raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Speciale: Sanlorenzo

Dal 1958 i cantieri navali Sanlorenzo costruiscono motoryacht su misura di alta qualità, distinguendosi per l’eleganza senza tempo e una semplicità nelle linee, leggere e filanti, che si svela nella scelta dei materiali e nella cura dei più piccoli dettagli.

San Lorenzo / Le navi dei re magi

Ogni parola, ogni frase dei vangeli è stata sottoposta nei secoli a un’indagine stratificata, un’interpretazione resa più complessa dalle diverse lingue implicate e dalle necessarie traduzioni: occorreva coglierne prima di tutto il significato letterale, poi i rimandi simbolici e allegorici, i riferimenti storici, i richiami all’Antico Testamento. Ma non di rado tutto lo sforzo interpretativo veniva (e viene) deluso dalla concisione del testo; è quello che accade per una frase del vangelo di Matteo (2.12): “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (per aliam viam reversi sunt in regionem suam). L’evangelista sta parlando dei Magi, protagonisti di un breve racconto che nei vangeli apocrifi e negli interpreti dal medioevo in poi si allarga e si arricchisce di vicende, luoghi e atmosfere lontane; uno straordinario condensarsi di leggende riassunto pochi anni fa da Franco Cardini (I re Magi, leggenda cristiana e mito pagano tra Oriente e Occidente). Matteo – l’unico degli evangelisti a parlarne – lascia inevase diverse domande: chi erano questi “alcuni Magi”, e come si chiamavano? quanti erano, e da quale parte dell’“Oriente” provenivano? Che cosa era la “stella” che li aveva...

San Lorenzo / La gondola meccanica

  Quale oggetto è legato a una città (e una sola città) come la gondola a Venezia? Senonché, avete letto “gondola” e non avete pensato all’imbarcazione. Avete pensato ad attori famosi (come Gary Cooper nel 1955), ad altre celebrità (seguite da paparazzi in motoscafo), a palle di vetro con la città lagunare, ad Alberto Sordi e Nino Manfredi in un film di Dino Risi (Venezia, la luna e tu, 1958), a James Bond-Roger Moore con la sua gondola a motore in Moonraker (1979). Ma vi verranno soprattutto in mente coppie di innamorati in luna di miele, oppure la canzone di Aznavour (“Com'è triste Venezia se nella barca c'è / soltanto un gondoliere che guarda verso te...”).     Questo stereotipo delle gondole “romantiche” in una Venezia per turisti era già ben saldo più di un secolo fa, tanto da spingere i Futuristi a una proposta semplice, distruggerle: “Bruciamo le gondole, poltrone a dondolo per cretini...” (Contro Venezia passatista, 1912).  Le gondole di Venezia e il chiaro di luna – sì, proprio quello detestato dai Futuristi – stanno assieme in un passo di Goethe, nel suo diario di viaggio in Italia; ma qui, a dispetto di Marinetti e amici, non c’è nessun languore,...

Navi / Il vino, il mare e le navi

Una nave nel vino? E che nave, visto che è guidata da Dioniso in persona. Sto parlando di una coppa in ceramica oggi conservata a Monaco. Oggetto tutt’altro che ovvio per il nostro sguardo moderno, abituato a pensare che le opere d’arte siano nate solo per essere contemplate a una giusta distanza, in spazi dedicati. Questa invece andava maneggiata, portata alle labbra (era una sorta di calice), magari usata anche per giocare.     Nella Grecia antica verso il 530 a. C., coppe come questa non venivano usate nei pasti quotidiani, ma unicamente nel simposio. Questa parola, symposion, viene spesso tradotta in modo improprio con “banchetto” (anche un film di Marco Ferreri si intitolava Il banchetto di Platone); il fatto è che non abbiamo nella nostra cultura una pratica (e un termine) corrispondenti. Potremmo chiamarla una “bevuta in comune”. Ma anche in questo modo qualcosa non è chiaro, perché subito ci viene in mente un gruppo di amici che bevono allegramente in un posto qualsiasi, e qualcuno si ubriaca anche. Il vino nel simposio greco c’era eccome, ma il contesto in cui entrava era più complesso. L’ha raccontato benissimo Maria Luisa Catoni, pochi anni fa, in Bere vino...

Navi / Wiligelmo e l’arca

La prima imbarcazione della tradizione ebraico-cristiana non è una nave: è l’arca di Noè. Agli inizi del XII secolo, sulla facciata del duomo di Modena, uno dei più grandi artisti del Romanico – Wiligelmo – deve fare i conti con il singolare racconto che ne fa la Genesi, il primo libro della Bibbia: scolpisce infatti una struttura che non assomiglia per niente a una nave.      Disgustato dalla cattiveria degli uomini – racconta la Genesi – Dio ordina a Noè di costruire un’arca in cui ospitare la moglie, i figli e le rispettive mogli, e tutte le specie animali; qui potranno rifugiarsi e sfuggire al tremendo diluvio che cancellerà ogni cosa sulla Terra (Genesi, 6.14-16): “Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore”. Una costruzione gigantesca e a più piani, eppure il termine usato nella versione greca della Bibbia è kibotós, cioè “scrigno”, “...

Sanlorenzo / Polene, le donne del mare

Polena è un termine abbastanza recente. Apparso verso la fine del Cinquecento, indica le immagini di animali o le figure umane che sono poste sulla prua delle imbarcazioni, nella parte arcata “di sotto dello sperone d’una nave”. Questa parte eminentemente decorativa, e perciò anche simbolica, trae il suo nome dalla parola poulaine per via della somiglianza che avrebbe con le scarpe dette “alla polacca”, souliers à la poulaine, le quali erano di forma molto allungata con il finale all’insù. Il nome le è stato assegnato in età Barocca nell’epoca in cui, tra il XVII e il XVIII secolo, si erano imposte per le navi che solcavano i mari. In quel periodo, come asseriscono i trattati di navigazione e marineria, le imbarcazioni di grossa stazza cambiano forma nella parte anteriore della prua: l’estremità, prima dritta, aggettante e bassa sulla superficie del mare, viene trasformata in un tagliamare di forma tonda “che si ripiega all’indietro verso il castello prodiero”.    Il luogo d’esordio delle polene è la Francia, e proprio lì alla corte reale deve essere nato il paragone con gli stivaletti dei cavalieri polacchi dalla punta arrotondata. Tuttavia le navi avevano già avuto in...

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