianna. Obiettivo ambiguo

“La fotografia è stata e continua a essere per me una passione, la conquista di un linguaggio, l’occasione di incontri, lo strumento di un’avventura umana”: così nell’Introduzione alla prima edizione nel 2001, che rimane nell’attuale riedizione aumentata di Obiettivo ambiguo di Ferdinando Scianna. Chi lo conosce, anche poco, sa che questo è stato e continua a essere vero. Chi lo guarda con un po’ di distanza storica o critica, sa che questo è anche il suo limite, quello “umanistico” di dar per certi che questi – passione, conquista, incontri, avventura – siano dei valori incontestabili e incontestati. Di lui, lo dico subito, ciò che ammiro di più è la generosità non pelosa né affettata, anzi secca, quasi brusca, come quella dei timidi – non sembrerebbe che lo sia, così loquace e...

05.02.2016

100 anni DADA

Cento anni fa, il 5 febbraio 1916 apriva a Zurigo il Cabaret Voltaire e iniziava l’avventura, la rivolta, il ripensamento che si chiamò Dada. Destino scritto nella piccola storia, il Cabaret apriva in Spiegelgasse, vicolo dello specchio: nessuno avrebbe rispecchiato meglio la fase turbolenta, folle, caotica di quel momento. Occupava la sala di fondo di una taverna che dava sulla via, dove andava a mangiare anche Lenin. Zurigo era naturalmente una città di rifugiati che si riparavano dalla guerra e ospitava una quantità di personaggi di ogni sorta: c’era anche Joyce, che sta scrivendo l’Ulisse, c’erano i pacifisti raccolti intorno a Romain Rolland, che riceve il premio Nobel proprio quell’anno.   L’iniziativa del Cabaret...

15.12.2015

Mario Dondero, l'uomo

Non sono di quelli che possono vantare di averlo conosciuto bene e peraltro odio la morte e i necrologi, per cui mi si perdonerà il tono impacciato con cui scrivo di Mario Dondero in questa occasione. È che, ancor prima che il fotografo, è l’uomo straordinario che è stato, come tutti hanno testimoniato di lui fino a farne una leggenda proprio da questo punto di vista, a non permetterci un ricordo scontato. Generoso, umile, solidale, impegnato con tutti – purché non antagonisti politici! ancora negli ultimi anni rivendicava di essere “comunista” guardando gli interlocutori a cui si rivolgeva con sguardo sornione, non di sfida né di ironia –, ma soprattutto spontaneo in tutte le sue manifestazioni. La naturalezza...

03.12.2015

Gabriele Basilico, Marina Ballo Charmet: milanopiazzaduomo

Ha ragione Marco Belpoliti nel suo testo in catalogo, le fotografie di Gabriele Basilico per milanopiazzaduomo, la mostra in corso al Museo del Novecento di Milano, coniugano il vuoto sotto e l’infinito in cui sfuma l’orizzonte della città; tra il punto cieco, come anche lo chiama, e il desiderio di vedere tutto; tra la verticalità, forse l’abisso, il buco, e l’orizzontalità, la distanza, forse l’aura; tra la caduta e l’elevazione. Basilico le ha scattate per la maggior parte dalle guglie del Duomo, ma a guardarle una di seguito all’altra – e in ragione del loro taglio spesso obliquo – sembra quasi la sequenza di un volo, leggero, forse un sogno.   In realtà, oltre a vuoti e orizzonti, è anche...

08.10.2015

Visita allo studio di Nunzio Battaglia

A un primo sguardo lo studio di Nunzio Battaglia sembra dominato dall’accumulo e in fondo dalla casualità, ma subito ci si accorge di zone coerenti e alla fine si scopre che, anzi, l’artista ha disposto tutto in funzione di un percorso che ha in mente e che vuole farti seguire proprio in questo modo. Anche i suoi discorsi funzionano allo stesso modo: frasi interrotte, accenni, ammicchi, gesti che sostituiscono finali di frasi che lascia sospese perché sia tu a completarle dimostrando di essere entrato nell’argomento. E del resto ci tiene molto a far capire non tanto, direi, ciò che pensa, ma ciò che “vede”, in un senso, come spero di riuscire a dire, particolare ma completo, pluridimensionale del termine.     ph....

18.07.2015

Immagini nutrienti

Il testo è tratto dalla dal primo volume della collana IMM, Not Straight. Documento, piega, inganno, a cura di Elio Grazioli e Riccardo Panattoni, Moretti&Vitali editore.     Si dice da ogni parte che viviamo nell’epoca e nella società delle immagini, il che vuol dire non solo che ne siamo immersi ma anche che viviamo della società delle immagini, che ce ne nutriamo, che le immagini sono il nostro cibo quotidiano. Ma che cosa significa nutrirsi di immagini? Che cosa ci danno in pasto? Che cosa mangiamo di esse?     Quello della fotografia è un bacio di Giuda, dice Joan Fontcuberta, proprio quando cerca di farti credere di essere oggettiva e documentaria, ti sta tradendo e consegnando agli imbrogli della manipolazione....

12.06.2015

Cuore di tenebra

Mettiamo che abbiate un libro fotografico che si presenta in questo modo: in copertina un’immagine di una forma su fondo nero che potrebbe essere un fuoco d’artificio o un’esplosione nella notte, troppo filamentosa per far pensare a un’ameba e a molte altre cose in realtà, a me fa pensare anche a un occhio, a quello con lunghe ciglia di Man Ray, a quello tagliato da Buñuel nel Chien andalou con la nuvola che contemporaneamente attraversa la luna. Autore e titolo lo trovate solo sulla costa. L’autore facciamo che non lo conosciate, il titolo è It Seemed As Though the Mist Itself Had Screamed (Sembrò che la foschia stessa si fosse messa a urlare). Ha tutta l’aria di essere una citazione e infatti trovate facilmente che viene da...

01.05.2015

Oggetto libro

Chi ama i libri, li ama anche come oggetti – o forse… che amore è questa manipolazione, questo tormento, certa deformazione, certo annullamento? Forse in realtà chi ama vorrebbe che l’oggetto fosse diverso, che significasse altro. Forse c’è non un rispecchiamento ma un riflesso distorto di sé nel libro trasformato dagli artisti. Forse la storia del libro nell’arte dell’ultimo secolo andrebbe riletta anche in questa chiave. L’arte contemporanea ha usato i libri spesso come elementi di opere o opere essi stessi, passando dal libro oggetto parte di un’opera alla trasformazione del libro come oggetto, nei suoi componenti e aspetti materiali. Molti li collezionano, alcune volte vengono anche esposti, raramente una...

12.02.2015

Ugo Mulas. Sensitive Surface

La mostra di Ugo Mulas alla galleria Lia Rumma, a Milano, è una mostra esemplare, da non perdere. La galleria, com'è noto, è su tre piani. Al pianoterra sono esposte solo quattro Verifiche: la prima e l’ultima insieme sulla parete di fronte all’entrata, la seconda e la penultima sulle altre due pareti, una di fronte all’altra. È la doppia cornice delle Verifiche, come ho già avuto occasione di far notare: la prima e l’ultima con il rullino stampato nero e la seconda e penultima i due “autoritratti”. Non è superfluo farlo notare di nuovo qui, si vedrà subito perché, la doppia cornice significa che Mulas identifica la propria opera con se stesso, persona e fotografo, come si suol dire, mettendo...

02.12.2014

Mois de la Photo à Parigi

Confesso che era da tanto che cercavo di mettere a fuoco quello che mi è capitato di trovare come per caso a Parigi, alla mostra di Garry Winogrand tuttora in corso al Jeu de Paume. Winogrand naturalmente è famosissimo, certe sue immagini le abbiamo in memoria tutti, come quella della coppia mista, lui afroamericano e lei caucasica, entrambi con in braccio una scimmietta, o quella dell’infilata di persone sedute sulla panchina nel parco, o quella ancora dell’American Legion Convention con il vecchio mutilato ignorato da tutti gli astanti.   È il Winogrand degli anni sessanta, quello del cosiddetto “paesaggio sociale”, a caccia di scenette che ci restituiscono il sapore e il senso della società di quel periodo attraverso gli angoli...

20.10.2014

Haris Epaminonda: un libro come esperimento

Chapters I-XXX di Haris Epaminonda, artista cipriota già assurta alle glorie internazionali di grandi manifestazioni come Documenta e Biennali varie, in Italia recentemente vista alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia e alla galleria Minini di Brescia, si presenta come un elegante cofanetto di color azzurro (azzurro Spalletti, mi verrebbe da dire, anche per la qualità tattile delle superfici), con tutte le informazioni riportate in un lungo colophon sul retro della scatola e un breve testo direttamente sulla copertina. Tutta la parte testuale fuori, dunque, mentre all’interno troveremo solo immagini e didascalie.   Il testo dice: “Ripercorrendo alcune delle nozioni e degli spunti narrativi incastonati in Chapters, un film a 16 mm girato a Cipro nel...

29.07.2014

Santarcangelo dei Teatri infrasottile

Sono stato invitato al Festival di Santarcangelo dal collettivo Tipografia Testamento all’interno di un suo progetto che si articolava in dieci interventi di altrettanti invitati sparsi in giorni diversi del Festival sul tema dell’effimero, dell’appena visibile, della traccia minima. Hanno pensato a me a partire dalla lettura del mio libro sulla polvere in arte e io ho raccontato loro della mia ricerca attuale intorno all’idea di “infrasottile” che ne è per molti versi lo sviluppo.                                              Il marchio...

22.07.2014

Il tempo di leggere prima di partire

Si parte, si chiude, si prende tempo, si smette di lavorare e si sta all’aria aperta. E soprattutto si legge. I libri appena usciti, quelli che abbiamo in casa, quello appena comprato o quelli consigliati e accumulati.     Sono geloso delle mie letture, almeno tanto quanto spio sempre quelle degli altri, i libri sui loro tavoli e perfino quelli che stanno leggendo i vicini sui mezzi pubblici, per non parlare di quelli nelle conversazioni delle serate con persone che non conoscevo prima. Le ragioni della gelosia sono sempre un po’ insondabili un po’ sempre le stesse, in questo caso anche inutili, quindi non mi dilungo. Giocherò quindi il gioco mescolando sincerità ed altro, i libri e sé.   Anch’io prima di partire per una...

25.06.2014

1913. L’anno prima della tempesta

Bella idea, di quelle che fanno invidia, scrivere un libro su un anno, e un anno d’effetto come quello che precede una grande guerra, abbastanza lontano da essere ammantato di storia, ma anche abbastanza vicino da evocare situazioni che interessano a tutti, cento anni fa, così è anche un anniversario tondo.   È l’idea di 1913. L’anno prima della tempesta di Florian Illies (trad. it. Marsilio, Venezia 2014). Un libro piacevolissimo, scritto con eleganza, senza pedanteria, pieno di fatti, narrazioni, aneddoti, citazioni, curiosità, incentrato sui fatti artistici, letterari e visivi, ma anche storici naturalmente e con finestrelle che aprono su ogni altro aspetto del vivere sociale. Un anno fantastico: la Vienna di Freud, Schnitzler,...

29.05.2014

Sara Benaglia. Casting the circle

Credo che l’assunto di partenza a cui tutti possiamo in qualche modo aderire è che l’arte ha a che fare con un modo diverso di pensare, non fosse che passa attraverso il visivo piuttosto che altri linguaggi. Non si storca dunque il naso di fronte al rimando di questo ciclo di opere di Sara Benaglia alla telepatia, e vi si scorga invece subito, sotto il velo della parapsicologia, il gioco sottile tra l’esoterismo e la dimensione popolare, diciamo pure “tele-visiva”, che lo amplifica. Non è così, televisivamente, che sembrano passare la maggior parte dei messaggi oggi?     Benaglia doveva passare per il Giappone per raggiungere questo ultimo esito: lì la disciplina è una forma misteriosa che sembra appunto...

28.05.2014

The Divine Comedy : Entretien avec Simon Njami

versione italiana   Elio Grazioli : Je dis tout de suite que j’ai trouvé l’idée de l’exposition magnifique, mais je voudrais voir avec toi si ça correspond à l’idée que je m’en suis faite. Donc je commence par te demander : pourquoi la Divina Commedia? Évidemment Dante a su élaborer une histoire qui est un des archétypes des manières de raconter et de voir : le voyage dans l’autre monde qui offre la possibilité de parler de celui-ci et de donner le plan de la culture, du savoir. Sommes-nous encore à la recherche d’un Grand Récit, comme on dit? Est-ce surtout l’Afrique? Ou est-ce pour lire, interpréter l’Afrique?   Simon Njami...

12.05.2014

Divina Commedia africana

  version française   Al Museo d’Arte Moderna di Francoforte è in corso una grande mostra che nasce da una strana idea: la Divina Commedia dantesca interpretata da artisti visivi africani. Operazione azzardata, come si comprenderà, ma davvero curiosa. Lusinghiero per noi è intanto constatare che la Divina Commedia sia considerata un classico anche in Africa, il che non è scontato, mi pare, anche in tempi di globalizzazione della cultura. Azzardata perché le culture di riferimento sono così diverse che il risultato dell’incontro è imprevedibile, tanto più in tempo di postcolonialismo. Curiosa proprio per questo: come leggono gli «africani» – metto tra virgolette perché...

08.05.2014

Larry Fink. Social Graces

È sicuramente la galleria più piccola di Milano, quattro metri per quattro forse neanche, in cui una parete ha pure davanti un tavolo e un’altra ha una grande finestra che la occupa quasi per intero. Eppure il suo intelligente gallerista, Sebastiano Dell’Arte, vi infila una mostra più interessante dell’altra, proprio grazie a lui innanzitutto, che valorizza ogni opera, di cui a richiesta vi sa non solo dire tutta la storia, ma le ragioni e la qualità.     Le mostre collettive non avranno temi rigorosi o all’insegna delle parole d’ordine attuali, ma la scelta è sempre motivo di una scoperta, di un’invenzione, di una passione. Nomi famosi e nomi meno, un dipinto monocromo insieme a una fotografia di...

30.04.2014

Panchine

Sto seduto su una panchina in Parco Sempione, a Milano, e leggo una recensione del recente libro di Michael Jakob sulla panchina... Mi viene voglia di scattare una fotografia alla panchina vuota che ho di fronte, o magari a quelle altre più lontane, ma la riproduzione del bellissimo Nella serra sul giornale mi inibisce. Mi guardo intorno, cerco in testa un’idea, rileggo la recensione e a questo punto mi chiedo: nel libro di Jakob sarà dedicato spazio anche alla fotografia? Dalla recensione parrebbe di no. Peccato.   Édouard Manet, Nella serra, 1879   Mi viene allora in mente il bellissimo pezzo di Geoff Dyer sulle panchine in L’infinito istante, un libro prezioso. Vi ricordate? “Sebbene possa essere usata come tale, una panchina non...

11.04.2014

Enrico Bedolo. Life in File

Scrive Enrico Bedolo a proposito del suo progetto Life in File esposto dall’11 aprile alla Libreria Ars di Bergamo: “L’ombra si proietta proprio in quell’angolo dove si consuma la realtà [...] Non è questione di finiture, resa, durata o semplicemente che tutto dista a pochi minuti da dove siamo giunti. È che i confini sono linee trasparenti e in qualche modo infinitamente riscrivibili, ammesso che ce ne siano”. Davvero in ogni immagine è in gioco il limite dove finisce la realtà e comincia qualcos’altro. Che cosa? La finzione? Il sogno? L’illusione? L’illusione non si oppone alla realtà, diceva Jean Baudrillard, non c’è opposizione tra le due, che darebbe all’una il compito di...

28.10.2013

Arthur Danto in memoriam

Poco dopo aver ricevuto la notizia della dipartita di Arthur Danto e l’invito a scriverne qui, scusatomi di essere in viaggio e di non poter far fronte alla richiesta, entro in visita al Convento dei Cappuccini di Via Veneto, a Roma. È la prima volta e, confesso, non so che cosa mi aspetti, per cui, immerso in pensieri di “morte dell’arte”, di determinati percorsi e teorie dell’arte, tesi fondamentale di Danto, mi trovo in quel luogo di fronte a due aspetti opposti, per me entrambi scioccanti, di riflessione sulla morte.   Il primo incontro, in ordine di percorso nella visita, è il San Francesco in meditazione del Caravaggio. Lo shock consiste in questo: lo vedo solo io, è una mia proiezione, o i buchi e le pieghe sulla manica...

25.09.2013

Sophie InTreatment

Ecco perché non mi ha mai convinto fino in fondo il lavoro di Sophie Calle, nonostante, nessuno lo nega, l’interesse e i meriti. Mi è sempre rimasto un che di amaro in bocca e alcune sue opere mi sono sembrate francamente fuori registro per un’artista così intelligente ed esperta. La ragione emerge in me come per caso alla fine della 41a puntata della prima serie di InTreatment, il serial televisivo (edizione americana) con lo psicoterapeuta, che vedo ben cinque anni dopo.    L’unico caso che si risolve positivamente, quello di Sophie (che caso!), si conclude con il saluto del terapeuta che dice alla ragazza: “Abbi cura di te”. Una battuta naturale e scontata, si dirà, ma non è proprio questo ciò a cui...

17.07.2013

Oracoli, santuari e altri prodigi

Un libro davvero particolare (Dino Baldi, Marina Ballo Charmet, Oracoli, santuari e altri prodigi. Sopralluoghi in Grecia, Humboldt Books/Quodlibet), sia per il testo che per le immagini, e naturalmente per il loro rapporto, visto che i due autori, Dino Baldi per il testo e Marina Ballo Charmet per le fotografie, hanno fatto sì il viaggio insieme, ma la fotografa non si è data pena di accompagnare il testo e si è ritagliata uno spazio a sé. Due lavori autonomi dunque, quello di Baldi e di Ballo Charmet, anche se legati da una sicura sintonia.     Per il testo richiamiamo solo questa dichiarazione d’apertura perché ha a che fare con l’immagine: "Non credo serva a niente, oggi, andare in Grecia con gli occhi del...

24.06.2013

Tavoli | Marina Ballo Charmet

Nonostante ci siano due sedie disposte sui lati del tavolo, la fotografia pare a testa in giù perché i libri sono tutti rivolti verso l’alto – perfino il cd. “Giusti” sono invece entrambi i computer, cioè le tastiere. Che vi sia una voluta contrapposizione tra lettura e scrittura? La domanda mi fa sorridere, perché, per come conosco Marina Ballo Charmet, colta e concentrata sulle sue conoscenze ma al tempo stesso così restia ad esibirle e a scriverne, questo tavolo pare proprio la foto della sua testa. Lei protesta, perché, dice, è stata scattata senza lasciarle il tempo di mettere a posto le cose. Ma appunto!   L’idea della testa mi viene naturalmente anche dall’inquadratura azimutale, dove lo...