AUTORI
Andrea Pomella
14.03.2019

Un nuovo approccio alla depressione / Edward Bullmore, “La mente in fiamme”

Nel 1989, durante il tirocinio come medico e prima di iniziare il periodo di specializzazione in psichiatria, il neuropsichiatra britannico Edward Bullmore incontra la signora P, una donna di sessant’anni affetta da artrite reumatoide. Durante l’incontro la signora spiega al medico i vari sintomi della malattia e le innumerevoli sofferenze che le provoca, soprattutto alle articolazioni delle mani. A un certo punto Bullmore pone alla signora P una sequenza di domande irrituali circa il suo stato mentale, e la signora P inizia a parlargli della generale astenia, della difficoltà a dormire e dello stato debilitato del suo umore. Segni che di solito indicano l’insorgere di uno stato depressivo.  Foto di Ole Marius Joergensen. Nel riferire al suo superiore la nuova diagnosi che va ad...

10.01.2019

“Il cielo è rosso” di Giuseppe Berto / Se il male è superiore, l’uomo è innocente?

Nelle sacre scritture il male è il peccato, ossia la capacità dell’uomo di trasgredire. Trasgredire rispetto a cosa? Rispetto alle leggi di Dio. Ma il male è in contrasto non solo con le leggi, anche con la convenienza, con la virtù e col dovere, che sono anch’esse norme di origine divina. Il male cristiano trae origine da un atto cosciente e volontario del libero arbitrio, discende dall’uomo, e la sua unica cura è la divinità.  Epicuro, già tre secoli prima della nascita di Cristo, si domandava: “La divinità o vuol togliere i mali e non può, oppure può e non vuole o anche non vuole né può o infine vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; se può e non vuole, è invidiosa; se non vuole e non può, è invidiosa e impotente; se vuole e può, donde viene l’esistenza dei mali e perché...

17.12.2018

Dipendenze / Piccola città, una storia comune di eroina

Secondo il dizionario etimologico il verbo consumare deriva da cum, nel senso di “interamente”, e sumere, “prendere”, “togliere”; e quindi: “ridurre a nulla, togliendo poco per volta”. Una storia del consumo di eroina in questo paese andrebbe a comporre la storia stessa del paese. Soprattutto se parliamo dell’Italia degli ultimi tre decenni del Novecento, quando il consumo di eroina toccò il suo vertice, anche in termini di vittime. Una storia di riduzione, poco per volta, a nulla.  Eppure limitare il fenomeno al secolo scorso è sbagliato. Nella sua relazione annuale al parlamento sui traffici e sui consumi di droga in Italia, la direzione centrale del servizio antidroga della polizia di stato ha decretato il 2017 come l’anno del grande ritorno dell’eroina, con un 30 per cento in più...

03.12.2018

Martin Pollack / Il morto nel bunker, indagine su mio padre

Che succede se fin dall’adolescenza il quadro famigliare in cui vivi è dominato dal silenzio, un silenzio che tuttavia, come intuisci, non serve ad altro che a erigere una barriera che separa le cose che si possono pronunciare da quelle che appartengono alla sfera dell’indicibile?  Che succede se al di là di quella barriera avverti che la tua storia personale è intimamente legata alla Storia, in particolare a un momento tra i più brutali, scioccanti, inenarrabili del Ventesimo secolo, e a una terra, la cosiddetta Stiria Inferiore (oggi Slovenia), un pezzo dell’impero asburgico che nel 1919 divenne regno di Jugoslavia, e teatro di feroci tensioni tra germanofoni e sloveni, l’humus in cui attecchì il seme del nascente nazionalsocialismo?    E che succede se in età adulta...

13.10.2018

Addio Fantasmi / Cose terribili come fossero normali, e viceversa

C’è un capitolo nel secondo romanzo di Nadia Terranova – Addio fantasmi (Einaudi Stile Libero) – che si intitola Cose terribili come fossero normali e forse viceversa. È un titolo che mi ha ricordato, nella sua prima metà, Essere senza destino di Imre Kertész, e in particolare il protagonista, l’adolescente ungherese Gyurka, che si vede passare addosso la più feroce persecuzione della storia accettandola come se fosse, appunto, normale. Ma l’aspetto più interessante sta nella seconda metà della frase, in quel e forse viceversa che allude all’esatto contrario, alle cose normali [vissute] come fossero terribili.  Addio fantasmi narra di una giovane donna, Ida Laquidara, che parte da Roma per far ritorno a Messina, la sua città natale, richiamata dalla madre in vista della messa in...

26.09.2018

“Il ramo spezzato” di Karen Green / È dura ricordare le cose tenere con tenerezza

Un anno dopo il suicidio di David Foster Wallace, avvenuto il 12 settembre 2008 a Claremont in California, sua moglie Karen Green, scrittrice e artista visuale, realizzò un’opera dal titolo La macchina del perdono. Si trattava di uno strano congegno realizzato con tubi e pezzi di plastica colorata che assomigliava a uno strumento di laboratorio. Gli spettatori della galleria d’arte di Pasadena in cui l’opera venne esposta erano invitati a inserire all’interno della macchina dei biglietti con scritti i nomi delle persone che avrebbero voluto perdonare o da cui avrebbero voluto ricevere il perdono.   L’importanza di quest’opera non risiedeva tanto nelle sue proprietà artistiche, quanto nella funzione che essa svolse nel ritorno alla vita e al lavoro di Karen Green dopo il grave lutto...