Società

Parole da accumulare

L’appello di Ceronetti contro l’impoverimento lessicale fa venire voglia di aggavignarsi a quell’elenco che mescola la latrina con il pulpito, la lordura con l’Ente Supremo, il baccanale con il sudario. Non è solo questione di nostalgia. Quando nel 1977 Luigi Malerba scrive il suo catalogo di Parole abbandonate non compie una semplice operazione-malinconia, ma cerca di porre un argine alla sparizione del mondo contadino.   D’altra parte basta aprire un vocabolario della lingua italiana. Lettera A. Saltiamo le preposizioni e iniziamo a leggere in fila le prime parole. Nello Zingarelli 2012 incontriamo subito abacà: “Pianta rizomatosa tropicale delle Musacee da cui si ricava la canapa di Manila”. Viene da una voce della lingua tagal delle Filippine. La seconda, l’abaco, è una tavoletta...

Madrid - Jorge Semprún

  Qualche giorno fa all’Istituto Francese di Madrid si è tenuta una serata dedicata alla memoria di Jorge Semprún. La sala era non molto grande, perciò parte del pubblico è rimasta fuori, mentre alcuni amici spagnoli parlavano dello scrittore. Seduti al tavolo le autorità francesi. Ricordi personali e discorsi sull’identità di questo scrittore che è stato una delle memorie di un secolo tragico, il XX: lo sguardo della memoria. “Este país no tiene solución”. Non c’è niente da fare, la Spagna non ha soluzione, aveva detto alla scrittrice Rosa Regás, l’ultima volta che si erano visti. Una frase che ha fatto ricordare ai presenti le parole pronunciate da Felipe  Gonz...

Parigi - L’intrepido fantino al Grand Palais

  Parigi è tante cose. Per molti, per i visitatori e per i turisti, è principalmente un giocattolo. A Parigi si gioca sulla Tour Eiffel, si gioca davanti alle vetrine dei gioiellieri di place Vendome e ai tavolini dei bistrot di Montmartre. Un po’ perché la retorica degli uffici del turismo francese ha trovato più facile raccontare la città in questo modo, un po’ perché niente è meglio del kitsch di cui Parigi è ben dotata per stimolare la fantasia infantile che si annida in ognuno di noi. Ma principalmente perché Parigi è una città demodé che difficilmente abbandona le proprie abitudini: piuttosto le accantona in attesa di farci qualcosa, come vecchi giocattoli non più buoni,...

L'Egitto

L’8 settembre, al Festivaletteratura di Mantova, ho assistito ad una conferenza dello scrittore egiziano Alaa al-Aswani. Un pubblico di circa 500 persone, molto ben vestito, ha ascoltato con una vera simpatia la rivoluzione raccontata da quest’uomo-microcosmo del suo paese. L’ultima domanda postagli era: “cosa non dobbiamo fare noi occidentali per aiutare la rivoluzione?” Rispose al-Aswani: “c’è un’enorme differenza tra i governi occidentali e i popoli occidentali. Noi egiziani sappiamo che tutti i popoli del mondo sono con noi, e ci basta così. Il vero problema è l’ipocrisia di certi governi occidentali”. Così, il pubblico è tornato a casa molto soddisfatto di sé. Bravi egiziani. Bravi...

La “protesta delle tende” a Tel Aviv

Non so se vi sia capitato tra le mani l’articolo di David Grossman, pubblicato sabato 6 agosto su “Repubblica”. Grossman, con la lucidità e la delicatezza che gli sono proprie, si interroga, come israeliano, come cinquantenne, come uomo di cultura, sulla protesta che domenica 31 luglio ha portato migliaia di persone davanti alla Knesset (“Casa del Parlamento”) a Gerusalemme.   Non sono tanto le ragioni della manifestazione a interessarlo, la richiesta di giustizia sociale o l’esigenza di vedersi garantire un più adeguato sistema di assistenza sanitaria, né le modalità, per quanto rifletta anche sul senso del suo ritrovarsi in mezzo a una folla arrabbiata e urlante. Quel che gli interessa capire è sopratutto...

Intervista video a Duccio Demetrio

  Abbiamo incontrato a Milano, all’Università degli Studi della Bicocca, il prof. Duccio Demetrio, autore di Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea (Cortina Raffaello, 2005). Filosofo e specialista dell’educazione degli adulti, Demetrio ha saputo dar forma negli anni ad un inedito percorso intellettuale che lo rende uno tra gli studiosi più stimolanti oggi in Italia. Di grande interesse è ad esempio la sua Accademia del silenzio di Anghiari, un’iniziativa pensata e sviluppata con Nicoletta Polla-Mattiot, che ha lo scopo di favorire l’apprendimento e la sperimentazione di un “linguaggio del silenzio”.  

Acqua pubblica / The day after

L'aqua è di tutti... E lu vinu?   (fonte)

Fontanelle / Iseo

Ovunque nel paese c’erano fontane: nella zona delle carceri se ne trovavano addirittura tre e servivano tutta la piazza e il quartiere di via Duomo, un’altra era nascosta sotto la chiesa della Madonna della Neve e poi c’era quella di via Roma.   La fontana è sempre stata senza rubinetti, li hanno messi molto più tardi, c’erano solo due beccucci che facevano scendere l’acqua. La vasca esiste tutt’ora, mentre il cortile una volta era immenso, più grande di tutto lo stabile intorno. Nel palazzo c’erano tre scale che si lavavano con l’acqua della fontanella: quella dove abitava il sindaco che aveva due sorelle zitelle, e in quella scala si era più rispettosi, nella seconda invece la padrona di casa puliva e...

La funtanèla

La fontanella di piazza San Gaudenzio a Novara, proprio di fronte alla basilica, è stata ormai elevata al rango di monumento storico della città. L’importanza storica di questa fontanella è data anche da una poesia in dialetto novarese a lei dedicata, che dal 2001 è possibile leggere su una targhetta appesa al suo fianco. Una poesia che sa raccontare l’importanza delle fontanelle non solo per la loro utilità, ma anche come elementi caratteristici delle città italiane, che sanno creare un’atmosfera unica grazie al loro continuo scrosciare, soprattutto nel silenzio della notte:       La funtanèla di Sandro Bermani (Lisàndar)   L’è in pé, la funtan...

Acqua

Che fare con l’acqua? Oggi e domani andremo a votare per il referendum che chiede di non privatizzare l’acqua pubblica, quella degli acquedotti e delle fontanelle, di non darla in gestione ai privati. Ma intanto quale acqua bere? Per ora ci sono varie possibilità: l’acqua del rubinetto, le caraffe filtranti, gli impianti casalinghi di purificazione e l’acqua minerale. Corrispondono a quattro tipi diversi.   Gli ecologisti-risparmiosi: bevono l’acqua del rubinetto perché costa pochissimo, perché è comoda (sgorga direttamente in casa), perché sono contro l’acqua che arriva da lontano. I risparmiosi-che-non-si-fidano: bevono l’acqua dal rubinetto, ma decantata nelle caraffe filtranti, l’acqua...

Enzo Apicella per l'acqua pubblica

  Enzo Apicella è nato il 26 giugno del 1922, ha quindi quasi 89 anni, ma quando lo vedi è così gagliardo che resti abbagliato e rincuorato. Alto, naso imponente, occhi azzurrissimi che ridono vispi, un’ironia che sprizza da tutti i pori. Finalmente l’ho conosciuto quest’estate in una spiaggetta selvaggia a Passoscuro, nel comune di Fiumicino. Cinzia e il Buggiani mi raccontavano di lui da anni, storie fantastiche, esilaranti, Lodeviconoscere! Lodeviconoscere!, pigolava Cinzia come fa ogni volta che mi parla di qualcuno che le piace molto, io, figuriamoci, son qui per questo.   Enzo Apicella ha collaborato e tuttora collabora con quotidiani e riviste di fama internazionale come il Guardian, l’Observer, il manifesto,...

Fontanelle / L’acqua è di tutti belli e brutti. Vota si

L’idea m’è venuta l’altro giorno, volevo fare delle magliette, sul davanti: “L’ACQUA È DI TUTTI BELLI E BRUTTI”, e dietro: “VOTA SI”. Pensavo di realizzare la scritta con la mascherina e uno spray che avrei comprato l’indomani, invece siam partiti subito, Luciano s’è messo a incidere con un coltello affilato i tappi del lambrusco fino a ottenere i caratteri che ci servivano, Gutemberg ci fa ‘na pippa. Mentre lavorava di temperino io facevo la scema ballando, Dammi una V! Dammi una O! Dammi...   Abbiamo impresso lo slogan su 2 magliette vecchie dai colorini pastello, improvvisando anche il tampone per il colore con la spugnetta dei piatti. L’idea primaria era di piazzarci accanto a una...

Le prime acque

La senti che canta da lontano Predilige la notte o l’alba, ore vuote dai pettegolezzi delle auto e dallo scalpitare di ore che non bastano mai Lei Regina del “fermati un attimo”e guarda Me Guarda che deliziosa ferita nella pietra...indice di lussuriosa Vita passata a dissetare a scrosciare inviti ai passanti umani o animali di ogni razza con la stessa generosità Mormora vanitosa:“sono antica io”quando ti invita all'ascolto di quella magia che esce da lei: Tramite perfetto di cielo in terra...

I draghi verdi

Eccomi qui alla soglia della vecchiaia e prossima alla pensione, come una bisnonna con parlantina accesa, vorrei dire la mia prima di lasciare la città, perché mi è giunta voce che vogliono sbarazzarsi di me o vendermi a chissà quale offerente. Sono nata dopo la guerra in data incerta e ho sempre vissuto a Milano nei giardinetti di via Pallavicino, dove risiedo tutt’ora. È una bella zona con tanto verde intorno anche se molte cose da allora sono cambiate, ah quanti ricordi, quante mani e bocche si sono avvicinate a me! All’epoca non c’erano le bottigliette di plastica ed era assurdo che i bambini andassero a bere nei bar, figurarsi! I piccoli viaggiavano in lussuosi passeggini accompagnati dalle tate e i grandi (e per grandi...

Fontanelle / Versi, musiche, balli popolari spigolati su YouTube

Funtanè, di Francesco Brikkostello. Bella canzone in dialetto napoletano, bellissime le foto delle fontanelle, anche i commenti raccontano qualcosa.     L’acqua te la funtana, interpretata da I Pizzica Salentina. Qualità scarsa ma seguite i piedi di uno dei ballerini: una molla, bravissimo!     Tutte le fundanelle, canto popolare abruzzese. Fin dalla prima nota si sente chiara e forte la montagna. Divertente il ritornello “tromba larille là... l’amore è bello, tromba larille là... viva l’amor!”     La via d’ la funtanella, interpretata da Matteo Salvatore. Lui è semplicemente un idolo.     La via d’ funtanella,...

Se una rosa è una rosa

Se una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, anche una fontanella è una fontanella è una fontanella è una fontanella. Anzi lo è ancor di più: è una quinta volta una fontanella, soprattutto d’estate, quando il solo guardarla dà sollievo, senza contare il richiamo al ruscello del suo gorgogliare nella conca sotto.   Se la prima è pura contraddizione sotto tante palpebre, la seconda rischia di diventarlo: sonno di nessuno, sogno di nessuno, perché vogliono farla sparire dalla faccia di quest’Italia balorda e sbalordita. E dove farà il bagno scotendo le sue piccole penne l’uccellino, dove la barba il barbone col suo asciugamano sulle spalle, dove potrà immergere il...

Pedalando verso casa

Le fontanelle rappresentano in questa storia le tappe di un faticoso ritorno a casa. Siamo sulla bellissima pista ciclabile della valle Seriana, che in poco più di trenta km collega Bergamo a Clusone. Racconto l’ultimo tratto, quello con le pendenze più significative, perlomeno per le gambe di un cinquantacinquenne che deve riportare a casa i suoi 75 kg. Già, perché il cittadino di Bergamo che percorre la ciclabile, quando torna a casa si ritrova in discesa; per noi dell’Altopiano, invece, il ritorno coincide con la salita… E in effetti, i primi otto km in discesa all’andata, verso il fiume, sono puro piacere: sui bordi erbosi della pista pascolano cavalli e qualche mucca, che osservano un po’ perplessi l’andirivieni...