Alfabeto Pasolini

Società

Testimonianze / La guerra nelle parole dei rifugiati

La guerra nelle parole dei rifugiati (Enrico Osvaldi)   Appena l’estate scorsa, nell’afa di un balcone di una piccola “Khruščevka” [Casa sovietica del periodo Khruščev] in ulitsa Družba Narodov a Kyiv, tra i racconti di una vita trascorsa nell’URSS, infinite tazze di čaj, fotografie di Levitan, e quell’onnipresente odore di aneto che inonda le case dell’est europeo, mai avrei immaginato di trovarmi, appena pochi mesi dopo, in un tendone nel centro di Bologna a raccontare con malinconia quel periodo alla fiumana di profughi che ogni giorno si affretta alle porte chiedendo aiuto e comprensione. Lo racconto, nei momenti vuoti tra una domanda e l’altra degli assistenti sociali, a chi richiede asilo, basiche necessità, o un luogo in cui dormire. Mi avvicino a loro e cerco per un momento...

Le riviste d'avanguardia a Milano / Arte e Controcultura (1967 - 1968)

Per molto tempo, l’unica cosa che ho ricordato di Gianni-Emilio Simonetti era il testo di prefazione a Pop story di Riccardo Bertoncelli. Portava un titolo che all’epoca ritenevo oscuro, ma solo perché non avevo letto Joyce né conoscevo certi usi “liberati” del linguaggio. E mi sfuggivano le ragioni di quella astrusa collocazione editoriale, al principio di un libro che ho amato molto, e che sotto forma di fotocopia piratata dal volume in possesso della biblioteca del mio paese mi accompagnò negli anni a venire: insegnandomi tanta musica, e forse anche un certo espressionismo, lo chiameremo così, argomentativo. Molti anni dopo mi sono comprato quel volumetto verde su Ebay; e ho riletto soprattutto quell’introduzione, l’unica cosa che da giovane non avevo fotocopiato. Non ho cambiato...

Il progetto imperiale di Putin / Russia, Ucraina, Europa: la fine dell’età post-sovietica?

“Il periodo di recupero è finito. La fase post-sovietica nello sviluppo della Russia, del resto, così come nello sviluppo del mondo intero, è completata ed esaurita.”   Nel primo dei documenti programmatici che anticipavano la sua candidatura al terzo mandato presidenziale nel 2012, Vladimir Putin dichiarava la fine della ‘fase post-sovietica nel processo di sviluppo della Russia’ e del resto del mondo, e l’inizio di una nuova era. Un’era in cui era possibile ‘ripristinare la controllabilità elementare del potere’, ‘restituire alla Russia lo status di entità geopolitica’, ‘stabilire un sistema sociale e migliorare l’economia’ del Paese. “La fine della fase post-sovietica” veniva dunque sancita direttamente dalle parole di Putin. Ma che significato aveva in termini politici un’...

Uno / Diario russo. 19 marzo 2022

Riflettere su avvenimenti in grado di cambiare la storia è sempre molto difficile, è addirittura banale affermarlo, ma farlo quando questi eventi hanno un effetto immediato sulla propria vita è impresa ben più ardua. Come per l’Ucraina, per la Russia vi sarà un “prima” e un “dopo” il 24 febbraio, quando i primi missili e le prime bombe sono piombate su Kiev, Kharkiv, Chernihiv e altre città poco prima dell’alba, gettando un popolo, quello ucraino, nel terrore e nell’angoscia, e rendendo i russi ostaggio di un azzardo orribile. All’aggressione militare corrisponde in questo momento il totale restringimento di quei pochissimi spazi d’espressione e d’informazione ancora presenti in Russia, con misure che seguono una escalation durata più di un decennio contro la società civile. Non si tratta...

Polo del ‘900 / La rivoluzione in rima

Si chiama “Cinecronache”, è prodotto da “edizione cooperativa per una libera informazione”, uno dei tanti collettivi militanti di quegli anni, presumo. Documenta, nel modo più scabro possibile, una manifestazione di 30.000 donne a Roma nell’inverno del ’76. Lo fa con quello che potremmo definire una sorta di grado zero della ripresa, da cinema documentario senza un punto di vista personale (paura di sovrapporre l’individualismo alla rappresentazione delle masse? Chissà…). Le immagini sono piuttosto banali, affossate da uno stinto bianco e nero che sembra rivelare una pionieristica ripresa video. Sarei pronto a giurare che furono realizzate con uno di quegli Akai da un quarto di pollice che giravano allora tra gli addetti alla controinformazione, quorum ego, quando si pensava che bastasse...

Non solo Putin / Guerra: la logica della potenza

La geopolitica ci insegna sostanzialmente due cose. La prima appare poco più di un’ovvietà: la logica degli imperi è la logica della potenza. La seconda, infinitamente più inquietante della prima, è che gli imperi, che osservano la logica della potenza, non dispongono della potenza ma ne sono disposti. Siamo soliti rappresentarci l’impero come una volontà tirannica, spesso incarnata nelle bizze di un uomo solo al comando, ma non è così. È la logica della potenza che tira le fila del gioco. Non ci sono scelte da parte degli esecutivi ma qualcosa che assomiglia alla rigida osservanza di un destino manifesto, un dover essere e un dover fare piuttosto che un libero agire. Gli imperi non godono del privilegio del libero arbitrio. Sono stretti nella morsa di un non poter fare altrimenti quello...

Aleksandra Kaluzhskikh / Protestare in Russia: un interrogatorio

Il 6 marzo a Mosca e in tante altre città russe vi sono state numerose proteste contro la guerra in Ucraina. Secondo i dati di OVD-INFO (un'organizzazione indipendente che fornisce assistenza legale ai prigionieri politici e che è attualmente riconosciuta come agente straniero, ma continua a lavorare), avevano protestato decine di migliaia di persone di cui sono state arrestate 5186. Pubblichiamo la traduzione della registrazione dal commissariato di polizia a Brateevo, un quartiere di Mosca. Una delle arrestate, Aleksandra Kaluzhskikh ha registrato quanto avveniva sul suo smartphone. Qui il link originale.   La poliziotta: Dove risiede abitualmente?  La detenuta: Mi rifiuto di parlare. Articolo 51 [articolo della Costituzione delle Federazione Russa che attribuisce a ognuno il...

Compassione e giudizio / Considerazioni sulla guerra

Come ogni guerra, anche questa che il potere russo ha portato in Ucraina, è un teatro di morte e di violenza. L’atto del distruggere – vite, abitazioni, legami, istituzioni – soltanto in apparenza è strumento per un’affermazione di supremazia, di dominio territoriale, di controllo; nei fatti disvela la pulsione più propria di una politica fondata sul mito della potenza e non sulla cura della res pubblica, sui fantasmi del sacro suolo e non sulle regole del vivere civile: una pulsione che consiste nel togliere volto, pensieri, affetti, cioè singolarità vivente e senziente ai corpi di migliaia o milioni di individui, per il fatto che in un dato momento vengono considerati, in certo modo identificati, soltanto come appartenenti a un Paese ritenuto un pericoloso campo di minaccia. È dalle...

Reparto femminile e genderfluid / Uncinetto a San Vittore

Mi sono sempre meravigliata che il lungo e largo marciapiedi che costeggia il muro del carcere di San Vittore sul lato di viale Papiniano sia per lo più quasi deserto. A parte le poche persone in attesa davanti alla porticina che immette ai locali per i colloqui con i detenuti e la consegna dei pacchi, sono rari i pedoni che scelgono di percorrerlo. Nemmeno le biciclette sembrano voler approfittare dell’occasione piuttosto unica di potere sfrecciare su un marciapiedi senza essere maledetti dai passanti. Tutto il consueto frettoloso andirivieni milanese si svolge di là dal semaforo, a debita distanza dall’odore di galera.   Che cosa tiene lontane le persone da uno dei luoghi più presidiati e sicuri della metropoli, mi chiedo. Istintiva repulsione per il crimine ospitato in quella...

Intervista con il sociologo Grigory Yudin / Un movimento contro la guerra in Russia

Il 24 febbraio, la Russia ha cominciato la guerra in Ucraina. In quello stesso giorno, sono cominciate le proteste in tutta la Russia. È difficile chiamarle manifestazioni di massa, anche se in definitiva quasi 6,500 persone sono state arrestate (in Russia, questo genere di assembramenti è di fatto vietato, e le autorità perseguono persino individui che fanno picchetti solitari). Anche il sociologo Grigory Yudin è stato arrestato ed è finito in ospedale in seguito a una protesta contro la guerra a Mosca. La corrispondente speciale per Meduza Svetlana Reiter ha discusso con Yudin il motivo per cui non ha senso dire che le proteste in Russia siano “piccole” – e perché Yudin crede che gli studiosi e gli intellettuali debbano assumere una posizione dettata da principi morali. [Meduza è un...

Arte e influencer / Chiara Ferragni. Finale di partita

Si avverte una sensazione di déjà-vu osservando come Chiara Ferragni si pone innanzi agli occhi del pubblico. E non perché si serva di arcinote tecniche di marketing e pubblicità; adotti l’onorata professione di blogger; riproponga i manierismi di coloro che raccontano di sé su Instagram; sfrutti la fusione tra le industrie creative e quelle del lusso e della moda; ottimizzi il gossip quale strumento comunicativo; crei assuefazione apparendo vuoi una persona affabile vuoi un’ingegnosa affarista, imitabile nei suoi exploit. Così descritto, il fenomeno ammonterebbe a un rimescolamento di carte già sulla tavola. Da ottima ape regina, Ferragni avrebbe attinto la larva da più parti, assimilato la filosofia del management e compreso che per produrre plusvalore occorre infiltrarsi in ogni...

Usi e abusi della storia / La Russia e l’Ucraina secondo Putin

Nel corso dell’ultima settimana siamo tutti rimasti sgomenti di fronte alla brutale aggressione militare dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. Mentre osservavamo le dinamiche violente del conflitto, abbiamo fatto ricorso ad una serie di narrazioni per cercare di comprendere le motivazioni che hanno spinto l’élite politica russa a prendere una decisione rischiosa in termini politici e devastante in termini umanitari. E nel farlo, abbiamo inconsciamente utilizzato gli stessi strumenti offerti dalla retorica politica russa: abbiamo messo in dubbio la legittimità dello stato ucraino in prospettiva storica; abbiamo guardato con sospetto al ruolo dell’Occidente e della NATO nel corso degli ultimi trent’anni; abbiamo fatto ricorso all’idea dell’unità della ‘Russia storica’.   Lo...

Parole per il futuro / Coraggio

Per quanto ho potuto mi sono tenuta alla larga dalle relazioni di potere, in primo luogo per la loro stupidità. Ma ogni tanto, mio malgrado, mi è capitato di inciamparci e di accorgermi di quanto, paradossalmente, il potere si nutra di… pavidità. Il piccolo potente, soprattutto quando il suo regno è infimo e periferico, è spesso pavido, altrimenti non avrebbe bisogno di adepti, paggetti, maschere, scuse, manovre e bugie per esercitarlo. (E non parlo degli ovvi e doverosi compromessi e negoziazioni che fanno parte del vivere politico e che hanno una loro etica.) Il pavido potente – il potente perché pavido – non guarda negli occhi, sfugge e manda avanti i sottoposti, cercando di agganciare la parte dipendente che ognuno ha. E se questa è molto estesa, la pavida impresa riesce. Il dis-...

Le scelte di Putin / Russia e Ucraina post-sovietica: il perché di un conflitto

“Voglio rivolgermi a tutti i cittadini della Federazione Russa: non come presidente dell’Ucraina, ma come cittadino dell’Ucraina… Sappiamo che non vogliamo una guerra: né fredda, né calda, né ibrida”. Alle prime ore della notte del 24 febbraio, in un discorso tenuto in lingua russa, così Volodymyr Zelens’kyj si rivolgeva ai cittadini russi nel tentativo di indurli a una mobilitazione popolare per fermare l’invasione russa nel Paese, che sarebbe comunque iniziata dopo qualche ora per volere della leadership politica russa. All’alba dello stesso giorno, il presidente Vladimir Putin annunciava il lancio di un’operazione speciale per “demilitarizzare” il Paese confinante.   Nel corso di questi lunghi otto anni, iniziati con la Rivoluzione di piazza dell’Indipendenza a Kyiv nel novembre...

Storia d'Italia attraverso i sentimenti (19) / Il barachin

Ecco il “barachin”. Un mondo. Storia e vita. Il sentire di uomini e donne accumulato nel suo spazio angusto. Ora ricordi che vanno evaporando.  “Barachin” è parola piemontese, dall’andatura lieve, quasi infantile, contrariamente al corrispettivo italiano “gavetta”, dal suono più impettito, intriso di memoria militare. È il contenitore di latta per conservare il cibo cucinato. Roba d’altri tempi. Altri costumi. Nella sua forma più rudimentale, lo usavano le nostre truppe per i propri miseri pasti, la “sbobba”, sempre uguale a se stessa (farina, acqua, una traccia d’olio, e tre patate secondo regolamento, bucce comprese). Nelle trincee della prima guerra mondiale, la “sbobba” era insaporita dal fango e dalla paura, gli occhi rivolti al nemico imbucato a pochi passi.    Tre...

Una riflessione sulla globalizzazione / Pandemia: un passo avanti e un gradino indietro

Quello che avviene nell’epoca digitale è distante. Ampliando l’osservazione di Guy Debord che uno spettacolo non è la relazione degli spettatori con quello che avviene in scena ma degli spettatori tra loro attraverso la scena, tutti i social sono spettacolo. Si presentano come facilitatori di relazioni umane, ma al contrario provocano una terribile solitudine.  I fruitori, tutti noi che compriamo online anche solo un biglietto del treno, non hanno più a che fare gli uni con gli altri, ma con la tecnologia che è tra l’uno e l’altro. Uno strumento, un mezzo, che come ci ha insegnato McLuhan è in realtà il proprio contenuto.  Il vero messaggio è la solitudine, le lingue naturali ridotte a un linguaggio artificiale, binario, le immagini, che sono doppi del reale, e gli emoj che...

Diario 3 / Andiamo a sballarci di Maalox!

Lunedì 14   A monito dei giovani sposi, che a volte affrontano impreparati le turbolenze del matrimonio, Carlo Collodi ha scritto che spesso la curiosità è causa di pericolosi malanni. Lo si può leggere nella breve postilla a Barbablù, la fiaba di Perrault tradotta proprio dall’autore di Pinocchio, uno dei capolavori della letteratura ottocentesca, ho detto in classe alla prima ora, mentre ancora sbadigliavano. Quindi ho riassunto la fiaba, che fornisce un buon esempio di quanto sostiene Kierkegaard riguardo alla figura di Adamo, cioè che il senso della libertà è risvegliato proprio dal divieto, il celebre divieto di attingere dall’albero della conoscenza. È il divieto, la legge, a scatenare il desiderio, come riconosce San Paolo: non avrei conosciuto la concupiscenza se la legge non...

Reportage di un flâneur / L'Arabia in taxi

Il primo pezzo d’Arabia che mi accoglie è la voce registrata che annuncia quanto siamo vicini a sorvolare la Mecca. Possa Allah accettare tutte le vostre buone azioni, in italiano. Vorrei risentirlo in inglese: accept? Per quel che ho sempre percepito io, profano, ateo, Allah è il vuoto, il pieno, l’infinito e il completo. Non è il Dio cristiano, umanizzato e che sento troneggiante. Mi cullo con l’idea che sia, l’Islam, più vicino alle filosofie orientali che non alle altre religioni del Libro. Forse per questo facile a scivolare nell’assolutismo, ma a me più comprensibile di ogni cristianesimo, quello protestante dell’etica e quello cattolico della morale. Se spazzassimo via gli imam e l’oscenità della costrizione delle donne, le geometrie intelligenti, gentili ed esatte dei mosaici...

Terre mobili / L’estate è finita, racconto corale di un territorio che muore

L’estate è finita è un titolo che si associa alla tristezza infantile della fine delle vacanze, della libertà, del sogno e al brusco ritorno alla realtà. Ma quale estate è finita sul litorale domizio cui l’architetto urbanista e analista sociale Salvatore Porcaro ha dedicato il suo libro recente (Monitor Edizioni, Napoli 2021), frutto di circa quindici anni di ricerca sul posto? E di chi è l’estate che l’autore/testimone attesta ‘finita’? Per avere risposta a queste domande bisogna tuffarsi nelle duecentosettantotto pagine di questo ‘racconto corale’ e tenere ben salda la barra, perché le acque limpidamente limacciose in cui Porcaro ci invita a navigare ci rimandano come uno specchio l’immagine di ciò che il nostro paese e noi che lo abitiamo ci siamo abituati a essere.   Si tratta...

Vagabondi eccezionali - 2 / Efa, la donna della montagna

Al confine tra la Slovenia e l’Italia c’è un monte, è il terzo più alto della provincia di Trieste, gli italiani lo chiamano monte Lanaro, gli sloveni Volnik. La sua è una flora tipicamente adriatica: roveri, cerri, pini neri e boschi carsici, e poi doline profonde. Chi lo frequenta sa che quei boschi custodiscono una storia preziosa.    Efa, al secolo Albina Muženič, nasce a Maresago, Capodistria, il 13 luglio 1904, da Giovanni e Orsola Bonin. Maresago è un piccolo paese che gode di una splendida posizione, da una parte si affaccia sul mare, dall’altra sulla valle del Dragogna. L’infanzia di Albina è l’infanzia tipica di una bambina di umili origini di quegli anni, le corse con gli amici tra i vigneti e gli alberi da frutto, i giochi nei campi coltivati, le stalle con i maiali...

Sullo stato presente delle cose / Scuola: dalla DAD alle occupazioni

Nel corso della fase più acuta dell'emergenza pandemica l'impegnativa gestione della quotidianità e il confronto con le difficoltà di tutti e tutte – amministratori, docenti, studenti, famiglie – hanno reso arduo scrivere di scuola per poter dire qualcosa che non fosse sgomento e fatica. Si trattava di provare a costruire una quotidianità il più possibile rassicurante e garantire formazione e socialità, nonostante Didattica a distanza (poi Didattica digitale integrata) oppure con turni per le classi/studenti, spazi, servizi e opportunità ridotti. Anche quando la scuola ha ripreso a funzionare in presenza la normalità non c'è stata, per le tante ragioni di sicurezza che ben conosciamo. Si è poi entrati in una condizione indefinita di passaggio – quando finisce una pandemia? –...

Una conversazione / Tocatì. Torniamo a giocare nelle nostre piazze

Valentina Lapiccirella Zingari (1962), consulente di Associazione Giochi Antichi, è un'antropologa con un dottorato dell'Università di Siena, Italia. Dal 2017 è facilitatore accreditato UNESCO e membro attivo della rete – strategia globale di capacity building della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Dal 1997, sviluppa approcci etnografici, partecipativi e comunitari nel processo di heritage-making, nei campi della museografia, della storia orale, degli archivi audiovisivi e dell'ICH. Dal 2009, per la Società Italiana di Antropologia Museale e del Patrimonio – SIMBDEA, segue i processi relativi all'attuazione della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale in Italia e il dialogo ...