festival scarabocchi 2020

Scritture

Raffaele Riba. Un giorno per disfare

Un giorno per disfare è il primo romanzo di Raffaele Riba, cuneese classe 1983, ma risulta notevolmente diverso dalla stragrande maggioranza delle opere d'esordio che affollano le librerie. Snello come un racconto lungo, il romanzo di Riba affronta interrogativi per nulla scontati e le singole vicende esistenziali che mette a fuoco si svincolano da cliché di età o ruolo per aprirsi, nella seconda metà del testo, a una conclusione che pur venendo rivelata fin dalla prima pagina origina da dinamiche inattese.   La prima cosa che salta all'occhio, seguendo i personaggi di Raffaele Riba, è il loro immobilismo. Immobilismo che, si noti bene, non è assenza di mobilità. Trascinati da un paese all'altro, da una situazione a...

Campioni # 9: Mariella Mehr

Steinatem, er gefriert zur Niemandslandstille.   Kein Gedankenschatten, unverrückbar hält hier Wache und lauscht.   Obwohl, es könnte ein Vogel schüchtern das Singen lernen.   21.11.07   Respiro di pietra si gela e diventa silenzio della terra di nessuno   Non un’ombra di pensiero, irremovibile sta di guardia qui e tende l’orecchio   Eppure un uccello potrebbe imparare timidamente a cantare   21.11.07   da Ead., Ognuno incatenato alla sua ora. 1983-2014, a cura di Anna Ruchat, «Collezione di poesia» Einaudi, settembre 2014, pp. IX-163, € 13.50, pp. 150-151 ...

Guantanamo e i nuovi Lager

Tra i commenti ai recenti attentati di Parigi alcune voci si sono soffermate sulle possibili conseguenze che una risposta securitaria potrebbe portare in termini legislativi nelle società europee. L'uso isterico dei pronomi personali dopo la strage nelle redazione di Charlie Hebdo è anche una spia linguistica della logica dell'identità che all'indomani dell'attentato alle Torri gemelle del 2001 ha accompagnato le retoriche dello scontro di civiltà; retoriche che hanno giustificato gli interventi di polizia internazionale e le guerre chirurgiche. Intervistato da Repubblica il 15 gennaio Giorgio Agamben ha invitato «a mantenere la lucidità» e non commettere lo stesso errore l'«equivoco tra terrorismo e guerra che ha...

Questa storia finisce ad Auschwitz

Carlo Greppi   Questa storia finisce ad Auschwitz   Pubblichiamo per gentile concessione dell'autore e dell'editore un estratto dell'e-book La nostra Shoah. Italiani, sterminio, memoria appena edito da Feltrinelli Zoom.     Noi, italiani. Loro, ebrei. L’identità, il sentirsi parte di un gruppo umano, può alterare in maniera sorprendente la percezione del passato che abbiamo alle nostre spalle, soprattutto se si tratta della storia di un genocidio che è avvenuto anche a casa nostra. Anche se giuridicamente definisce il tentativo – non necessariamente riuscito – di eliminare un altro gruppo umano “in quanto tale” (as such), la parola “genocidio” evoca sempre enormi quantità di morti...

Il grado zero della storia

È cosa nota che nell’immaginario e nella cultura storica francesi la prima guerra mondiale occupa uno spazio privilegiato (molto più rilevante di quello occupato dalla seconda, a differenza di quanto accade in Italia). Lo dimostrano le grandi celebrazioni e commemorazioni svoltesi quest’anno Oltralpe, nel ricordo di quel 1914 in cui tutto cominciò. Queste celebrazioni, d’altra parte, hanno mostrato, come sempre accade in questi casi, che l’episodio storico commemorato è progressivamente sparito dall’orizzonte, lasciando spazio a una mole di discorsi mirati a costruire grandi architetture interpretative e vulgate (emblematicamente rappresentate da un sito dedicato proprio a ciò). Sebbene nel 2012, al momento dell’...

Mimmo Gangemi. Il prezzo della carne

Tre estorsioni, un sequestro, l’onorata società e un omicidio sospeso fra le righe di una narrazione densa e lucidissima, esatta e neoclassica. Una penna verista e l’intensità ematica di un romanzo criminale e pedemontano, il rigore e lo straniamento per una materia mafiosa più ermetica, ma non meno espressiva di quelle già vagliate in termini letterari. Il prezzo della carne di Mimmo Gangemi è la riscrittura di Un anno d’Aspromonte, pubblicato nel 1995: l’omaggio dell’autore alla casa editrice del suo esordio, la Rubbettino, e insieme la prova di una tecnica narrativa maturata e oggi più focale: una prova d’affetto che lo scrittore deve al suo primo romanzo, cresciuto fino alla maggiore età.  ...

Rapsodia sull'abbandono

1. Leggo Lasciarsi di Franco La Cecla (elèuthera 2014), un bel saggio sull'abbandono in amore e la pervasività della retorica dell’“amore eterno” nella nostra società. Che di retorica si tratti e non di realtà è testimoniato dal numero sempre più alto di rapporti interrotti, divorzi e separazioni. Di fronte a questo più generale indebolimento dei legami, sarebbe lecito attendersi – quasi per reazione fisica – una più generale diminuzione del dolore che la loro rescissione provoca. E invece non è così. Continuiamo a soffrire come cani ogni volta che ritorniamo soli, o che dobbiamo pronunciare le orribili parole che pongono termine a una relazione. La tesi centrale di La Cecla è...

Veronelli sovversivo istigatore

“Non sono un maestro, sono un notaro”. Era questa una sua affermazione ricorrente, anche se qualcuno gli faceva notare che i notari hanno necessità di ordine e di archiviazione, di metodo, e proprio dal metodo e dalla puntigliosa precisione deriva la loro autorevolezza. Rideva, continuando a disseminare la sua stracolma scrivania di bigliettini in cui annotava tutto in “anarchico disordine”. Eppure fu “il maestro di noi tutti”, splendida definizione di Ave Ninchi che con lui condivise il successo televisivo alla fine degli anni '60. Quel successo che lo portò alla notorietà, alla popolarità che oggi si vuole rinnovare, nel decennale della sua morte, con una mostra per farlo conoscere alle nuove generazioni, che di lui...

Viaggio a San Pietroburgo

Erano gli anni Settanta sovietici quando lo studioso russo Vladimir Toporov iniziò lo studio che lo avrebbe portato a determinare il concetto di “testo pietroburghese” della cultura russa. Tentativo di morfologizzare le caratteristiche di stili e topoi specifiche per quella città nelle composizioni letterarie. A cominciare dai simboli e dai miti che ne caratterizzarono, nel bene e nel male, l’esistenza fin dalla sua fondazione nel 1703 per procedere con folclore urbano, arte, indizi apocalittici, demonizzazione, mistero, politica e storia. Puškin, Gogol’, Dostoevskij prima di ogni altro, fornirono segnali e spunti irrinunciabili per tracciare il quadro, a cui seguirono poeti, prosatori, pittori, grafici con contributi continui sulla “citt...

C'è una vita prima della morte?

C’è una vita prima della morte?, in corso di pubblicazione presso l’editore Erickson, raccoglie una lunga conversazione tra Riccardo Mazzeo, editor della casa editrice, saggista, autore con Zygmunt Bauman di Conversazioni sull’educazione (Erickson 2012), e Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista, noto in Italia per il volume L’epoca delle passioni tristi (Feltrinelli) e per L’elogio del conflitto (Feltrinelli). Benasayag, di origine argentina, è stato membro della resistenza contro i militari del suo paese; catturato e sottoposto a torture, fu salvato solo per la nazionalità francese della madre. Risiede in Francia, dove ha pubblicato numerosi volumi; l’ultimo, Organismes et artefacts (La Découverte), è dedicato...

Condominio Oltremare

Nella geografia fisica e intellettuale del nostro presente termini quali abbandono, spoliazione, svuotamento conservano un significato decisamente negativo, come se testimoniassero la perdita di un patrimonio, materiale o immateriale, che in passato animava un determinato luogo. Non c’è niente da fare: l’horror vacui continua a suscitare, nello sguardo dell’osservatore comune, paure, smarrimenti, turbolenze emotive. Ma, se – sulla scia delle indicazioni offerte da Viktor Šklovskij  – proviamo a disattivare i meccanismi abituali della percezione per sottoporli a un processo di «straniamento» che renda tutto insolito, immediatamente si spalancano davanti a noi paesaggi, esteriori e interiori, sconosciuti, sorprendenti: come riesce...

La realtà disturbata da Cartongesso

Cartongesso di Francesco Maino (Einaudi 2014) è come uscire dall’acqua dopo una lunga non voluta immersione e tirare il fiato tutto d’un colpo e riconquistare l’ossigeno. Una salutare esplosione nervosa, un urlo totale. Io credo che non si possa dire di meglio di un romanzo. Maino ha saputo costruire una drammaturgia speciale, giocata su un solo personaggio, un’unica corda tesa attorno a cui si disgrega una realtà che negli ultimi trent’anni era andata assumendo le mostruose proporzioni di una impresa colossale e folle che ha rischiato di risucchiare in sé le molte energie del Veneto, cioè di una parte cospicua della popolazione italiana. Ecco, già dopo poche righe la mia narrazione se ne esce dal contesto finzionale di un...

I morti fanno i furbi

I morti, se interpellati, fanno i furbi. Schivano le domande, sghignazzano, alterano la voce, girano intorno alle questioni, si fermano sul più bello mettendo paura con i loro trucchi convincenti: simulano cortocircuiti e manomissioni, spostano oggetti, producono suoni, guastano la frutta nelle alzate, sanno riprodurre gli odori, rubano. Succede spesso di assistere a questi fenomeni a chi è alle prime armi con la tavola ouija, perché a loro piace prendersi gioco degli inesperti. Non è cattiveria, tutto il contrario: sono a disagio e si infastidiscono, soprattutto se li si interroga ignorando le norme della buona creanza ultraterrena.   Tuttavia, non si tratta di dispetti o provocazioni nel caso degli spiriti che appaiono alle giovani protagoniste del...

Campioni # 8. Mark Strand

Mark Strand, Clarities of the Nonexistent                      To have loved the way it happens in the empty hours of late afternoon; to lean back and conceive of a journey leaving behind no trace of itself; to look out from the house and see a figure leaning forward as if into the wind although there is no wind; to see the hats of those in town, discarded in moments of passion, scattered over the ground although one cannot see the ground. All this in the vague, yellowing light that lowers itself in the hour before dark; none of it of value except for the pleasure it gives, enlarging an instant and finally making it seem as it were true. And years later to come upon the same scene...

Storia d'amore per oggetti

Storia d’amore per oggetti. Questo potrebbe essere il sottotitolo di Lacci, l’ultimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi, 17,50€). Perché è questo che si dispiega lungo le 134 pagine e le tre parti del libro: la genealogia di un amore raccontata attraverso gli oggetti materiali che lo hanno costruito e che restano a testimoniarlo quando il meglio (o il peggio) sembra ormai alle spalle. Perché gli oggetti, diversamente da chi li fabbrica o da chi li usa, rivelano una sincerità inattesa e spietata: i ricordi che suscitano, le verità che contengono non possono essere equivocati. E quello che sembrava un amore sofferto ma in fondo pacificato, si rivela d’un tratto in tutta la sua desolante inconsistenza.   Questa storia si...

Il mondo torbidamente esistenzialista de I diabolici

Adelphi, che con il mastodontico lavoro di recupero integrale di Simenon ha fatto del rilancio di certa letteratura di genere quasi una missione, ha ora inaugurato la pubblicazione di alcune delle opere di una pressoché dimenticata coppia di autori che ha scritto la storia del noir, registrata all'anagrafe letteraria sotto il nom de plume Boileau-Narcejac, con una nuova traduzione di Celle qui n'était plus (Éditions Denoël, 1952). Federica Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco, così come avevano già fatto i traduttori che li hanno preceduti (Sarah Cantoni per A. Mondadori nel 1981 e Francesca Rimondi per Fazi nel 2003), scelgono di adeguarsi alla versione cinematografica di Clouzot che di quel libro aveva fatto la fortuna e di intitolare...

Amelia Rosselli. Lo spazio sonoro della mente

Luca Sossella Editore ha pubblicato recentemente un audiolibro dedicato all’opera di Amelia Rosselli. L’attrice Sonia Bergamasco ha selezionato, insieme all’editore, e interpretato una scelta di testi rosselliani. Il lavoro, realizzato con la collaborazione del Centro manoscritti dell’Università di Pavia diretto da Maria Antonietta Grignani, è stato curato da Paolo Gervasi, dal cui saggio introduttivo si pubblica qui un estratto.   Il Cervello ha giusto il peso di Dio – Perché – dividili – Libbra per Libbra – Differiranno – se lo fanno – Come la Sillaba dal Suono – Dickinson-Rosselli     Ascoltare la poesia di Amelia Rosselli, accedere acusticamente al flusso delle sue parole...

BilBolBul Memory

"Cerco di non lasciarmi scappare niente di quello che sento potrebbe servirmi" M. Fior     "Cinque euro?! Devo pagare cinque euro per vedere 10 mq di mostra??". "Sì, il biglietto è valido per la visita al museo della musica, la mostra di Canicola-Germania è ospitata nel Palazzo Sanguinetti". La piccola mostra collettiva è di sette giovani fumettisti e illustratori che spaziano tra l'astratto, il surreale e il fantastico, dal comico all'introspettivo, tra il bianco e nero e l'esplosione mai solare dei colori, con matite, tempere, acquerelli, serigrafia e risograph. Le loro storie sono riunite nel volume monografico Canicola Germania.     All'uscita tanto vale dare un occhio al museo...

Il controllo meditato della ferocia

Giallo per alcuni, per altri noir, ma pure un «fenomeno» di cui «anche la televisione si è accorta». Insomma un romanzo, che in due mesi e qualche giorno ha raggiunto la quinta edizione suscitando grande attenzione da parte della critica oltre che del pubblico.   In un’intervista all’autore, Giuseppe Zucco ha giustamente visto «aggirarsi» ne La ferocia (Einaudi, 420 pagine, € 19,50) «il fantasma» di George Trakl, poeta morto suicida a ventisette anni il 3 novembre 1914. Che il riferimento è per niente casuale lo si comprende ricordando la relazione incestuosa, d’amore, dell’austriaco con la sorella Grete (anche lei suicida), che si ripete in quella dei due protagonisti, Michele e Clara (...

Mathias Énard, ricostruire il Mediterraneo

Mathias Énard è uno scrittore d'eccezione in Francia. Esempio più unico che raro nell’universo letterario d’Oltralpe, è uno dei pochi autori di successo che preferisce scrivere piuttosto che apparire; che si trova più a suo agio sulle poltroncine dei treni – preferibilmente di seconda classe e dirette verso sud-est – che su quelle dei palcoscenici televisivi o dei salotti letterari; che preferisce la vita vera alla sua sterile sublimazione narrativa; Barcellona – porto di mare dove vive dal 2000 e insegna l’arabo all’università – a Parigi, che sembra ormai un museo delle cere dell'élite editoriale francese. Proprio come per Blaise Cendrars e il collega scrittore e giornalista Olivier...

Campioni # 7. Michele Zaffarano

Michele Zaffarano da Paragrafi sull’armonia (ikonaLíber, 2014, pp. 78, € 9,50) pp. 14, 20, 26, 60     il valore di una parola è espresso utilizza il valore di un’altra parola   **   qual è il compito della parola induce include perturba il processo di scambio induce a realizzare le idee a succedere fondandosi sull’oggettività del valore per ogni singola parola nelle sue espressioni più diverse   zaffarano_paragrafi_pt.1.mp3   **   che è il paradosso perfetto non richiama qualcosa di molto speciale di non equivalente tradurre la parola dentro un discorso dentro un altro discorso alla memoria nei momenti di transizione tra le parole una con l’altra nell’...

Petronio 2.0

Cos’è un classico? È un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire (Calvino). Cos’è un classico? È un contemporaneo del futuro (Pontiggia). E allora non ci si può stupire che sia uscito in questi giorni per Mondadori un romanzo che si rifà scopertamente al Satyricon di Petronio. Così scopertamente da riprenderne pari pari il titolo, con l’aggiunta però di un significativo 2.0.   Se l’autore del testo, Gian Mario Villalta, invita il lettore a questo gioco – che è quello, piuttosto serio, di misurare l’attualità dell’opera petroniana, cioè di vedere in che misura un’opera di duemila anni fa si presta ad essere usata come guida per il presente...