Società

Addio Rivoluzione, è tempo di Rivolta

Rivoluzione addio? Sì, il suo posto sembra sia stato preso dalla rivolta. Da Clichy-sous-Bois, nella banlieue parigina nel 2005, ad Atene nel 2008, all’assalto degli studenti londinesi nel 2010, alla discesa in piazza a Roma del corteo degli studenti, per passare alle rivolte della Primavera araba e a quelle in Turchia e in Venezuela, la rivolta sembra aver preso il posto delle forze rivoluzionarie. La rivolta non sembra aver progetto, non si proietta nel tempo futuro. Come ha sostenuto uno dei suoi teorici, il germanista e mitologo Furio Jesi, morto trent’anni fa, in Spartakus. Simbologia della rivolta, testo apparso postumo, “prima della rivolta e dopo di essa si stendono la terra di nessuno e la durata della vita di ognuno, nelle quali si compiono ininterrotte...

Cini Boeri. Sei oggetti messi in fila per un storia

Cini Boeri è uno dei maestri del design italiano. Collaboratrice di Zanuso per 12 anni, ha vissuto la stagione pionieristica del design in un’epoca in cui si credeva che fosse “socialmente importante poter offrire a basso costo oggetti utili a chi non avrebbe potutto avvicinarli altrimenti”.   Quando la incontro per la prima volta nel suo studio di Milano mi dice: “Il termine design è nato con un significato preciso che non esiste più ed era animato dall’idea di produrre oggetti in grande quantità a basso prezzo perché potessero essere utilizzati dalla massa”. Poi, quasi ripensando alle sue parole, si sofferma a chiarire: “Le parole col tempo tendono a perdere i significati primitivi, così anche la...

Lettera a un/a giovane insegnante 2

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

Globalizzazione

Anthony Giddens ha definito nel volume Le conseguenze della modernità la globalizzazione come «l’intensificazione di relazioni sociali mondiali che collegano tra loro località distanti facendo sì che gli eventi locali vengano modellati dagli eventi che si verificano a migliaia di chilometri di distanza e viceversa» (p. 71). È evidente dunque che la globalizzazione si manifesta in conseguenza del verificarsi di intensi processi di scambio a livello planetario per merci, tecnologie e conoscenze scientifiche e culturali. E che essa comporta la costituzione a livello internazionale di mercati sempre più omogenei e globali.   Non si tratta perciò di un fenomeno nuovo, come apparentemente potrebbe sembrare. Infatti, esso ha...

Migranti in classe

Da qualche anno il giovane storico contemporaneo Paolo Barcella porta avanti una prospettiva di ricerca originale, in cui l’impiego – rigoroso e attento sul piano metodologico – delle fonti orali è al servizio della storia sociale ed economica, della comprensione dei processi oggettivi, senza cedere alle fascinazioni etnografiche o alla mistica soggettivista delle testimonianze individuali. I tratti essenziali di tale approccio erano già delineati nel primo volume pubblicato da Barcella nel 2012 («Venuti qui per cercare lavoro». Gli emigrati italiani nella Svizzera del secondo dopoguerra, Fondazione Pellegrini Canevascini, Bellinzona, 2012).   Migranti in classe è un saggio di grande interesse scientifico per chi si occupa di storia contemporanea e in particolare di storia delle...

Lettera a un/a giovane insegnante 1

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

India: le più grandi elezioni della storia dell’umanità

Le elezioni indiane sono ormai un evento globale, seconde per attenzione forse solo a quelle degli Stati Uniti. Ma mentre la democrazia americana, per usare un ossimoro, è la regina del sistema mondiale attuale, quella indiana è, apparentemente, solo la più grande. O meglio, a voler essere pignoli, la più popolosa. E l’attenzione del mondo giornalistico mainstream, soprattutto in Italia, si rivolge di solito alla scelta popolare del nuovo governo non tanto per indagare e capire verso dove l’India andrà, e le possibili conseguenze di tale scelta, quanto per mostrare con stupore misto a curiosità che la democrazia non conosce limiti ne’ di scala ne’ di latitudine.   Le più grandi elezioni della storia dell...

L'albero della progettazione

“Progettazione” è il termine ormai quasi desueto che si usava in Italia prima che s’imponesse al suo posto il termine “design”, ma rispetto a quest’ultimo aveva un’accezione inconfondibilmente diversa da come è inteso oggi il design. Nell’Italia dove fino agli anni ’80 del Novecento non esisteva nelle università o in accademia una facoltà di Design, ad occuparsi di design erano quasi tutti architetti, con un ricco bagaglio anche di conoscenze umanistiche. Con la loro capacità di giudizio critico su cultura, economia, politica e società, essi osservavano attentamente l’ambiente vitale dell’uomo e cercavano il suo miglioramento (questo, talvolta, prima ancora dell’arricchimento...

L'estetizzazione

Nella nostra tradizione culturale, l’ambito dell’estetica è stato generalmente fatto coincidere con quello artistico. Negli ultimi decenni però l’arte ha smesso di essere il principale centro generatore della bellezza e la nostra concezione dell’estetica è notevolmente cambiata. Si è generata infatti una moltiplicazione delle fonti di esperienza estetica e, soprattutto, è progressivamente cresciuta l’importanza sociale del design degli oggetti industriali. Il mondo è andato dunque sempre più estetizzandosi attraverso gli oggetti collettivi (cioè i prodotti), che hanno preso il posto degli oggetti unici (ovvero le opere d’arte), e, conseguentemente, l’estetica è stata sempre più...

La motocicletta di Moro

Una nuova rivelazione – l’ennesima – cade sul cosiddetto caso Moro, ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Infatti ciò avviene alla vigilia dell’istituzione di una nuova Commissione di inchiesta parlamentare sulla tragica vicenda ed è verosimile aspettarsi che altri segnali di questo tipo si susseguiranno nei prossimi mesi.   Con senso di responsabilità e doverosa prudenza bisognerà verificare l’attendibilità di queste nuove informazioni. E, anche in questo caso, siamo sicuri che la magistratura non mancherà di accertarne la fondatezza.   A quanto è dato conoscere, ci troviamo davanti a un ispettore di polizia in pensione il quale sostiene che sulla moto Honda presente in via Fani c’...

Capibanda e fischietti imbrattati

L’unica cosa che conta è quel 2.0, così l’hanno definito, Referendum per un Veneto 2.0, lì sta il senso di quello che i promotori hanno fatto: hanno riportato sulla ribalta la questione del “Male del Veneto” (Diamanti) facendo emergere la distanza non del Veneto dal resto del mondo, ma del Veneto di oggi da quello di trent’anni fa. Questa credo sia la chiave che serve a leggere quello che sta succedendo. Cerco di spiegare. Andare a fare la spesa in un supermercato, magari un po’ grande così c’è più gente, basta a percepire in che realtà sociale viviamo. Tra le due (forse) casalinghe trentenni quando si incontrano subito può partire un “…gatu visto su feisbuk a clara cossa che ha...

Il design italiano oltre la crisi

La settima edizione del Museo del Design Italiano è una bellissima e sofisticata collezione di opere, alcune poeticissime e assolute, che, accanto ad altre di minor peso, hanno il potere di trascinare il racconto portando la storia, nel suo svolgersi, ad aprire molte direzioni, altre storie. Penso che il lavoro di Beppe Finessi (aiutato da Cristina Miglio), del direttore Silvana Annicchiarico e di Italo Lupi sia un capolavoro di cura e sensibilità capace di contagiare nel profondo chi attraversa il bellissimo percorso disegnato da Philippe Nigro e di procurare sensazioni di gioia e bellezza.   Alessandro Mendini, Poltrona di Paglia, 1975   Va detto però che il discorso si concede molte deviazioni e sconfinamenti e che per il desiderio di accontentare un...

L'urna di Don Bosco

Liceo Monti di Chieri, venerdì 17 gennaio. Non sono superstizioso; dovrei cominciare? Lezione di Storia sul concetto di laicità nel Rinascimento. Alla fine un alunno si avvicina timidamente: “Lo sa, vero, che venerdì in Auditorium ci sarà l’urna di Don Bosco?”. L’urna di chi?! Si tratta senz’altro di uno scherzo, dunque sogghigno con aria di intesa. “No, non scherzo; non lo ha saputo allora!” No, non lo sapevo. E come me non lo sapeva quasi nessun altro, a parte gli insegnanti di Religione e il loro ciellino corteo, naturalmente. Nessuna discussione in Collegio docenti, nessuno che ci abbia chiesto un’opinione. Niente.   Torno a casa e smanetto su Internet. L’urna di Don Bosco, un manichino con la...

I lupi artificiali

Dimmi, dei morti non darsi pensiero sarebbe virtù? Presso che genti tal fede germoglia? Fra quelle riscuotere onore io non vorrei, né, se bene posseggo, godermelo in pace, se l'ali agli acuti lamenti troncare dovessi, frodarne l'onore ai parenti. Ché, se il defunto, null'altro che polvere, giace, e i rei non conoscon le pene del loro assassinio, pudore o pietà fra gli uomini più non sarà. Elettra, Sofocle “Tortura” deriva dal latino torquere, ossia torcere, stortare, ma anche, estensivo, storcere il collo, contrarre la bocca, strabuzzare gli occhi. “Sevizia”, parola così onomatopeica, deriva invece da saevus: feroce, crudele, impetuoso, violento. “Vessazione” da vexo, vexare, è agitare...

The Square, oltre la rivoluzione

The square viene presentato al pubblico milanese nella popolare "sala di comunità" del Beltrade: un cinema dell'oratorio, dall'autunno casa del cinema indipendente. Il film racconta la rivolta egiziana attraverso le storie delle persone che l'hanno vissuta, narrando la vita e la morte di e in Piazza Tahrir: la regista Jehane Noujaim individua sei protagonisti nella moltitudine della Piazza e li segue quotidianamente per due anni, tracciando così un filo rosso in grado di legare la Storia alle storie.   Tra i sei è Ahmed Hassan a prenderci per mano e a guidarci, lungo tutto il film, nelle strade del Cairo fino a Piazza Tahrir. Ahmed ci trascina con forza negli scontri a lanciare sassi, la vista oscurata dai lacrimogeni,...

Piante malate, scuole in declino

Qualche anno fa, durante le riprese del film Piazza Garibaldi, ho conosciuto la devastazione dei boschi dell'Aspromonte ad opera della processionaria, un parassita di conifere e sempreverdi. Salivamo dal Basso Jonio, diretti al Memoriale di Garibaldi, e dopo pochi tornanti ci siamo resi conto del disastro ambientale che aveva colpito quegli antichi boschi.. I rami delle piante avvolti da orribili escrescenze biancastre e lanuginose, segno che il parassita si era ormai impadronito dell'organismo, lo aveva divorato dall'interno; si poteva solo tagliare, buttare a terra la pianta, nella speranza di limitare il contagio.. E infatti, tornante dopo tornante, notiamo l'accumulo  sul ciglio della strada di cataste di ramaglie e fusti abbattuti; sui pendii a valle e a monte si...

Moratoria per il Tiramisù

Il ristorante Le Beccherie di Treviso in cui è stato inventato il tiramisù, vero e proprio vanto della pasticceria italiana, ha chiuso i battenti. Il fatto era stato annunciato da tempo, con parole di cordoglio commoventi e sentite. Quelle del proprietario innanzitutto, il signor Campeol, che spiega come fare ristorazione guidati dalla passione anziché dalla ragione oggi equivalga a condannarsi: comanda il marketing e il cibo spazzatura.     Gli fa eco il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che ribadisce come la perdita di un luogo come quello significhi parecchio: “scompaiono gusti e sapori che esprimono la qualità del territorio”. Ma la notizia non è questa. Sta poche righe più sotto, negli infiniti post che...

Venetia, piccola patria

“Perché l’indipendenza è una cosa normale per le piccole nazioni” La via, dal centro del paese, continua sinuosa, costeggiando i fossi. Passa la strada provinciale, diventa via Pagana, così chiamata per differenziarla da Via Santo Stefano, che conduce ad una chiesetta. Arriva all’Arginino, e poi ancora oltre, fino al Canal Bianco. Da lontano, tra i campi di granoturco che cambiano altezza e fanno sentire le biciclette grandi o piccole secondo la stagione, si intravedono la centrale di Ostiglia e il santuario della Comuna, disegnato da Giulio Romano e ora sostenuto da contrafforti dopo il terremoto del 2012. Ecco, a metà di tutto questo, tra il filare di platani e il vociare delle rane, nel mezzo della nube di zanzare e poco lontano...

La sottrazione

1) Di che altro dobbiamo parlare? Dell’alunno I.N. abbiamo detto tutto, si è deciso che non possiamo fare niente, quindi non c’è altro. E dell’alunna G.M., che diciamo? Quest’anno è più calma, nonostante la madre sia matta. Su M.P. vi ricordo che non segue religione cattolica, quindi niente scheda. I genitori di S. e F. li accompagnano sempre tardi, questo va scritto, nessuna scusa che è lunedì, prima ora, e si dorme ancora. Controllare M., il martedì circo, il mercoledì catechismo, il sabato equitazione, dice che ha da fare, punirla senza sconti, e se non serve chiamare la madre. La madre è una modella in pensione, forse vuole trasmettere alla figlia la passione. Se T. non viene a...

Vintage

Il vintage può essere innanzitutto interpretato come uno strumento per fuggire dalla realtà. Nei momenti di difficoltà, infatti, le società hanno sempre cercato di guardare all’indietro. Impossibilitate a proseguire, hanno provato a selezionare le cose migliori del loro passato, come ad esempio gli oggetti vintage, per poter trarre da esse nuova linfa ed energia. E la nostra è sicuramente una società che sta attraversando una grave crisi, sul piano economico, ma soprattutto su quello culturale. Dunque, le persone possono vivere il vintage per fuggire momentaneamente dal ruolo che rivestono all’interno della società. Per immaginarsi cioè in una posizione sociale differente e migliore rispetto a quella in cui si trovano....

Skopje: nella Las Vegas balcanica

Sfusa e confusa, ardente e allucinante, storta e pluriforme, tranquilla e scorrevole, distesa lungo il fiume Vardar, nel cuore dei Balcani, la città di Skopje, capitale della Macedonia, emerge in un ritorno quasi nostalgico ai passati lontani (quello dei tempi di Alessandro Magno, quello della Rivoluzione durante l’Impero Ottomano, ecc.), ripristinando architetture, tempi, emozioni e spazi perduti. Il cambiamento accelerato degli spazi pubblici si urta contro la solitudine di una città, in cui i cambiamenti culturali e infrastrutturali emergono come dei pilastri nuovi di un tempo verbale antico-futuro.     I nuovi piani urbanistci del progetto c.d. Skopje 2014 vedono la rinascita del passato nella revocazione delle imagini e dei fantasmi delle identit...

Niente Child Benefit per Kadija

Da 5 anni Dorothea Brooke lavora in una delle 3.300 sedi del Citizens Advice Bureau (CAB) sparse per tutta l'Inghilterra. Nato nel 1939 per offrire ai cittadini informazione e aiuto in tempo di guerra e cresciuto e sviluppatosi lungo tutto il dopoguerra insieme alla storia del Welfare State britannico, oggi il CAB continua ad offrire assistenza e informazioni gratuite a chiunque le cerchi, quale che sia il problema: lavorativo, economico, legale, familiare. Solo nel 2013, il CAB ha aiutato a risolvere 6.6 milioni di problemi a 2.1 milioni di persone. Questi problemi e le storie delle persone che li presentano, sono alla base delle campagne del CAB per cambiare politiche e legislazione, e offrono uno spaccato della vita di una societa' in crisi nelle sue strutture e anche nei suoi...