raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Lavagna
Enrico Manera

Enrico Manera (Torino, 1973). Specializzato in Scienze della cultura e dottore di ricerca in filosofia, insegna filosofia e storia in un liceo torinese. Ha svolto coordinamento redazionale in area storico-filosofica, curato materiali per l’editoria scolastica e scrive su riviste scientifiche. I suoi interessi principali vertono sulle teorie del mito e della memoria culturale in età contemporanea e sulle intersezioni tra filosofia, antropologia e storia delle idee. http://arrigomalera.blogspot.com/

07.05.2015

C'era una volta la Buona Scuola

Negli ultimi giorni la mobilitazione di docenti, studenti e genitori contro il progetto di riforma della scuola è stata molto intensa. Il clima di festa e protesta, che si è visto nelle principali città italiane, ha preso il posto delle immagini dei danneggiamenti di Milano e dei precari caricati a Bologna nei giorni scorsi. I giornali riferiscono di decine di migliaia di persone in piazza e di uno sciopero generale con un’adesione che si aggira all'80%; tanti gli studenti. Le cifre sarebbero 25mila a Roma, 20mila a Milano, 10mila a Torino, 15mila a Bari, 5mila a Cagliari, 10mila a Palermo e 5mila a Catania. Un successo in ogni caso per i sindacati, in un momento in cui lo sciopero come strumento di rivendicazione è vissuto con sfiducia. Da segnalare...

29.04.2015

Penso dunque sono

Al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori i manuali scolastici sono poco presi in considerazione: invece il manuale è un genere di libro molto diffuso e fondamentale per la formazione degli individui; è sempre su un manuale che si fondano le principali conoscenze generali di qualsivoglia ambito, prima che un eventuale percorso ulteriore giunga a perfezionare e definire conoscenze specialistiche e di settore. Da qui l'attenzione che è opportuno dedicare al modo in cui i manuali di diverse materie affrontano gli argomenti e sviluppano le competenze trasversali e relative a ogni specifico ambito disciplinare. La nuova edizione del manuale di filosofia per le scuole superiori Penso dunque sono (G. D’Anna 2014), scritto da Armando Massarenti ed Emiliano...

25.04.2015

Giovanni De Luna. La Resistenza perfetta

Come spiegare in breve ciò che accade nella storia italiana nei venti densissimi mesi tra il 1943 e il 1945? Come restituire la stratificazione di senso che assume quella vicenda complessa, che ha il suo prima nel fascismo e nella guerra e il suo dopo nella storia della Repubblica antifascista, di cui la Resistenza diviene anche mito fondativo e continua a essere il reagente della politica per settant'anni?   David Bidussa ha sintetizzato con efficacia il disagio attuale di chi si cimenta in questo discorso scrivendo che «il 25 aprile si conferma come una partita dove non c’è la storia, bensì l’uso politico del passato». Uscire dall'impasse che segna oggi la comunicazione dei valori della Resistenza, troppo spesso trasformata in...

10.03.2015

Produrre e condividere

“Teste e colli. Cronache dell'istruzione ai tempi della Buona Scuola” è un progetto editoriale de il lavoro culturale che nasce dall'intreccio di riflessioni, spunti, interviste, connessioni nate fra autori che si occupano e lavorano nel mondo dell'istruzione pubblica in Italia e all'estero. Il titolo si richiama alla provocatoria immagine evocata dal filosofo Michel Serres per descrivere i ragazzi e le ragazze del XXI secolo: non più teste piene di nozioni o teste ben fatte, ma agili tronconi di teste aperte al vento di informazioni della Rete. I temi toccati sono i più svariati, come del resto impone un oggetto complesso quale è la scuola, dall'attuale progetto di riforma alla formazione degli insegnanti, dalla “...

01.03.2015

Dai tombini di Torino

Un nuovo segnale è stato recentemente emesso dalla galassia Senzanome, raccolto e ritrasmesso dalle edizioni Alegre di Roma che così inaugura la collana Quinto tipo, diretta da Wu Ming 1 e dedicata agli «oggetti narrativi non identificati». Si tratta di libri che erodendo le cornici retoriche codificate e ibridando le tipologie testuali svolgono attività di guerrilla comunicativa e invitano a rileggere obliquamente il nostro mondo: lo stesso che abuso di comunicazione di massa, ronzio di fondo da socialnetwork e inquinamento narrativo diffuso rendono difficile da vivere, decodificare, amare.   Non ci potrebbe essere esordio più felice. Diario di zona raccoglie scritture inizialmente destinate da Luigi Chiarella al suo blog, da cui il nome...

25.02.2015

Un luogo dove poter andare lenti

«Li osservo e noto che, anche se sono passati dai loro primi scarabocchi, in cui cominciano a prendere forma le cose del mondo tutti, tutti tornano inesorabilmente a quella loro prima casa abbozzata, composta da un rettangolo con sopra il triangolo del tetto.»   Questo libro di Franco Lorenzoni, maestro elementare nel piccolo centro di Giove, in Umbria, con ultratrentennale esperienza pedagogica, è uno scrigno di considerazioni, osservazioni, folgorazioni di rara intelligenza in ambito educativo, che non solo possono servire a chi lavora nella scuola primaria ma si rivolgono a chiunque si occupi di educazione, formazione, cultura. Mentre scorrevo La buona scuola, cercando di poterci scrivere qualcosa, leggere Lorenzoni mi ha aiutato a ragionare su cosa vorrei...

29.01.2015

Lettera a un/a giovane insegnante 7

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schernito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli. Con tutta la distanza autoironica...

27.01.2015

Guantanamo e i nuovi Lager

Tra i commenti ai recenti attentati di Parigi alcune voci si sono soffermate sulle possibili conseguenze che una risposta securitaria potrebbe portare in termini legislativi nelle società europee. L'uso isterico dei pronomi personali dopo la strage nelle redazione di Charlie Hebdo è anche una spia linguistica della logica dell'identità che all'indomani dell'attentato alle Torri gemelle del 2001 ha accompagnato le retoriche dello scontro di civiltà; retoriche che hanno giustificato gli interventi di polizia internazionale e le guerre chirurgiche. Intervistato da Repubblica il 15 gennaio Giorgio Agamben ha invitato «a mantenere la lucidità» e non commettere lo stesso errore l'«equivoco tra terrorismo e guerra che ha...

26.11.2014

Lettera a un/a giovane insegnante 6

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

14.11.2014

Lettera a un/a giovane insegnante 5

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

30.09.2014

Lettera a un/a giovane insegnante 4

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

23.09.2014

Scuola e mondo digitale

Tra i libri che si occupano del rapporto tra scuola e mondo digitale, Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi, di Manfred Spitzer, Corbaccio 2013 è di gran lunga il più critico e il più allarmante. Spitzer dirige la Clinica psichiatrica e il Centro per le neuroscienze e l'apprendimento dell'Università di Ulm: è uno psichiatra che cura le patologie correlate al consumo di media digitali tra giovani e giovanissimi, ma anche un neuroscienziato che ragiona in termini epidemiologici sui rischi di diffusione delle demenze future in relazione ai danni cognitivi che si possono presumere partendo dai dati a disposizione.   La sua critica non è quella di un intellettuale che proviene dalla grande tradizione umanista, come il...

19.09.2014

Elogio dello straccio e dei reietti

Walter Benjamin, decisivo e profetico per la comprensione della modernità, è lo spirito guida che abita il recente Memoria dei senzanome. Gianluca Solla mette insieme una raccolta di saggi limpidi e splendide divagazioni per una «breve storia dell'infimo e dell'infame» in cui trovano posto straccivendoli, rovine, sottoproletari, poveri e poverissimi, perdigiorno, banlieues, slums, plebi e clandestini, irregolarità di ogni sorta accomunati dall'eccedenza rispetto a un logos normativo e normalizzante, impotente e infastidito dalla stessa esistenza di ciò che si sottrae alla sua presa.   Il libro è una sorta di daydreaming, piacevolmente ricorsivo e illuminato da una scrittura spesso lirica, che si apprezza tanto nel singolo...

27.08.2014

Lettera a un/a giovane insegnante 3

Al volgere di una tornata di immissioni in ruolo, un po' per gioco e un po' no, mi erano stati chiesti dei consigli. Naturalmente, mi sono schermito. Poi ho pensato a quello che avrei voluto sapere quando non ancora trentenne ho iniziato a insegnare e che ho scoperto in classe, nel decennio successivo e confrontandomi con altre esperienze. Il gioco mi ha preso la mano e ne è venuto fuori una autoriflessione da condividere in alcuni punti. Se ne possono aggiungere altri, chiaro. Pensavo, con tutta la distanza autoironica del caso, alle lettere di un Rilke più stralunato, invece è risultata la voce di un Wittgenstein più nevrotico, con tutta la distanza autoironica del caso. L'importante è avere buoni modelli, con tutta la distanza autoironica...

04.08.2014

Governati da ricchi che negano la morte

Storicamente, quando si decide che il welfare deve saltare, una strategia di governo può essere insistere sulla paura del crimine, anche contro i fatti, e generare allarme sociale. È avvenuto negli Usa fin dalla fine dei sessanta, con un significativo picco nelle politiche securitarie post-11 settembre. È avvenuto in Italia negli ultimi vent'anni. Si tratta di un tratto che avvicina il neoliberismo e le destre, trovando significative sponde in quelle parti del centrosinistra che tendono a assumere tratti specifici della cultura di destra, e come tale merita una speciale attenzione. È questo in estrema sintesi il nucleo teorico del libro di Tamar Pitch, Contro il decoro, 2013, che ripercorre alcune significative tappe di questa dinamica in Italia, a partire...

10.07.2014

La condizione post-umana

Se è vero che ci sono alcune buone ragioni per essere stufi di una retorica del post-qualsiasi-cosa che ha abusato del prefisso per risolvere problemi di definizione, è altrettanto vero che ci sono ambiti in cui il termine richiede di essere usato per la problematicità viva e aperta, che significa: un'urgenza che chiede di essere pensata e non può essere pacificata nella sua lingua.   Le idee e le immagini che vanno sotto il nome di post-umano rientrano pienamente in questa categoria, nella misura in cui quello che va sotto il nome di umanesimo non pare in grado di soddisfare la complessità epistemologica del pensiero contemporaneo e risulta connesso a modalità novecentesche di pensiero i cui esiti ­– la violenza genocidaria...

02.07.2014

Aime. All'Avogadro si cominciava a ottobre

La scuola è sempre luogo di formazione e di scoperta, un punto di intersezione tra cultura alta e bassa e un laboratorio continuo di avvicinamento alla realtà sociale e politica: ed è per questo un luogo mitico a cui è riservato uno spazio speciale nella memoria.   Marco Aime, antropologo e saggista, dà corpo a questa idea raccontando la sua esperienza di studente nel periodo 1970-1975 in All'Avogadro si cominciava a ottobre, nel quale lascia (apparentemente) da parte i ferri del mestiere e recupera pezzi di una dimensione affettiva. È una pagina di storia della scuola, e della società che in essa si rispecchia, vista da uno studente in età di formazione, che per Andrea Bajani, nell’introduzione, racconta «un...

27.06.2014

Wu Ming: sopravvivere alla controrivoluzione

In occasione dell'uscita de L'armata dei sonnambuli di Wu Ming, il nuovo romanzo storico ambientato durante la fase più radicale della Rivoluzione francese, Doppiozero ha incontrato il collettivo bolognese di scrittori e ne è nata una conversazione sulla violenza, sulla politica, sul teatro, sulla storia, sul rapporto con i lettori, sulla militanza, sulla scrittura.     Il libro si apre con un pezzo della bellissima lettera di Babeuf alla moglie, profetica perché scritta nel luglio-agosto 1789, e trova una conclusione nel gesto di giustizia privata di Marie Nozière, la cui storia è snodo centrale del romanzo; la violenza politica è al centro del libro, le donne la agiscono e, in assoluto, hanno un ruolo decisivo.  ...

20.06.2014

Sempre di passaggio, l'esame di stato.

Esiste ormai un vero e proprio genere “maturità”, che ogni anno annoia o attira a seconda dei casi, con i consigli per gli adolescenti, le previsioni sui trend, i ricordi delle celebrità, le letture psicanalitiche, all'interno del quale il gioco è ormai riuscire a trattare per quello che è – un momento di verifica di un ciclo scolastico e un momento di passaggio a un'altra fase della vita – per circa cinquecentomila adolescenti. Un buon osservatorio è Twitter e nel lasciarvi al piacere di scoprire o evitare #maturità2014, il migliore commento mi sembra quello di Maria Laura Rodotà (@marilur1) che scrive «La terribile sensazione del genitore medio di vivere da giorni e per giorni in una canzone di...

10.06.2014

Wu Ming. L'armata dei sonnambuli

L'uscita de L'armata dei sonnambuli di Wu Ming, il nuovo romanzo del collettivo bolognese che ha già avuto tre ristampe in poche settimane, è l'occasione per ragionare su un'officina letteraria che è anche un cantiere di riflessione sociale e politica vasto e ramificato, fortemente radicato in rete e su Giap in particolare. Un factory che ha ormai quindici anni – da quando cioè Q conquistava l'attenzione dei lettori con un romanzo storico ambientato durate la riforma protestante che era anche un vero e proprio western teologico.   Da allora romanzi di gruppo e opere soliste hanno messo in scena conflitti e creato cortocircuiti in diversi ambiti, dalla Resistenza di Asce di guerra alla questione di Trieste e del confine orientale...

06.06.2014

Bono Vox, nel nome del potere

Credo veramente che quando si scriveranno i libri di storia, la nostra epoca verrà ricordata per tre cose: la guerra al terrorismo, la rivoluzione digitale e quello che abbiamo fatto […] per spegnere l'incendio in Africa. La storia, come Dio, sta guardando quello che facciamo. Bono, 2006   Fidatevi del capitalismo: noi troveremo una via d'uscita. Bono, 2010   Paul Hewson, più noto come Bono Vox, o semplicemente Bono, è un'icona indiscussa dei nostri tempi. Cantante carismatico degli U2, un gruppo irlandese che non ha bisogno di presentazioni, è una rockstar di fama mondiale, un uomo ricchissimo e una figura mitologica dell'immaginario pop contemporaneo.     Posto che la sua è una delle più belle voci maschili del pop, si può discutere sulle fasi alterne di una...

04.06.2014

La qualità mitologica della rivolta

“La rivoluzione comincia a casa, preferibilmente davanti allo specchio del bagno”, scrivevano gli Hüsker Dü, indimenticata colonna portante del punk e della controcultura americana, nelle note del disco del 1987 che chiudeva lo loro storia. Pare una glossa minimalista, in stile asciutto e diretto, a quanto scriveva Furio Jesi tra il 1967 e il 1969 in un libro pubblicato postumo con il nome di Spartakus. Simbologia della rivolta.   L’istante della rivolta determina la fulminea autorealizzazione e oggettivazione di sé quale parte di una collettività. [...] Lo spazio individuale di ciascuno, dominato dai propri simboli personali, il rifugio del tempo storico che ciascuno ritrova nella propria simbologia e nella propria mitologia individuale,...

29.05.2014

I filosofi di Hitler

«L’uomo “germanico”, l’uomo “nordico” viene eretto a canone in confronto al quale si misura la validità delle opinioni sul mondo». Walther Schulze-Sölde, professore di filosofia a Innsbruck e militante nazista Con I filosofi di Hitler (Bollati Boirnghieri), Yvonne Sherratt ha scritto il libro di sintesi che mancava nello scaffale del cultore italiano di studi filosofici: la storia di come la filosofia tedesca, la filosofia per il ruolo che per lungo tempo ha ricoperto nella storia della cultura europea, sia stata coinvolta in tutte la vicende di violenze e violazioni dell'umano che iniziano con l'esaltazione nazionalista e attraverso il razzismo sfociano nel genocidio. La storia a cui ha girato intorno chiunque si sia formato dal dopoguerra in ambiti filosofici, con livelli di...

14.05.2014

Addio Rivoluzione, è tempo di Rivolta

Rivoluzione addio? Sì, il suo posto sembra sia stato preso dalla rivolta. Da Clichy-sous-Bois, nella banlieue parigina nel 2005, ad Atene nel 2008, all’assalto degli studenti londinesi nel 2010, alla discesa in piazza a Roma del corteo degli studenti, per passare alle rivolte della Primavera araba e a quelle in Turchia e in Venezuela, la rivolta sembra aver preso il posto delle forze rivoluzionarie. La rivolta non sembra aver progetto, non si proietta nel tempo futuro. Come ha sostenuto uno dei suoi teorici, il germanista e mitologo Furio Jesi, morto trent’anni fa, in Spartakus. Simbologia della rivolta, testo apparso postumo, “prima della rivolta e dopo di essa si stendono la terra di nessuno e la durata della vita di ognuno, nelle quali si compiono ininterrotte...