Scritture

La Giornata internazionale delle persone con disabilità / La violenza della parola pura

Ricorre, nel discorso dei Disability Studies, l’omologia tra la forma dell’affermatività disabile e ciò che viene chiamato minority model, la modalità di lotta iniziata negli anni Sessanta da gruppi minoritari, donne, afroamericani, LGBTQI+, e in qualche modo è così: una rivendicazione su base identitaria vincolata a un’interpellazione parziale determinata dal genere, dall’origine etnica, da condizioni esistentive particolari. Forse però il modello andrebbe predatato di quasi due secoli, per coglierne la matrice nella nascita e nell’affermazione della comunità Deaf. Non sto dicendo che vadano predatati i Disability Studies, e ciò per una ragione semplice e insindacabile: le persone Sorde non si considerano disabili, ma minoranza linguistica.   Lennard Davis, teorico dei Disability...

Giorno 3 / I puntini della storia

Il Libro della Storia è uno dei più grandi tesori della Terra di Oz. È un libro magico, posseduto e letto solo dalla regina fanciulla Ozma. Nelle sue pagine sono scritte, nel preciso istante in cui si realizzano, tutte le vicende che accadono in quel mondo e nei mondi di fuori. Ogni avvenimento è registrato accuratamente ma in modo sintetico, senza ambiguità o lacune. In esso non sono previsti errori perché il linguaggio è univoco e vero. Il Grande Libro della Storia rappresenta il mondo nella sua totalità, dove non si danno vuoti, dove ogni punto è parte di un’infinita catena dell’essere.      Chi, tra i governanti, non desidererebbe possedere un libro simile dove tutto è chiaro e niente può sfuggire al Lettore-Sovrano? È un’immagine potente, ma al tempo stesso terribile,...

Giorno 2 / L’interprete

«Cos’è un interprete?» chiede Testadizucca nel Mago di Oz. «Qualcuno che conosca sia la mia lingua sia la tua. Quando io dico qualcosa, l’interprete ti riferisce quel che ho detto; e quando dici qualcosa tu, lui traduce per me», risponde lo Spaventapasseri.   Qualcuno che conosce le due lingue, e tuttavia aspira, traducendole, a farne-dirne una sola, a cogliere di entrambe le sfumature al punto che diventi difficile dire, Questa è la mia lingua e quella è la tua. Difficile dire, Io sono di qui, tu sei uno straniero. Al suo tavolo con carta e penna, sul palcoscenico col proprio corpo, davanti al suo spartito con il proprio strumento, l’interprete dà voce. Una voce dapprima sommessa, talora stridente, poi sempre più morbida, consapevole e convinta, tanto da poterne infine ridere di...

Perdersi tra le righe / Tanti modi per leggere

Lettura profonda    Nel Trattatello in laude di Dante, Boccaccio racconta che l'autore della Commedia, trovandosi a Siena nella bottega di uno speziale, scovò un libro che non era ancora riuscito a leggere. Mentre in città imperversava la festa, l'Alighieri si immerse nella lettura:    Mai non fu alcuno che muovere quindi il vedesse, né alcuna volta levare gli occhi dal libro: anzi, postovisi quasi ad ora di nona, prima fu passato vespro, e tutto l’ebbe veduto e quasi sommariamente compreso, che egli da ciò si levasse.   Gli amici rimasero sorpresi dalla sua capacità di concentrazione, in tutta quella confusione, e dal fatto che Dante non si fosse accorto di quello che stava succedendo tutto intorno a lui. Più di un secolo dopo, nella celebre lettera del 10...

Giorno 1 / Strega ultima

“Dgvintaréi coma me”, diceva, attorcigliando la cinta del suo grembiule attorno alla mia vita, ogni sera, al ritorno dai campi, e borbottava sempre la stessa formula con un ritmo salmodiato: “Aceè e’ mêl u’t starà luntân”. Ma non volevo diventare come lei: era vecchia, aveva mani grosse e dure, e il loro tatto spesso mi dava i brividi; la gente diceva che era una strega perché parlava coi morti. Aveva un gran dolore di essere viva, e il pozzo, a cui si affacciava agitando nell’aria i suoi lunghi capelli bagnati, sembrava il posto dove poteva essere quel che non era. A volte mi sollevava da terra per farmi guardare in fondo al pozzo: “A vidat? Là zo u j è e’ zil”.   Ma non era vero, non c’era il cielo, solo un gran buio, un’eco assordante del boato della nostra voce, appoggiata là,...

Folte fronde e legno duro / Carpino, un albero charmant

I francesi lo chiamano Charme, e di fascino il carpino ne ha da vendere. Bianco o nero per me pari son: il Carpinus betulus (carpino bianco o comune) e l’Ostrya carpinifolia (carpino nero o carpinella), ordine Fagales, famiglia Corylaceae, la stessa dei noccioli. Belli entrambi, specie nei giorni d’inizio autunno quando le foglie dalla cima, e gradualmente giù giù fino alle falde inferiori, cominciano a virare nel giallo, e il verde piglia quella sfumatura olivastra così inconfondibile. Confesso: ho un debole per questi alberi in questo preciso momento dell’anno. Sarà perché il mio moroso ha gli occhi proprio di quel colore lì, sarà perché uno (bianco) mi è capitato in giardino e l’ho tirato su aiutandolo a destreggiarsi col grande, vecchio e competitivo castagno che lo costringe in...

Piero della Francesca / Alla ricerca di Piero. La casa di Sansepolcro

All’ombra dei personaggi famosi prospera un sottobosco di figure minori, le cui azioni risultano indissolubilmente intrecciate con il nome di qualcuno incomparabilmente più celebre di loro. Viaggiare per visitare le case di donne e uomini illustri significa alla lunga scontrarsi con questa evidenza, per cui ciò che chiamiamo storia è l’annodarsi di vicende vicine e lontane, minori e maggiori, luminose e in ombra. Capita così a noi, addentrandoci in quell’angolo tra l’Umbria e le Marche, tra Città di Castello e Pieve Santo Stefano, alla volta della casa natale di Piero della Francesca a Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Nelle stanze semivuote, arredate oggi con alcune piccole mostre (pittura, oreficeria), incontriamo presto un nome che entra a pieno titolo a far parte della storia della...

Un giorno alla volta / Sono una giocatrice compulsiva

Fino alla primavera del 2006 di mio padre sapevo tre cose: che lavorava tanto, che andava sempre a messa, e che non m’aveva mai detto brava. Quell’anno, una domenica, vengo a conoscenza della quarta: mio padre gioca d’azzardo. La sala in cui si rinchiude ogni giorno si trova a piazza Cola di Rienzo. La sala ha aperto da poco, eppure io che lavoro in una Concessionaria Giochi non lo sapevo.  Mio padre per sé non ha mai comprato niente. Una volta, da ragazzina, l’ho visto arrotolarsi uno spago intorno ai pantaloni perché gli si era rotta la cintura. Però la matta di casa ero io, la figlia storta dell’Avvocato, l’unica, quella che non ha il senso del denaro. Una mattina lo seguo nella sala giochi. Il locale è privo di finestre. Le macchine, che sembrano cento, o mille, rullano e...

Un lemma al giorno per trentuno giorni / Calendario dell'Avvento di Oz

Frank Lyman Baum, autore delle storie del Mago e di Dorothy, amava gli anniversari. A intervalli più o meno regolari nei suoi quattordici Libri di Oz (Einaudi) organizza per i suoi piccoli e grandi lettori feste di compleanno sontuosamente dettagliate. A essere celebrata di solito è Ozma, la principessa di Oz e ai suoi mirabolanti party lo scrittore invita sempre, nel suo bulimico amore per la promiscuità, schiere di personaggi affini o incompatibili, passati, presenti o futuri, tratti dai suoi libri e dalle sue storie, non solo quelle di Oz. A una delle feste fa il suo ingresso trionfale addirittura Babbo Natale. Ognuno di questi personaggi porta con sé un dono enigmatico, ma soprattutto l’alone esotico dell’unicità del suo mondo: la seduzione di origini inconsuete, l’ombra di un’...

Valore, potere, alleanza / Alcune osservazioni sulla "forza della parola"

"La forza della parola" è il tema che gli organizzatori del festival Kum (Ancona, 18-20 ottobre 2019; ideatore e direttore: Massimo Recalcati) hanno proposto al latinista Ivano Dionigi e a me, per un dialogo che si è infatti tenuto la sera del 19 ottobre. Sono qui raccolte alcune delle schede che avevo preparato per l'occasione e alcune annotazioni prese successivamente.    La parola parola. Parola, si sa, è una parola e fra le parole è una delle meno univoche. La parola è il vocabolo ("ossesso è una parola palindromica") ed è l'impegno del locutore nel proprio discorso ("ti do la mia parola"); è la facoltà ("il dono della parola") ed è il diritto di parlare ("do la parola a ..."); è un'affermazione, una presa di posizione nel discorso ("avere l'ultima parola") ed è un indirizzo...

Mariolina Bertini / L’ombra di Vautrin. Proust lettore di Balzac

L’ombra di Vautrin. Proust lettore di Balzac, di Mariolina Bertini (Roma, Carocci, 2019), è un libro di non facile collocazione, forse proprio per la sua articolazione singolare: è un testo fatto a strati, che al tempo stesso vortica, en colimaçon, attorno a un’enigmatica colonna portante: il personaggio ‘eponimo’, Vautrin. In questo studio Bertini torna magistralmente su due grandi temi cui ha dedicato buona parte della sua produzione teorica e critica: la ricezione della Comédie Humaine (un territorio che riserva ancora qualche sorpresa) e l’atto di lettura in Proust. E, soprattutto, rende un appassionato omaggio a un personaggio paradigmatico che, se da un lato è assolutamente unico nel suo genere, dall’altro è un meraviglioso prototipo, un personaggio-matrice. Gli appassionati di...

Tra bene e male / Autodifesa di Caino di Andrea Camilleri

Morendo il 17 luglio scorso, due giorni dopo la data fissata per la rappresentazione della sua Autodifesa di Caino alle Terme di Caracalla, è come se Andrea Camilleri la sua apologia atea l’avesse appena recitata e si fosse congedato consegnando ai posteri il proprio testamento spirituale sotto forma di un libricino adesso pubblicato da Sellerio e nei modi di un antivangelo cosmologico sul destino dell’uomo. Certamente curioso è stato il suo, avendo come atto finale voluto un sipario anziché un segnalibro, quasi restituendo l’autore al suo primo e grande amore che fu il teatro e facendo del suo ultimo titolo uscito, il primo postumo, un copione o una sceneggiatura. Sennonché lo stesso destino gli ha negato la gioia di andare una seconda volta in scena, non più come oracolo laico, il...

Adelphi ristampa il libro più noto di Carlo Ginzburg / Il formaggio e i vermi

“In passato si potevano accusare gli storici di voler conoscere soltanto ‘le gesta dei Re’. Oggi, certo, non è più così. Sempre più essi si volgono verso ciò che i loro predecessori avevano taciuto, scartato o semplicemente ignorato. ‘Chi costruì Tebe dalle sette porte?’ chiedeva già il ‘lettore operaio’ di Brecht. Le fonti non ci dicono niente di quegli anonimi muratori: ma la domanda conserva tutto il suo peso.” Il formaggio e i vermi, oggi riproposto in una nuova edizione da Adelphi, uscì nel 1976, e nel primo paragrafo della prefazione, che ho copiato interamente, Carlo Ginzburg sintetizza l’essenza del libro. Che raccoglie gli umori di un clima culturale e politico, quello degli anni ’70, di cui forse si conserva memoria parziale se non macchiettistica. Ne parla anche Ginzburg nella...

Memoria del limite, di Luciano Manicardi / Vita lunga, vita immortale?

Nell'opera intitolata Morte e Vita del 1916, Gustav Klimt (1862-1918) dipinse la morte che osserva l’umanità raccolta davanti a lei in un groviglio di corpi – uomini, donne, giovani, vecchi, bambini – affettuosamente intrecciati l’uno all’altro. Anche se il suo sorriso è il ghigno di un teschio, nel quadro la morte non sembra maligna. Quasi intenerita, persino un po' dispiaciuta per il compito che deve svolgere, osserva i corpi abbracciati e sereni che fluttuano in un universo luminoso fatto di tessere dai colori vivaci. Più che aspettarli, li cova con gli occhi. Ha la testa leggermente inclinata e in mano tiene qualcosa: un bastone? una clessidra? una specie di campana per battere l’ora? Di sicuro, comunque, non una falce. Una striscia scura la separa nettamente dai viventi inconsapevoli...

Barroso / Marcello Fois, Pietro e Paolo

Per molti secoli la Sardegna è rimasta ai margini – ma forse sarebbe più appropriato dire: oltre i margini – della letteratura italiana. Le cose sono cambiate solo dopo l’unificazione nazionale: coincidenza vuole che risalga al 1871, cioè all’anno successivo alla presa di Roma, la nascita di Grazia Deledda, prima donna (e finora unica italiana) a vincere il Nobel per la letteratura dopo la svedese Selma Lagerlöf. Da allora il contributo degli scrittori sardi alla cultura letteraria si è fatto sempre più cospicuo. Alle figure eccezionali di Gramsci e Lussu ha fatto riscontro una presenza che di generazione in generazione si è consolidata, da Giuseppe Dessì a Salvatore Satta, da Sergio Atzeni a Salvatore Mannuzzu, da Giulio Angioni a Salvatore Niffoi, senza dimenticare, nel campo troppo...

Lawrence Wright / Texas, viaggio nell’America che verrà

Buona o cattiva che sia, tutti hanno un’opinione sul Texas. È uno di quegli argomenti capaci di scatenare una rissa, in America come oltreoceano. I liberal lo detestano, i conservatori lo adorano. Quanto ai texani, sono certi di essere i migliori. Se sognate la California, il Texas è il vostro incubo e Trump il suo profeta. Eppure – piaccia o no – il futuro degli Stati Uniti passa da qui. Non solo dal punto di vista strettamente politico.  Il nuovo libro di Lawrence Wright, Dio salvi il Texas, da poco in italiano per NR edizioni (trad. Paola Peduzzi, 284 pp.), ci conduce proprio qui – nel cuore del più grande e discusso stato repubblicano d’America – in un viaggio che fra memoir, saggio e inchiesta s’inoltra nei dibattiti più roventi del nostro tempo: dal petrolio al muro con il...

Un nuovo ebook della collana Starter / Annie Ernaux

Annie Ernaux è una delle voci più autorevoli del panorama francese e una delle autrici più innovative della nostra epoca. Attraverso la sua scrittura si compie un gesto etico, un fenomeno letterario senza precedenti che prende il nome di «auto-socio-biografia». Svelando segreti, pronunciando l’innominabile, Ernaux riesce ad abbattere una barriera, inaugurando una nuova forma di autobiografia non più individuale, ma sociologica. La scrittura restituisce così la realtà con impeccabile precisione evolvendosi in una forma di tensione morale: lei racconta prefiggendosi un unico scopo, quello di «far esistere ciò che altrimenti andrebbe perso». Nel mese di maggio 2018 le è stato conferito il Premio Hemingway per la Letteratura con la seguente motivazione: «Per aver rinnovato in modo...

Lo sguardo infinito / Lo sguardo fenomenologico di Leonardo

L’occhio nelle debite distanzie e debiti mezzi meno s’inganna nel suo uffizio che nessun altro senso.   Non avrebbe nessun senso commisurare l’eccezionalità dello sguardo di Leonardo alla giustezza delle sue descrizioni del funzionamento dell’occhio e alla precisione delle sue componenti anatomiche: queste mancanze, come abbiamo già accennato in precedenza, sono da ascrivere allo stato delle conoscenze scientifiche del momento e ai limiti degli strumenti d’indagine di cui si poteva disporre all’epoca. Nonostante queste oggettive difficoltà il Vinciano ha comunque tentato, con ammirevole ostinazione, di elaborare una spiegazione coerente del funzionamento dell’occhio, seppure basata su inesattezze anatomiche relative alla forma e alla posizione effettiva del cristallino. La fisiologia...

Una scrittura fotografica del Reale / Annie Ernaux rompe il tabù dell’aborto

Da oggi è possibile acquistare il nuovo ebook della collana starter di doppiozero, dedicato a Annie Ernaux: Alice Figini, Una scrittura fotografica del Reale.   Un libro sull’aborto pubblicato nel 2019 non dovrebbe più creare scandalo, o perlomeno non dovrebbe sollevare critiche, perplessità, dichiarazioni reticenti. Eppure l’argomento oggi viene ancora taciuto, oppure diluito in titoli melensi che pongono l’essere madri al primo posto trasformando opportunamente «un libro sull’aborto» in «un libro contro l’aborto». Privarsi della maternità viene tuttora percepito come un «errore», un «dramma», nel migliore dei casi «un sacrificio».  L’aborto in Italia oggi risulta ancora ammantato da un alone di vergogna, come dimostrano i titoli fuorvianti posti dalle principali testate...

Una conversazione / Antoine Volodine: post-esotismo in dieci domande

Se come profetizzava William Burroughs la parola è un virus, dobbiamo figurarci sul tavolo autoptico il corpo ormai freddo del Novecento. Dilaniato dalle infezioni trasmesse dalla storia, dalle ideologie, dalle rivoluzioni, dalle restaurazioni più o meno violente. Ventre molle di questa salma inerte, il linguaggio sopravvive alla fine della civiltà occidentale e trova nella poetica del fallimento e della catastrofe un nuovo corpus creativo, dentro al quale rigenerarsi in spore e proliferare come tanti piccoli aracnidi pronti a esplodere verso il mondo esterno. Precisamente dentro questo ventre risiede la letteratura di Antoine Volodine, tra i più inclassificabili autori contemporanei, mimetizzato in un mare di eteronimi che firmano i testi cardine della letteratura post-esotica, manifesto...

Milano Bicocca, domani dalle ore 9 / Giuliano Scabia, Una signora impressionante

Per sentiero e per foresta. Percorsi di analisi sul ciclo di Nane Oca di Giuliano Scabia: domani una giornata di studio dedicata al ciclo di Nane Oca all'Università Milano Bicocca, Aula Martini.   Si è sempre grati per libri come quest’ultimo di Giuliano Scabia, fresco di stampa per le Edizioni Casagrande di Bellinzona (Una signora impressionante, settembre 2019, 18 €). Grati perché ci consegnano una raccolta di scritti che appaiono all’impronta eterogenei, ma che consentono un sopralluogo in presenza dell’autore sugli sfondi e sugli incontri che hanno agito, come il lievito nel pane, nel suo fare teatral-letterario, cioè poetico. Insomma, un backstage della quadrilogia di Nane Oca, dei canti e delle letture camminanti, delle azioni boschive e, prima ancora, delle operine di Marco...