Musica

Interviste e colloqui / Luciano Berio nel tempo e nello spazio sonoro

Arriva in libreria Interviste e colloqui (Einaudi), il terzo e conclusivo volume degli scritti di Luciano Berio, figura fondamentale nella musica del Ventesimo secolo e non solo.  Dopo i libri dedicati alle Norton Lectures e agli scritti musicali ecco riunito un gran numero di conversazioni rilasciate in Italia e all'estero dal compositore ligure tra il 1962 e il 2002.  Questo quarantennio lo ha visto tra i protagonisti assoluti del rinnovamento musicale, un processo lungo e faticoso non esente da contraddizioni, che risaltano benissimo negli atteggiamenti di Berio rispetto ai fenomeni musicali sempre mutevoli attraverso gli anni.    Certe dichiarazioni apodittiche che si leggono nei colloqui degli anni Sessanta sono del resto tipiche di tutta la generazione di...

Violenza, ribellione e mercato / L'mmaginario videomusicale contemporaneo

Attraverso una sapiente costruzione “a scatola”, il videoclip Out of Control che il videomaker Wiz realizza nel 1999 per i Chemical Brothers evidenzia come la narrazione della guerriglia urbana e dell’opposizione all’autorità sia stata assorbita e fagocitata dal linguaggio pubblicitario, dimensione alla quale l’ambito della videomusica appartiene per sua stessa natura.          Il continuo capovolgimento narrativo a cui assistiamo evidenzia un paradosso irrisolvibile connaturato all’attuale orizzonte massmediale; come afferma Bruno Di Marino, «I massmedia – dunque anche il videoclip stesso – non fanno altro che confondere vero e falso, politica e consumismo, rendendo qualsiasi messaggio ambiguo […] La contraddizione di una forma espressiva che da un lato vende...

Il suono come strumento di conoscenza / Ascoltare i luoghi

Salutiamo con entusiasmo la recente pubblicazione del libro Nuove geografie del suono. Spazi e territori nell’epoca post-digitale, edito da Meltemi, del ricercatore e curatore indipendente Leandro Pisano: tale pubblicazione porta finalmente in Italia il dibattito sul suono inteso come strumento di conoscenza, che sta avvenendo già da alcuni anni a livello internazionale. Attraverso il resoconto critico di una serie di artisti sonori riconosciuti, il lavoro di Pisano ci parla della possibilità di indagare gli spazi abbandonati e le zone rurali attraverso la pratica dell’ascolto.   Katia Zavoloka a Mediterrae vol. 1, 2007, ph Leandro Pisano. A diverse latitudini e con approcci estetici differenti, Ximena Alarcón, Enrico Ascoli, Fari Bradley e Chris Weaver, Angus Carlyle e Chiara...

20 luglio 2017 / Nobody can save him. Su Chester Bennington

“Your voice was joy and pain, anger and forgiveness, love and heartache all wrapped up into one". Questa frase è tratta dalla lettera che Chester Bennington ha dedicato a Chris Cornell, frontman dei Soundgarden, dopo aver avuto la notizia del suo suicidio. Ecco, ora è lui che ci ha lasciato, allo stesso modo del suo amico, e mai parole mi sono sembrate più adatte per descrivere la voce che ha accompagnato buona parte della mia vita.   I suoi acuti riuscivano a scarnificare il dolore che avevo in petto, facendolo volare via in forma di squame sottili, traslucide, restituendo alla mia anima una nuova pelle, liscia e pronta a ricevere nuove emozioni, positive o negative. Per me finisce un'era. Ho visto i Linkin Park esibirsi 4 volte, l'ultima il 17 giugno 2017 a Monza e Chester mi era...

Uccidiamo il chiaro di luna / Regge il futurismo al passare del tempo?

Confesso di aver sempre avuto il desiderio di assistere a una serata futurista e di essere partita ben disposta nei confronti dello spettacolo ravennate "Uccidiamo il chiaro di luna". La sfida mi sembrava ardua: reggerà il futurismo al passare del tempo? L’ode alla guerra, in tempi così difficili? L’esaltazione della tecnica, ora che nel progresso ci viviamo? O, ancor meglio, i roboanti proclami – cui siamo abituati – dei manifesti futuristi, manterranno sulla scena le promesse altisonanti declamate sulla carta? A dare un'occhiata furtiva alla locandina (Marinetti, Russolo, Balla, Depero, Severini, Tullio Crali) s'intuiva che, comunque fosse andata, erano stati "arruolati" tutti quelli che contavano, prendendo a prestito il meglio del movimento dai suoi esponenti, più o meno celebri e...

Qualcosa che la letteratura dovrà infine incorporare / Bob Dylan. Il discorso del cantante

È tarda sera, e tu sei in un locale notturno perso in una piccola città, persa a sua volta nelle pianure degli Stati Uniti. Fuori non c’è niente da vedere, e dentro non è che sia più divertente. È poco più di un piano bar, anche se si concede il lusso di un cantante. Non volevi restarci fino a quell’ora, hai mangiato male e bevuto peggio, ma ci rimani, non ti va di tornare in albergo da solo. Lo show è finito e tu, per gentilezza, magari anche un po’ per compassione, vai a stringere la mano al vecchio cantante dalla voce rasposa che ha appena finito il suo numero per quattro clienti che lo stavano ad ascoltare insonnoliti. Non sapresti dire se ti è piaciuto o no, non ti ricordi neanche bene quello che cantato; forse degli standard, roba del repertorio di Frank Sinatra mescolata a qualche...

1 giugno 1967 / Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Ho ricominciato ad ascoltare Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band su un vinile, una ristampa del 2000 che mi restituiva un poco le sensazioni della stupefacente cover apparsa il 1° giugno del 1967: i quattro Beatles in posa in grandi uniformi di banda Belle Époque vittoriana gialla, fucsia, azzurra e arancione; davanti una aiuola fioritissima con sforbiciato il loro nome: e tante sculture da giardino e qualcuna da tomba: un Buddha sorridente portafortuna, una dea Kali con la faccina più attonita che terrifica, una Biancaneve, Shirley Temple vicina a una bambolina stravaccata a lei identica con scritto sulla pancia «welcome The Rolling Stones» e tutti intorno ai Beatles una memorabile foto di gruppo (che oggi definiremmo selfie) che raccoglieva nel collage grafico di Peter Blake le più...

Da quel momento fui wagneriano / Nietzsche e il Tristano

Wagner rappresenta una parentesi relativamente breve nella vita di Nietzsche, pochi anni (1869 – 1872) che si possono circoscrivere al periodo in cui, dalla vicina Basilea, frequenta assiduamente Tribschen, la villa sul lago di Lucerna dove Wagner si rifugia insieme a Cosima (figlia di Franz Liszt) dopo lo scandalo scoppiato a Monaco di Baviera per la loro relazione clandestina. Anni in cui un giovane Nietzsche è anzitutto fiero di sentirsi intimo amico del musicista tedesco più celebrato d'Europa che lo ospita a casa sua, lo capisce e lo apprezza (così scriverà molti anni dopo in una lettera Franz Overbeck: “Wagner è stato l'unico, o per lo meno il primo, ad avere la percezione di ciò che si agitava dentro di me.”). Anni in cui subisce fortemente la personalità e il fascino di Cosima,...

Il pianoforte unico oggetto dotato di anima / Nietzsche pianista e compositore

La musica occupa interamente i centri vitali della filosofia di Nietzsche, del suo pensiero, del suo agire. Vissuta sempre in una dimensione immanente, per Nietzsche la musica non è mai quella dell'essere, ma quella che si riconnette alla vita, quella che “offre alle passioni di poter gioire di loro stesse”. Il suo rapporto con l'arte si esaurisce quasi esclusivamente nella musica: “l’arte universale”, “il magico fuoco”, “il selvaggio oceano dei suoni”. È raro che riesca a godere di un'opera figurativa, tutto ciò che non si lascia cogliere in termini musicali gli dà “addirittura un senso di nausea e di ripugnanza”.   Il suo sentirsi orgogliosamente musicista non subisce mai cedimenti neppure negli ultimi anni della sua vita cosciente quando non ha più molte occasioni per fare pratica...

Libertà, razionalità, corpo e comunità / Musica

La musica classica ha sviluppato, già a partire dall’Inghilterra del XVII secolo, delle precise regole di comportamento che gli spettatori devono seguire durante i concerti: vestiti adeguati, divieto di parlare, bere e mangiare durante l’esecuzione, applausi di consenso, bis finali. Nella musica giovanile, invece, tali regole sono state largamente destrutturate. Rimangono attive soltanto quelle che consentono di creare un canale di comunicazione con i musicisti, come gli applausi e i bis. D’altronde, la musica giovanile rappresenta un ambito nel quale la dimensione corporale è particolarmente sviluppata. Lo dimostra l’importanza del suo legame con la performance dal vivo, ovvero il momento del concerto. Questo, infatti, è in grado di costruire un’intensa partecipazione fisica delle...

“Una nota di mestizia” / Luigi Tenco 50 anni dopo

"Signore e signori, buona sera. Diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone. Anche questa sera, per presentare le canzoni, è con me Renata Mauro. Allora, Renata, chi è il primo cantante di questa sera?"  28 gennaio 1967, ore 21. Me lo ricordo bene (avevo 17 anni) Mike Bongiorno che introduce la seconda serata del Festival. La notte prima, Luigi Tenco si era ucciso. La sua morte aveva colpito tutti, naturalmente, e ancora oggi il fatto che la manifestazione abbia fatto il suo corso dopo tre parole di circostanza continua a sembrarci un’enormità; ma in quegli anni – diciamolo – quasi nessun italiano si aspettava che la festa si interrompesse. Fermare Sanremo? Sarebbe come spianare il...

Pink Floyd / Animals 40 anni: il disagio nell'aria che tira

Trascorri il tuo tempo a pascolare innocuo Vagamente hai capito il disagio nell’aria che tira Ti consiglio di fare attenzione In giro potrebbero esserci i cani  Quando ho visitato la Giordania ho capito Che le cose non sono quello che sembrano (Pink Floyd, “Sheep”. 1977)   Il 23 gennaio 1977 i Pink Floyd licenziavano Animals, decimo album di una carriera veramente unica. Forse il mese più adatto, per un’opera musicale che apriva una stagione turbolenta, mentre l’hype del momento (il punk) avrebbe sdegnosamente considerato queste band vecchie scoregge, il nemico da sconfiggere (pensiamo che erano in giro da poco più di dieci anni...). Ricordare quell’album, spesso sottovalutato o ferocemente criticato, mi pare giusto. Animals risuona nelle epoche del verbo musicale popolare e con...

«Io, solo, niente da rimpiangere» / Vite di David Bowie

Oggi, 8 gennaio 2017, David Bowie avrebbe compiuto, in vita, 70 anni. Dovrebbe essere morto il 10 gennaio di un anno fa, ma sappiamo che sta vivendo su una Stella Nera, splendido nella sua ennesima reincarnazione di artista eterno, mutante. Nei giorni dei suoi 70 anni non veri, altri libri su di lui, rivelazioni, un video postumo, un documentario sui suoi ultimi cinque anni di vita sul pianeta Terra. Il suo ultimo disco registrato è stato Darkstar. Quello che pensavamo fosse il suo ultimo video, lo sconvolgente, biblico racconto della sua psiche transeunte Lazarus, fu inciso da Bowie mentre era consapevole che gli sarebbero restati tre mesi di vita. Nel documentario BBC2, David Bowie: The Last Five Years, diretto dal regista Francis Whately, uscito in questi giorni, a un certo punto il...

Davide Panizza / Pop X. Un mago si aggira per l’Italia

Ciò che state per leggere è una specie d’inchiesta che ho condotto in qualche giorno di lavoro e di studio ossessivi; non è un'intervista, né una recensione, né un articolo di critica musicale (quando sento la parola "critica musicale" o, peggio ancora, "musica indie italiana", come succedeva a Karl Kraus quando doveva scrivere di Hitler, davvero non mi viene in mente nulla).  Per meditare l'argomento di questo articolo, invece, mi sono mentalmente trasferito a Pinzolo, sotto la chiesetta di San Vigilio che fu affrescata (con una irridente e gioiosissima danza macabra) da Simone Baschenis nel XVI secolo. La chiesa, che scompare dinanzi ai giganteschi e illuminatissimi cartelloni pubblicitari di automobili di lusso posti ai bordi delle piste da sci, si trova a una cinquantina di...

Giuseppe Verdi nelle terre di Parma

Giuseppe Verdi lo si ritrova solo nelle terre di Parma. Lì dove è nato e dove è ritornato a vivere, lì dove “il suo respiro è tutt’uno con l’aria carica e violenta” di quella pianura. La sua faccia corrugata e la sua musica veemente non hanno mai lasciato quei luoghi. Ancora oggi per toccare l’anima di Verdi bisogna passare da Sant’Agata, da Busseto, da Soragna, da San Secondo Parmense. Meglio se nei mesi freddi, durante il Festival o la stagione lirica del Regio quando il Maestro ripiomba su quel pubblico e “lo porta a gran passi entro i rossi, vulcanici domini della sua arte”.   In quella parte della valle del Po risiede ancora uno sparuto numero di autentici verdiani. Gli ultimi epigoni di un mondo capace di vivere il teatro nel piacere viscerale del canto lirico, di ascoltare e...

24 novembre 1991, 25 anni dalla scomparsa / Freddie Mercury: for ever young

Morire da rock star è qualcosa che accade nel fiore degli anni, lontano dall'idea del declino fisico e ancor prima dalla sua concretezza.  Freddie Mercury aveva solo 45 anni ma quella concretezza l'ha attraversata fino in fondo. Gli effetti dell'Aids, così come si manifestava nel 1991, sembrano lontani ai nostri occhi, ma gli ultimi suoi video sono implacabili nel far intuire la dissoluzione del corpo. Morire da rock star come la versione contemporanea dei poeti maledetti, pur con un contrappasso lancinante: cos'altro se non l'ingombro impossibile del for ever young...? Perché nella cultura giovanile raccontata attraverso la musica beat, pop, rock fino ai nostri giorni, insieme alla protesta sociale, all'"esser contro", il "for ever young" – finché dura, finché ce n'è... – sono l'...

You Want It Darker / Cohen. Dalla fine della vecchiaia

Una volta i devoti di Cohen erano una società segreta. Oggi la società ha rotto i sigilli ed è uscita allo scoperto. Non va confusa con i cosiddetti Eletti Cohen dell’Universo, che sono un banale ordine massonico. È la ben più potente Cabala della Depressione Cosmica, la cui dottrina insegna che quando hai toccato il fondo puoi solo dire va bene così, dopotutto è qui che volevo arrivare, sia lodato chiunque debba essere lodato, tiriamo un bel respiro, meditiamo un po’ e andiamo avanti. Ho letto tutti i libri su Leonard Cohen, almeno quelli in lingua inglese, e nessuno mi ha toccato come il profilo pubblicato da David Remnick sul “New Yorker” del 17 ottobre 2016. Nulla, nell’articolo, accenna a una sua malattia, o alla possibilità di una morte improvvisa. Può essere stata delicatezza, o...

So Long, Leonard / Cohen. Un'enorme compassione

Un giorno, durante una intervista rilasciata a una radio norvegese, Marianne Ihlen raccontò il suo incontro con Leonard Cohen sull’isola greca di Hydra, dove il cantautore canadese si era fermato nei primi anni Sessanta a vivere in una casetta per 14 dollari al mese; niente auto, solo muli, retsina, pesce alla griglia, poesie e un romanzo scritti su una Lettera 22 Olivetti, e amori intensi nella notte: un giorno di primavera lei era con il suo bebè in un negozietto di alimentari con servizio bar; «Ero in piedi nel negozio con il mio cesto della spesa, in attesa che mi servissero una bottiglia d’acqua e del latte; lui era sulla porta, in piedi, con il sole che lo inondava; mi invitò fuori nel suo gruppo di amici. Aveva pantaloncini kaki, scarpe da ginnastica, una t-shirt, un cappellino. Mi...

Il concerto di Dylan, Stones, Young e McCartney nel deserto / The last trip: Dylan, Stones e Co.

Sono stata al Desert Trip a Indio California, una sera Bob Dylan e i Rolling Stones, l’altra Neil Young e Paul McCartney, secondo weekend della maratona Woodstock Revisited 50 years later, con la prima esibizione di Dylan premio Nobel, che non ha detto una parola (come previsto) e sullo schermo in b/n dava le spalle al pubblico. Faccio parte della generazione che ha imparato l’inglese per capire le strofe complesse di Bob D (e chi ha mai imparato l’italiano per leggere Baricco?), quella che si è persa per un soffio Woodstock o l’Isola di Wight. Questa volta era tutto organizzato alla perfezione, senza il fango e la pioggia del ‘69, pubblico di tutte le età tranquillo, relaxed alla californiana, fine concerto a mezzanotte, tasso di droga imparagonabile agli anni d’oro… un po’ di fumo...

Il Nobel a Bob Dylan

La vicenda del Premio Nobel per la letteratura a Bob Dylan, che molti aspettavano e molti temevano, comincia nel 1997, quando un professore di inglese del Virginia Military Institute di Lexington, di nome Gordon Ball, fa circolare una raccolta di firme per sottoporre la candidatura di Bob Dylan all’Accademia di Svezia. Ball non arriva per caso alla decisione di far nominare Dylan. Ha conosciuto Andy Warhol, ha collaborato con Jonas Mekas e ha curato tre libri con Allen Ginsberg. Non è fatto con lo stampino accademico, ha le credenziali. Posseggo una copia dell suo libro ’66 Frames, pubblicato dalla Coffee House Press di Minneapolis, con dedica personale. L’ho incontrato nel 2007 proprio a Minneapolis, in occasione della prima conferenza internazionale su Bob Dylan (alla quale lui, lo...

Musica come potenza e verità / Rassomiglianze: Nietzsche, Cocteau, Satie

“Il millenovecento è un anno terribile. Nietzsche muore, il primo della classe sparisce, non restano che i somari” - Jean Cocteau   Pochi testi sulla musica hanno la forza stringata e penetrante de Il Gallo e l'Arlecchino (1918) di Jean Cocteau, un lavoro di poche pagine che esalta l'audacia della semplicità e della franchezza nell'arte. Un testo nel quale Cocteau si rivolge anzitutto a Nietzsche come ad un modello che lo aiuti a disfarsi del simbolismo sfumato e malaticcio dei suoi esordi letterari.    Tutto ruota intorno alla musica, non solo perché queste pagine sono di fatto il manifesto della rinascita musicale francese tra anni Dieci e Venti del Novecento incarnata dai giovani compositori appartenenti al Gruppo dei Sei (Darius Milhaud, Arthur Honegger, Francis Poulenc...

Progetto Jazzi / Dormire sotto le stelle. Compilation

  Un nuovo contributo a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre...