Animalia
Andrea Giardina

Andrea Giardina, saggista e scrittore, vive a Como. Ha recentemente pubblicato Le parole del cane (Le Lettere 2009), uno studio sull'immagine del cane nella letteratura italiana del '900. Tra i suoi altri libri si ricordano Provvisorio congedo dell'umanità (con S.Mantovani, edizioni Zelig) e le antologie Contro la guerra (ed. Zelig), Parole della montagna (Baldini Castoldi Dalai editore). Collabora con L'Indice dei libri del mese.  

18.12.2017

Sull’Appennino tra parentesi / Castelluccio

Tra i Castelluccio d’Italia, il “mio” è la frazione che sta sopra a Porretta Terme, sulla dorsale che segna il confine tra l’Emilia e la Toscana. Per le carte amministrative è provincia di Bologna, anche se a brevissima distanza ha principio la provincia di Pistoia. Il paese è un pugno di case raccolte tra la chiesa di Santa Maria Assunta, edificata a ridosso di un’asperità rocciosa, detta il Sasso, e il castello Manservisi, sito di antiche origini che venne rimesso in sesto nell’Ottocento medievaleggiante. A cavaliere della montagna, Castelluccio sembra correre su una cresta sottile. Lo circondano ampie discese verdi, che digradano verso il fondovalle. In direzione sud, si staglia la massa imponente del Corno alle Scale, ma la vista è innanzitutto occupata dal monte Piella, che con i...

26.10.2017

Stretta parentela / Animali umani (troppo umani)?

Inizialmente avevo una certa difficoltà a sentirmi “padre” del mio cane. Per una sorta di virile vergogna preferivo considerarlo un compagno con cui trascorrere alcune ore della settimana, perlopiù camminando insieme per i boschi. Senza volerlo, cercavo di tenerlo lontano dall’eccessiva confidenza, e sembrava che quelle instabili regole di convivenza che avevo elaborato, esito di sensazioni più che di convinzioni ragionate, potessero davvero funzionare. Poi il cane, Osvaldo, l’incrocio segugio, si fratturò una zampa durante una scorribanda solitaria tra i castagneti. Quella fasciatura infranse la barriera: il “degente” venne teneramente accolto nel letto matrimoniale, durante la notte. Se ne stava accoccolato in fondo, anche se in qualche occasione cercava di avvicinarsi a me o a mia...

13.03.2017

Il cane come modo per parlare di noi stessi / Social dog

Il volpino Boo ha tutto per essere irresistibile: è piccolo, con la testa tonda, il nasino, due occhietti espressivi, la coda vaporosa. Quando gioca, estrae ritmicamente la lingua dalla bocca, con delicatezza ma continuamente, come un bambino che cerca di compiere uno sforzo superiore alle sue capacità. Dimostra intelligenza e segue con attenzione quanto gli viene proposto, ma quando si abbandona sul pavimento, forse per stanchezza, trasmette un senso di resa. Marnie è una shih tzu anziana, sguardo perso, fare dinoccolato. Camminando inclina la testa di lato e non riesce a trattenere la lingua che penzola fuori dalla bocca. Sembra che ami assumere posture stravaganti, il pelo arricciato confusamente lascia intendere un certo disinteresse nei confronti dell’etichetta, ma esprime pure quel...

07.02.2017

Due insegnanti replicano ai professori universitari / Non sanno

Non sanno niente Andrea Giardina   “Non sanno niente”. Chi frequenta le malinconiose aule scolastiche sa che l’espressione è probabilmente la più ricorrente tra gli insegnanti. Una parola d’ordine, quasi un refrain, recitato talvolta con sofferta pietà nei confronti delle misera insipienza, talaltra con acrimonia appena rattenuta verso i guasti dei tempi e, in aggiunta, con un certo sottile compiacimento per la certezza di non essere parte della volgare schiera. Ma l’accusa di ignoranza crassa ricorre soprattutto in una circostanza. Si tratta di quella dolente fase d’avvio del percorso scolastico che, complici le ineffabili imprecisioni del sistema, si protrae almeno fino a Natale.   È questo il momento in cui i Consigli di classe si compattano per esprimere gli esiti dei test d...

14.01.2017

L’orso

Io, dell’orso, non so alcunché. Ho letto un libro interessante, quello di Bernd Brunner (Uomini e orsi), ho visto qualche film dove gli è riservata una parte anche cospicua (nitida è almeno la scena madre di The revenant), ma non posso dire di conoscerlo, neanche alla lontana. Il problema è che io, come tutti, di orsi veri ne ho visti pochi, anzi pochissimi. Qualcuno al circo impegnato in neghittosi esercizi a sfondo comico (c’era anche un orso col cappellino in testa, uno di quelli delle feste sceme o degli scemi in festa?), altri osservati mentre si trascinavano stancamente per la loro buca al parco zoo delle Cornelle, vicino a Bergamo. Basta. Non ho altri elementi, anche perché non reggo i documentari naturalistici, che sono sempre eccessivamente didattici, noiosamente inclini a farti...

21.12.2016

Roberto Marchesini / Il cane secondo me

Il libro appena pubblicato da Roberto Marchesini, Il cane secondo me (Sonda), si struttura attorno all’idea che “oggi il cane è condannato a stare sempre al posto di qualcos’altro. Un cane metafora a cui abbiamo tolto la facoltà di parola”. Così, proprio negli anni in cui i cani sono dappertutto, e possono seguirci quasi ovunque, quanto sembra sfuggire è la loro reale identità. E, di conseguenza, il motivo per cui li teniamo al nostro fianco.  C’è chi mi dice: “A che serve un cane?”. La domanda è insopportabile, indubbiamente, anche perché si accompagna all’idea che, se non servi a qualcosa, non hai senso. Ma è anche una domanda che fa germogliare riflessioni, non fosse altro che per sopire insidiosi sensi di colpa. Un cane, in effetti, per come lo tengo io, per come lo teniamo quasi...

05.12.2015

Rembrandt Bugatti. Animali e guerra

È un giorno di inizio inverno del 1916. Rembrandt Bugatti, scultore animalista, muore suicida a Parigi nell'appartamento di due locali "non molto luminosi ma sufficientemente grandi" che ha affittato in rue Joseph Bara. Apre il gas del lampadario e si sdraia sul letto, vestito con quella raffinatezza che lo aveva sempre contraddistinto. Quando lo trovano non è ancora morto, ma le successive cure in ospedale non producono risultati. Al doppio funerale, prima a Parigi e poi a Milano, sua città d'origine, sono presenti pochissime persone, perlopiù familiari. Bugatti, recita il necrologio scritto dall'amico Giulio Ulisse Arata, "aveva vissuto nella vita come un estraneo, ed è morto come lo sconosciuto che cancella dietro di s...

25.08.2015

Il cane ci precede

Il cane ci precede. Prima lui e poi noi sapiens. Il cane ci ha fatto uomini, ci ha aiutato a diventare la specie dominante (ma ha un senso questa parola?), ci ha fornito l'esempio di stili di vita fondati sulla fedeltà, ci ha sostenuto e ci sosterrà sempre nei momenti difficili, nelle zone di passaggio, nelle penombre dell'esistere. L'idea, semplice ma sconvolgente, è alla base del libro di Gian Piero Quaglino Meglio un cane (Raffaello Cortina Editore 2015), che si pone come un punto d'arrivo nella abbondante (e in gran parte stucchevole) letteratura "canina" degli ultimi anni. Perché quanto fa Quaglino è mettere da parte le "certezze" della scienza e, mandando gambe all'aria le gerarchie, rifarsi al mito, alla...

01.02.2015

Ponte Chiasso

Quel confine che separa Chiasso da Ponte Chiasso, ovvero dall’estremo dei quartieri comaschi, pur nella sua natura di linea di poche centinaia di metri – uno starsi vicino nello sfioramento appena accennato – è sempre più l’equivalente di un fossato, che sembra progettato da uno staff di etnologi. Sì perché, anche se la popolazione di Chiasso è in gran parte italiana di nascita o di origine, da qualche anno lì, nell’aria, si respira un clima, per così dire, più europeo, accompagnato a un senso di geometrico ordine, a un gusto per uno stile di vita più regolare ma non uggioso.   Dogana, ph. Giovanna Silva   La Chiasso della metafora di Arbasino – quella del confine dietro l...

27.11.2014

Contro il calcio

Il calcio è un’infezione diffusa con insinuante pervicacia in parti esorbitanti del lutulento e immane corpo sociale. Che attualmente non ci siano rimedi non è una valida ragione per eludere il problema, la cui unica soluzione sarebbe quella, radicale, di abolire per legge la pedestre attività. Ridotto agli spazi illuni della clandestinità forse il calcio potrebbe tornare ad essere uno sport, e potrebbe, con dosata cautela e trascorsi almeno cinque decenni, di nuovo essere concesso ai meno compromessi tra i praticanti.   Ma per il momento ci vorrebbe l’occhiuto intervento di una polizia sportiva che illiberalmente sequestrasse palloni, distruggesse i campi (soprattutto quelli con l’orripilante fondo sintetico), costringesse giocatori e...

16.10.2014

Cornia: una saga domestica e animalesca

Gli animali della vita di un uomo. Quanti sono? Quali sono? E perché ci sono? Domande che stanno dentro il romanzo di Ugo Cornia, saga domestica e animalesca (se il titolo è l’asettico Animali, il sottotitolo tra parentesi è il più orientativo “topi gatti cani e mia sorella”). Ma anche percorso –divagatorio, ondivago, tagliato continuamente a metà – che ci racconta cosa può voler dire vivere con un animale. Secondo abitudine, Cornia narra “come non sapendo”, ovvero scegliendo il punto di vista di un distratto uomo qualunque. Toglie i piedistalli, butta da parte le formule, le etichette, i titoli di merito. E poi fa la voce di uno che è “come se stesse chiacchierando con un amico”, producendosi in tutti quegli ammiccamenti, quei sottintesi, quelle omissioni che sono del discorso...

05.03.2014

A scuola di notte

È davvero notte quando entro in quinta geometri per la sesta ora, che inizia alle 22 e 25 e termina alle 23 e 15. Gli studenti superstiti, buttati qua e là tra i banchi, hanno facce da paura, i capelli scomposti, gli occhi arrossati. Paolo è uno di quelli che di giorno lavora, fa il fabbro. Mi guarda e sorridendo mi domanda se facciamo davvero lezione. Me lo chiede sempre e io, che pur vorrei tanto urlargli di no, allargo le braccia e dico la verità: “Ragazzi, se non vi racconto qualcosa mi addormento”. E immancabilmente lui ribatte: “Ma così ci addormentiamo noi”. Pochi ridono, perché sanno che è la verità. In effetti, come facciano a stare lì davanti a me, tentando anche di seguire qualcosa delle mie...

28.11.2013

Furukawa Hideo. Belka

Kiska è un’isola dell’arcipelago della Aleutine, estremo nord del pianeta, là dove le correnti calde dell’Oceano Pacifico si mescolano con quelle gelide del Mare di Bering. L’isola – rocciosa e inospitale – appartiene agli Stati Uniti, ma, nel 1942 insieme alla vicina Attu, viene  per alcuni mesi occupata dall’esercito giapponese. Quando gli americani ne riprendono possesso, a Kiska ci sono soltanto quattro cani, tre pastori tedeschi e un hokkaido. I giapponesi se ne sono andati, rapidamente e furtivamente, approfittando della nebbia permanente che li ha resi invisibili.   I cani non sono però cani qualunque. Sono veterani di guerra, esperti di situazione limite. Uno di loro, la femmina Explosion, apparteneva...

08.10.2013

Berlusconi: Dudù!

Berlusconi scende dall’auto, ha gli occhiali da sole nonostante la giornata di pioggia, la mascella serrata. Il video pubblicato da Oggi  riprende il suo arrivo a palazzo Grazioli il giorno dello strappo col governo Letta. Inopinatamente, sulla spalla del capo compare Dudù, il barboncino. Lo tiene come un sacco dal peso lieve. Dudù, dopo un rapido movimento della testa, sembra inanimato, più simile ad una sciarpa voluminosa che ad un cane.     Una foto, scattata qualche giorno prima, ritrae Berlusconi da dietro, a villa San Martino. Si vede la nuca, mezza schiena fasciata dalla giacca blu, frammenti d’arredamento. Dudù è appoggiato alla spalla sinistra del presidente. Lo sguardo – due piccoli occhietti neri -...

03.10.2013

Senza scuola

Roberto ha ventidue anni , ha smesso di andare a scuola quando ne aveva quindici, dopo due bocciature consecutive al primo anno di un Istituto professionale per meccanici. Da ragazzino odiava la scuola e non poteva sopportare l’idea di starsene fermo dietro a un banco anche per sette-otto ore di seguito. Non ha nessun ricordo particolare di quegli anni, nessun insegnante gli è rimasto nella memoria, così come nessun argomento trattato durante le lezioni.   Gli sembra soltanto di aver vissuto in una galera anonima, confinato in un angolo nebbioso, dove l’importante era resistere senza cedere alla rabbia. In questo gli erano molti utili i compagni, di cui conserva qualche nome, ma soprattutto il fancazzismo sistematico. “Nessuno aveva i libri, i...

06.06.2013

Cani in macchina

Il cane, una dalmata di nome Margaux, se ne sta seduta sui sedili posteriori di una “due cavalli”. E’ compunta, elegante nel tratto. Si nota subito che è abituata ad agire con stile, anche nelle situazioni peggiori. Non si fida, ha paura, ma cerca di non darlo a vedere. Soprattutto mantiene la misura, ovvero la dignità. Il suo sguardo va verso il posto di guida, verso lo spazio che le si apre davanti. E’ in attesa che qualcosa si verifichi. Congo non ce la fa invece ad autocontrollarsi. Chiuso nel portabagagli di una macchina di cui scorgiamo solo la parte posteriore, digrigna i denti e abbaia. E’ arrabbiato, con quella furia aggressiva e rumorosa che è di alcuni cani in difficoltà. La messinscena non gli piace, come non gli...

24.05.2013

Oggetti d'infanzia | La cartella

All’inizio lei non c’era. Il primo giorno di scuola della mia vita io ero senza cartella. Entrai in classe solo con la mia angoscia incredibilmente tenuta a freno dalla convinzione che non dovevo dare segni di cedimento e non dovevo piangere, nonostante avessi  tanta voglia di farlo. Mi sedetti a caso nel primo banco libero, a metà dell’aula. Mi sembrava di essere abbastanza simile agli altri quaranta bambini, tutti maschi, che mi stavano attorno. Mi sembrava che in fondo potessi anch’io resistere alla tremenda pressione di quel formidabile rituale. Non era stato poi così complicato salire lo scalone che dal piano terra portava al corridoio dove qualcuno mi aveva indirizzato verso la prima A, in quella che sarebbe stata la mia classe nella...

03.04.2013

Vecchi cani

I vecchi cani acquistano nello sguardo quanto perdono nel movimento. E’ uno sguardo capace di molte variazioni, che sa esprimere sentimenti e volontà diversi, che sa richiedere, che sa aspettare. Si direbbe uno sguardo con esperienza delle cose e soprattutto degli uomini. I vecchi cani ci conoscono bene, sanno tanto delle nostre abitudini, delle nostre manie, delle nostre paure. Non bisognerebbe mai dimenticarlo, i cani ci hanno visto come nessun altro. E, nonostante gli occhi velati, continuano a guardarci, anche quando siamo noi a non farlo più perché ormai abituati alla loro presenza, o, perché, soprattutto quando il cane non è il nostro, se è vecchio è spesso anche brutto. La raccolta di disegni di Giovanna Durì (“...

22.03.2013

Sabato mattina

Il sabato sono miei, o meglio, il sabato sono liberi, almeno dalle sette alle otto. È il momento in cui Francesco e Federico sanno di poter agire quasi senza opposizione, la mamma è già fuori e in casa l’unico adulto sono io. Inerme, disarmato, esposto alle loro malìe e ai loro inganni. E dire che cerco di far tutto per bene, di non commettere quegli errori che anche la para-pedagogia indica come esiziali. Che illusione! Alle sette e cinque sono già in crisi. Preparo la colazione ai due marmocchi sonnacchiosi che intanto si stanno lavando e vestendo. Sento arrivare dal bagno urla selvagge.   Federico, il seienne, ha attaccato Francesco, il novenne. Gli ha rifilato un calcio negli stinchi e gli ha addentato un braccio, all’altezza...

10.02.2013

Cani in politica

All’improvviso, li abbiamo visti con i cani, preferibilmente cuccioli. Ci sono tutti (o quasi), Berlusconi e Monti, Bersani e Grillo. Chi sul web, chi in tv, chi in foto studiate, chi in immagini apparentemente casuali. Come i potenti d’America, Obama che ricorda il suo Bo nel discorso d’insediamento, George Bush che fa il necrologio di Barney, lo scottish terrier morto dopo otto anni di convivenza. Ma se un animale domestico alla Casa Bianca è ormai da tempo quasi obbligatorio, in Italia, invece, esibire il cane non ha precedenti (lo spiega bene Carola Vai in un curioso libro davvero anticipatorio, In politica se vuoi un amico comprati un cane, uscito nel 2011). E inoltre tutto è accaduto repentinamente, nel volgere di appena due mesi. Ha iniziato...

04.02.2013

Condotta

Inizio febbraio, tempo di scrutini scolastici. Il rituale si ripete, solo lievemente aggiornato dai pregi e dai difetti dell’informatizzazione. Nell’aria volano espressioni consuete, “se si applicasse”, “non ha fatto niente”, “è comunque molto intelligente”, “non capisce”. Si procede alla lettura dei voti, che appaiono proiettati a parete. Si fa qualche commento, ci si avventura sul futuro prossimo degli studenti più renitenti e poi si arriva al giro di boa, ovvero al voto di condotta.   E’ questo il momento in cui nel caravanserraglio del “consiglio di classe” tutto può accadere. La disposizione tradizionale oppone gli “inesorabili”ai “clementi” (...

22.01.2013

Voci

Le voci delle radio si assomigliano tutte. Lasciamo stare quelle istituzionali, da nomenclatura, della radio di stato (con l’eccezione delle pastosette voci intellettuali di Radiotre) o quelle più sbrigliate ma per curriculum “serie” di Radio24 o quelle finto-naif-incespicanti di Radio Popolare. Qui ho in mente le voci delle radio private di “intrattenimento”, quelle che fanno da sfondo sonoro a chiunque si trovi a maneggiarne i canali durante la giornata. Ignoro chi possieda quelle voci, ma tutte indistintamente danno l’impressione di collocarsi in un’area anagrafica che sta tra i trenta e i quaranta anni inoltrati. Maschili o femminili che siano, appartengono a un orizzonte di eterna adolescenza, contrassegnata dal cazzeggio permanente...

15.01.2013

Le serali

Sarà perché io che ci insegno lo chiamo “il serale”, ma già dall’espressione “le serali” con cui Berlusconi e Santoro si sono più volte e vicendevolmente apostrofati nel confronto televisivo di qualche sera fa, viene fuori tutto un mondo e il suo stile di pensiero. Che sa di vecchio, soprattutto. Che odora di percorsi pulitini, di studenti perbene che fanno il liceo e l’università e di studenti senza qualità destinati ad arrancare e ad arrangiarsi fino a quando, grazie a programmi adeguati ai loro q.i. sottodimensionati e alla compiacenza di insegnanti di scarse pretese, conquistano accidentalmente un diploma destinato però a rimarcarne ab aeterno l’appartenenza ad una specie reietta.  ...

21.12.2012

Papà di cartone

Federico, il più piccolo dei miei figli, ha sei anni. Come spesso mi accade, sto guardando con lui un episodio di “Peppa pig”, cartone animato realizzato in Inghilterra. È silenzioso, attentissimo. Solo ogni tanto si lascia andare ad una risata aperta e convinta. Peppa gli piace, perché è una bambina non bambina (non guarderebbe mai volentieri un cartone con protagonista una “femmina”). Peppa è, infatti, una maialina antropomorfa che va all’asilo e abita in una casetta in cima ad una collina. È ben educata, incline alla sopportazione, gentilissima con i genitori, col fratellino George e gli amici. Si concede un solo diversivo, saltare nelle pozzanghere fangose. Ancora una volta la mia attenzione va soprattutto a pap...