Società

Lucania / Le capitali invisibili

Potenza non sarà capitale europea della cultura, come invece nel 2019 sarà finalmente Matera, l'altra città/provincia di una terra da sempre sconosciuta. Priva di grandi architetture storiche e per due millenni di voce in capitolo, Potenza, lontana e sola come la Cordova di Lorca, insieme ai suoi novantanove comuni, è per natura invisibile, persa fra alture remote. Essa rappresenta una regione impalpabile dell'anima prima che della terra, del cielo e del mare, perché è soprattutto un valore immateriale e spirituale che essa custodisce, insieme allo spirito del silenzio “sofistico e d’oro, problematico e sottile” nell’intuizione del poeta Leonardo Sinisgalli.    Si può arrivare in Lucania dal Tirreno, approdando sul litorale roccioso di Maratea, o sulle spiagge vellutate del mar...

Immaginario e politica / Potere

Lo sviluppo di un potente processo di mediatizzazione all’interno delle società contemporanee sembra trasformare radicalmente la natura del potere. Già lo storico canadese Harold Adams Innis aveva messo in luce negli anni Cinquanta, nel fondamentale volume recentemente rieditato Impero e comunicazioni (Meltemi), come la stabilità temporale delle diverse forme di civiltà dipendesse dalla capacità di queste di utilizzare gli strumenti di comunicazione allo scopo di mantenere il proprio potere di controllo sulle tecnologie del tempo, che garantiscono la continuità, e su quelle dello spazio, che consentono di ottenere un’occupazione del territorio. La crescente importanza assunta oggi socialmente dal mondo mediatico rende però ancora più intense le conseguenze determinate dall’azione dei...

La crescita dell'economia intangibile / Capitalism without capital

Dalle fabbriche di General Motors ai programmi Windows di Microsoft, dalle piattaforme petrolifere di Standard Oil all’algoritmo PageRank di Google. Rispetto a 50 anni fa, non soltanto sono cambiate le aziende in cima alle classifiche di Forbes sulla capitalizzazione di mercato, ma è avvenuta una trasformazione strutturale dell’economia mondiale: il capitale produttivo non è più costituito solamente da impianti, macchinari e infrastrutture fisiche, ma anche – e in misura crescente – da software, brevetti, know-how, in breve “il capitale intangibile”. Questa trasformazione dal capitale tangibile a quello intangibile è l’oggetto del libro di Haskel e Westlake, che ne analizzano in dettaglio le implicazioni sull’economia, sulla società e sulle politiche pubbliche. Va precisato subito...

La forza della memoria / Le pietre di inciampo riguardano tutti?

Noi ebrei siamo convinti di non praticare il culto dei morti, tanto convinti che, per via delle mummie, soprannominammo l’antico Egitto, il potente Impero dei due Regni, “Terra dei morti”. “Polvere sei e polvere ritornerai”, ripetiamo instancabili, ma, in attesa del Messia, professiamo un nostro particolare culto degli antenati, simile peraltro a quello di altre civiltà. I nostri morti riposano nei cimiteri ebraici che, per la loro vetustà, finiscono per sembrare con l’andar del tempo elegantemente trascurati, e si chiamano in ebraico “Case dei vivi”. Non per coincidenza e nemmeno per contrasto esclamiamo nei nostri allegri brindisi conviviali “Ai vivi!”: non ci piacciono la morte e l’oblio. Di recente ho letto, non ricordo più dove, un detto del Talmud: “Si muore veramente quando il...

Ricette immateriali / L’unione di mondi del baccalà alla pertecaregna

Il cibo costruisce mappe in grado di tracciare linee, di legare e unire punti lontanissimi nel mondo. Così consente di abitare lo spazio, di creare luoghi e relazioni, ha inoltre la capacità di divenire, da innovazione, tradizione e poi addirittura memoria.  Se c’è un piatto che amo, perché in grado di tracciare un meridiano tra l’estremo Nord del pianeta e la dorsale appenninica meridionale, questo è il baccalà alla pertecaregna. È un piatto popolare irpino e lucano, cucinato principalmente alla vigilia dei giorni di festa, Natale e Pasqua; giorni in cui, come sappiamo, per motivi religiosi ci si astiene dal mangiare carne.  Si tratta di merluzzo salato, è la salagione a consentire al merluzzo, da secoli, di vincere il tempo e la distanza, e viaggiare lontano, fino a unire i...

Coop 70 alla Triennale di Milano / Mostrare un'idea, usare le parole

                                                                               

Polemiche gastronomiche / Montalbano e gli arancin*

L’arancin* è l’ornitorinco della cucina siciliana. Linneo non riusciva a catalogare questo curioso animaletto australiano in nessuna delle specie animali più comuni (anatra, mammifero, anfibio?). Analogamente i ricettari dell’Isola, supportati dal sapere diffuso, hanno sempre avuto qualche perplessità nel collocare questa tipicissima e bisunta polpettina di riso ora tra i primi piatti, ora fra lo street food, ora fra la sedicente rosticceria, finendo per scontentare tutti. Se tra i primi, non si serve quasi mai a tavola. Per la strada la si vede assai raramente. Al bar ha sempre un posto a parte nelle teche delle golosità native. L’arancin*, insomma, è una realtà a sé, e spesso finisce per costituire, magari moltiplicat* per se stess*, un pranzo in quanto tale, senz’altri annessi o...

Realmente si stava meglio nel tempo che fu? / Città sicure

Alcuni vips italiani si sono lamentati di recente circa la scarsa sicurezza delle città in cui vivono. Anzi, a dire il vero, non proprio delle città intere, a cui a loro non è che importi poi così tanto, ma dei loro quartieri specifici di residenza. Insomma, se nemmeno un vip che abita in una zona vip può ritenersi al riparo da spiacevoli incontri, dove andremo mai a finire? Dove siamo già arrivati, se un onesto personaggio dello spettacolo o della cultura, sul tardi, non può più portare in pace il levriero a far pipì?! (La bestiuola oltretutto potrebbe riportare traumi durevoli dal semplice contatto con sgradevoli individui.) In passato era diverso, si dice. Una volta sì, si ripete, che si stava bene, tranquilli, sereni, nelle nostre città, paesi, villaggi ch’erano autentiche oasi di...

Brexit / Lettera da un citizen of nowhere

Il nuovo libro di Jonathan Coe, Middle England (Feltrinelli, pp. 400, € 19) si sovrappone, quando letto in Italia, alle perplessità di fronte a quanto sta accadendo in Inghilterra con la Brexit. Si fa torto al libro, che ha una sua autonomia artistica, una vena comica e l’affidabile prosa, chiara e lucida, di un autore pieno di qualità. Per chi non conosca l’Inghilterra è un percorso istruttivo, ma per me è impossibile leggerlo. Troppe emozioni già prima di aprirlo per quello che sta avvenendo lassù da ormai due anni e mezzo e che trascina gli europei come me, che in Gran Bretagna hanno speso una buona parte della vita, anni di lavoro, amicizie e passioni, in una condizione difficile. Siamo schiacciati sull’orlo di un balcone e temiamo di essere i prossimi ai quali verrà chiesto di...

Indicativo presente | Duecento giorni in classe / Diritti

Il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Settanta anni fa. Dopo la Costituzione degli Stati Uniti D'America del 15 settembre 1787 e la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino proclamata in Francia nel 1793, la Dichiarazione Onu è il documento più alto che noi possiamo leggere per renderci conto di cosa potrebbe essere l’uomo se aderisse alle sue potenzialità producendosi in buone pratiche e etiche azioni. Se effettivamente gli alieni non fossero ancora tra noi, sarebbe bello che la loro prima astronave sbarcasse sul Pianeta Terra governato globalmente dalla realizzazione di questi trenta articoli, così semplici e così pieni di buon senso. L’abbiamo letta in classe. Due volte, in due...

Coop 70. Valori in scatola / Due forchettate di pasta

È il 26 luglio 1860. Camillo Benso conte di Cavour così scrive in una lettera un po’ in codice e un po’ in ironia: “Nous seconderons pour ce qui regarde le continent, puisque les macaroni ne sont encore cuits, mais quant aux oranges, qui sont déjà sur notre table, nous sommes bien décidés à les manger”. Il conte che sta cercando di portare avanti l’operazione “Unità d’Italia”, comunica in francese che non è ancora arrivato il momento di tentare l’annessione di Napoli (les macaroni), capitale del Regno delle due Sicilie, ma che i tempi sono invece più che maturi per l’impresa garibaldina in Sicilia (les oranges). Come si vede, uno degli artefici dell’unità politica della penisola ragionava (in francese!) in termini alimentari più che pittoreschi. Analizzato meglio, il suo ragionamento...

Un dialogo a più voci / Entrare nella mente di un terrorista

Il dialogo a più voci di cui qui si riportano alcuni dei passaggi salienti è avvenuto il 15 novembre scorso, alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento, in occasione della giornata intitolata “Nella mente di un terrorista. Per un approccio multidisciplinare al fanatismo”, con la partecipazione di numerosi esperti di differenti settori. Nata per sviluppare, su diversi fronti d’indagine intellettuale, gli spunti del saggio Nella mente di un terrorista (Giulio Einaudi Editore, 2017), l’incontro riacquisisce in questi giorni, a fronte di quanto accaduto ai mercatini di Natale di Strasburgo, una tragica vitalità. Benché non si possa affermare con certezza che le parole spese in quella sede descrivano in maniera puntuale le caratteristiche e i moventi di quest’ultimo...

Ricette immateriali / Cuccìa

Era alla fine degli interminabili banchetti o anche delle mangiate improvvisate nelle cantine o nelle case che, ai tempi della mia infanzia e della mia giovinezza, qualcuno ad un certo punto diceva: «Adesso ci vorrebbe qualche “roba in coccio”». La “roba in coccio” – di solito noci, nocciole, arachidi, ceci, lupini – era un’allusione al senso di mangiare e bere come se fosse l’«ultima volta». Il valore alimentare, rituale, augurale, propiziatorio di semi, grani, bacche mi viene in mente proprio in questo periodo natalizio, quando in molti paesi della Calabria, il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, si prepara ancora la «cuccìa», un piatto a base di cereali e carni, la cui preparazione molto lenta ed elaborata richiede una cura di giorni. Per la festa di S. Francesco a Spezzano Sila o nei...

E la cultura sociale? / Digitale

Gli scienziati sociali hanno spesso tentato negli ultimi decenni di coniare delle etichette allo scopo di definire sinteticamente le principali caratteristiche delle società contemporanee. Tali etichette però di solito hanno incontrato delle difficoltà, a causa della natura sfuggente dei sistemi sociali odierni. Pertanto, si è continuato a cercarne delle nuove. Tra queste, negli ultimi anni il concetto di “digitale” e la sua contrapposizione con quello di “analogico” hanno conosciuto un certo successo. Addirittura alcuni autori hanno parlato dell’esistenza di una “rivoluzione digitale”. L’universo digitale oggi è sicuramente importante socialmente, anche se non è possibile racchiudere in esso le multiformi dimensioni delle società contemporanee. Il concetto di digitale merita comunque di...

Storia di noialtri / Coop 70. Valori in scatola alla Triennale di Milano

Settant’anni e dimostrarli. No, non è un giudizio estetico, tanto meno una provocazione. Eppure potrebbe essere questa una delle considerazioni che affiorano alla fine della mostra Coop 70_ Valori in scatola curata da Giulio Iacchetti e Francesca Picchi e aperta fino al 13 gennaio 2019 alla Triennale di Milano. Si entra pensando a una mostra sulla Coop, si esce pensando a molto altro.   Settant’anni sono del resto un tempo significativo se rivolto alla storia e all’evoluzione dei consumi nel nostro paese, inevitabilmente anche la storia e l’evoluzione della nostra società, inevitabilmente di quello che siamo e che siamo diventati  Lungo le sette stazioni in cui è suddivisa la mostra, che ci si immerga nell’evoluzione delle diverse pubblicità Coop come in quella dei prodotti a...

La conoscenza e i suoi nemici / Competenti, incompetenti, esperti, dilettanti

È recente la notizia di un esponente governativo del movimento Cinque stelle che ha proposto di rivedere i programmi televisivi dedicati alla scienza: darebbero poco conto dell’attività di punta dei laboratori di ricerca, di fatto rinnegando il principio del sapere open access. C’è chi ha plaudito dinnanzi a cotanta alzata d’ingegno e chi, viceversa, ha ricordato il famigerato Minculpop fascista. Di fatto, si tratta di una proposta che mostra di non aver grande contezza né di come funziona la scienza né, meno che mai, di come funziona la televisione. Come se la famiglia Angela passasse il suo tempo a sfogliare “Science” o “Nature”, selezionando accigliatamente le scoperte più sexy da mandare in onda. Insomma: uno slogan come un altro, buttato lì nel pourparler pseudo-politico quotidiano e...

Prima che sia troppo tardi / Come acqua nella sabbia

L’acqua mancherà. Come leggende portate da viaggiatori stanchi cominciamo a sentire che l’acqua sta mancando, ma sta mancando in posti così lontani che le nostre docce continuano a scorrere come fontane e i nostri prati in giardino sono lucenti e floridi. Queste leggende tristi e fantasiose raccontano di falde inquinate, di deserti che avanzano, e alcune storie assurde sembrano l’eco di distopie e complotti, in cui i prìncipi del profitto e gli oligarchi della notte si stanno accaparrando tutte le fonti della terra. Alcuni di loro starebbero costruendo delle dighe immense, che asciugano a valle le terre dei popoli poveri. Altri starebbero chiudendo come casseforti l’accesso a immensi laghi sotterranei, in attesa di aridità future, per spillare col contagocce e a caro prezzo l’elemento...

Dal corpo della nazione al corpo individuale / Forza Nuova e Casa Pound d'Italia

Diverso è il discorso per due altre organizzazioni, la cui visibilità mediatica è senz’altro maggiore rispetto a quella di tanti gruppi che le hanno precedute. Alla fine degli anni Novanta va sviluppandosi Forza nuova. Nel triennio 2005-2008 si consolida il progetto di CasaPound Italia. A tutt’oggi sono le due forze maggiormente significative sul piano nazionale per ciò che resta (o rinasce) dell’ampia galassia neofascista. Entrambe nascono sulla scorta di progetti o comunque di sollecitazioni provenienti dagli ambienti della ex militanza in Terza posizione, ed in particolare con le figure di Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. Forza nuova data la sua nascita al settembre del 1997. Roberto Fiore e Massimo Morsello (deceduto poi nel 2001) ne sono dall’inizio i maggiori esponenti.   La...

Indicativo presente | Duecento giorni in classe / Ridere

In sei ore ne capitano di cose, stando insieme. Raramente nella nostra vita privata dobbiamo stare nella stessa stanza con qualcun altro ore e ore, senza pause. Oggi è tale la paura che un ragazzino si spacchi il naso durante un intervallo che certi dirigenti scolastici addirittura vietano di fare l’intervallo nei corridoi e negli atrii! Chiusi in classe! Oppure spuntano cartelli di VIETATO CORRERE! VIETATO USARE IL CELLULARE! VIETATO FUMARE! (questo diventa attuale ormai dalle classi terze della media, dove i maschi credono di farsi fighi svapando nei bagni…). La mia innata propensione alla provocazione mi spinge più volte a voler appendere qualche altro cartello, tipo: VIETATO RIDERE! VIETATO ABBRACCIARSI! VIETATO STARE BENE! Lo so lo so, i pericoli ci sono: a me in prima media hanno...

Lo scandalo della scuola / Topo Federico, gli insegnanti e il cuore

Una favola di Leo Lionni, Federico, racconta di un topo guardato con biasimo dagli altri topi perché manca di fare il proprio dovere mentre tutti si adoperano nel raccogliere frutta e legna per la stagione fredda alle porte. Federico guarda fiori e colori, contempla le nuvole; appare assorto, svagato, non porta nessun seme al rifugio. L’inverno arriva e le provviste finiscono. I topi, stretti l’uno all’altro, non immaginano come attraversare, senza più cibo né legna, i mesi rigidi ancora a venire. Federico si fa un poco più in alto di loro, e, da un immaginario pulpito di un immaginario rifugio di sassi, inizia a raccontare le storie e le immagini di cui ha fatto scorta, mentre non si avevano per lui che sguardi di rimprovero. Le parole di Federico scaldano, sfamano e portano luce. Ai...

Roma e il “respiro” dell’Appennino / Ricette immateriali. Amatriciana

Amatrice è nome e suono che inevitabilmente riporta al terribile terremoto del 2016. Nei giorni successivi a quella prima scossa del 24 Agosto, dopo le vittime e dopo le macerie e poi ancora dopo la polvere delle rovine e quella delle inefficienze, tra le innumerevoli parole ascoltate, molti inaspettatamente, impararono a conoscere che uno degli alimenti tipici dell’identità romana aveva avuto origine tra quei monti, lì ad Amatrice.   L’Amatriciana per chi la conosce può infatti essere quasi come un’eco di Roma, un suo sinonimo non troppo lontano.  Inevitabile: dire Amatriciana è creare anche un’associazione di senso, è recuperare un’esperienza che dal gusto e dalle papille sale alla memoria dei luoghi, alla consapevolezza della conoscenza lungo i percorsi emotivi e i “...

Elena Ferrante / L’amica geniale stasera in TV

Finalmente stasera su RAI1 verranno trasmesse le prime due puntate della serie TV di L’amica geniale, fiction tratta dall’omonima tetralogia di cui Elena Ferrante è autrice. Dopo la proiezione in anteprima all’ultima Biennale del Cinema di Venezia e, a inizio ottobre, le tre giornate di proiezione nei cinema italiani, finalmente la genialità possiamo guardarla attraverso i volti delle due bambine prescelte a incarnare quello che fino ad adesso è stato invisibile.  Invisibile è tuttora Elena Ferrante, così come irresistibile è stata l’ossessione collettiva di svelarne l’identità, e ora con la fiction la seduzione di questa inafferrabilità è sotto gli occhi di tutti e coincide anche visivamente con tutte le antinomie di una Napoli femminea, in qualche modo latente e collaterale ma...