AUTORI
Anna Toscano
21.11.2019

Venezia / Riavvolgendo il nastro dell’acqua

Piove senza sosta in questo lunedì notte e la luna non è più piena, le maree si stanno normalizzando, la nostra casa pure si sta normalizzando con grande lentezza e fatica, Venezia ancora in ginocchio prova a rialzarsi. Abbiamo imparato tanto, abbiamo imparato a stare in due con cane in un letto stretto e la marea attorno a 187 cm, abbiamo toccato con mano una grande solidarietà ed empatia con amici e conoscenti, abbiamo capito che spalare acqua cantando con amiche e amici è un evento di bellezza eccezionale altro che marea, che prima dopo e durante c’è sempre chi allunga un sorriso o una torta. Che non sappiamo quante energie ci restano, ma sappiamo che a Venezia restiamo.   Oggi è lunedì, siamo tornati ognuno al rispettivo lavoro per poi correre a casa a continuare a pulire e...

13.06.2019

Rifugiata nella vita e nella scrittura / Ágota Kristóf. Scrivere per ricostruire identità

La Trilogia della città di K., di Ágota Kristóf è un romanzo composto da tre romanzi, con circa gli stessi personaggi, con gli stessi protagonisti, con ambientazioni simili, ma le vicende narrate sono diversissime tra loro, le storie che i due protagonisti raccontano del loro passato e del loro presente non coincidono mai, nemmeno nei nomi. In Il grande quaderno sono due gemelli lasciati dalla madre alla nonna materna in una casa alla periferia di una città dove si spera non sentiranno le asprezze della guerra, quelle della vita le sentiranno molto invece. La nonna li chiama “figli di cagna” e li instrada in una vita di asperità. È scritto tutto in prima persona plurale, sono i gemelli, ancora senza nome, che raccontano.   In La prova è Lucas che parla, in terza persona singolare....

07.03.2019

Rosalia Montmasson una vita raccontata / Storie di vite da non dimenticare più

Rosalia Montmasson non è una ragazza da scordare, ma la Storia l’ha scordata: nessun trafiletto a bordo pagina dei manuali scolastici di storia, in quei box di approfondimento in cui di norma relegano le donne, nemmeno uno straccio di canzone che la citi. Nulla che commemori l’unica donna che partecipò alla spedizione dei Mille. Solo una targa, in via della Scala a Firenze, ricorda Montmasson e viene vista da una romanziera che ama le finestre aperte verso il mistero: da lì inizia la ricerca storica e la ricostruzione di una vita dimenticata con una scrittura saggia dal ritmo fluente.    Maria Attanasio, colta scrittrice e poetessa che dà corpo ai versi, non è rimasta affatto indifferente alla dicitura della targa – “Rose Montmasson, sbarcata con i Mille a Marsala” –, e come...

11.01.2019

La lentezza dell'umano / Abraham B. Yehoshua, Il tunnel

Con il tredicesimo romanzo, Il tunnel, appena uscito per Einaudi, Abraham B. Yehoshua dedica la narrazione a uno dei grandi temi dell’umano, tema talvolta presente in precedenti suoi titoli in maniera marginale ma qui ne è il protagonista: la malattia. E come per tutti gli altri suoi libri, con il protagonista appare anche la controparte che è sempre rappresentata dalla lotta; in ogni suo romanzo mette in scena un topos dell’umana sofferenza e come controparte la lotta per sopperire o consolare o risarcire tale sofferenza.     In L’amante, suo primo romanzo uscito in Italia nel 1990, il grande tema è la verità sotto le spoglie dell’amore, un amore che Adam, la moglie e la figlia, cercano ognuno a modo proprio. Una narrazione corale dove la lotta è il tentativo di ritrovare...

13.11.2018

Speciale Aqua / Era il vedere

Era il vedere era il guardare a legarmi qui, i riflessi sulla laguna le finestre fino all’acqua l’acqua fino alle ginocchia.   Poi è divenuto odore, il tanfo della bassa marea le alghe ghiacciate umido negli armadi.   Oggi sono gli abbracci, ai campi dell’ultimo saluto ai muri scena di sempre alla cenere nella laguna cercando le tue mani, i tuoi occhi. La polvere dei ricordi. 

11.11.2018

Teheran, 15 dicembre 1941 – Roma, 9 novembre 2018 / Bijan Zarmandili e il suo Iran

La prima domanda che ho fatto a Bijan Zarmandili al caffè di un bar in campo Santa Maria Formosa, mezz’ora dopo il suo arrivo col treno, è stata di chi fossero gli occhi di Parviz. La sua risposta fu silenziosa, un sorriso rapido e nostalgico. Alcune sue domande e alcune sue risposte erano così.  Bijan ci ha lasciati ieri, restano gli occhi di Parviz, vivissimi. Bijan Zarmandili era uno scrittore e un giornalista con uno sguardo attento sulla guerra ma anche sulla pace: un autore che nei suoi romanzi ha narrato i conflitti da dentro, dal punto di vista dei singoli protagonisti della storia, e nei suoi articoli ha sempre guardato alla politica mediorientale e alla Storia. Nato a Teheran ed esiliato a Roma negli anni ’60, la sua firma ci ha accompagnato per molti anni nei giornali del...

13.10.2018

Scrittura che lotta contro l’altrove anonimo / Kim Thúy, camei di vita tra il Vietnam e il Canada

Oggi è stato assegnato The New Academy Prize, riconoscimento teso a colmare il vuoto della sospesa assegnazione del Nobel per la letteratura. Erano 47 gli autori selezionati dai librai svedesi per questo premio alternativo, tra i quattro finalisti anche Kim Thúy, autrice pubblicata in Italia per i tipi di nottetempo e tradotta da Cinzia Poli.   La terza di copertina dell’ultimo libro di Kim Thúy riporta che la scrittrice è nata a Saigon nel 1968, ha abbandonato il Vietnam all’età di dieci anni con la sua famiglia e altri boat people, rifugiata politica in Canada è cresciuta a Montréal, dove ha lavorato come interprete, avvocato, ha aperto un ristorante e si è occupata di critica gastronomica. Oggi si dedica alla scrittura. Kim Thúy amalgama, nei suoi tre romanzi usciti in Italia,...

16.09.2018

Aquila, Lisario, Morfisa, Elide / Le personagge dei romanzi di Antonella Cilento

Le protagoniste, le personagge, degli ultimi quattro romanzi di Antonella Cilento provengono da secoli e luoghi diversi, appartengono a strati sociali differenti, hanno vicende che si snodano lungo la narrazione completamente dissimili, loro stesse fisicamente e caratterialmente sono molto lontane una dall’altra ma, da una analisi più approfondita, hanno moltissimo in comune oltre al fatto di essere donne.  Scrittrice con alle spalle 14 libri, tra romanzi e racconti, nonché autrice per teatro, radio e cinema, Antonella Cilento dalla sua Napoli è una tessitrice di storie di donne. Con una forte passione per la storia e per l’arte, che costellano i suoi scritti, Cilento imbastisce e poi cuce magistralmente vicende che si spostano su tempi e piani diversi, facendo talvolta sfoggio di...

23.08.2018

Riappropriarsi della propria identità attraverso la scrittura / La morte, la lingua, la madre: cuciture

Guardare gli anni di composizione e di pubblicazione dei libri di Magda Szabó e accostarli agli anni in cui sono usciti grandi romanzi di altre scrittrici nel Novecento è interessante.  Lettera aperta di Goliarda Sapienza esce nel 1967, Il Filo di mezzogiorno nel 1968; Giù in piazza non c’è nessuno l’autobiografia letteraria di Dolores Prato uscita nell’80 in edizione ridotta e scritta durante tutta una vita; la scrittura intrisa di quotidiano di Natalia Ginzburg, con Tutti i nostri ieri del ’53 e Lessico famigliare del ’63; Alba de Céspedes con Quaderno proibito nel ’52; Fausta Cialente nel ’62 con Interno con figure; La penombra che abbiamo attraversato di Lalla Romano del ’64; Menzogna e sortilegio della Morante del ’48. L’autobiografia, il quotidiano e il passato, l’infanzia, la...

12.07.2018

Poetesse contemporanee / Confinitudine. Il confine nei versi

Il confine in poesia in alcune autrici contemporanee è un concetto dalle diverse accezioni. Il confine come limite interiore o esteriore, imposto da se stesse o dagli altri, dalla società o dalle guerre, è linguistico o culturale, fisico o mentale, una costrizione o uno stimolo, da starne attentamente all’interno o da valicare, in cui si è rinchiuse per scelta o che non si ha la forza di scardinare: qualsiasi sia la sua natura, esso affiora tra le righe, tra i versi, in un continuo bisogno di dire.    In Goliarda Sapienza, nelle sue poesie come nella sua prosa, il confine è sociale e privato, tra sanità mentale e non, è quello che gli altri danno alla parola normalità: un confine che Sapienza vuole tenacemente spostare, non solo valicare. Ciò che le permette di spostare quello...

15.12.2017

Dove cadono le ombre / Mariella Mehr e le coordinate del tempo

Le Giornate degli autori della 74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica ha visto in programma il primo lungometraggio di Valentina Pedicini, Dove cadono le ombre. Pedicini è conosciuta dal pubblico che ama la poesia per il suo lavoro documentaristico su Mariella Mehr: dalla vita e dalla scrittura di Mariella Mehr nasce Dove cadono le ombre, un film che giunge dalla necessità di non far parlare direttamente la scrittrice, come nei documentari, ma di dar voce alla sua storia, narrata nelle sue opere, come personale e al contempo universale, che non si riferisca a una sola persona ma nasca da centinaia di biografie, come scrive in apertura di film Pedicini. Perché nella vicenda Mehr c’è la tragedia, accaduta in Svizzera dal 1926 al 1986, di un numero di bambini jenisch che...

25.09.2017

Una matita per l'estate / Facendo la punta

  Facendo la punta alla matita con un temperino bianco a manovella, l’odore di legno secco cerco nella memoria da dove questa fitta al cuore. Ed ecco il tuo, confinato nella penombra della soffitta e tu che le temperi tutte una dopo l’altra. E allora telefono a mia sorella «fammi un regalo, domani portami il temperamatite di papà, quello giallo, lo tengo qua».   da Una telefonata di mattina, La Vita Felice 2016.

30.08.2017

Una vita dedicata alla scrittura / Goliarda Sapienza: 50 anni di Lettera aperta

Nel 2017 Einaudi riedita Lettera aperta di Goliarda Sapienza, libro uscito nel 1967 per Garzanti, nel 1997 per Sellerio, nel 2007 per UTET. Quale sia la chiave di lettura di un libro che esce a 21 anni dalla morte della sua autrice, a 50 dalla prima edizione, a 20 dalla sua seconda, a 10 dalla terza, al di là delle diverse prefazioni, ce lo racconta la storia stessa di Goliarda Sapienza. La prima stesura di Lettera aperta comprendeva un progetto editoriale ampio e strutturato che, come molti dei progetti di Sapienza, è andato modificandosi nel tempo in relazione a condizioni avverse e talvolta fortuite.  Come libro è figlio di un disegno di riordino della propria vita, un mettere le mani a ricordi e carte: un tentativo di cessare di rimestare nei ricordi mettendoli in un ordine di...

12.06.2017

Quattrocento elettroshock / Janet Frame: la vita negli oggetti

La vita della scrittrice neozelandese Janet Frame è diventata molto nota al grande pubblico grazie al film Un angelo alla mia tavola che la regista Jane Campion, anch’essa neozelandese, negli anni ’90 ha tratto dall’omonimo libro della Frame. Un angelo alla mia tavola non è solo un’autobiografia e non lo è tutta la sua prosa: i suoi sono libri in cui compare sempre la scrittrice come rifratta in cento altre Frame protagoniste perché lei, ancor più che in Virginia Woolf, è stata un’autrice prigioniera della sua biografia.   Si potrebbe raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che appaiono nella sua prosa: sono oggetti desueti che possono dividersi in oggetti reali o creazioni della sua mente. Più che oggetti potremmo chiamarli cose per la carica simbolica e affettiva che...

19.05.2017

1917-2017 / Magda Szabó, la narrativa del passato vivente

Novecento, realtà, infanzia, quotidiano, Storia, parola, passato, identità, scrittrice, sono le parole per scrivere di Magda Szabó, dischiudono la sua opera.   Magda Szabó vive lungo tutto il Novecento affacciandosi nel Duemila già ottantenne, nasce in Ungheria negli strascichi della Prima Guerra Mondiale, cresce nel Seconda Guerra Mondiale ed è costretta, successivamente, al silenzio dal regime comunista. In questo anno, 2017, ne cade il centenario della nascita.   Nella lunga vita e nella vasta produzione letteraria di Magda Szabó vi è un posto di rilievo dedicato alla realtà. Nella storia della rappresentazione della realtà in letteratura, le scelte definibili come “realistiche” comprendono molteplici forme. Szabó si racconta e racconta, la scrittura è una forma espressiva...

02.01.2017

Museo Fortuny, il più blasonato dei Musei Civici / Il rumore del genio, Mariano Fortuny

C’è un gran brusio quando Mariano Fortuny vede quella luce tagliare il pavimento, ma forse non lo percepisce assorto com’è in quel che gli salta agli occhi. È il 1899, lui ha 28 anni, e già l’incanto per Parigi e per Venezia lo ha preso. La pittura che ha praticato per anni sul solco paterno e appreso a bottega e dai familiari non riempie la sua insaziabile voglia di nuovo, e la vita di società che gli si prospetta non è per lui un tempo speso bene. Piuttosto è la Ville Lumière a incatenare il suo pensiero con l’elettricità e Venezia a legarlo per sempre con i suoi riflessi di luce.    Palazzo Fortuny ph. Anna Toscano   La luce entra dal tetto del suo studio all’ultimo piano di palazzo Pesaro degli Orfei e colpisce il pavimento, un momento epifanico, la rivelazione nel...

30.08.2016

A vent'anni dalla morte / Goliarda Sapienza, andando all’indietro

Oggi è il 30 agosto 2016 e venti anni fa, il 30 agosto 1996, muore Goliarda Sapienza. Quella Goliarda Sapienza arrivata al grande pubblico dopo l’uscita del suo romanzo L’Arte della gioia nel 2008 per Einaudi: romanzo postumo dunque, come lo furono Appuntamento a Positano, 2015, Tre pièces, 2014, Elogio del bar, 2014, le poesie raccolte in Ancestrale, 2013, La mia parte di gioia, 2013, Il vizio di parlare a me stessa, 2011, Io, Jean Gabin, 2010, Destino coatto, 2002. Ciò accade in questi venti anni dalla sua morte, ma anche molto altro accade: prendono vita spettacoli teatrali che raccontano la sua esistenza o parte di essa, escono biografie, monografie, sempre più studenti fanno la tesi di laurea sulla sua opera, si organizzano convegni, incontri, letture. Venti anni in cui Goliarda...