Scritture

Le pieghe della storia / Antonella Anedda, Geografie

«Perché scriviamo? Non per lasciare le nostre tracce ma perché le cose così disperatamente irreali e fugaci si attardino ancora un po’ nel mondo». Così scrive Antonella Anedda, voce lirica tra le maggiori della nostra lingua, in questo suo ultimo imprevedibile e fulmineo libro che sfida con riservata e composta discrezione i generi letterari. Trattato poetico-filosofico, midrash, antologia di racconti-saggio, raccolta di aforismi. Geografie (Garzanti, pp. 168, euro 16) accetta tutte queste definizioni e insieme le trasgredisce in una sfida ai generi, come già aveva fatto, seppure in altre forme, con i precedenti La vita dei dettagli (Donzelli 2009) e Nomi distanti, uscito per la prima volta nel 1998, recentemente ripubblicato nella bella edizione Aragno.    Dentro queste...

Raven Leilani tra MeToo e Black Lives Matter / Chiaroscuro: un romanzo di rabbia

In questi giorni, cercando notizie su Raven Leilani, scrittrice afroamericana al suo debutto italiano con Chiaroscuro, uscito l’anno scorso negli Stati Uniti e pubblicato di recente da Feltrinelli con la traduzione di Stella Sacchini e Ilaria Piperno, ho scoperto molte cose interessanti. Per esempio che per Leilani l’ultimo anno, tra successo del libro e padre e fratello morti, è stato intenso ma molto difficile. Che a un certo punto ha abbandonato la fede religiosa. Che le piacciono i completi da yoga. Che la sua scrittrice di riferimento è Audre Lorde. Ripesco quindi un piccolo saggio intitolato Usi della rabbia: donne che rispondono al razzismo, in cui Audre Lorde scrive (traduco dalla raccolta Penguin intitolata The Master’s Tools Will Never Dismantle the Master’s house): “La mia...

Duecento anni / Baudelaire, l’infinito nelle strade

Duecento anni fa, il 9 aprile, nasceva Baudelaire. Duecento anni: un tempo in cui la presenza del poeta è via via diventata più intima a quelle che oggi chiamiamo ragioni della modernità, ma anche più intima alla nostra lettura del mondo, dei suoi enigmi, delle sue ferite. La poesia di Baudelaire è il pentagramma su cui molta poesia venuta dopo di lui ha scritto la propria musica: dopo Baudelaire è un’espressione che può comprendere Rimbaud e Valéry, Trakl e Eliot, Whitman e Pasternak e moltissimi poeti.  Per questo riaprire I Fiori del male è ritornare a un principio in cui temi e figure, accenti e registri di tutta la poesia che diciamo moderna sono come raccolti, o annunciati.    I Fiori del male sono un libro poetico che si può collocare nel cuore della nostra...

Luca Ricolfi, La notte delle ninfee / Hume e la pandemia

Luca Ricolfi è sociologo esperto di analisi dei dati, e presiede la Fondazione David Hume a Torino. Pur mai citato, il grande filosofo scozzese mi pare sia protagonista occulto del bel libro che Ricolfi ha scritto in tempo reale per discutere il malgoverno di un’epidemia, La notte delle ninfee (La Nave di Teseo 2021). Il libro analizza con grande ricchezza empirica quello che è successo in Italia e nel mondo nell’anno della pandemia Covid-19, in termini di governo – nel bene o nel male – dell’emergenza pandemica. Un evento imprevisto ma prevedibile, che ha cambiato il mondo in profondità anche per l’imprevidenza dei governi.   L’epidemia ha una sua aritmetica, sostiene Ricolfi, abbastanza semplice da capire. Si riproduce come le ninfee in uno stagno: ogni notte raddoppia,...

Scritti inediti / Piera Oppezzo, Esercizi di addio

Quando ero bambina mia madre mi diceva spesso, come gioco, “due rette parallele non si incontrano mai nel tempo e nello spazio”, io le chiedevo cosa fossero due cose parallele, e lei mi rispondeva che erano come i binari su cui corre il treno. Le rare volte in cui aspettavamo un treno io guardavo le rotaie e tutto mi era chiaro, poi il treno partiva con noi sopra e dal finestrino vedevo l’intersecarsi di un gran numero di rotaie e rimettevo in discussione tutto. Quando lavoro sulla letteratura femminile, su alcune autrici, mi viene talvolta in mente mia madre e le rotaie: l’opera di alcune di loro sembrerebbe destinata a non incrociare mai il grande pubblico, a stare sempre parallelamente nel tempo e nello spazio alla letteratura conosciuta e acclamata. Sembrerebbe. Poi il treno parte, in...

Un matrimonio felice / Claudio Piersanti, Quel maledetto Vronskij

Giovanni è un tipografo di mezza età che dopo il licenziamento dalla grande azienda in cui lavorava, ha aperto una piccola attività in proprio per poter continuare il lavoro che costituisce la passione della sua vita. È un uomo mansueto, tanto gentile da avvertirlo come una debolezza, sposato con Giulia, una donna intelligente e ancora molto bella, che non ha mai capito come avesse potuto scegliere e amare intensamente proprio lui. La coppia vive in grande armonia e tranquillità in una villetta suburbana, con un piccolo giardino che lei cura amorevolmente, finché un giorno “il male [entra] nella loro casa”. Giulia si ammala gravemente e la malattia, anche se viene apparentemente superata, lascia dei segni nel loro rapporto che però entrambi, delicatamente, cercano di nascondere all’altro...

Un libro candidato allo Strega / Il pane di Edith Bruck

L’ultimo libro di Edith Bruck, Il Pane perduto, apre e chiude sulla stessa immagine luminosa. Lei bambina, i capelli biondi stretti in due treccine, che a piedi nudi corre felice nelle vie di Tiszakarád, il villaggio in Ungheria dov’è cresciuta e dove a 13 anni la sua vita si è spezzata. Da quel giorno la sua memoria si lacera fra il prima e il dopo. Prima di Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen – quando il futuro è una promessa. Dopo la morte della madre, del padre e tanti altri. Dopo il ritorno a un mondo che non la vuole. Dopo. Quando con fatica un’altra vita sboccia e nel modo più inaspettato prende forma.    Il Pane perduto (La Nave di Teseo, 128 pp.), candidato allo Strega dal giornalista ed ex parlamentare Furio Colombo, che l’ha definito “un bel libro su una storia...

Giosuè Calaciura / Io sono Gesù

L’espressione usata nella catechesi è «vita nascosta»: si riferisce ai primi trent’anni della vita di Gesù di Nazaret, su cui i Vangeli canonici dicono poco o nulla. In sostanza, l’unico episodio ricordato è quello della Pasqua in cui il dodicenne Gesù, terminate le festività, rimane a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgano; lo trovano dopo tre giorni, mentre nel tempio discute con i dottori (Lc 2, 41-50). Certo, alcuni Vangeli apocrifi – i cosiddetti Vangeli dell’infanzia, come quello di Tommaso o dello pseudo-Matteo – narrano di alcuni miracoli compiuti da Gesù fra i 5 e 12 anni. Ma a parte il fatto che si tratta di testi poco attendibili, rimane un vuoto: l’adolescenza, la giovinezza, la prima maturità. Finché non inizia la sua vita pubblica, insomma, Gesù è un personaggio...

Vita, opere e incontri / Flannery O’Connor, profeti falliti e padreterni di cartapesta

Stando a quanto la stessa Flannery O’Connor ha affermato, l’episodio più memorabile della sua vita viene fatto risalire a quando, da bambina, all’età di cinque anni, aveva addestrato un pollo a camminare all’indietro, e un inviato del cinegiornale “Pathè News” di New York era sceso fino a Savannah, in Georgia, dove la piccola Mary Flannery viveva, per filmarlo. Proprio quel giorno però il curioso pennuto non aveva dato prova della sua abilità e l’inviato si era visto costretto, dopo averlo comunque ripreso mentre zampettava in avanti, a montare il filmato al contrario per non sprecare un viaggio che altrimenti rischiava di essere stato fatto a vuoto. Con l’autoironia che le era tipica, la O’Connor avrebbe poi commentato il fatto sostenendo che quello era stato il punto culminante della...

L’immappabilità della letteratura / La latteria di Elias Canetti

A volte, ciò che ha cessato di esistere – inghiottito dalla storia, consumato da un incendio, annichilito dalla guerra, oppure raso al suolo dall’ultimo piano regolatore – sembra essere l’unica cosa in grado di svelarci il senso dell’esistenza, come se solo i fantasmi avessero qualcosa di vero da raccontarci.  Ho passato buona parte degli ultimi giorni a immaginarmi una latteria di cento anni fa in un sobborgo viennese: le assi robuste del pavimento, calpestate dagli stivaletti di cuoio delle clienti, la teca con i formaggi freschi, l’unico posto a sedere, accanto all’entrata, dove mangiare un pasto veloce a base di pane, burro e yogurt, e sulla destra, in fondo, una finestrella, da cui la luce bianca del cortile colava nel locale insieme al muggire cupo delle vacche invisibili. Mi...

Ristampa di Davanti al dolore degli altri / Il cadavere di Susan Sontag

Se cercate una foto di Susan Sontag su internet, ne troverete molte nella sua classica versione iconica, che corrisponde alla fase più alta della sua celebrità. Con una striscia bianca di capelli, la cosiddetta frezza, che sembra starle sulla testa leonina come un cartello segnaletico: attenzione, ecco uno dei migliori cervelli del secolo. Ma se continuate a guardare, troverete anche sue fotografie da bambina e poi da giovane, spavalda americana che si mangiava impudentemente il mondo negli anni Sessanta. E se ancora proseguite, a un certo punto incapperete in qualcosa di molto diverso: le immagini di un corpo gonfio, irriconoscibile, martoriato dalla malattia. Finché non vi troverete nientemeno che al cospetto del cadavere di Susan Sontag.    Visione enorme e terrificante che...

Due libri, di Mark O' Connell e Benjamin Labatut / Paura dell'apocalisse

"Dobbiamo sradicare dall'anima la paura di un futuro sconosciuto, perché questa paura non ci aiuterà a cambiarlo. Dobbiamo aspettarlo con serenità, perché attraverso paura e timore, noi blocchiamo la nostra evoluzione". Questa frase, tratta da una preghiera laica (Per l'epoca di Michele, 1924) di Rudolf Steiner sarebbe stata bene in esergo al libro dell'irlandese Mark O'Connell, Appunti da un'Apocalisse – Viaggio alla fine del mondo e ritorno (Il Saggiatore, 2021). Lui invece, obbedendo alle esortazioni di Greta Thunberg, sceglie questa: "...Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno. E poi voglio che agiate. Voglio che agiate come fareste in un'emergenza. Voglio che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è". Bisogna arrivare alla fine, a pagina 231...

L'efficiente logica aliena / Aleksandr Bogdanov, Su Marte!

Su Marte!, l’opera narrativa completa di Aleksandr Bogdanov, è un interessante ripescaggio di un autore-scienziato-uomo politico forse poco noto in Italia, ma che tra alti e bassi fu uno dei protagonisti agli inizi del ventesimo secolo della lunga stagione che portò alla rivoluzione d’ottobre. Il volume, con traduzione del Kollectiv Ulyanov e prefazione di Wu Ming, pubblicato da Agenzia Alcatraz, contiene il leggendario romanzo di protofantascienza marzian-socialista Stella rossa, di cui ricordavamo la vecchia e ormai introvabile edizione Sellerio, a cui si aggiungono: Ingegner Menni, secondo romanzo marziano di Bogdanov, in realtà un antefatto di Stella rossa; il racconto La festa dell’immortalità, probabilmente il momento migliore dell’intero libro; e un poemetto, Un marziano...

Il contesto e Porte aperte / Sciascia e la giustizia

Il contesto di Leonardo Sciascia è stato pubblicato nel 1971, suscitando molte polemiche all’epoca. Porte aperte, uno dei libri dell’ultima stagione narrativa dello scrittore siciliano appare del 1987. Eppure, per quanto concepiti a distanza di molti decenni, sembrano ruotare intorno a un medesimo tema.  Innanzitutto si collocano a pieno titolo nell’oramai collaudato filone che possiamo definire ‘diritto e letteratura’, che studia i prodotti letterari in rapporto alle questioni giuridiche che pongono (Giustizia e letteratura, doppiozero). Ma c’è un’altra ragione forse più importante: i due romanzi testimoniano l’ossessione di Leonardo Sciascia per il problema della giustizia, perché, come ha scritto, “per me tutto è legato”.   “Porte aperte” è privo di avvenimenti...

Origini di Lewis Dartnell / La Terra, una storia intima

Biografia della Terra   Se il discorso corrente sull’Antropocene punta il dito sull’azione invasiva dell’uomo sul pianeta Terra, diversa è la posizione dell’astrobiologo inglese Lewis Dartnell in Origini. Come la Terra ci ha reso ciò che siamo (Il Saggiatore, 2021, pp. 395). Pur riconoscendone l’impatto devastante, ribalta il piano insistendo su “ciò che il nostro ambiente ha fatto a noi” (p. 11): “Per comprendere appieno la nostra storia dobbiamo esaminare la biografia della Terra stessa: le sue caratteristiche ambientali e la struttura sottostante, la circolazione atmosferica e le regioni climatiche, la tettonica delle placche e gli antichi episodi dei cambiamenti del clima” (p. 11).     Nel libro precedente – La conoscenza necessaria. Come ricostruire la nostra civiltà...

Un ritratto immaginario di Alice Zanotti / Amelia Rosselli, Tutti gli appuntamenti mancati

Come si ricostruisce un ricordo, cosa si mette nella valigia della memoria, come si dispongono i ricordi, quali sono i fatti da tenere, le immagini da lasciare, quale lingua usare contro l’oblio, come preservare tutto dalla polvere del tempo, quali i suoni da inventare, e, soprattutto, cosa fare con gli spazi lasciati vuoti a causa di ciò che si è dimenticato. Ovvero, come sopravvivere al passato e resistere nel presente, pensare un futuro. Forse, il taccuino in tasca durante le lunghissime camminate era un modo per governare tutto ciò: “Scriveva di pensieri e di passi, intanto, a frammenti su quaderni che rimetteva poi nelle tasche della giacca, e quando lo faceva usava la penna, e scriveva e andava avanti e indietro nel quartiere lungo il fiume, dove ha abitato prima di trasferirsi in...

Un romanzo di Slavenka Drakulić / Dora Maar: la mia vita con Picasso

Sorriderebbe compiaciuto il Dottor S. della Coscienza di Zeno. Se venisse a scoprire che il suo sbeffeggiato suggerimento elargito a Zeno Cosini (“Scriva! Scriva! Vedrà come arriverà a vedersi intero”) ha trovato terreno fertile nella letteratura del terzo millennio. Non tanto per sfornare esempi di autoanalisi a uso terapeutico, come proponeva il medico raccontato “con parole poco lusinghiere” da Italo Svevo, ma piuttosto per immaginare autobiografie apocrife. Romanzi, insomma, capaci di mettere a fuoco personaggi del passato mai raccontati in piena luce. Perché rimasti intrappolati nella penombra delle loro vite.   Proprio lì, in mezzo a quella folla di volti anonimi, Slavenka Drakulić ama cercare le sue storie. Vicende di donne, passaggi terrestri di figure femminili rimaste...

Diritto e letteratura / Il caso Balzac

Nel 1896, Léon Daudet pubblicò un romanzo intitolato Le voyage de Shakespeare. Immaginava che un giovanissimo Shakespeare percorresse l’Olanda e la Germania, sino a giungere in Danimarca, e che a ogni tappa gli accadesse di essere testimone di vicende sconvolgenti. Qui una coppia di giovani amanti approdava al suicidio; là un vecchio abbandonato dalle figlie vagava solo nella tempesta… Alla fine del viaggio, il futuro poeta aveva assistito, dal vero, a tutti i drammi che avrebbe poi trasfigurato sulla scena. La narrazione di Daudet, brillantissima, suggeriva ai lettori un’ipotesi tanto fascinosa quanto indimostrabile: all’origine di ogni capolavoro shakespeariano doveva esserci stato un fatto reale. Questo romanzo, ammirato da Proust ma oggi dimenticato, mi è tornato in mente riflettendo...

Decolonizzazione e studi classici / Was Athena black?

Nel mese di marzo del 2019 una cinquantina di studenti impedì al pubblico di accedere all’anfiteatro della Sorbona in cui avrebbe dovuto svolgersi una rappresentazione delle Supplici di Eschilo. I manifestanti della “Ligue de défense noire africaine” e di altre associazioni di studenti di colore protestavano contro la pratica razzista del blackface a cui era ricorso il regista, il grecista Philippe Brunet, dipingendo di nero il volto delle attrici bianche che impersonavano il coro delle Danaidi. Vi è una certa ironia nel fatto che la protesta degli studenti di Parigi fosse rivolta proprio contro la rappresentazione delle Supplici. La tragedia di Eschilo gioca infatti un ruolo chiave nel libro di Martin Bernal, Black Athena, che è un tentativo di provare le origini afroasiatiche della...

Giorgio Vallortigara / Pensieri della mosca con la testa storta

Un giovane ricercatore osserva al microscopio il comportamento di alcuni curiosi insetti chiamati formicaleoni. Un suo amico gli chiede il motivo del suo interesse. Il primo risponde “Psicologia”. Al che il secondo replica scetticamente “Ne avranno poca!”. Con questo aneddoto che racchiude in sé molti fattori positivi e negativi della scienza contemporanea, inizia una ricerca affascinante che cerca di rispondere a una serie di domande fondamentali su di noi (e sui formicaleoni!). Il primo studente rappresenta lo sguardo innocente dello scienziato che non ha risposte preconcette. Invece il secondo incarna lo sguardo miope della scienza conservatrice che cerca solo la conferma dei propri pregiudizi all’interno di confini disciplinari.   La scienza, però, odia i confini e, a lungo...

Thierry Ménissier / Filosofia della corruzione

I media ci aggiornano giorno dopo giorno sugli episodi di corruzione che attirano l'attenzione della magistratura: un inarrestabile saccheggio della cosa pubblica, che suscita indignazione e rabbia. Puntualmente si invocano le “mani pulite”, salvo poi beccare i moralizzatori con le mani nella marmellata, come dimostra l'esemplare parabola della Lega di Umberto Bossi e Matteo Salvini.  Ogni volta ci scandalizziamo come se fosse la prima volta, ma la corruzione e il suo uso strumentale non sono certo una novità. Alessandro Barbero focalizza il suo Dante (Laterza, 2020) sulle ragioni e sulle conseguenze del processo politico che nel 1302 condannò il poeta all'esilio perpetuo per baratteria, “il termine con cui genericamente si indicavano corruzione, concussione e peculato” (p. 155)....

Ironia, invettiva, malinconia / Il canto dei popoli in cammino

La pandemia non ce l’ha fatta a spegnerla. Infinite certezze sono andate in pezzi ma la musica no. La musica è rimasta. Anzi, nel mondo non se n’è mai ascoltata tanta. Non il silenzio, ma i cori dai balconi, i violini e le chitarre hanno accolto il primo lockdown. E quando gli spazi collettivi si sono chiusi e il bilancio delle morti è diventato inguardabile, i concerti sono fioriti online e le playlist personali si sono moltiplicate.  Non poteva andare altrimenti, come indica l’ultimo libro di Roberto Carretta Fuga – Il canto dei popoli in cammino e altre storie (Acquario, 165 pp.). A guardarla in prospettiva s’intuisce infatti una spinta che si muove nel profondo. Una trama ampia e delicata. Una costante dell’anima che ci riporta nel flusso della storia. Stiamo navigando acque...