Scritture

Diogeni moderni / Antoine Compagnon, Les Chiffonniers de Paris

L’undici maggio del 1847 andò in scena a Parigi un dramma destinato ad essere uno dei più clamorosi successi del secolo: Le Chiffonnier de Paris (Lo Straccivendolo di Parigi). L’autore era il repubblicano Félix Pyat, che qualche anno prima aveva convertito al socialismo Eugène Sue. L’entusiasmo degli spettatori di quella sera, però, non aveva origini politiche. Era rivolto piuttosto all’intreccio, patetico e ricco di colpi di scena, e all’interpretazione di Frédérick Lemaître, attore ammirato da Balzac e da Baudelaire. Frédérick impersonava papà Jean, straccivendolo di buon cuore che salvava dalla prigione la sua innocente vicina di casa, una sartina accusata a torto d’infanticidio, e riusciva a far arrestare il vero colpevole, un banchiere la cui ricchezza era fondata su un antico...

Prima che sia troppo tardi / Come acqua nella sabbia

L’acqua mancherà. Come leggende portate da viaggiatori stanchi cominciamo a sentire che l’acqua sta mancando, ma sta mancando in posti così lontani che le nostre docce continuano a scorrere come fontane e i nostri prati in giardino sono lucenti e floridi. Queste leggende tristi e fantasiose raccontano di falde inquinate, di deserti che avanzano, e alcune storie assurde sembrano l’eco di distopie e complotti, in cui i prìncipi del profitto e gli oligarchi della notte si stanno accaparrando tutte le fonti della terra. Alcuni di loro starebbero costruendo delle dighe immense, che asciugano a valle le terre dei popoli poveri. Altri starebbero chiudendo come casseforti l’accesso a immensi laghi sotterranei, in attesa di aridità future, per spillare col contagocce e a caro prezzo l’elemento...

Dal corpo della nazione al corpo individuale / Forza Nuova e Casa Pound d'Italia

Diverso è il discorso per due altre organizzazioni, la cui visibilità mediatica è senz’altro maggiore rispetto a quella di tanti gruppi che le hanno precedute. Alla fine degli anni Novanta va sviluppandosi Forza nuova. Nel triennio 2005-2008 si consolida il progetto di CasaPound Italia. A tutt’oggi sono le due forze maggiormente significative sul piano nazionale per ciò che resta (o rinasce) dell’ampia galassia neofascista. Entrambe nascono sulla scorta di progetti o comunque di sollecitazioni provenienti dagli ambienti della ex militanza in Terza posizione, ed in particolare con le figure di Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Forza nuova data la sua nascita al settembre del 1997. Roberto Fiore e Massimo Morsello (deceduto poi nel 2001) ne sono dall’inizio i maggiori esponenti.   La...

Martin Pollack / Il morto nel bunker, indagine su mio padre

Che succede se fin dall’adolescenza il quadro famigliare in cui vivi è dominato dal silenzio, un silenzio che tuttavia, come intuisci, non serve ad altro che a erigere una barriera che separa le cose che si possono pronunciare da quelle che appartengono alla sfera dell’indicibile?  Che succede se al di là di quella barriera avverti che la tua storia personale è intimamente legata alla Storia, in particolare a un momento tra i più brutali, scioccanti, inenarrabili del Ventesimo secolo, e a una terra, la cosiddetta Stiria Inferiore (oggi Slovenia), un pezzo dell’impero asburgico che nel 1919 divenne regno di Jugoslavia, e teatro di feroci tensioni tra germanofoni e sloveni, l’humus in cui attecchì il seme del nascente nazionalsocialismo?    E che succede se in età adulta...

Tommaso Pincio. Il dono di saper vivere

«[…] sicché l’immagine di uomo sbagliato e maledetto, incapace di convivere con i suoi simili senza ficcarsi in un qualche pasticcio, si è tramandata nei secoli, fino alla metà del Novecento, quando Bernard Berenson, insigne studioso, scrisse un breve quanto non benevolo saggio su di lui nel quale si dice che, tra i molti doni che aveva, gli mancava quello di saper vivere.» Lui è Caravaggio, chi parla è il protagonista che una frase più avanti dichiarerà di essersi domandato per tutta la vita se difettava anch’egli del dono di saper vivere. Per il Gran Balordo si trattava di una macchia in un mare di talenti mentre per il narratore la sua è una macchia in un mare di macchie.  Chi è il narratore?  Il protagonista di Il dono di saper vivere di Tommaso Pincio (Einaudi, 2018) è un...

Il cancello / Francesco Scarabicchi. Versi in punta di voce

Chi ancora non conoscesse la poesia di Francesco Scarabicchi (anconetano, classe 1951), ha una nuova occasione per accostarsi alla sua opera con questa riedizione di Il cancello appena uscita per le Edizioni peQuod (con un saggio di Antonio Tricomi).  Due anni dopo la ripresa di un altro libro importante (Il prato bianco) pubblicato nel 1997 da L’Obliquo di Brescia e rieditato nel Gennaio 2017 nella “Bianca” Einaudi, Il cancello raccoglie liriche scelte da due precedenti raccolte del poeta: La porta murata (1982) e Il viale d’inverno (1989). Scoprirà, il nuovo lettore di Scarabicchi, un poeta lontanissimo da qualsiasi intonazione retorica e da qualunque volo declamatorio e invece devoto alla “piccola vita” di cose e luoghi e minimi ricordi. Questa attitudine (insieme lirica ed etica...

Eppur si crea / La Bellezza è una domanda

È la sua fragilità che rende possibile la bellezza. Una parte, quella generativa ed essenziale, della particolare esperienza di bellezza cui accediamo, consiste nella sua vulnerabilità. Non nel senso che il vulnus è un difetto all’origine della bellezza, ma in quanto ne è la condizione costitutiva. Il mondo della bellezza, quel mondo in cui accediamo alla possibilità di connettere in maniera sufficientemente buona il nostro mondo interno con il mondo esterno attraverso l’immaginazione, non è un mondo “perfetto”, “completo”, “definito”: appare piuttosto, ed emerge, dalla imperfezione, dalla fragilità, dalla finitudine, dall’incompletezza. E ci sarebbe da riflettere sugli “in” privativi cui è necessario ricorrere per indicare le condizioni della bellezza; quegli “in” parlano forse della...

Una mostra alla Fondazione Mondadori / Luciano Foà e la nascita dell’Adelphi

Primavera del 1961. Alla Libreria Einaudi a Milano Luciano Foà incontra lo scrittore Giovanni Arpino. Parlano del più e del meno. Foà è ritornato a Milano dopo dieci anni trascorsi a Torino come segretario generale della casa editrice Einaudi. Allo scrittore Foà confessa che non è solo a causa della recente malattia della moglie che è tornato nella propria città, ma anche perché pensa di fondare una propria casa editrice. Ci pensa da molto tempo, almeno vent’anni. Foà ha sempre lavorato nell’editoria, prima con il padre, fondatore nel 1898 dell’Agenzia Letteraria Italiana (ALI), poi, tra il 1941 e il 1943, per Adriano Olivetti con la funzione di segretario delle Nuove Edizioni Ivrea, la casa editrice che l’industriale piemontese, lungimirante utopista, pensa di varare all’indomani della...

Un libro di Stefano Jossa / L’ennesima lingua più bella del mondo

L’ennesima lingua più bella del mondo. Una tra le tante. Tutte, anzi. Vive e morte. Esistono lingue morte, lingue scomparse, lingue di cui non si sa più niente, lingue di cui si ignora persino che siano esistite, e altre che nessuno parla più, che sono dette morte ma non lo sono, perché nei libri continuano a vivere e qualcuno ancora le legge e scrive. Tutte bellissime. A volte, più ancora che “miseramente apodittica, stenta, scolorata, tetra, eguale, come piccoletto grembiule casalingo da rigovernare le stoviglie” (Gadda), sembra morta la stessa lingua che stai usando, che si dibatte scomposta davanti ai tuoi stessi occhi come in agonia emettendo suoni stridenti e senza significato e un odore di marcio che si attacca alle narici, ma nella quale non puoi evitare di identificarti e che non...

Oggi alle 18 alla Fondazione Mudima (Milano) / Una cosa impossibile

Mani avanti: nelle pagine che seguono non tenterò di adeguarmi all’approccio dei due libri sulla letteratura italiana contemporanea che più hanno avuto successo negli ultimi anni, imponendo i rispettivi autori come i maggiori critici militanti di una generazione «che disgraziatamente è anche la mia». Parlo di Senza trauma di Daniele Giglioli (Quodlibet 2011) e della Letteratura circostante di Gianluigi Simonetti (il Mulino 2018). Non sfuggirà il paradosso per cui la “critica militante” che più si porta, oggi, è quella che prova un orrore sacro per quanto la civiltà letteraria d’antan definiva appunto (con termine, in effetti, di sovrana antipatia) militanza: la quale consisteva proprio nei «giudizi di valore» e nel «canone» (ridotto a «classifica» o «tabellina» da Giglioli), e nelle «...

Elena Ferrante / L’amica geniale stasera in TV

Finalmente stasera su RAI1 verranno trasmesse le prime due puntate della serie TV di L’amica geniale, fiction tratta dall’omonima tetralogia di cui Elena Ferrante è autrice. Dopo la proiezione in anteprima all’ultima Biennale del Cinema di Venezia e, a inizio ottobre, le tre giornate di proiezione nei cinema italiani, finalmente la genialità possiamo guardarla attraverso i volti delle due bambine prescelte a incarnare quello che fino ad adesso è stato invisibile.  Invisibile è tuttora Elena Ferrante, così come irresistibile è stata l’ossessione collettiva di svelarne l’identità, e ora con la fiction la seduzione di questa inafferrabilità è sotto gli occhi di tutti e coincide anche visivamente con tutte le antinomie di una Napoli femminea, in qualche modo latente e collaterale ma...

Ritorno al futuro / Kurt Tucholsky. Deutschland Deutschland

Continua il nostro speciale Ritorno al futuro. L'idea è quella di rileggere libri del passato che offrano una prospettiva capace di illuminare il momento che viviamo oggi.  Per leggere gli altri contributi cliccare sul nome dello speciale a sinistra sopra il titolo in questa stessa pagina.   La sera del 10 maggio 1933, in piazza dell’Opera, gli studenti dell’Università di Berlino scaricarono dai camion con cui erano arrivati migliaia di libri e li diedero alle fiamme in un enorme falò. Joseph Goebbels catechizzò i presenti con un vibrante discorso contro l’“arte degenerata” e contro “l’esagerato intellettualismo ebraico”, la cui era “è finita”. Esistono ancora raggelanti immagini di quell’evento che si possono vedere qui. Questi gli autori le cui opere vennero date alle fiamme:...

Nuto Revelli / La storia di quelle ultime lettere dall’orrore

L’ultimo fronte, pubblicato da Einaudi nel 1971, è un libro del tutto particolare, nella letteratura del nostro Novecento ma anche nella bibliografia di Nuto Revelli. In queste pagine, l’ex tenente degli alpini e comandante partigiano raccolse duecento epistolari di soldati in servizio sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale.  Si tratta di un’opera molto importante perché fu per lui la prima occasione per accedere al mondo contadino di quei soldati, una vera e propria chiave di volta. Senza L’ultimo fronte non avrebbe poi potuto scrivere Il mondo dei vinti e L’anello forte.  Revelli ricevette dai famigliari circa seimila lettere, grazie alla fiducia che seppe conquistarsi. Aveva combattuto sul fronte russo, provato le sofferenze della ritirata nel gennaio del 1943, e...

Le vite segrete dei colori / L'atlante di Kassia St Clair

La traduzione italiana del libro di Kassia St Clair The Secret Lives of Colour ha come titolo Atlante sentimentale dei colori. Da amaranto a zafferano 75 storie straordinarie (trad. it. di Claudia Durastanti, Utet, DeA Planeta Libri, Milano): il carattere classificatorio dell'atlante viene mitigato dall'accento sulle storie che appariva centrale nel titolo dell'originale. Non si tratta infatti di un vero e proprio atlante che presenti ordinate tabelle di colori e gradazioni di colore; certo, i colori descritti sono anche presentati con le immagini delle diverse sfumature, ma l'ambito di ricerca si colloca piuttosto a metà tra il dizionario dei termini di colore e la narrazione delle principali vicende che hanno come tema un nome, un pigmento, talora un seme o una radice, con qualche...

Dialogo con Jerry Brown e Carl Mitcham / Illich. We the People

Brown: Nella prossima ora avremo una grande opportunità e uno speciale privilegio. Abbiamo ospiti, nel nostro studio di Los Angeles, Ivan Illich e Carl Mitcham, due cari amici di cui spero apprezzerete il contributo. Restate in ascolto, sarà istruttivo. Ivan Illich è autore di due celebri testi: Descolarizzare la società, molto influente negli anni Settanta, e Nemesi medica. Ha inoltre scritto vari altri saggi come Rivoluzionare le istituzioni, La convivialità, Genere e Nella vigna del testo, il suo ultimo libro, un commentario su Ugo di San Vittore, santo e letterato del xii secolo.  Assieme a noi, qui in studio, abbiamo anche Carl Mitcham, che insegna Scienze umane alla Penn State University, dove Ivan Illich e i suoi amici e colleghi si incontrano, per alcuni mesi l’anno, proprio...

Un romanzo di Enrico Deaglio / L'anarchico Tresca e i segreti italiani

Quando si parla di qualcuno in attività da parecchi decenni diventa difficile presentarlo. Avendolo anche frequentato in diversi periodi di questi decenni diventa ancora più difficile. Enrico Deaglio è stato ed è un grande giornalista, ma l'etichetta non basta a spiegarlo. Infatti facendo il giornalista (e prima di diventare altro) non si è accontentato di descrivere la realtà, ci si è azzuffato, e ha diretto per molti anni un quotidiano come Lotta Continua. Lo ricordo mentre si aggirava con incredibile calma nel caos che ogni giorno si trasformava in giornale. Dirigeva con calma e ironia. Quando scoppiava una rissa sotto casa, a Trastevere, mentre io mi infuriavo e chiamavo i vigili lui, dal piano di sopra, guardava dall'alto la scena, come uno spettacolo alla fin fine per niente grave...

Una luminosa resistenza / Nel deserto di Dolores Prato. Intervista a Jean-Paul Manganaro

Nata a Roma dalla relazione tra una vedova e un avvocato che non la riconosce come figlia propria, presto affidata dalla madre a due zii residenti nella città marchigiana di Treja (questa la grafia prediletta dall’autrice per l’attuale “Treia”), Dolores Prato nel corso di tutta la sua lunga vita (1892-1983) si dedica con testarda determinazione all’atto pratico della scrittura, imbastendo narrazioni sempre refrattarie ai confini di genere (racconto, romanzo etc.), nemiche del diarismo come dello sfogo intimo e che spesso prendono il via dalla sua esperienza biografica per fuggire immediatamente altrove: nei territori aspri, solitari e resistenti della migliore letteratura. Il capolavoro dell’autrice, Giù la piazza non c’è nessuno, libro di 1058 cartelle completato a circa novanta anni, è...

Spasso / Giampiero Neri: un’acuta perplessità

Negli anni ’80 del secolo scorso ero uno scrivente alle prime armi, in cerca di interlocutori illustri coi quali corrispondere. Qualcuno mi aveva dato il numero di telefono di Giampiero Neri: i suoi libri di poesia (L’aspetto occidentale del vestito e Liceo) mi affascinavano, ero curioso di conoscerlo di persona. Mi rispose con rara gentilezza e affabilità, e subito mi invitò a casa sua. Scoprii così, con sorpresa, che abitava a pochi isolati da me, in Piazzale Libia. Piazzale Libia è una delle piazze alberate più estese di Milano; lì sono cresciuto, negli anni ’50. Sul verde pubblico e nelle strade ai lati noi ragazzini giocavamo a calcio, finché non arrivava un ghisa (vigile urbano) a sequestrarci la palla, o una rara automobile (“Macchina!” gridava qualcuno) a interromperci. In quegli...

Antonio Scurati / M. Il figlio del secolo

La prima, fondamentale considerazione che bisogna fare sul libro di Antonio Scurati su Mussolini – il primo d’una trilogia, come da tempo annunciato – non può che essere un convinto apprezzamento. M. Il figlio del secolo (Bompiani, pp. 842, € 24), sta incontrando un notevole successo di pubblico: cosa non scontata per un libro che parla di storia, anche se inalbera fin dalla sovracoperta (ma non in copertina) l’indicazione «romanzo». Su questo punto torneremo più avanti; va detto tuttavia che, a differenza di quanto avveniva nel 1974 per La Storia di Elsa Morante, non si tratta di un sottotitolo vero e proprio, tant’è vero che non compare nel frontespizio. Sul verso, in compenso, cioè nella pagina del copyright, un’avvertenza non titolata di cinque o sei righe propone la definizione di «...

Anamorfosi / Ornamento, Juan Cardenas

Anamorfosi è “l’arte di rendere quasi irriconoscibile un’immagine attraverso una distorsione calcolata della prospettiva”.  Nonostante la moglie del protagonista affermi che bisogna “rinunciare all’interpretazione”, la parola chiave del romanzo di Juan Cárdenas, seminata tra le pagine a più riprese, suggerisce il contrario.  Ornamento – questo il titolo del primo libro pubblicato in Italia da SUR di un autore colombiano innegabilmente interessante – è esso stesso un’anamorfosi. Si tratta, leggendolo, di cogliere gli indizi per scoprire la prospettiva (o le prospettive) giuste. Si tratta, lasciandosi portare dalla strana e scomposta trama, di mantenere un leggero distacco per poter cogliere il dietro le quinte delle parole, o per dirla con Manganelli, l’ombra delle parole, pur...

Un mistero nuovo vi canta nelle ossa / Asperger: la sorte di un nome

Scriveva Nietzsche in La gaia scienza che “comprendere […] che sono indicibilmente più importanti i nomi dati alle cose di quel che esse sono”, era la cosa che gli era “costata sempre e [gli] costa[va] ancora il più grande sforzo”. Il nome conta.  Un tempo accadeva che alti prelati e mistici lasciassero il mondo in odore di santità, per poi essere esumati, processati come eretici e quindi arsi sul rogo. Qualcosa di simile è accaduto di recente a Hans Asperger. Nel maggio del 2013 viene pubblicata la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, e il board dell’Associazione degli psichiatri americani decide di accorpare la sindrome di Asperger, accolta nella quarta edizione del DSM nel 1994, allo spettro autistico, come sua fascia alta, senza...

Religione e misticismo / Felici senza Dio

C’è un punto nel quale un “ateo felice” come il tedesco Philipp Möller e un teista esoterico qual è il francese Hervé Clerc, autori di due libri concomitanti e indicativi per un genere in forte ripresa, possono incontrarsi: quello dell’inesistenza di Dio. Per il primo – suo il best-seller Felici senza Dio pubblicato da Piemme – il trascendente è solo superstizione e “il personale di terra” di Dio, cioè il clero, è la casta privilegiata della “repubblica ecclesiastica tedesca”; per il secondo, che ha pubblicato con Adelphi A Dio per la parete nord, Dio non esiste perché l’esistenza implica limitazione e temporalità, caratteristiche queste estranee al divino, dal momento che Dio non ha bisogno di esistere per essere. In realtà dunque uno non crede nell’Aldilà e l’altro sì, ma senza avere...