festival scarabocchi 2020

Società

Teatri lirici / Covid. Lo spazio del melodramma

Si direbbe che solo i teatri, in Italia, abbiano preso sul serio la provocazione lanciata nel mezzo del “lockdown” da Jeremy Rifkin, il guru della “terza rivoluzione industriale”, che vaticinava “meno gente e meno ammassata” nella sale dello spettacolo dal vivo (ma anche sugli aerei e negli stadi: in questo caso profezia già fallita). In modo particolare si sono dati da fare i teatri d’opera, che assommano alle problematiche legate al pubblico e a quelle di chi sta in scena, anche le esigenze di chi deve suonare in orchestra e ha diritto come tutti alla sicurezza sanitaria. Del resto, l’opera è storicamente il tipo di spettacolo più multiforme, complesso e stratificato: inevitabile che la sua realizzazione sotto la sferza delle nuove regole sia la più complicata e quella che richiede più...

Empire state of mind / Stati Uniti: l'impero nascosto

La quarta di copertina di un libro è la prima cosa che si guarda dopo che il titolo ha attirato la nostra attenzione. Non sempre dice la verità. Lo fa nel caso de L’impero nascosto di Daniel Immerwahr (Einaudi, 603 pp., 34 euro), quando dice che “la storia degli Stati Uniti al di fuori degli Stati Uniti” è “la vicenda di un impero che ha sempre negato di essere tale”. Impigliati nella stessa contraddizione che gli aveva impedito di nominare la schiavitù nella Costituzione dopo avere affermato l’uguaglianza e la libertà di tutti gli uomini, gli Stati Uniti hanno evitato di chiamare colonie – di pensare e definire come possedimenti coloniali – le numerose dipendenze territoriali accumulate nel mondo al di fuori dei propri confini nordamericani. Ne è visiva testimonianza anche l’evoluzione...

Uno shock / Autocensura a Hong Kong

Quel che accade a Hong Kong è terribile. Un paese che da ventitré anni è abituato alla più completa libertà di espressione e di stampa, al punto che un’intera generazione più giovane letteralmente non conosce le limitazioni d’uso in Cina, e quindi comunica liberamente sui social e sul vasto web, apre testate e radio indipendenti, manifesta (pacificamente quando non attaccata dalla polizia) per ottenere il suffragio universale, da un giorno all’altro si è sentita comunicare che è finita lì: la National Security Law approvata a Pechino e poi ratificata dal governo locale prevede l’arresto e la condanna tra i tre e i dieci anni per ogni atto di “secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere”: cioè tutto. Hong Kong è un paese ancora alla ricerca del suffragio universale...

La cecità come scelta / Covid e la fine del sogno americano

Houston, 16 luglio 2020 L’ultimo giorno normale della mia vita è stato il 6 marzo 2020, l’ultima lezione che ho tenuto in classe. Ciò che ha salvato la mia università dalla pandemia, allora, è stato lo spring break, la vacanza di primavera che cominciava la settimana dopo. Tempo pochi giorni, e si è visto che tornare in classe non era più possibile. Io stavo insegnando un corso sulla biopolitica. Parlavamo e abbiamo continuato a parlare via Teams di Michel Foucault, Hannah Arendt, Giorgio Agamben, Roberto Esposito, Antonio Negri, Michael Hardt, Paolo Virno, Donna Haraway, Judith Butler, Anthony Kwame Appiah, Slavoj Žižek e altri ancora. Ancora prima che la pandemia raggiungesse il Texas, ogni settimana trovavo, senza neanche doverlo cercare troppo, qualche articolo di giornalismo...

Forum Disuguaglianze e Diversità / Contro le disuguaglianze

Il contrasto alle disuguaglianze è diventato quasi un mantra del discorso pubblico. Troppo spesso, tuttavia, il richiamo si dimostra appiccicaticcio. Le disuguaglianze non sono definite, rendendo inevitabilmente debole il collegamento con le politiche. A volte, addirittura, l’aggiunta di un pizzico di equità sembra sufficiente a rendere accettabile qualsiasi politica, comprese le politiche che sono all’origine delle disuguaglianze e, come tali, dovrebbero essere abbandonate. Basti pensare alla richiesta di dosi ulteriori di flessibilità nel mercato del lavoro.  Non corre questi rischi il libro appena pubblicato a cura di F. Barca e P. Luongo, Un futuro più giusto. Rabbia, conflitto, giustizia sociale (Il Mulino, 2020). Lo ammetto, sono di parte, essendo tra i fondatori del Forum...

Antropocene Anno Zero / 16 luglio 1945: la prima bomba atomica

“Entrando nell’era atomica, l’uomo ha aperto le porte di un nuovo mondo. Chi sa cosa ci attende? Nessuno può predirlo”. A parlare è il dottor Harold Medford, un mirmecologo, ovvero uno zoologo che studia le formiche, davanti a degli esemplari di Camponotus vicinus mutanti. Corre l’anno 1954. Un’analisi condivisibile per quanto poco confacente alla specializzazione del dottore, a meno che si fornisca il contesto: siamo negli sfioratori e nei canali di drenaggio delle fogne di Los Angeles, e delle formiche grandi come elefanti sono state appena abbrustolite dai lanciafiamme di una squadra della polizia.  I cinefili avranno riconosciuto il finale di Them! (1954) di Gordon Douglas, tra i primi film americani di science-fiction nel filone dei nuclear monster che attraversa tutti gli anni...

Sacrificare la libertà della persona per paura / Una morte un po’ peggiore

Il virus ha colpito non solo le nostre cellule, ma soprattutto la nostra esistenza sociale e, come nel caso dei corpi, il suo effetto è stato tanto più grave quanto più l’organismo che ha incontrato era debole. Evidentemente la libertà, come valore civile e individuale, non godeva di buona salute nel momento in cui la pandemia ha messo in discussione le regole del vivere civile. Per molti non c’è stata partita: di fronte al rischio sanitario, gli altri valori personali, vengono dopo e devono essere accantonati. Eppure tanti, anche al giorno d’oggi, in tante parti del mondo, rischiano la vita biologica per la libertà. Qui da noi? Impensabile. Quello che conta è la salute. Colpisce come le politiche di contenimento dei vari paesi siano quasi esclusivamente giudicate sulla base del...

Profughi / L’ombra del nemico

Questa storia inizia con una bambina che voleva divenire cacciatrice di serpenti e che si troverà, molti anni dopo, ad essere una giornalista di guerra. Inizia con il desiderio di riparare ai torti grazie al racconto delle vite travolte dalla violenza della Storia. Un mosaico di racconti e testimonianze che vanno a comporre lo scenario delle nostre società in tumulto, in un tentativo di comprensione e di decodifica, di compensazione e analisi. Marta Serafini, giornalista del “Corriere della Sera”, in L’ombra del nemico (Solferino libri), racconta cinque anni di lavoro e di reportage che l’hanno portata più volte in Medio Oriente durante il conflitto siriano, in Iraq – testimone della nascita, della consolidazione e del declino dello Stato Islamico – in Kurdistan tra le file dei...

Una storia di immigrazione / Il suonatore del Bangladesh

Camminando nel centro di Ravenna, in via Corrado Ricci, da anni si può vedere un musicista del Bangladesh, seduto sotto i portici, intento a suonare un armonium. Io da lì ci passo molto spesso anche se, a dire il vero, non ho mai trovato il tempo per fermarmi. La sua musica, però, quella sì che mi è rimasta molto impressa: non avevo mai sentito così distintamente il suono di questo strano strumento in legno, che assomiglia un po’ a una fisarmonica. Il musicista è un uomo sui cinquant’anni, i capelli grigi e il viso sorridente, se ne sta seduto sempre nello stesso posto sotto quei portici di origine fascista, davanti alla piccolissima Chiesa di Santa Maddalena, non lontano dalla tomba di Dante Alighieri, che a Ravenna trovò asilo e poi vi morì. Una mattina decido di fermarmi a scambiare...

INDICATIVO PRESENTE 2 / 9. Scuola. Fine di un anno non finito

Nella seconda metà di luglio Milo Manara ha cominciato a disegnare acquerelli dedicati ai “lockdown heroes”: tutte donne; tutte recano la mascherina; la maggior parte di quelle donne sono anche madri dei milioni di studenti minorenni che conta la scuola italiana. Sono loro che hanno fatto da partner alla didattica digitale e hanno dovuto rinunciare al lavoro per imparare competenze digitali in tempi frenetici e stressanti. Un giorno Manara ha pubblicato la prima donna senza mascherina: non ce l’ha perché è in casa, sola; la ritrae di tre quarti, non vediamo quasi il suo volto; davanti a lei, sullo schermo del suo personal computer, la griglia dei suoi allievi, maschi e femmine; l’eroina del lockdown quel giorno è stata la prof, quasi triste, china sulla sua “mission”. Una immagine che...

Storia e storie di Italia ’90 / Trent’anni di notti magiche

Trent’anni fa andava in scena il campionato mondiale di calcio di Italia ’90. Chi di noi allora c’era, chiudendo gli occhi può ancora rivedere, riascoltare, e perfino riassaporare quei giorni. Ma che cosa sono state, veramente, quelle “notti magiche” per tutti noi? Molto più che semplice sport. A costellare Italia ’90 sono state innanzitutto vere e proprie icone del loro tempo e delle loro rispettive nazionali. Primo fra tutti, René Higuita, estroso portiere colombiano, la cui fama è oggi legata soprattutto alle sue frequenti “escursioni” - palla al piede - fuori dall’area di rigore, come quella costata l’eliminazione alla Colombia negli ottavi di finale per mano del Camerun. Merito del “nonnetto” Roger Milla, allora già trentottenne (anche se molti giurano però fosse più vecchio), le cui...

Diario 4 / Camminare tra cose derelitte

Il 29 giugno a Roma è la festa dei patroni. È una festa che svuota Roma e le dona l’aspetto che manterrà per tutta l’estate: l’aspetto di una città abbagliante, lenta, spopolata, infiacchita dal caldo e dalla luce. È una festa che non è una festa, è più una condizione atmosferica da quadro impressionista: un pieno sole. È nel pieno sole che Tommaso e io ci vediamo per una passeggiata sotto i muraglioni del Tevere, a contatto col fiume, tra ciclisti, pescatori e improvvisati set fotografici. Tommaso e io siamo amici. Ci vediamo tre volte l’anno. In questa città vedersi tre volte l’anno è già tanto. È la frequenza che consente di mantenere intatte le relazioni. In un’altra città non ci si considera amici di persone con cui ci si vede tre volte l’anno. In questa città invece, in questa città...

Conversazione con Marco Gui / Distanti eppur connessi?

Le discussioni sulle tecnologie dell’educazione (ICT) sono frequentemente caratterizzate da un forte tasso di ideologia come ha rilevato, tra gli altri, Antonio Calvani. Lo stesso nome di learning technologies assume come naturale ciò che dovrebbe essere dimostrato, ossia la correlazione tra tecnologia e aumento degli apprendimenti. Le opinioni determinano i fatti, e li producono. In mesi segnati dalla didattica a distanza condotta attraverso un variegato uso di risorse digitali, è sembrato quanto mai opportuno rivolgersi a chi ha prodotto ricerche sistematiche, evidence based, sulla relazione tra media digitali ed istruzione. Marco Gui ha, infatti, all’attivo diverse pubblicazioni sul tema, quali A dieta di media. Comunicazione e qualità della vita (il Mulino, 2014), sulle problematiche...

Esibire i conflitti / Goodbye Roosevelt. Vita e morte di una statua

È ormai certo: il memoriale equestre del Presidente americano Theodore Roosevelt (1858-1919) verrà rimosso dallo scalone antistante l’American Museum of Natural History (AMNH) di New York, visitato da quasi cinque milioni di persone ogni anno. La notizia non giunge inattesa: da settimane si moltiplicano gli appelli per rimuovere vari monumenti, da settimane circolano immagini di statue imbrattate o fisicamente rimosse dai Comuni. Issate in pompa magna, con cerimonie ufficiali, vengono smantellate quasi furtivamente nel cuore della notte, sbullonate davanti agli sguardi e ai cellulari degli astanti.  E tra questi due brevi momenti – l’elevazione e la rimozione – la statua vive in un limbo di sovrana indifferenza, in uno stato larvale che può protrarsi per secoli. Finché un soffio di...

Convivere con Covid-19 / Volti, sguardi e mascherine

L'uso obbligatorio e normato delle mascherine, chirurgiche o autoprodotte, regalate o acquistate, “di comunità” è uno dei tratti che più colpiscono la percezione e rimarranno nell'immaginario di questi strani giorni, segnati da vissuti e situazioni tragiche o comunque sconfortevoli, perturbanti, anomale. Sono molte le questioni che questo nuovo abito chiama in causa, anche in relazione al fatto che il suo utilizzo sembra essere destinato a durare nel tempo: la discussione sull'effettiva efficacia nella protezione e sugli effetti dell'uso prolungato sul respiro; l'essere un dispositivo di sicurezza sul lavoro e nella vita pubblica, in diverse variabili e oggetto di un nuovo expertise diffuso che riguarda i diversi modelli, il modo in cui vengono portate, applicate o abbassate nell'...

Scomparsa e riapparizioni / Fuggire a sedici anni

Otto anni fa, un ragazzo di sedici anni che viveva nei pressi di Roma scompare da casa e da allora non se ne sa più niente, finché in questi giorni viene ritrovato, ventiquattrenne, a Genova, dove viveva mendicando.   Un amico mi ha chiesto di scriverne. Ma, diavolo d'un uomo!, mi dico: come faceva a sapere che anch'io, a sedici anni, sono scappato di casa? (Dev'essere proprio per questo che me l’ha chiesto.) E poi, subito dopo, mi dico ancora: bravo babbeo che non sei altro! chi non ha tentato la fuga da casa a quell'età! Io stesso, che non conosco pressoché nessuno, so di altri due casi come il mio. Quello di mio cugino Stefano e quello della mia amica Delia. Mio cugino Stefano, anche lui a sedici anni, scappò da Padova e se ne stette un anno intero in Sardegna. Delia invece, lei...

Incorruttibile / Plexiglass: dal Terzo Reich alle aule scolastiche

Se ancora non ci siamo impratichiti con il Plexiglass, tra poco lo dovremo fare, poiché sembra proprio che entreremo in contatto, se nel frattempo non è già avvenuto, con questo materiale plastico essenziale per garantire quel distanziamento sociale che ci difende dal Covid-19: fabbriche, negozi, bar, ristoranti, e presto anche le aule scolastiche. Il suo inventore è un chimico tedesco, che era anche farmacista, Otto Röhm. Nel 1901 creò un primo materiale cui diede nome di Acrylkautshuk partendo dalla sua dissertazione in cui discuteva il processo di polimerizzazione. Röhm è uno di quei chimici che interessavano a Primo Levi, non solo per via del medesimo mestiere, ma perché uomo dai mille talenti, un inventore che ottenne i suoi primi successi dedicandosi alla conceria. Isolò infatti gli...

Insidie della cortesia / Saluti e baci

Niente più baci, abbracci, strette di mano, pacche sulle spalle? Pare di no, almeno per adesso che, come ci hanno anche troppo ripetuto, di contatti fisici non se ne parla proprio. Fra le conseguenze di questa minuziosa riorganizzazione delle distanze sociali fra corpi che stiamo subendo, c’è una trasformazione delle cosiddette forme di cortesia. E in primo luogo dei saluti. Ce ne siamo accorti già da tempo, impacciati come siamo nel non sapere come comportarci quando incontriamo un amico, un parente o un collega, cosa fare e cosa no, che tipo di confidenza assumere, se e come manifestarla nei gesti prima ancora che con le parole, con il corpo più che con la mente. Accumuliamo figuracce, dietro la mascherina che cancella ogni sorriso e ogni smorfia. E  altrettante ne subiamo, quando...

Un coro di voci / Se otto ore vi sembran poche

I primi tre mesi di pandemia si sono contraddistinti per un vuoto di pensiero, un congelamento cerebrale che mi ha impedito anche solo di leggere un capitolo del romanzo nuovo di zecca che mi aspettava sul comodino. Di fine febbraio e di tutto marzo ricordo poco e niente, ad aprile ho forzato la mano e mi sono convinta ad accendere un registratore che ho pigramente mollato lì, in salotto. Non riuscivo a scavalcare l’inerzia, ma sentivo l’urgenza di produrre e conservare una documentazione di questa fase storica.  Non avevo la più pallida idea di che cosa me ne sarei fatta di queste lunghe e noiosissime registrazioni, segnate dal persistente lagnarsi di mia figlia piccola, dagli strilli della mediana, dagli sbuffi della grande e dal mio continuo borbottare, ma ho fatto finta di niente...

Federica Castelli / Cos'è uno spazio pubblico

Pubblicato nel 2019 da Ediesse, Lo spazio pubblico di Federica Castelli sembra essere confezionato su misura per la taglia dei primi mesi di questo 2020. Mesi di isolamento, quarantena, lockdown, a cui hanno fatto seguito mesi di distanziamento sociale, manifestazioni, mascherine e piazze piene in mezzo mondo. Mesi in cui la questione dello spazio è ritornata in primo piano sotto forma di varie questioni: chi decide di come, quando e perché spazi pubblici e privati possano essere chiusi ai cittadini/e? Che conseguenze ha la regolamentazione delle distanze e dei contatti sulla vita sociale e sulla psicologia delle persone? E infine, è giusto intervenire su statue e monumenti che offendono una parte della popolazione? Questioni di grande importanza, che presuppongono a loro volta una...

Scuola post shock

Si può riflettere di formazione scolastica, oggi, come si faceva prima della crisi del Covid-19, con gli stessi termini, gli stessi dati, le stesse prospettive? Possiamo ancora chiederci se sia giusto che chi si occupa di educazione faccia bene i conti con l’universo del digitale, le sue lusinghe e le sue insidie, come prima, e ricorra alle ‘evidenze fattuali’ per avere e dare indicazioni convincenti sull’uso dei dispositivi tecnologici? La mia risposta è negativa. Muove infatti da una prospettiva necessariamente più ampia di quella di cui molto si discute nell’attuale frangente, cioè del come e in quali condizioni materiali garantire la ripresa delle attività consuete. Nelle classi certo si tornerà, le lezioni prima o poi riprenderanno, via via si stabilirà, in un modo o nell’altro, un’...

Antropologia ed etica / Il diritto di avere diritti

Il popolo Kichwa, che vive nella parte occidentale dell’Amazzonia, ha un termine, Ilaktas, che potrebbe corrispondere al nostro città, per indicare l’insieme della foresta, dove “vivono” montagne, alberi, paludi, formando un’architettura cosmologica complessa in grado di ospitare tutti i viventi, che sono sempre in stretta e costante relazione fra loro. Noi usiamo altre terminologie per indicare la medesima cosa: ecosistema, per esempio, potrebbe essere un concetto occidentale che gli si avvicina, anche se il suo senso, passato attraverso il filtro della scienza, ha irrimediabilmente perso ogni riferimento a quel contatto intimo e imprescindibile che hanno le emozioni e le relazioni fra i viventi. Ilaktas è un’entità che vive e pensa, ed è la città non solo dei viventi, ma va oltre,...