AUTORI
Bertram Niessen

Ricercatore ed artista elettronico. Come docente, autore e progettista si occupa di uno spettro  ampio di argomenti: spazi urbani, economia della cultura, DIY 2.0 e manifattura distribuita, culture della rete e della collaborazione, innovazione dal basso. Al cuore di tutto c’è un forte interesse per l’intersezione tra cultura, tecnologia e società, e la convinzione che ci sia il bisogno di nuove forme di azione sociale e politica. Dal 2012 è tra gli ideatori e il project manager di cheFare, premio da 100.000 euro per progetti di innovazione culturale promosso da doppiozero. Come sociologo, dal 2003 insegna in corsi graduate e post-graduate un ampio spettro di materie, dalla metodologia della ricerca alla sociologia della cultura, passando per la sociologia urbana e le nuove tecnologie per la ricerca sociale. Nel 2009-2010 è stato ricercatore post-doc all’Università di Milano, lavorando sui progetti della Comunità Europea EDUFASHION e Openwear (economie P2P, crowdsourcing, moda e design). Ha svolto un PhD in Urban European Studies all’Università di Miano-Bicocca, investigando le relazioni tra città, economia della creatività e processi d’innovazione sociale. Nel 2001 è stato membro fondatore del collettivo sperimentale di arte elettronica otolab, con il quale indaga la rappresentazione drammaturgica del suono ed insegna Performance Audiovisiva alla NABA di Milano e in vari altri luoghi). Collabora con doppiozero, il Center for Digital Ethnography, la Foundation for P2P Alternatives e Digicult. Scrive spesso, dove capita.

10.09.2012

#opensourcecure. Malattia, cura collettiva e nuove forme di opportunità

Questa mattina ho saputo che Salvatore Iaconesi ha un cancro al cervello. Io l'ho letto su  Facebook. Lui l'ha saputo ieri, il 9 Settembre 2012, dai medici.   Non conosco bene Salvatore, anche se abbiamo amici in comune e sono molti anni che lo incrocio digitalmente nei terreni dell'arte elettronica. Quest'estate ci siamo sentiti più spesso perché stavamo pensando a dei suoi articoli per doppiozero. Poi, qualche sabato fa, abbiamo chattato brevemente: lui a Roma e io a Milano, entrambi a lavorare al caldo, senza poter passare dagli amici comuni che lavoravano su GranTouristas per la Biennale di Architettura. Nei giorni seguenti emergono alcuni pezzi di informazioni: una sua foto con la testa fasciata, i suoi scherzi su alcune Fan Page...

20.07.2012

Undici anni fa era Genova

Io alla fine a Genova non ci sono nemmeno entrato. Avevamo organizzato una serie di azioni situazioniste ai margini della città, tirando in mezzo anarcosurrealisti, raver, ex pornostar, punk e transgender. Dicevamo che il G8 era un cul de sac, e che dovevamo ignorare gli appuntamenti fissati dal potere per cercare nuove forme di liberazione libidinale. Ma dopo aver visto quello che era successo venerdì ci era un po’ passata la voglia di godere.   Abbiamo fatto tutta l’autostrada intorno a Genova guardando la città che bruciava. C’erano colonne di fumo che salivano ovunque. I. ci telefonava per dirci: hanno ammazzato una persona, no due, no tre, no due, non entrate in città che sparano. Quando abbiamo visto le immagini di Carlo...

14.05.2012

Le sette anime dei makers

L’improvvisa attenzione dei media per il fenomeno dei Makers è da rintracciare in due eventi principali: World Wide Rome, un grande meeting in stile TED organizzato a marzo da Riccardo Luna – ex direttore di Wired Italia ed oggi tra i principali divulgatori italiani nel campo dell’innovazione e delle nuove tecnologie – e The Future in the Making, mostra organizzata da Domus durante la Design week di Milano. Ma cosa vuol dire esattamente Makers? Con questo termine si intendono in realtà pratiche, filoni di ricerca e visioni molto diverse tra loro.   In senso stretto, con Makers si intende una sottocultura di origine statunitense incentrata sul fai-da- te tecnologico (chiamato da molti D.i.y. 2.0) che si organizza attorno alla rivista Make e che...

09.05.2012

I dead media ed il futuro del libro aumentato

Il libro sopravviverà all’e-book? Fra dieci anni dalle case saranno scomparsi i volumi dagli scaffali? Oppure il libro resisterà e si troveranno nuove forme di distribuzione e di consumo in grado di rinnovarlo? Sembra che non ci sia modo di sfuggire al dibattito sulla morte del libro. È un discorso perseguitato dallo spettro dei dead media, i media defunti: quei supporti che sono stati dati per scontati per tempi relativamente lunghi e sono poi scomparsi velocemente, a causa di  trasformazioni strutturali nelle sfere tecnologiche ed economiche. Relegati, improvvisamente, al ruolo di mere curiosità o oggetti di culto. È il caso delle musicassette, dei VHS, dei floppy disk e – prossimamente – dei CD, soppiantati da tecnologie di...

23.03.2012

Materializzazioni

Dopo il 2011 la portata del cambiamento introdotto dal Web 2.0 e dai social network è ormai accettata dall’opinione pubblica. Per non farsi trovare impreparati da quello che verrà dopo occorre confrontarsi con un dato di fatto: la rivoluzione industriale basata sull’informazione non è al suo punto di massima espansione. Anzi, è appena cominciata. Quando si parla di informatica si pensa soprattutto all’impalpabile, a nubi di dati che si spostano per il mondo comparendo sugli schermi. L’e-book è l’alfiere di questa visione, perché porta con sé immagini di scaffali dai quali scompaiono i libri e di hard-disk nei quali si moltiplicano i file. In effetti, dobbiamo prepararci alla scomparsa, o almeno alla riduzione,...

24.01.2012

Il Web non-lineare. Otto mesi di Web Analysis

Dalla primavera del 2011, quando abbiamo inaugurato lo spazio di Web Analysis, sono cambiate molte cose. Il panorama mediatico italiano sembra aver iniziato a scongelarsi, e molti si sono improvvisamente resi conto che sono passati quasi vent’anni da quel gennaio del 1994 in cui le televisioni hanno trasmesso per la prima volta l’inno di Forza Italia – consegnando il paese ad un lungo sonno a reti unificate. Molti hanno visto un’assonanza tra le rivoluzioni della primavera araba, gli indignados spagnoli, il movimento Occupy, e quello che è accaduto in Italia con l’arrivo del “vento arancione” delle elezioni di Milano e Napoli e dei referendum. Tutti fenomeni apparentemente poco prevedibili, caratterizzati dalla spontaneità e...

20.12.2011

The Social Formigoni

Il video che sta sotto queste righe è un prodotto mediale peculiare. La prima volta che l’ho visto ho pensato che si trattasse di un falso, uno dei tanti remix non ufficiali ai quali normalmente non si dedica attenzione. Ci sono ritornato sopra qualche giorno dopo mentre cercavo materiale sugli strafalcioni di comunicazione politica del centro-destra attraverso i nuovi media, e mi sono reso conto che si trovava sull’account originale. Quello che vedete qua sotto non è un falso. È stato veramente realizzato dai collaboratori del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In una faticosissima serie di scenette mute, il nostro mima la sua presenza sul web 2.0. Passeggia avanti e indietro per tempi irragionevolmente lunghi, con il sottofondo di un...

16.11.2011

Oltre Wikileaks e l’emergenza della partecipazione

A dispetto del titolo, il libro di Micah L. Sifry Oltre Wikileaks, Il futuro del movimento per la trasparenza tratta solo marginalmente di fughe di notizie. “Leak” in effetti si traduce con “fuga di notizie”, e viene usato come suffisso per il nome di molte piattaforme di raccolta, verifica e condivisione di dati segreti nate dopo il boom di Wikileaks, come OpenLeaks e GlobalLeaks. Ma lo scenario tratteggiato da Sifry (co-fondatore di Personal Democracy, forum che si occupa della nuova partecipazione politica attraverso le tecnologie digitali) è molto, molto più ampio.   I due concetti cardine del libro sono l’Open Government - nuove strategie di organizzazione della pubblica amministrazione, secondo i criteri di trasparenza ed...

18.10.2011

I Neri

Quello che è successo a Roma sabato ha sorpreso molti, non solo gli ottimisti. Conosco alcuni organizzatori che si sono spesi per mesi in vista di quello che pensavano sarebbe stato un pacifico riproporsi delle manifestazioni spagnole e statunitensi. E non sono certo degli ingenui. Per capire davvero cosa è accaduto ci vorrà del tempo.   Per il momento ci sono le analisi a caldo dai social network e dei media. Mi sono preparato alla manifestazione seguendo, tra le altre, la lista creata da Wu Ming con 35 giornalisti e mediattivisti affidabili, che vale ancora la pena di consultare per le analisi su ciò che è accaduto. E di tweet a Roma in quelle ore ce ne sono stati tantissimi, come dimostra l'analisi di 20000 messaggi fatta dal...

25.07.2011

Il trota, Youtube e il sapore sbagliato

Scrivere un articolo su quello che sembra stia diventando un nuovo meme richiede tempismo. La cosa ti può colpire per il materiale in quanto tale, ma nell’enorme mole di dati che girano quotidianamente on-line è importante il fatto che i commenti e le condivisioni del tuo network ti spingano a rivedere, riconsiderare, dedicare più tempo, cambiare lo sguardo. Le tue reti sono le tue antenne, i tuoi filtri, una parte di intelligenza collettiva che lavora assieme a te. Per un giorno ci pensi ogni tanto, in bicicletta e in fila al supermercato.   Poi ad un certo punto lo vedi. La videointervista a Renzo Bossi al convegno “Vecchia TV vs nuova TV”. Dotato in qualche modo di vita propria, di un’unitarietà simbolica che lo fa emergere...

16.06.2011

Twitter Revolution? Social Network e cambiamento politico

Con questo articolo doppiozero inaugura una serie di riflessioni sul ruolo della Rete, dei social networks e delle nuove tecnologie nei cambiamenti sociali, culturali e politici degli ultimi anni. In seguito alla pubblicazione di alcuni articoli sul tema si è sviluppato un animato dibattito, sia all'interno della redazione che sul sito e sui social networks. Le posizioni sono eterogenee e si basano su interpretazioni anche molto diverse tra loro. Dato che intendiamo doppiozero soprattutto come uno spazio di confronto per la critica culturale, abbiamo deciso di chiedere ad alcuni autori di riflettere sull'argomento, in modo da restituire la complessità con cui si articolano le posizioni. Buona lettura.     Fin dai giorni delle rivolte iraniane...

01.06.2011

Elezioni in rete

Il rapporto tra centrodestra milanese e comunicazione on-line durante le ultime settimane è stato un calvario, uno strazio, un’agonia. Al punto di far venire voglia a molti di astenersi dall'infierire. Chissà perché, poi, alla fine nessuno l'ha fatto.   Nel 2001, il rapporto tra Internet e campagne elettorali venne improvvisamente alla ribalta dei media tradizionali, quando iniziarono ad apparire su blog e siti manifesti elettorali rielaborati. L’obiettivo principale, anche se non esclusivo, fu Silvio Berlusconi, i cui slogan di chiara derivazione pubblicitaria si prestavano particolarmente: “Meno tasse per Titti”, “Un impegno concreto: il mare a Milano”, etc. Si trattava della riproposizione di massa di una...

24.05.2011

Letizia e Twitter: se Sucate non ci fosse, bisognerebbe inventarla

Osservare il centrodestra milanese alle prese con i social network è affascinante come guardare uno scimpanzé giocare con un teodolite. È perverso, voyeuristico e commovente. In questi giorni di campagna elettorale milanese, tra la prima tornata e il ballottaggio, le opinioni sul ruolo giocato dalla comunicazione negli esiti del primo turno si sono sprecati. Un dato evidente è la scarsissima capacità comunicativa dimostrata da vari attori del centro-destra: la competenza che questo ceto politico ha strutturato e messo a frutto in quasi vent'anni di supremazia televisiva si è rivelata incapace di rinnovarsi per mezzi di comunicazione diffusa e veloce, come Twitter e Facebook. Al contrario, è chiaro che proprio la logica “push...