AUTORI
Andrea Pomella
16.06.2019

Discendenze e Polo Nord / Dell’unica verità possibile sul senso della vita

La storia che sto per raccontare non si è ancora conclusa. La scrivo perché nella sua inconclusione c’è una certa bellezza, una bellezza che non ritroverei neppure nel più appassionante dei finali. Nella storia c’è un mistero che non si risolve, una curiosità che non viene soddisfatta e un dubbio che non viene dissipato. Ma la mia voglia di raccontarla non è alimentata dal mistero, dalla curiosità e dal dubbio. Piuttosto dalla volontà di riflettere sulle coincidenze che l’hanno condotta fino a me.  Nel racconto Un uomo occupato, Nabokov scrive: “Quanto più si presta attenzione alle coincidenze, tanto più di frequente esse si presentano”. Io devo aver iniziato da qualche tempo a prestare attenzione alle coincidenze, se è vero che negli ultimi tempi mi sono imbattuto in una carambola...

28.05.2019

Pierre Pachet / Autobiografia di mio padre

“Credo di dovervi una spiegazione – io, Pierre Pachet – sul testo insolito che state per leggere e per il quale ho impugnato la penna”.  Inizia così Autobiografia di mio padre, il potentissimo testo letterario di Pierre Pachet uscito in Francia nel 1987 e pubblicato solo quest’anno per la prima volta in Italia da L’orma editore, con la traduzione di Marco Lapenna e una bella postfazione di Lisa Ginzburg.  La spiegazione di Pachet occupa sei pagine e rappresenta una sorta di preambolo al romanzo vero e proprio. A parlare è l’autore in persona, ma anche l’impostore. Poiché, ecco, Autobiografia di mio padre di questo tratta: di un’impostura. A buon bisogno qualsiasi creazione letteraria può essere considerata tale, ma in questo caso una simile dichiarazione preventiva pone il...

01.05.2019

Cosa rimane di una persona perduta la memoria? / Idda, di Michela Marzano

Ho l’abitudine di leggere i romanzi pensando che ognuno di essi, in fondo, non faccia che porre una domanda; tanto più la domanda mette in crisi il lettore, quanto più il romanzo è riuscito a scalfire la superficie delle cose. Ho altresì l’abitudine di pensare che la letteratura debba in prima battuta raccontare l’indicibile, o perlomeno porsi l’obiettivo di farlo. Svuotare una cantina ordinata e pulita è un lavoro comodo, ma non serba mai nulla di interessante; non quanto le sorprese che ci restituisce un ripostiglio nel quale il tempo e la memoria si sono stratificati, anno dopo anno, caos su caos.  La domanda che pone Michela Marzano nel suo ultimo romanzo, Idda (Einaudi Stile Libero), arriva a pagina 105. Alessandra, la protagonista, cerca di capire cosa rimane di una persona...

11.04.2019

Manuel Vilas / In tutto c’è stata bellezza

Ho letto In tutto c’è stata bellezza di Manuel Vilas (Guanda, traduzione di Bruno Arpaia) mentre avevo sulla scrivania Tutte le poesie di Giorgio Caproni. Un giorno, sfogliando la raccolta di Caproni, sono incappato in una poesia dal titolo L’ignaro, che fa:  “S’illuse, recuperato / l’oggetto accuratamente perso / d’aver fatto un acquisto. / Fu gioia d’un momento / E rimase / turbato. / Quasi / come chi si sia a un tratto visto /spogliato di una rendita. / (Lui, / ignaro che ogni ritrovamento / – sempre – è una perdita)”.  Ed è stata una coincidenza fatale. Perché per entrare nel romanzo di Vilas è richiesta una chiave a doppia mappa, una chiave che abbia stampate sulle due ali proprio le parole ritrovamento e perdita. Ma cos’è quel tutto in cui c’è stata bellezza?  È...

14.03.2019

Un nuovo approccio alla depressione / Edward Bullmore, “La mente in fiamme”

Nel 1989, durante il tirocinio come medico e prima di iniziare il periodo di specializzazione in psichiatria, il neuropsichiatra britannico Edward Bullmore incontra la signora P, una donna di sessant’anni affetta da artrite reumatoide. Durante l’incontro la signora spiega al medico i vari sintomi della malattia e le innumerevoli sofferenze che le provoca, soprattutto alle articolazioni delle mani. A un certo punto Bullmore pone alla signora P una sequenza di domande irrituali circa il suo stato mentale, e la signora P inizia a parlargli della generale astenia, della difficoltà a dormire e dello stato debilitato del suo umore. Segni che di solito indicano l’insorgere di uno stato depressivo.  Foto di Ole Marius Joergensen. Nel riferire al suo superiore la nuova diagnosi che va ad...

10.01.2019

“Il cielo è rosso” di Giuseppe Berto / Se il male è superiore, l’uomo è innocente?

Nelle sacre scritture il male è il peccato, ossia la capacità dell’uomo di trasgredire. Trasgredire rispetto a cosa? Rispetto alle leggi di Dio. Ma il male è in contrasto non solo con le leggi, anche con la convenienza, con la virtù e col dovere, che sono anch’esse norme di origine divina. Il male cristiano trae origine da un atto cosciente e volontario del libero arbitrio, discende dall’uomo, e la sua unica cura è la divinità.  Epicuro, già tre secoli prima della nascita di Cristo, si domandava: “La divinità o vuol togliere i mali e non può, oppure può e non vuole o anche non vuole né può o infine vuole e può. Se vuole e non può, è impotente; se può e non vuole, è invidiosa; se non vuole e non può, è invidiosa e impotente; se vuole e può, donde viene l’esistenza dei mali e perché...