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Chiesa cattolica

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Scambiarsi i verbi difettivi

Ci sono dei casi spesso fortuiti, a volte cercati, in cui due o più persone si incontrano “in angolo”, nel riflusso di una marea e loro sono controcorrente, nel bagliore di un fiammifero per scambiarsi una sigaretta, nell’autobus che entrambi o più hanno preso per sbaglio. Accade quando si è costretti da una maggioranza silenziosa a nascondersi nella vergogna di un atto non sostenibile o di una parola che si sa che non potrà essere detta. Non mi riferisco qui al coraggio eroico di chi in circostanze avverse combatte contro regimi e totalitarismi, no, piuttosto rivendico la modestia di potere scambiarsi la propria incertezza. Sia chiaro, nessuna ideologia del “queer” mi interessa, appunto perché appunto l’incertezza è quanto di più lontano dalla prosopopea della “diversità”. Per “scambiarsi i verbi difettivi” bisogna trovarsi dalla parte di chi non fa una teoria del proprio comportarsi perché quello che lo spinge non è un presupposto, ma lo stupore dell’aspetto inedito e sorprendente della vita. Per avere questa voglia di “scambiarsi i verbi...

Potenza di un no

Nelle storie come nelle vite, c’è sempre un preciso momento in cui tutto potrebbe cambiare. Ciascuno sa quanto è difficile essere all’altezza di un momento così, basta un nulla ed esso svanisce. Nell’ultimo film di Scorsese, The Wolf of Wall Street, accade quando il protagonista convoca i collaboratori della sua società per annunciare il proprio ritiro dal mondo della speculazione finanziaria. Nel momento in cui la bocca è già sul microfono, pronta a parlare, Jordan Belfort si tira invece indietro. Rinuncia a rinunciare, si potrebbe dire. Sennonché la questione è qui complessa e si gioca tutta sulla domanda: rispetto a cosa si definisce una rinuncia? Ci sono naturalmente molte soluzioni possibili. Quella affaristica incarnata da Belfort risponde che l’unica vera rinuncia sarebbe consistita nell’allontanarsi dall’irrinunciabile possibilità di continuare a fare soldi e d’inventare nuovi modi per convincere i clienti a partecipare alla grande fiera dell’arricchimento.   Vedendo il tracollo al quale il film conduce ad assistere, si può però azzardare un...

Un uomo di nome Francesco

Tommaso da Celano nella seconda  biografia dedicata a Francesco, che «Mentre il santo, rifuggendo come era sua abitudine dalla vista e dalla compagnia degli uomini, si trovava in un eremo, un falco che aveva lì il suo nido strinse con lui un solenne patto di amicizia. Ogni notte col canto e col rumore preannunciava l'ora in cui il Santo era solito svegliarsi per le lodi divine. Cosa graditissima, perché con la grande premura che dimostrava nei suoi riguardi, riusciva a scuotere da lui ogni ritardo di pigrizia. Quando poi il santo era indebolito più del solito da qualche malattia, il falco si mostrava riguardoso e non dava così presto il segnale del risveglio. Ma, come fosse istruito da Dio, solo verso il mattino faceva risuonare con tocco leggero la campana della sua voce. Non è meraviglia se le altre creature veneravano chi più di tutti amava il Signore» (cap. 127,168).     L’improvvisa vicinanza di un falco fattasi consuetudine viene letta dal biografo come un miracolo, perfino la casualità dei suoi interventi è giustificata in una lungimirante comprensione della debolezza di...

Buenos Aires. Papa argentino

Da più di un’ora sul taxi, sono ormai stramazzato. Ma la mia testa appoggia contro un altoparlante della radio, che i tassisti qui tengono sempre accesa per svicolare tra picchetti e imbottigliamenti.     Così, sono il primo a sentirlo: “Habemus papam!” E grido a mia volta: “El papa es argentino!”.  Il tassista, cui è permesso di stramazzare solo a metà e che, chiacchierone come tutti, si è reso conto di avere un italiano in macchina: “Si, si”. Non ascolta e gli sembra che quel che dico sia una ribollitura dello solito “Dio è argentino”, a sua volta sottospecie delle battute sull’orgoglio locale lanciate nel resto del Sudamerica (“Come si suicida un argentino? Si arrampica sul suo Io e si butta giù”). “No - gli grido - il papa vero, quello di Roma: B E R G O G L I O!” (in spagnolo anche la seconda G suona come in “ghiaccio”: in Piazza San Pietro l’hanno pronunciato all’italiana e anche per questo gli argentini stentano a capire).   Il tassista si scusa e riafferra il cellulare. Smette di dare...

L'elezione di papa Francesco / Cosa c’è in un nome?

Non c’è probabilmente nessun’altra figura della Chiesa cristiana occidentale che abbia esercitato una forza di attrazione sulla modernità comparabile a quella di Francesco di Assisi, il poverello, il pazzo d’amore per Dio che avrebbe lasciato scritto nel suo Cantico, il più antico componimento poetico della lingua italiana, “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengono infirmitate et tribulatione”. Nel Canto XI del Paradiso, Dante faceva pronunciare a un altro celebre personaggio medioevale, Tommaso d’Aquino, un suo complesso elogio sul cui sfondo, come del resto in tutta la Commedia, si stagliava il tema della decadenza e della corruzione morale della Chiesa. Ecco dunque Francesco, nuovo Sole sorto per illuminare la cattolicità e ricondurla alla purezza originaria del messaggio di Cristo: carità e povertà. Santo popolare e ispiratore essenziale della rinascita europea, mistico e sovversivo, uomo pratico e pensatore profondamente originale che contestò il tradizionale comptemptus mundi, il disprezzo per la realtà terrena, Francesco ha seminato la sua eredità ben oltre i confini del culto cattolico e della religione in genere, sino a trapiantare...

Otto per mille: quanto fa?

Otto per mille fa tanti soldi! Davvero tanti! Un esempio? Il denaro ottenuto nel 2007 (il dato è relativo a qualche anno prima: ci vuole sempre qualche anno prima di ottenere i liquidi, e qualche altro prima di conoscere i risultati!) è stato quasi un miliardo di euro. Una grande somma per essere ottenuta soltanto con una piccola firma.   Ma che cos’è l’otto per mille? È semplicemente una piccola parte delle imposte (non del proprio reddito, ma del gettito complessivo delle imposte!) che il cittadino è chiamato a versare in favore di una comunità religiosa a sua scelta. Ma proprio perché la goccia diventa un mare sarebbe bene che ciascuno sapesse a chi la devolve. Invece mi accorgo con sorpresa che, anche solo tra le persone che conosco, non tutti sanno come funziona il meccanismo. Alcuni, atei convinti, che mai in vita loro vorrebbero contribuire al sostentamento di alcuna chiesa, pensano che sia sufficiente non destinare a nessuno la loro quota di otto per mille sulla dichiarazione dei redditi, e lasciar vuota l’apposita casella, perché la loro pur piccola parte di gettito fiscale non vada a...

La fine del comunismo

In questi giorni la Polonia inizia il suo semestre di dirigenza dell’Unione Europea. Il suo programma è molto ambizioso e riflette le aspettative di un paese che, in ventidue anni, ha bruciato le tappe ed è oggi uno dei più solidi e convinti paesi d’Europa. Fa un certo effetto andare indietro con la memoria al 1989 quando, con la cosiddetta Tavola Rotonda, si avviò un processo di radicale cambiamento che, dalla Polonia, si estese a tutti i paesi dell’Est europeo, Russia compresa. Di quei mesi ormai si sa molto: sono stati scritti svariati libri e resi pubblici importanti documenti. Ma per ricostruire quell’atmosfera, come spesso accade, è più utile servirsi di un libro di fiction che, pubblicato nel 1992, mantiene ancora intatta la forza narrativa oltre a stupire per la massa di informazioni, esatte, che contiene, soprattutto sul mondo dei servizi segreti che, anche in quell’occasione, giocarono un ruolo estremamente importante. L’autore allora faceva il giornalista e collaborava ai settimanali “Panorama” ed “Espresso” con inchieste sul terrorismo, la finanza e il Vaticano...

Goffredo Parise / Italia

Nei Sillabari di Goffredo Parise anche la voce “Italia” viene raccontata come fosse un sentimento; senza nulla concedere al sentimentalismo, tuttavia, né alla retorica o ai luoghi comuni. Domestica e tuttavia quasi arcana, familiare e insieme inesplicabile, come del resto il mistero dell’esistenza, l’allegoria del paese è l’ordinaria parabola di vita di una coppia che si ama: la storia di un uomo e una donna “visibilmente italiani”. Un senso dell’onore privato e recondito, come primitivo, ne è il suggello. Ma forse, come suggeriva Natalia Ginzburg, il senso di questo come di tutti i racconti della raccolta, va rintracciato nell’uso “struggente” dei tempi verbali.     Un giorno di settembre sotto un’aria che sapeva di mucche e di vino due italiani di nome Maria e Giovanni si sposarono in una chiesa romanica già piena di aria fredda con pezzi di affreschi alti sui muri di mattoni: raffiguravano il poeta Dante Alighieri, piccolissimo, inginocchiato davanti a un papa enorme e molto scrostato, seduto sul tono. C’era anche un cagnolino nero. La chiesa appariva...

Centocinquanta anni di scuola e laicità. Conversazione con Cesare Pianciola.

  “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. […] Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. [...] Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […] Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli...