AUTORI
Franco La Cecla
18.10.2019

Sarah Gainsforth, Airbnb città merce. Storie di resistenza alla gentrificazione digitale

Il libro di Sarah Gainsforth Airbnb città merce ha a prima vista un’aria molto interessante, su un tema di attualità, quello dell’effetto negativo degli airbnb sulle città. Nasce da un approccio che affronta la sharing economy come una mitologia insieme ad altre, le start up, il turismo “dal basso”, il mondo dei dot.com e un’altra serie di miti definiti con sicurezza dalla Gainsworth come tipicamente americani, anzi californiani. Le analisi che ne conseguono sono coerenti, i b&b insieme al turismo sono la causa prima della gentrification delle città e quindi dell’espulsione da essa dei veri abitanti. L’economia mossa dai b&b eleva i prezzi delle case, falsa il mercato immobiliare e trasforma le città in “risorse” economiche.   I verbi che la Gainsworth usa per descrivere...

29.05.2019

Making, Arte, Archeologia, Architettura / Artisti e antropologia: far parlare la realtà

Negli ultimi vent’anni c’è stato un avvicinamento impressionante tra due discipline che non hanno mai avuto uno statuto comune: l’arte e l’antropologia. Da qualche settimana uno degli antropologi più brillanti e antiaccademici come Michael Taussig (di lui è in uscita la riedizione di Il mio museo della cocaina per Fieldwork-Milieu) tiene un corso a Cà Foscari a Venezia il cui titolo è “Fieldwork as art”. La tesi di Taussig è che il lavoro di ricerca sul campo che consiste in un’osservazione partecipata, cioè nella condivisione della vita quotidiana della gente che “si studia”, ha tutte le caratteristiche della ricerca artistica. In un testo rivelatore e pieno dei suoi “schizzi”, disegni, mappe, aforismi e osservazioni immediate, “I swear I saw this”, Giuro di aver visto questo, Taussig...

14.12.2018

Coop 70. Valori in scatola / Due forchettate di pasta

È il 26 luglio 1860. Camillo Benso conte di Cavour così scrive in una lettera un po’ in codice e un po’ in ironia: “Nous seconderons pour ce qui regarde le continent, puisque les macaroni ne sont encore cuits, mais quant aux oranges, qui sont déjà sur notre table, nous sommes bien décidés à les manger”. Il conte che sta cercando di portare avanti l’operazione “Unità d’Italia”, comunica in francese che non è ancora arrivato il momento di tentare l’annessione di Napoli (les macaroni), capitale del Regno delle due Sicilie, ma che i tempi sono invece più che maturi per l’impresa garibaldina in Sicilia (les oranges). Come si vede, uno degli artefici dell’unità politica della penisola ragionava (in francese!) in termini alimentari più che pittoreschi. Analizzato meglio, il suo ragionamento...

16.09.2018

Ukuku / Viaggio a Cuzco

Inseguiamo gli Ukuku nella Plaza de Armas di Calca, un piccolo pueblo nel “Valle Sagrado” degli Incas che si apre tra le montagne a una decina di chilometri da Cuzco. Sono coperti di una veste di lana a trecce bianche e rosse, divise in due fasce lungo il corpo fino ai piedi. Al volto hanno dei passamontagna di lana con un naso a punta, gli occhi cerchiati. Un’aria di angeli o di demoni. Sono in realtà i figli del ghiacciaio sacro, quello di fronte al quale ogni anno per la festa della Mamacha Assunta (in quechua il suffisso cha viene usato come vezzeggiativo) in maggio vanno a dormire dopo aver danzato continuamente. Rappresentano un mondo a metà tra gli animali e gli umani, parlano in falsetto tra di loro e danzano al suono dei tamburi e dei flauti, strumenti per eccellenza degli Incas...

22.06.2018

Oggi al Festival di Pesaro / Stefano Savona. La strada dei Samouni

Un urlo silenzioso, lunghissimo, a questo somiglia il film di Stefano Savona, “La strada dei Samouni” che ha vinto a Cannes l’Oeil d’Or 2018, il massimo riconoscimento alla “Quinzaine des realisateurs” per il documentario. Se Stefano Savona, palermitano di nascita, archeologo di formazione, con un bouquet di premi collezionati negli ultimi vent’anni (Cinéma du Reel, Locarno, Bellaria, Donatello, e moltissimi altri), insegnante alla “Femise”, migliore scuola di Cinema a Parigi e al “Centro Sperimentale per il Documentario” a Palermo, ha vinto su concorrenti come Wim Wenders, Ming Zhang, Romain Gavras, Beatriz Seigner è perché il suo “La strada dei Samouni” ha qualcosa di indelebile.    Il film (chiamarlo solo documentario è riduttivo, anche se la schiacciante forza di un fatto...

16.06.2018

Guidati dallo sguardo di Lévi-Strauss / Cartolina dalla British Columbia

Da qualche giorno mi sento accompagnato dallo sguardo di Lévi-Strauss. Può sembrare strano, ma io non lo avevo mai sentito familiare: adesso sì. Perché ho capito cosa deve essere stato per lui scoprire le culture indiane della British Columbia. Qui lo ha portato il suo maestro, Franz Boas, piccolo, robusto, infaticabile tedesco che nel corso della sua vita ha raccolto una quantità immensa di materiale, miti, oggetti, parole, mappe, arte, economia, vita delle numerosissime tribù di questa parte di mondo. Che stavano quasi sparendo, spazzate via dall’ingordigia dei coloni e della corona inglese. Se uno pensa alla perdita che abbiamo tutti subito (anche se spariti non sono gli indiani, anzi sono adesso in piena ripresa, ma dopo centocinquant’anni di tentativi di cancellarli). La perdita di...

19.05.2018

Distopie / Palermo lattificata

Che Palermo sia un posto singolare è ormai parte delle banalità acquisite nei salotti milanesi. L’idea che vi accadano cose imperdibili, anche. Ecco che qualche tempo fa un amico palermitano ha deciso di aprire una specie di micro casa editrice nel proprio soggiorno; ha pensato di stampare piccole opere ormai introvabili e di distribuirle in poche copie, rilegate da lui stesso. Così, rovistando online, il mio amico Guido Giannici ha scoperto un romanzo del 1865 dal titolo assai promettente: Palermo lattificata di un misterioso Carlo De Belli. Poiché in pubbliche biblioteche ce ne sarebbero al mondo solo tre copie (una ad Harward, una a Taiwan e una – inaccessibile – alla nazionale di Palermo), ha deciso di stamparlo e di dargli diffusione. Me ne ha fatto omaggio e la lettura è stata una...

17.02.2018

Jonathan Friedman / Politicamente corretto?

In uno dei capitoli finali di Tristi Tropici Lévi-Strauss fa un’affermazione nei confronti dell’Islam che oggi sarebbe facilmente definibile come scorretta politicamente: “Sul piano estetico, il puritanesimo islamico, rinunciando ad abolire la sensualità si è contentato di ridurla alle sue forme minori, profumi, merletti, ricami e giardini. Sul piano morale ci si trova di fronte allo stesso equivoco di una tolleranza ostentata, a danno di un proselitismo il cui carattere compulsivo è chiaro. Effettivamente il contatto coi non-musulmani li mette in angoscia.   Il loro genere di vita provinciale si perpetua sotto la minaccia di altri generi di vita, più liberi e più facili del loro, che rischia di essere alterato con la sola contiguità. Piuttosto che parlare di tolleranza, sarebbe...

08.01.2018

Responsabilità e gioia / South Africa. Diario di viaggio

Parte prima   Tra i jacaranda esplosi di violenti rossi e malva, nel quartiere di Linden, a nord di Johannesburg, è l’ora di uscita di bambine e bambini da scuola. C’è il filo spinato elettrificato e le mura sono alte. La zona residenziale è molto curata. All’angolo, di fronte alla scuola, un emporio di formaggi naturali invita coloro che passano in Suv a fermarsi per assaggiare un ritorno alla terra e ai sapori autentici. Gli scolari cominciano a sciamare. Sono ben curati, vestiti con le divise della scuola. I loro genitori aprono le portiere delle grandi auto e dei pick-up perfettamente puliti. Sono tutti a piedi nudi e, senza scarpe, salgono sui veicoli dei padri e delle madri. È una scuola boera, frequentata dalla minoranza bianca che per ventisei anni ha dominato questa terra...

27.12.2017

Come leggere la realtà in cui viviamo / Serge Latouche. La decrescita è felice

aprile/maggio 2017   Mi sembra opportuno cominciare facendo, come si dice, gli onori di casa a Serge Latouche. Ho un compito doppio, uno piacevole e uno scomodo. Come ospite sono felice che sia qui di fronte al pubblico attento di Palermo. Attento e numeroso, a testimonianza dell’eco che il suo pensiero riscuote anche qui, come nel resto d’Italia. La parte scomoda è che il mio compito è di fargli da contrappunto. Mi è stato chiesto di intessere con lui un contraddittorio proprio perché le nostre posizioni sono per certi versi vicine e per certi altri abbastanza distanti.    La vicinanza è dovuta al fatto che entrambi siamo convinti che da questo stato di cose, quello in cui versa il mondo nella sua corsa sfrenata verso la distruzione, bisogna assolutamente uscire. La...

29.11.2017

Questione “Weinstein” / Chi scrive è un maschio

Chi scrive è un maschio, bianco, occidentale, anzi peggio, europeo, non indigeno, non appartenente a fedi religiose orientali, di mezza età, single, con un’educazione occidentale, anzi classica, – che altro devo dire per anticipare con i distinguo le classificazioni bio-politiche senza le quali non ho diritto a parlare di questa faccenda? – ho varie tessere, arci, feltrinelli, amici della musica, palestra e piscina, sono abbonato ad alcuni quotidiani cartacei e online oltre che alla metro milanese.   Ecco la tiritera delle appartenenze che mi rendono inadeguato a parlare di cose che hanno a che fare con l’affettività e con il sesso. Ancora una volta Simone De Beauvoir, che sostiene che non esistono uomini capaci di parlare di se stessi come appartenenti a un sesso. Ho scritto sulla...

10.06.2017

Recuperare la follia allegra del giocatore / Città come spazi di gioco

“The only game in town” è un film del 1970 con Warren Beatty ed Elizabeth Taylor. Parla di due giocatori, di due “gambler”, che in modo diverso si “giocano” la vita sul tavolo da gioco lui e nella vita sentimentale lei e che si ritrovano insieme. Un film sull’azzardo senza alcuna connotazione moralistica che per altro ha anche un happy end (lui vince al gioco e loro rimangono insieme). Un film molto bello che poi è diventato un modo di dire. Recentemente qualcuno ha fatto negli Stati Uniti con lo stesso titolo un documentario sulle banche e sul peso della finanza nella nostra vita.   Ed è un buon modo per avvicinarsi al nostro tema. Da un certo punto di vista, dal Giocatore di Dostoevskij in poi, il gioco inteso come un gioco di adulti è diventato tout-court il gioco d’azzardo e le...

05.06.2017

il mestiere di genitore tra gli USA e noi / Supermamme e Superpapà

La questione dell’educazione è diventata una chiave di volta della differenza sostanziale della nostra contemporaneità rispetto ai decenni passati. Oggi emergono in primo luogo le insoddisfazioni e l’incomunicabilità tra cittadini e istituzioni, tra lo Stato come garante di un’eguaglianza di potenzialità e le ragioni di una quotidianità che sembrano sfuggire al “discorso istituzionale”. L’altro aspetto è quello che riguarda il rapporto tra generazioni, per un verso incrinato da una sfiducia nella trasmissione di possibili valori e per l’altro chiuso nella nuova logica iperprotettiva del “chilometro zero” dell’educazione.  Eppure tutte queste questioni sono state anticipate una cinquantina di anni fa dal lavoro di critica della scolarizzazione e del concetto stesso di educazione che...

19.05.2017

Ancora sulla sentenza della Cassazione / Legge o valori?

La sentenza della Cassazione riguardo al ricorso del cittadino sikh è molto interessante per due aspetti. Il primo è il linguaggio e il secondo il cambiamento generale di mentalità che riflette. Il linguaggio giuridico risente del balbettio generale su questi argomenti. Si parla di “valori” della nostra società, contrapposti ai valori di altre culture e poi si aggiunge qualcosa sull’obbligo delle etnie diverse che abitano in Italia di conformarsi ai valori del paese ospitante. Ora, a chi conosca un po’ le religioni del subcontinente indiano viene difficile chiamare i sikh una etnia. Sono invece una religione ben precisa, fondata storicamente da un individuo che ha cercato di elaborare una sintesi tra induismo e islam. È una religione praticata in buona parte dell’India (l’ex primo...

10.05.2017

Una vita che non poteva essere lodata né biasimata / Bigger than life

Il necrologio è sfortunatamente un genere letterario. Lo si capisce quando chi scompare è qualcuno che conosciamo bene. Se si sono vissute molte cose insieme a una persona, il fatto che non ci sia più rende spesso difficile fare i conti con la sua vita. A prescindere dalla commozione (che è un sentimento nobilissimo, ma molto soggettivo, spesso piangiamo il noi stessi che la persona si è portata via) e dal rispetto (che è dovuto a coloro che transitano, ma che dopo un po’ diventa qualcosa di diverso, riserbo, dimenticanza o mistero), ogni necrologio è ingiusto. Proprio perché si permette di fare i conti con la vita di qualcuno come se “si fosse risolta”. Se c’è qualcosa di propriamente umano è la non conclusione, vorrei dire la “sconclusionatezza”. Se amiamo qualcuno la cosa è ancora più...

30.01.2016

Cartolina da Dawei, Birmania

Dawei, Myanmar/ Birmania alla frontiera con la Thailandia. La Rough Guide è esplicita: non c’è niente da vedere. Serve solo come posto di passaggio per cercare di raggiungere le spiagge incontaminate a due ore e più da qui, tra strade difficili e villaggi sperduti. Sono rimasto bloccato qui. Noel Coward, il grande autore di commedie e commedie musicali l’aveva detto in rima – aveva vissuto a Rangoon. Mad dogs and Englishmen go out in the midday sun. The toughest Burmese bandit can never understand it. In Rangoon the heat of noon is just what the natives shun, They put their Scotch or Rye down, and lie down.   Solo i cani pazzi e gli Inglesi escono al sole di mezzogiorno I più duri banditi birmani on riescono a capire. A Rangoon...

18.01.2016

Birmania. Effetto doppler

Caruso adesso è seduto di fronte a due persone che non pensa di avere mai incontrato prima. Un giardino tropicale circonda il bungalow dove stanno parlando. Palme, chicas, banani, pipal, rain trees, avvolgono uno stagno dove nuotano enormi carpe scure. Che sia fresco anche a quest’ora è dovuto a chi ha costruito questo posto vent’anni fa, dei produttori birmani di tabacco che volevano investire in qualcosa di bello e duraturo. Le stanze dell’hotel sono altri bungalow circondati da acque, un tempio accoglie chi entra nella tenuta, un tempio con un nat, uno spirito protettore, di quelli che il Buddismo birmano ha assorbito dal pantheon animista preesistente. Parlano di fronte a una birra. Caruso chiede quando sono arrivati in questo paese, com’è...

12.01.2016

Scambiarsi i verbi difettivi

Ci sono dei casi spesso fortuiti, a volte cercati, in cui due o più persone si incontrano “in angolo”, nel riflusso di una marea e loro sono controcorrente, nel bagliore di un fiammifero per scambiarsi una sigaretta, nell’autobus che entrambi o più hanno preso per sbaglio. Accade quando si è costretti da una maggioranza silenziosa a nascondersi nella vergogna di un atto non sostenibile o di una parola che si sa che non potrà essere detta. Non mi riferisco qui al coraggio eroico di chi in circostanze avverse combatte contro regimi e totalitarismi, no, piuttosto rivendico la modestia di potere scambiarsi la propria incertezza. Sia chiaro, nessuna ideologia del “queer” mi interessa, appunto perché appunto l’incertezza...

22.11.2015

Andare nel posto sbagliato

Giulia   In coda, adesso, dietro la lunga fila al banco dei check in, sentiva che aveva fatto male ad accettare. Sì, perché non aveva detto di no? Le sue colleghe che le mostravano un’amicizia invidiosa le avevano cantato alle orecchie tutto il mese precedente che lei era veramente fortunata, che se fosse accaduta loro la stessa cosa non avrebbero esitato. E lei invece ci aveva pensato su ogni notte con le palpitazioni che aumentavano e con l‘insonnia solita che si era trasformata in pura preoccupazione. Il professore glielo aveva detto che non poteva perdere quell’occasione, che erano le ultime borse che la facoltà poteva offrire. In fin dei conti mica si trattava dell’America! Era un periodo piuttosto breve, ma molto proficuo per...

20.11.2015

Il copyright del male, il copyright dei morti

Cosa sta accadendo intorno a noi? Qualcosa che nella sua radicalità estrae dal comune sentire le onde più profonde dell’ovvietà. Un’ovvietà che fa fatica ad applicarsi a tragedie, a terribili avvenimenti, ma che una volta trovato lo spiraglio è inarrestabile. Lo si vede nei commenti su quella fogna che è ormai diventata Facebook, lo si vede però anche nei discorsi, negli scambi di battute. È l’Occidente che viene fuori, mai come adesso, anche nelle più remote periferie dell’Impero. E che riafferma con forza di “sapere”. Quando centinaia di migliaia di messaggi in occasione dei fatti terribili di Parigi si concentrano sulle “colpe dell’Occidente”, quando ci si indigna che si...

22.10.2015

Come rifarsi una verginità

Tempo fa mi è successo un caso singolare. Mi trovavo nella mia città natale, Palermo, e ho ricevuto una telefonata inaspettata. Era il figlio di un noto barone dell’antropologia isolana che voleva vedermi. Non lo sentivo da anni, da quando era un semplice ricercatore “costretto” a espletare il suo servizio lontano dal padre e dalla città che gli aveva dato, come a me i natali. Adesso occupava la cattedra che il padre gli aveva liberato, nella giusta prospettiva di una eredità intellettuale che se non si passa tra generazioni va rovinosamente perduta. Dunque mi chiamava per vedermi. Confesso che ero curioso di sapere cosa volesse. Ci siamo dati appuntamento in uno squallido bar all’angolo della ex facoltà di giurisprudenza su via...

28.09.2015

Questioni di gender, questioni di etica?

Il dibattito piuttosto triste e banale che anima in questi ultimi tempi l’arengo delle questioni relative  all’identità sessuale e di genere ha – bipartisanamente – una caratteristica comune. Che scaturisca dalla parte più baciapile e ideologica di una certa chiesa cattolica o che venga dall’empireo del post-femminismo bagnato nelle acque queer, la parola etica abbonda e deborda. Sembra che non si possa parlare di queste faccende senza mettere in campo la morale. L’idea che gli omosessuali siano più etici degli eterosessuali, basandosi sul fatto che tra “eguali” c’è più equità farebbe rizzare le carni ad Aristotele. Nell’Etica a Nicomaco il nostro si spende ampiamente per dimostrare che l’amicizia perfetta non è quella tra eguali e che ci possono essere molte altre forme di amicizia...

26.08.2015

L’Italia si ricorda del Sud quando va in vacanza

Mi piacerebbe intervenire nel dibattito tipicamente estivo sul Mezzogiorno d’Italia. Non a caso ci si ricorda che l’Italia ha un Sud quando si va in vacanza, il Sud è la pausa estiva per politici, governanti, giornalisti e opinion makers. Eppure ben venga un’attenzione rinnovata nei confronti di questa metà del paese. Non voglio entrare nel merito delle polemiche. Certamente c’è molta banalità circolante, purtroppo anche in chi ci governa. Il “piagnisteo” di cui viene tacciato chi si preoccupa del Sud fa parte di una maniera elegante di fuggire i problemi trasformandoli in retorica. A me interessa entrare nel merito della posizione particolare in cui si trova oggi il Meridione a partire dalla mia esperienza diretta della...

07.08.2015

San Francisco

Nonostante le spiacevoli traversie dei viaggi andati a male sappiamo che non sarà questo a fermarci. Le esperienze di viaggio ci insegnano che la prossima volta potrebbe andare meglio, anche quando tutte le evidenze volgono al peggio. C’è, nel viaggio, la forza di una sorpresa, l’idea di novità, la deriva profonda dell’avventura, quella che il filosofo Jankélévitch pensava fosse la chiave dell’idea di inizio, di ri-partenza o di qualcosa che “stacca” il tempo normale e lo fa diventare una freccia. C’è, nel viaggio, la busta a sorpresa che una volta si comprava in edicola. Non importava quel che c’era dentro, giornaletti, soldatini, cianfrusaglie, ma era l’aprirla il momento magico. Il viaggio...