raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Scritture

Un’autobiografia della Francia / Le mie galliche antenate

Élise Thiébaut, classe 1962, è una scrittrice, giornalista, e attivista francese.  Fin dagli anni ’80 la sua produzione letteraria dimostra un’attenzione particolare alla necessità di sensibilizzare il pubblico, più vasto e plurale possibile, su tematiche sociali di stringente attualità: femminismo, antirazzismo, inclusività. Dopo una raccolta di racconti intitolata Guide pratique pour l’Apocalypse (2000), è infatti coautrice, insieme ad Agnès Boussuge, di una serie di tre volumi destinati all’infanzia e incentrati su temi difficili quali le mutilazioni sessuali, la rappresentazione delle donne in politica e le violenze familiari e di coppia.  In Italia arriva nel 2018 con il suo ‘‘manifesto contro il tabù delle mestruazioni’’: Questo è il mio sangue, edito Einaudi. A cavallo...

Trieste / Sgaio

Specie di koiné veneto-giuliana parlata fra Muggia, Trieste, Monfalcone, Gorizia, Grado (più o meno).    Si tratta di un aggettivo, e serve a designare un concetto che è molto di moda, in questo periodo. Indica una qualità che è una via di mezzo fra "furbo" e "intelligente". Che io sappia, in italiano non esiste un aggettivo che sia una via di mezzo fra "furbo" e "intelligente". Ora è di moda, in questi casi, usare la parola "smart". Che però non è italiana!

Lo chansonnier russo / Aleksandr Vertinskij: carteggi di amori sovietico-decadenti

Aleksandr Vertinskij in posa da viveur. L’epistolario a cui si fa riferimento in queste pagine è un misto d’amore e di politica, dove pure la componente storico-governativa rientra nella categoria degli affetti. Amore di patria, parallelo a quello per una donna (e per le figlie), provato con lo struggimento e la passione di cui soltanto gli emigrati russi sono stati capaci. Colui che sarebbe diventato un idolo dei palcoscenici, prima nella Russia prerivoluzionaria, poi in giro per il mondo sulle scene della diaspora e, infine, su quelle sovietico-staliniane, nacque a Kiev nel lontano 1889. Il destino gli riservò un’infanzia difficile, figlio illegittimo di una coppia clandestina (ben nota e chiacchierata in città), rimase orfano di madre a tre anni. Il padre morì a sua volta di...

Cremona / Gregnapàpula

Deriva presumibilmente dall’accostamento della voce pàpula, da considerare come un’alterazione di pàrpula a sua volta derivato da parpàja, “farfalla” (dal latino medievale parpalia) al verbo grignà: digrignare i denti e poi ridere, sghignazzare o anche deridere… una farfalla (notturna) che sghignazza, adorabile.

Cremona / Gregnapàpula

Deriva presumibilmente dall’accostamento della voce pàpula, da considerare come un’alterazione di pàrpula a sua volta derivato da parpàja, “farfalla” (dal latino medievale parpalia) al verbo grignà: digrignare i denti e poi ridere, sghignazzare o anche deridere… una farfalla (notturna) che sghignazza, adorabile.

Tirature ’20 / I cattivi del noir sono cattivi davvero?

Nella narrativa d’indagine la crisi che il detective-superuomo di massa (come lo chiamò Umberto Eco) deve sanare è la rottura dell’ordine causata dal delitto. Attraverso il processo semiotico dell’indagine si ricostruisce la verità che ristabilisce l’ordine violato e puntella il sistema sociale minacciato dal delitto. Le qualità eccezionali del detective-superuomo gli permettono di ristabilire anche un principio morale che il delitto aveva infranto, dove morale e ordine sociale vanno di pari passo: la vittima è innocente, intrinsecamente “buona”, e il colpevole è di converso “cattivo”. Invece nel noir l’investigazione garantisce un principio di coerenza limitato, circoscritto; l’ordine appare sempre prossimo al tracollo nonostante gli sforzi del detective. La struttura dell’investigazione...

Diario 8 / Un getto che trapassa i corpi e le anime

Mi sono seduto su una panchina nella piazza del municipio di Brunico. Una giornata nuvolosa, con brevi sprazzi di sole. Sono passati tre uomini, barcollavano tenendosi l’uno con l’altro, come tre vecchi ciocchi di una palizzata pericolante. Ho pensato a quanto tempo è passato dall’ultima volta che mi sono ubriacato all’ora di pranzo. Doveva essere molto tempo fa. Ho pensato che molte cose nella mia vita cominciano a essere successe molto tempo fa. Mi è venuta un’improvvisa voglia di bere, non perché avessi particolarmente sete – la passeggiata e i rari sprazzi di sole avevano contribuito solo un poco alla mia sete – ma per azzerare il contatore.     Dalla finestra vedo un pendio erboso, una casetta di legno che i proprietari del residence credo usino come legnaia. Al culmine...

L’ultimo Montalbano / Cronache di una fine annunciata

La storia è nota? Forse. Ma ricordiamola comunque – tenendo conto che anche la notorietà e il possibile oblio ne fanno parte. Alla fine del 2004, celebrati e ricelebrati i successi mediatici della saga del commissario Montalbano, appena compiuti gli ottant’anni Andrea Camilleri decide di scrivere un ennesimo romanzo dove la sua creatura, secondo molti critici assai invecchiata, esce definitivamente di scena. Detto fatto. Il libro, provvisoriamente intitolato Riccardino, è consegnato ai primi dell’anno successivo alla casa editrice Sellerio, dove viene secretato, con il mandato di pubblicarlo soltanto dopo la scomparsa dello stesso Camilleri. Lo scrittore, riaffermando in pieno la sua volontà autoriale, decide di far morire il suo eroe insieme con lui. Con una posa alquanto teatrale (da “...

Ol’ga Knipper - Anton Čechov / Lo scrittore, la malattia, l’attrice

«Buon giorno cagnolino» «Buongiorno mio cane arrabbiato… mio cagnolino feroce… mio cagnone…». «Mio [cavallo] ungherese». Anton Pavlovič Čechov si rivolgeva così alla moglie, l’attrice Ol’ga Knipper, quando le scriveva dall’”esilio” di Jalta. Lei, prima di sposarlo, era stata l’Arkàdina del Gabbiano, la matura, annoiata proprietaria terriera sposata a uno scrittore parassita d’anime, Trigòrin. Anton aveva visto Ol’ga recitare nella famosa edizione del Gabbiano del Teatro d’arte di Mosca diretta da Nemirovič Dančenko e Konstantin Stanislavskij nel 1898, quella che aveva lanciato il testo, Čechov e quel gruppo di artisti radicali nemici della routine nell’empireo dell’arte scenica, aprendo le strade alle rivoluzioni teatrali del novecento. Lei aveva trent’anni, otto in meno dello scrittore...

Mario Barenghi / Poetici primati. Saggio su letteratura e evoluzione

Letteratura e evoluzione: è lecito un accostamento tra questi due termini?  Se intendiamo l’evoluzione non in senso storico, non come il progredire nel tempo delle vicende umane, ma in senso darwiniano, ossia come la vita si evolve sulla Terra è possibile un confronto tra questo paradigma e la letteratura?  Queste domande non sono nuove, per quanto possano apparire ancora oggi paradossali a tutti coloro che si sono formati alla scuola della storiografia letteraria tradizionale, che in Italia e in molti altri paesi è quella che si basa sui principi dello storicismo. Vale a dire sull’idea che l’avvicendarsi degli eventi del mondo e insieme ad essi delle forme simboliche, tra cui quelle artistiche, segua una traiettoria riconoscibile, una direzione determinata. Il modello...

Diario 7 / Vertigini al contrario

Si possono pronunciare tante parole buone sulla montagna e su chi la sceglie per passare un periodo di vacanza, una fuga nel tempo o un’intera vita. Io pronuncio la parola ottundimento. Una parola che in realtà può non sembrare così buona, se è vero che di solito la usiamo per indicare un indebolimento progressivo della vivacità mentale. Eppure se la vivacità mentale è il requisito che dobbiamo sviluppare per sopravvivere nei contesti di civiltà in cui siamo costretti a spendere le nostre vite, il suo indebolimento progressivo, a favore di una capacità di meditazione più distesa come quella che si raggiunge in montagna, rappresenta una conquista notevole. Immagino che la questione, ridotta all’osso, abbia a che fare con la percezione del tempo. Si sa che il tempo psicologico non...

In fiore tutto l'anno / Clematidi: fatele correre in orizzontale

Avere un giardino fiorito tutto l’anno è il desiderio di ogni giardiniere. Desiderio per nulla impossibile. Più ardita è l’idea di veder sbocciare di mese in mese il medesimo tipo di fiore. Sembra una scommessa persa in partenza, un’impresa alla Bouvard e Pécuchet. Ma no, anche i due strampalati eroi dell’ultimo romanzo di Flaubert sarebbero riusciti a metterla in pratica.  Basta aprire il Pizzetti (Enciclopedia dei Fiori e del giardino, Garzanti 1998) e seguire i consigli delle undici pagine dedicate alle clematidi (dal greco kléma, sarmento, viticcio) per scoprire che possiamo averle in fiore persino in gennaio, purché il nostro giardino goda di climi non estremi. Le si deve però conoscere, per ben coltivarle e saper scegliere tra le centinaia di specie e varietà quelle che fanno...

Costanza Rizzacasa D'Orsogna / Non superare le dosi consigliate

Matilde, protagonista e voce narrante di Non superare le dosi consigliate di Costanza Rizzacasa D'Orsogna (Guanda, 2020), ha quarantaquattro anni e pesa centotrenta chili, quasi centotrentuno.  Matilde ha vissuto ingiustizie, fatiche, ambizioni, conquiste, perdite e lutti, e ogni cosa, mentre riaffiora nel suo racconto, pare immancabilmente legata alla massa del suo corpo.  A otto anni Matilde cena a mezzanotte quando il padre torna dal lavoro e si ritrova spesso sola, dimenticata nel refettorio della scuola delle suore, dove non c’è nulla di buono da mangiare. A casa ruba il pane, scioglie la mollica sul palato e la invade un senso di pace e soddisfazione, poi spia il corpo nudo della madre piegato sul water in un bagno moderno, senza privacy e senza porte e ingoia i...

Fantascienza sovietica / La chiocciola sul pendio

Dovremmo essere tutti d’accordo, ormai, sull’importanza non secondaria (e sulla bellezza) della letteratura fantascientifica. Ma se la fantascienza viene spesso vista come una letteratura di pertinenza anglo-americana, a cui si aggiungono ogni tanto voci provenienti dal resto del mondo, Italia compresa, non può andar taciuto che nel secolo scorso i narratori del blocco sovietico abbiano avuto un ruolo tutt’altro che marginale. Lo scrittore più famoso è stato senza ombra di dubbio il polacco Stanislaw Lem, noto al grande pubblico per il romanzo Solaris. Ma le sue opere, a eccezione proprio di Solaris, pubblicato da Sellerio, Golem XIV, pubblicato da Il sirente, e Vuoto assoluto, pubblicato da Voland, sono in questo momento assenti dalle nostre librerie e reperibili solo nel mercato dell’...

Un’autobiografia della Francia / Le mie galliche antenate

Élise Thiébaut, classe 1962, è una scrittrice, giornalista, e attivista francese.  Fin dagli anni ’80 la sua produzione letteraria dimostra un’attenzione particolare alla necessità di sensibilizzare il pubblico, più vasto e plurale possibile, su tematiche sociali di stringente attualità: femminismo, antirazzismo, inclusività. Dopo una raccolta di racconti intitolata Guide pratique pour l’Apocalypse (2000), è infatti coautrice, insieme ad Agnès Boussuge, di una serie di tre volumi destinati all’infanzia e incentrati su temi difficili quali le mutilazioni sessuali, la rappresentazione delle donne in politica e le violenze familiari e di coppia.  In Italia arriva nel 2018 con il suo ‘‘manifesto contro il tabù delle mestruazioni’’: Questo è il mio sangue, edito Einaudi. A cavallo...

Le atomiche sul Giappone, 75 anni dopo / Nagasaki, dimenticata dagli anniversari

La colonna di fumo che si è prodotta dopo l’immane esplosione a Beirut dell’altro ieri ha la medesima forma del fungo atomico generato dalla bomba sganciata dall’aereo americano su Hiroshima, e oggi è il settantacinquesimo anniversario di quell’evento tragico che ha segnato la storia del nostro Pianeta in questo lasso di tempo. Gli anniversari servono a ricordarci eventi lieti e eventi luttuosi, a consolarci e a metterci anche in allarme, questo in un momento in cui sembra che altre nazioni e paesi si stiano dotando di questo immane strumento di morte. Ne avevamo già parlato in occasione delle vicende legate all’atomica pakistana (qui) e il 16 luglio Riccardo Venturi ci ha rammentato l’anniversario della prima bomba nucleare fatta esplodere in un poligono in attesa di usarla direttamente...

Rivolta contro l'ingiustizia / Il Cipollino di Gianni Rodari

Originariamente intitolato Il romanzo di Cipollino (1951), il libro di Gianni Rodari che ho scelto di raccontare è noto come Le avventure di Cipollino, titolo assunto dal 1957 e mantenuto nelle diverse riedizioni. Il protagonista è un ragazzino-cipollotto dal ciuffo e dal carattere vitale ed esuberante, sorto dalla penna di Rodari e dalle matite di Raul Verdini nel 1950 per le pagine di «Il Pioniere», la rivista di area comunista per l'infanzia diretta dallo scrittore stesso: le tavole sarebbero presto diventate un romanzo. Nell'edizione che ho riletto in questi giorni i disegni sono di Manuela Santini (Einaudi 2009, 1980 per il testo). Non ho memorie di infanzia del libro, mentre ne ho di La torta in cielo e delle filastrocche che hanno accompagnato le mie scuole elementari (...

Provincia di Avellino / Mancùsu

Aggettivo che in alcuni dialetti irpini indica un luogo esposto a settentrione, al riparo dal sole. Una terra mancosa è una terra povera, che dà pochi frutti. Ma è anche una terra dove trovare refrigerio nelle ore più calde. Il termine, che sulle prime parrebbe avere la stessa radice di mancare, deriva in realtà dal fatto che il nord è situato a sinistra, dunque a manca, del sole quando sorge.

Pensare al futuro anteriore / Ivan Illich: un rivoluzionario gentile

  “Soltanto gli uomini liberi possono cambiare idea e sorprendersi; e benché non esistano uomini completamente liberi, alcuni uomini sono più liberi di altri” [Ivan Illich]   Ripensare e rivoluzionare le nostre forme di vita   Muovere in azione, con chi passa gentile, ti situa sulla sponda più autentica del fine della vita. La lettura di Celebrare la consapevolezza, il primo volume delle Opere complete di Ivan Illich, uscito da Neri Pozza Editore, Vicenza 2020, porta con sé una risonanza con un verso di Pier Luigi Cappello: “Affondava le radici nel futuro”. Nonostante la quarta di copertina riporti una lapidaria affermazione di Illich: “Non permetterò all’ombra del futuro di posarsi sui concetti mediante i quali cerco di pensare ciò che è e ciò che è stato”, è difficile...

Area tridentina / Stránio

stránio. (area tridentina) di Fausta Libardi   Durante la grande guerra, per sgomberare il teatro delle operazioni, le popolazioni della Valsugana che abitavano lungo il confine dell’Impero vennero deportate nell’entroterra. In Boemia, nei campi, c’era il tifo; a mia nonna, sfollata con due figli bambini, un contadino generoso portava ogni tanto qualche gallina che era morta di malattia. Quando ripensava a quel periodo (avveniva di rado) alla nonna ghe vegnía stránio: lo struggimento che rende di nuovo presente il dolore e l’umiliazione del passato. 

33 poesie / Cees Nooteboom: viaggi, isole, tombe

L’occhio del monaco è un libro di poesie di Cees Nooteboom tradotto nel 2019 da Fulvio Ferrari per Einaudi, che segue Luce ovunque, uscito nel 2012. Nooteboom è autore di libri di viaggio, saggi, romanzi, poesie, nato all’Aia nel ’33, che ha viaggiato sin da giovanissimo in tutto il mondo, aprendosi e aprendo la sua scrittura a tutte le influenze, lasciandosi contagiare da passioni e rituali, mescolandosi con altri tempi e altri luoghi. L’isola dei monaci è il luogo dove ha iniziato a scrivere questa ultima silloge, un’isola nel cui stemma vi è un monaco grigio al cui occhio non si può sfuggire, che tutto vede e tutto rassicura, ma più di ogni altra cosa invita a vedere. La costruzione del libro ricorda questo occhio da cui sembra non voler uscire, dove sembra voler sostare; una...

Gregorio di Tours / I miracoli di San Martino

“Oh indicibile triaca! Oh inesprimibile balsamo! Oh inestimabile antidoto! Oh purgante celeste, se così posso dire! Questa polvere vince le arguzie dei medici, supera la dolcezza degli aromi ed è più forte di qualsiasi unguento! Pulisce il ventre come l'agrimonia e i polmoni come l'issopo, purifica la testa come il piretro. E non solo rafforza le membra deboli, ma, beneficio ben più importante di qualsiasi altro, lava e deterge le macchie della coscienza”.    Chi prorompe in questa serie di esclamative? E, soprattutto, a proposito di quale polvere? Si tratta di Gregorio di Tours e la polvere di cui si magnificano le virtù curative, di gran lunga più efficaci di tutte le erbe officinali prescritte da qualsivoglia medico, è quella del sepolcro di San Martino. Abbiamo tratto questa...