Scritture

BookMarchs – L’altra voce / Tradurre in classe

Il progetto del Traduttore in classe e, nello specifico, la pubblicazione del racconto di Jack London L’apostata testimoniano una scommessa: portare i temi della traduzione e la pratica del tradurre in tutte le articolazioni dell’obbligo scolastico, ossia a studenti che si stanno formando e, per lo più, non sono ancora approdati a una scelta lavorativa precisa. Non sono studenti universitari né allievi di master e scuole per i mestieri dell’editoria, a volte non sanno se non vagamente che cosa sia la traduzione, chi siano i traduttori e in cosa consista il loro lavoro; quasi sempre il loro unico esercizio di traduzione si identifica nella temibile versione di latino e greco, esercizio in cui sono chiamati essenzialmente a dimostrare la loro conoscenza delle regole grammaticali senza...

Scarabocchi / La calligrafia salverà la scrittura?

È on line il programma completo di Scarabocchi 2021!    La scrittura a mano è destinata a scomparire. Non passeranno due generazioni che le macchine scriveranno al nostro posto. Quello che è stato uno dei fattori fondamentali dell’evoluzione umana, il pollice opponibile, non ci distinguerà più dagli altri animali. Come gli uomini e le donne dei disegni di Altan, basteranno solo tre dita, dal momento che la mano, simbolo dell’emancipazione dell’Homo sapiens, non sarà più un elemento che ci distingue dagli altri esseri viventi del Pianeta. A quel punto si potrà fare a meno di scrivere impugnando uno stilo, una matita, una penna a sfera, una stilografica. Le immagini grafiche che ci servono per leggere in futuro si formeranno automaticamente attraverso un collegamento mentale con...

Sedici racconti / I Miti personali di Matteo Marchesini

Matteo Marchesini aveva iniziato a confrontarsi con i miti nel 2017 sulle pagine del “Foglio”. In aprile ha raccolto e pubblicato sedici racconti, per lo più molto brevi, nel volume Miti personali, sottolineando con l’aggettivo personali come l’infinita variazione narrativa cui dà vita il mito arrivi, anche quella, alla polverizzazione individuale nell’età della comunicazione diffusa e dei social media. Il libro, pubblicato da Voland, è un volumetto di piccolo formato di 140 pagine, aperto da una citazione di Vico, “gli uomini prima sentono senz’avvertire”, che mi sembra collocare queste riscritture in un ambito liminale, di scoperta, di blocco o obnubilamento delle capacità di discernimento. Il libriccino è illustrato in copertina da una foto della serie Homage a Saul Steinberg di Paolo...

Diario di una Russia in frantumi / I Giorni maledetti di Ivan Bunin

«Questo anno maledetto è finito. E ora? Forse qualcosa di ancora più terribile ci attende.» Ben sintonizzato con l’iperbolico giornalismo e pseudo-giornalismo che ha raccontato la pandemia, questo incipit si riferisce a un secolo fa, ai concitati avvenimenti della Guerra civile russa di cui fu testimone e narratore Ivan Alekseevič Bunin. Coinvolto fisicamente ed emotivamente nella narrazione, Bunin annota frammenti significativi di quei Giorni maledetti che spazzarono via la sua affezionata vecchia Russia. Quest’opera ibrida, a metà tra il diario, il romanzo documentario e il libro di memorie, è piuttosto insolita nella produzione letteraria di Bunin, ‘pittore’ della campagna e della natura, primo scrittore russo a vincere il Nobel nel 1933. Per la prima volta Giorni maledetti si può...

Un libro di Niccolò Reverdini / Anche l'usignolo (o del cambiare vita)

Gli anni del boom economico cancellarono la miseria ma cancellarono anche le tracce del mondo rurale. Si volle scappare dalla fatica ripetuta del lavoro agricolo, dai capricci del clima, dal senso di soffocamento provocato da comunità fin troppo coese, dai rapporti gerarchici di una società dove comandavano sempre gli stessi, ma al tempo stesso si accantonò il patrimonio di tradizioni millenarie che hanno scolpito il volto del nostro Paese. Perciò fu esperienza comune, a partire dagli anni Settanta, per chi è cresciuto in una grande città, intrattenere rapporti sporadici con la campagna, spesso incontrata soprattutto nelle vacanze estive quando si tornava al paese d’origine, piuttosto che nei film o telefilm western della televisione in bianco e nero durante il resto dell’anno. Esperienza...

Wu Ming 1 / La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni

Negli ultimi anni è emersa in modo impressionante una cultura di destra che, mescolando riferimenti ai fascismi e visioni reazionarie, razziste e sessiste della società con un accentuato complottismo, si è caratterizzata per un tratto spirituale ed esoterico con paradossali aspetti pop di massa. Tale “conspiritualità” mostra carattere mutante ed endemico nel mondo digitale, rielabora subculture new age e si manifesta con un uso ipertrofico del segreto e del simbolico fino a dare luogo a sintesi irrazionaliste di cospirazionismo paranoide che hanno matrici di lungo periodo. Wu Ming 1 nel nuovo libro La Q di Qomplotto. QAnon e dintorni racconta la difficile, disturbante e contorta storia di QAnon, forse il paradigma più recente, inquietante ed estremo di questa galassia onlife. Il libro è...

Un libro di Fabio Fiori / Perché amiamo le isole

“In antico la nesografia era la scienza che si occupava della descrizione delle isole, nesos in greco. Invece questa nesografia è uno zibaldone di frammenti insulari miei e altrui, su cui sono fortunatamente approdato, da cui sono ostinatamente ripartito. Un guazzabuglio mediterraneo, nell’accezione più culturale che geografica “. Sono parole di Fabio Fiori quasi a conclusione del suo Isolario Italiano, storie viaggi e fantasie (Ediclclo editore, 2021). Viaggi da e per isole italiane: in barca a vela, in traghetto, a piedi e in bicicletta ma sempre da e per le isole e poi attraversandole, esplorandole, anche attraverso gli occhi e gli sguardi letterari di altri autori. “Frammenti letterari ma anche storici, geografici, artistici che hanno influenzato il mio sguardo da insulomane. Perché...

A Ja Ljublju SSSR / Massimo Zamboni, La trionferà

Per metà della lettura, La trionferà di Massimo Zamboni assomiglia a una sorta di anti-Guareschi. È la rievocazione, da sinistra, dell’esistenza storica di un mondo che oggi sembra quasi fantastico, ormai mediato dalla nostalgia e dalle suggestioni dei film, della letteratura e della musica, di cui anche la parabola dei CCCP-Fedeli alla linea fa parte. Parliamo della saga del comunismo emiliano, vista dalla prospettiva di Cavriago, autentica piccola Mosca della pianura emiliana, ben nota per presentare nella topografia locale una piazza Lenin con busto del rivoluzionario russo ancora oggi al suo posto, per quanto sotto forma di “multiplo”.   Ecco così un’antologia di personaggi e di situazioni che, seppur scoperti dalle ricerche dell’autore, ci sembra di conoscere benissimo. Il...

Applausi nel cassetto / Ana Blandiana: scrittrici e spie

La Securitate voleva fare di Herta Müller una spia. La delatrice perfetta, di cui nessuno avrebbe mai sospettato. Ma la futura Premio Nobel per la letteratura, ogni volta che la convocavano al posto di polizia, si aggrappava alla poesia per trovare il coraggio di dire no. Recitava i versi degli autori amati, a bassa voce, come fossero giaculatorie. E non cedeva nemmeno quando la chiamavano cagna, puttana. O la irridevano minacciandola: “Racconteremo a tutti delle orge che fai con i tuoi amici”.      Herta Müller, però, non aveva fatto i conti con quelli che Michel Foucault, nel suo libro Sorvegliare e punire, chiama “i mezzi del buon addestramento”. Ovvero, gli strumenti che il Potere usa per piegare al proprio volere chi si ostina a pensare liberamente. Infatti, quando...

Paesaggi e prose di Italo Testa / Teoria delle rotonde

Già con titolo e sottotitolo Italo Testa incuriosisce il lettore, suggerendogli una prima riflessione. Teoria delle rotonde. Paesaggi e prose (Valigie Rosse, 2020) a ben vedere contiene due coppie di concetti non perfettamente integrati. In che cosa consiste una riflessione teorica sulle rotonde stradali? Ma soprattutto: in che senso un “paesaggio” può essere messo sullo stesso piano di una “prosa”? Un’etichetta tematica (e pittorico-fotografica) come può unirsi, non gerarchicamente, con una generalissima definizione formale (e linguistico-letteraria)? Visto dall’esterno, il volumetto è in effetti composito, e la stessa pratica della prosa che lo caratterizza si declina in un’ampia varietà di realizzazioni. Se ne possono contare sei diverse: cioè tante quante sono le sezioni verbali dell’...

“La sposa del mare” e “Notti insonni” / Amity Gaige e Elizabeth Hardwick, scrittrici indefinibili

C'è una frase in Notti insonni di Elizabeth Hardwick (Blackie edizioni, 2021) che rinvia a un altro libro, di un'altra americana, Amity Gaige, La sposa del mare (NN Edizioni, 2021) e che sollecita riflessioni sulla scrittura delle donne. La Hardwick, a un certo punto, dice: "Biglietti, migrazioni, preoccupazioni, proprietà, debiti, cambi di nome... e così dal Kentucky a New York, poi a Boston, fino al Maine... certo, non ha la stessa enfasi di: 'ho avvistato il vecchio nostromo dalla barba bianca sul ponte e mi sono arruolata per il viaggio'. In fin dei conti sono una donna, io!", rimpiangendo che alle donne non sia consentito scrivere un romanzo di avventura, condannate come sono a raccontare la quotidianità. Nel suo libro niente nostromi, navi o imprese oceaniche. La...

I racconti del Carabo (1) / A caccia di scarabei

“Quanto sono felici i fanciulli e quanto li compiangono gli adulti quando non hanno sufficiente saggezza per diventare di nuovo fanciulli”. Così scrisse Charles Nodier (1780-1844), entomologo e ispiratore del movimento romantico, nel racconto Serafina del 1832 (tradotto col titolo Ricordi di gioventù, edito da Sonzogno nel 1928) ricordando gli anni giovanili trascorsi sui monti del Giura e sui Vosgi. Forse la felicità si realizza pienamente in occasioni che coincidono con un periodo anteriore all’adolescenza, autentica “età dell’oro” mitizzata poi in epoca adulta. In quel tempo fitto di meraviglie in cui si formano i tratti del carattere trovai anch’io numerosi splendidi insetti, alcuni tra i quali si chiamano per l'appunto Carabi.  Nel corso della storia umana questi Coleotteri,...

Dal Plan de Abajo al deserto del Sonora / Jorge Ibargüengoitia, Le morte

Edito in Messico nel 1977 e apparso in Italia per la prima volta nel 1979 presso l’editore torinese La Rosa, Le morte, di Jorge Ibargüengoitia (1928 – 1983), è stato recentemente ripubblicato da La Nuova Frontiera, nella traduzione di Angelo Morino. Non saranno in pochi coloro i quali, essendo a conoscenza del suo valore all’interno del canone ispanoamericano novecentesco, lo includeranno nel proprio elenco di recuperi ormai inderogabili, perché il romanzo è considerato tra i più belli dell’autore, se non il migliore, secondo Francesca Lazzarato, che ne parla nella sua prefazione a un altro libro di Ibargüengoitia, Messico, istruzioni per l’uso (SUR, 2018). Le morte quindi torna ad arricchire il panorama delle uscite di narrativa straniera, oltre la logica del ripescaggio, affinché i...

Un romanzo a una dimensione / Giulia Caminito, L’acqua del lago non è mai dolce

Ci sono almeno due aspetti per i quali L’acqua del lago non è mai dolce, terzo romanzo della trentenne Giulia Caminito, arrivato tra i finalisti sia al Premio Campiello sia al Premio Strega, è rappresentativo del gusto dei nostri anni. Il primo è un dato stilistico: l’opzione per una sintassi semplice, lineare, prossima al parlato, quasi priva di subordinate. Fenomeno non nuovo, si dirà; ma qui le sequenze di proposizioni principali corrono spesso su un medesimo binario, senza un’articolazione logica implicita (una delle risorse espressive della paratassi). C’è solo un susseguirsi unidimensionale di azioni o pensieri, quasi lo srotolarsi di un nastro ininterrotto di emozioni; e nei momenti di maggiore eccitazione drammatica il flusso s’intorbida, l’affastellarsi degli enunciati produce...

Non basta leggere / I libri non danno la felicità

Si narra dalle mie parti che un uomo sia stato visto, un giorno, con in mano la pagina capovolta di un quotidiano. A chi glielo faceva notare, rispondeva: «Uno che sa leggere, sa leggere anche alla rovescia». Fingeva per darsi un tono intellettuale, è chiaro, ma era analfabeta. Nella sua pittoresca verità quest’aneddoto si coniuga bene con l’assunto da cui si origina il ragionamento che Luigi Mascheroni conduce in questo suo Libri. Non danno la felicità (tanto meno a chi non li legge) (Oligo, p. 40, euro 12): sfatare l’opinione che sia importante leggere a prescindere da cosa, che cioè non occorra selezionare, purché si stia con un libro in mano. Non c’è nulla di più falso e ipocrita di questa affermazione, sottolinea l’autore di questo agilissimo pamphlet, perché, quando pensiamo a un...

Un libro di Martini e Francesconi / La moda delle vacanze e le vacanze di moda

Detesto il concetto di vacanza intelligente, che recentemente ha avuto gran successo; mi pare presupponga che l’anno sia tutto idiota, eccetto quei quaranta giorni. (Giorgio Manganelli)   «La mia strada della vacanza / segnerà la tua lontananza», cantava Mina nel 1990, su testo di Franco Califano di diciotto anni prima (Un’estate fa, già eseguita dagli Homo Sapiens e da Caterina Caselli nel 1972). Nel mezzo Madonna aveva affermato l’invito (tutto americano e anni Ottanta) a godersela prima di tutto, la vacanza: «If we took a holiday / took some time to celebrate» (Holiday, 1980), come se il rifugio nell’edonismo avesse definitivamente spazzato via ogni rigurgito sentimentale, sia pure all’insegna della malinconica consapevolezza che «l'estate va / e porta via con sé /...

Un libro di David Levi Strauss / Perché crediamo alle immagini fotografiche

Poeta, saggista, critico d’arte, studioso vicino a John Berger, come quest’ultimo David Levi Strauss scrive sulla base di urgenze e interrogativi etici. Non a caso vari suoi scritti vertono sugli intrecci tra politica ed estetica, con particolare attenzione al mezzo fotografico. Nel 2007 è stato pubblicato il suo libro Politica della fotografia (Postmedia books, Milano), una raccolta di saggi sul rapporto tra fotografia e politica. Ora per Johan & Levi è uscito il suo denso saggio Perché crediamo alle immagini fotografiche (Milano, 2021, pp.88, € 10) dove, a fare da guida alla sua riflessione, si trovano critici e filosofi come Walter Benjamin, John Berger (che, per altro, aveva scritto l’introduzione al suo libro precedente), Roland Barthes e soprattutto Vilém Flusser.   ...

Un libro di Bianca Sorrentino / Pensare come abisso

Alcuni giorni fa su Instagram – luogo di finzione, spazio che non esiste, eppure – il celebre comico Maccio Capatonda ha postato una foto che lo ritrae intento a leggere alcune pagine della Bibbia con in mano una tazza che reca questa scritta: “Esistono storie che non esistono”. Al di là della trovata, ironica e marchettara al contempo, potremmo anche dire che resistono storie che non esistono. Perché dacché esiste l’uomo, esistono storie che non esistono. Anzi, oggi siamo quasi certi che questa caratteristica, quella i critici chiamano anche “sospensione dell’incredulità” (di fronte alle storie), abbia permesso alla specie Sapiens del genere Homo di prevalere sugli altri uomini.   Come sostiene lo storico Yuval Harari in Sapiens. Da animali a dei (Bompiani, 2018), la caratteristica...

Ritorna "Ungenach" / Il Sessantotto di Thomas Bernhard

Ungenach è una grande, immensa proprietà terriera fatta di boschi, di campi, di frutteti, di case, ulivi, cave, impianti industriali ed estrattivi, cui vanno aggiunte altre proprietà a Vienna e altrove. È il luogo dell’infanzia infelice di due fratelli, Robert e Karl Zoiss, figli del proprietario. Un luogo che somiglia a un incubo, la fortezza del cattivo gusto eretta dalla seconda moglie del padre, la matrigna di Karl, una fortilizio serrato: “… chi arriva a Ungenach senza conoscerla, nota Ungenach solo quando le è davanti; all’improvviso, dopo aver camminato un’ora attraverso il bosco, si trova davanti alle mura, al portone chiuso” e anche se costui è atteso, può capitare che sia lasciato ad aspettare, ad aspettare, e molti di quelli che arrivano e aspettano non sono lasciati entrare…...

Centenario della resistenza antinazista / Sophie Scholl e la Rosa Bianca

Nel giugno del 1942 almeno un centinaio di persone a Monaco di Baviera trova nella buca delle lettere un volantino firmato dalla Rosa bianca. I destinatari non sono casuali, sono borghesi e intellettuali che i giovani del gruppo di resistenza attorno ad Hans Scholl e Alexander Schmorell considerano i responsabili morali di una nuova Germania. Per sei mesi cercheranno di diffondere un messaggio di ribellione contro un regime che considerano intollerabile e suicida recapitando altri volantini.  Negli ultimi due si rivolgono a tutti i tedeschi e, infine, agli studenti: forse saranno loro a risvegliare quel popolo di sonnambuli. Invece, non accade nulla; solo in pochi rispondono, ma tra questi c’è Sophie Scholl, la sorella di Hans, studentessa di filosofia e biologia, ventun anni, oltre...

Cantatrix Sopranica L. / La beffa di Perec

La beffa di Perec. Ben cinque anni prima di quella congegnata da Alan Sokal, nel 1991 Georges Perec dava alle stampe un geniale libretto dal titolo “Cantatrix Sopranica L. et autres écrites scientifiques”, un esperimento linguistico ad anticipare quello sociologico del fisico della New York University che tanto scalpore destò quindici anni fa, denunciando lo sciocchezzaio postmodernista riguardo alla fisica e alla matematica. Con la sublime intelligenza che caratterizza tutti i suoi scritti, Perec si era portato avanti con i compiti rivelando la costruttività del discorso scientifico e segnatamente di quello che si legge aprendo una qualsiasi rivista scientifica “peer reviewed”, parodiato in maniera fenomenale dal primo “scritto” di questa collezione, la Cantatrix sopranica L. che dà il...

Maledici Dio e poi muori! / Massimo Recalcati: il grido di Giobbe

Giobbe, il protagonista dell'omonimo libro biblico, era un uomo giusto e molto ricco. Aveva terre, figli, moglie, amici, mandrie, denaro e buona salute. Benedetto da tanta buona sorte, non gli era difficile essere anche amico di Dio! Come non benedire con gratitudine chi gli mostrava tanta benevola generosità?  Troppo facile questa fede, insinua Satana, personaggio che nell'Antico Testamento compare soltanto in questo libro e il cui nome significa colui che si aggira accusando. Allora chiede a Dio che gli permetta di togliere a Giobbe i suoi beni per metterne alla prova la fede e la devozione. Dio acconsente che sia spogliato di tutto, ma non della vita.  Comincia così la terribile esperienza di Giobbe che rapidamente perde le proprietà, poi i figli, gli animali, gli amici e...